Statali, si fa largo l’idea del taglio agli stipendi che aiuti i privati

Si fa largo ed è sempre meno timida la proposta di un taglio agli stipendi del pubblico impiego quantificato tra il 5 ed il 10% da destinare ai lavoratori dei settori privati sotto forma di contributo fattivo di solidarietà. La proposta ha perlomeno il pudore di escludere i lavoratori del servizio sanitario nazionale che hanno pagato in tanti con la vita la crisi del coronavirus e le Forze dell’Ordine, che si adoperano per il mantenimento dell’ordine pubblico cosa che nessun Governo al mondo si sognerebbe di mettere in discussione. Siamo passati dall’inciso nella rassegna stampa di radio Radicale di inizio aprile, ad una proposta netta, precisa e motivata che viene dalle colonne autorevoli di Milano Finanza. In sostanza si ritiene che gli insegnanti e gli impiegati pubblici non abbiamo patito alcun disagio economico con la crisi pandemica che ha investito l’Italia e sono le uniche categorie di lavoratori che mantengono e manterranno un reddito certo anche nei prossimi difficili mesi. Il fondo in questione non sarebbe di poco conto. Il totale del contributo di concreta solidarietà che si pensa di raggranellare si aggira intorno ai dieci miliadi. La cifra è determinata per differenza dal monte spese per il personale dei servizi pubblici che somma 160 mld iscritti al bilancio Statale. Di questi, 60 mld si spendono per coprire le spese di personale delle Forze dell’Ordine e del SSN. Restano 100 mld , il 10% dei quali dà esattamente 10 mld che la parte tutelata della popolazione attiva potrebbe essere chiamata a donare a sostegno dei lavoratori privati finiti in bolletta per cause “naturali” e che non hanno alcuna certezza di riprendersi le loro vite in un prossimo futuro. Diciamocela tutta: è una proposta che non pensiamo non sarà ascoltata a cuore in mano dal nostro settore, ma contro la quale il pudore ci impedisce di sollevare la benché minima riserva. Sarebbero tra i 100 ed i 200 gli euro a cranio ai quali rinunciare, che andrebbero a finanziare la cassa integrazione dei lavoratori rimasti senza lavoro e chissa’ per quanto. I soldi in fondo vanno spesso via senza motivo valido. E’ sicurmente una provocazione, ma è una provocazione comprensibile difficile da confutare. Un pizzico sulla pancia che dovremmo darci.

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