Quanto entrerà per davvero in tasca? I dettagli da controllore
A due mesi dalla firma del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027 e dopo le prime proiezioni pubblicate ad agosto, ci siamo: il mese di ottobre 2026 segna il momento della verità. Qualcuno lo ha definito con enfasi, un autunno d’oro per le buste paga dei dipendenti pubblici, in particolare per i circa 200 mila lavoratori del comparto delle Funzioni Centrali (Ministeri, Agenzie Fiscali ed Enti Pubblici non Economici). Dopo la firma definitiva del CCNL 2025-2027 avvenuta lo scorso agosto, la macchina operativa del MEF ha avviato la tabella di marcia con l’apposita emissione speciale programmata da NoiPA il 14 settembre 2026 (con fondi ed esigibilità accreditati entro fine mese). L’operazione ha permesso di liquidare in un’unica soluzione gli arretrati maturati a titolo di adeguamento stipendiale per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e agosto/settembre 2026. All’interno del cedolino dedicato sono state lavorate le voci distinte per annualità (FC5 per il 2025 e FC6 per il 2026).
Con l’emissione della rata ordinaria di ottobre, i nuovi valori dei tabellari previsti dal contratto 2025-2027 sono entrati a far parte stabilmente della retribuzione mensile ordinaria, azzerando le differenze provvisorie.
Irpef e tassazione separata, il rebus del netto in busta
Molti colleghi si chiedono perché la cifra netta percepita si discosta dalle tabelle. La tassazione Separata: gli arretrati riferiti all’anno precedente (2025), non si sommano al reddito dell’anno in corso, ma vengono tassati con l’aliquota media IRPEF del biennio precedente. Chi nel 2024-2025 ha avuto scatti, straordinari consistenti o cambi di qualifica potrebbe trovarsi un’aliquota media più alta del previsto. Conguaglio 2026: le quote di aumento riferite ai mesi già trascorsi del 2026 rientrano invece nella tassazione ordinaria, impattando direttamente sugli scaglioni IRPEF dell’anno corrente. Ricordiamo inoltre che dal lordo tabellare va sempre detratto il 9,19% di ritenute previdenziali a carico del dipendente prima dell’applicazione dell’IRPEF
il recupero reale del potere d’acquisto
Il rinnovo riconosce un incremento medio complessivo a regime di circa 162 euro lordi mensili (pari a circa il 5,8% d’aumento lordo sulla massa salariale). Tuttavia, l’osservazione critica che emerge tra i corridoi dei Ministeri e delle Agenzie è chiara: a fronte di un’inflazione cumulata nel triennio precedente che ha eroso significativamente il potere d’acquisto, l’adeguamento stipendiale — pur positivo e tempestivo rispetto al passato — copre solo parzialmente il costo reale della vita.
Per questo motivo, la vera partita per il salario reale si sposterà nel luglio 2027, quando la clausola di monitoraggio ARAN-Sindacati (art. 45 del CCNL) metterà a confronto i dati ISTAT sui prezzi ed il salario reale effettivo.
Gli arretrati relativi al rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027 sono stati lavorati tramite l’emissione speciale NoiPA di settembre con esigibilità a fine mese, mentre il cedolino ordinario di ottobre 2026 recepisce stabilmente i nuovi importi tabellari aggiornati.
L’importo netto può variare a causa di un duplice fattore fiscale: la tassazione separata applicata agli arretrati del 2025 (calcolata sull’aliquota media del biennio precedente) e la tassazione ordinaria per i conguagli del 2026, a cui si aggiunge la trattenuta previdenziale fissa del 9,19% a carico del dipendente.
Nel cedolino di ottobre bisogna verificare l’aggiornamento della voce di stipendio tabellare in base alla propria area professionale (Operatori, Assistenti, Funzionari, EP) e controllare le apposite voci di conguaglio e arretrato contrassegnate dai codici dedicati.
