sarà ancora agile il lavoro dopo il coronavirus, promette la Dadone

Abbiamo fatto un salto repentino verso il rinnovamento della prassi amministrativa e non possiamo permetterci di perdere le esperienze di efficientamento organizzativo acquisite. Il mio intendimento è quello di proseguire quindi nelle misura del 30-40% di personale impiegato in telelavoro anche al termine del periodo di emergenza da coronavirus che stiamo attraversando. E’ quanto ha promesso in video alla testata FANPAGE.IT il Ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone, la quale ammette di essersi trovata di fronte alle resistenze di alcuni dirigenti che non se la sentivano di apportare cambiamenti alle vecchie istruttorie cartacee degli atti, ma poi, attivato l’ispettorato, si è riusciti a far comprendere ai pochi “resistenti”, che il telelavoro è non solamente una necessità per conciliare i tempi delle famiglie, ma una tutela dei lavoratori indispensabile alle ricorrenti pandemie delle moderne società aperte e globalizzate. Le Amministrazioni Centrali hanno risposto molto bene alla chiamata “smart”; anche le Regioni sono state in grado di convertire velocemente nella misura del 68%, la propria vecchia organizzazione cartacea. Un pò a macchia di leopardo invece, sono andati i Comuni. Alcuni dei quali non sono risultati ancora pronti perché non raggiunti dalla banda larga; altri per scarsa sensibilità o mancanza di strumentazione. La Dadone ribatte inoltre alle polemiche sollevate sui dipendenti che sprovvisti di dotazione informatica sarebbero stati lasciati a casa pagati per far nulla: non credo che nelle tasche dei dipendenti pubblici non ci sia un cellulare collegato alla rete per verificare la posta elettronica e svolgere almeno quelle mansioni elementari a distanza. Sottolinea però, come il blocco delle assunzioni ed i tagli contestuali alla formazione dei dipendenti negli ultimi anni di politiche imposte dalla Unione Europea, abbiano avuto quale esiti l’invecchiamento della popolazione impiegatizia già meno incline alle modalità digitali ed il rallentamento nell’acquisione delle comuni abilità informatiche…

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