Contratti, chiusa la prima tornata in saldi sul mercato unico

Il mese di novembre 2025 si è chiuso con un doppio evento contrattuale nel Comparto Funzioni Locali (Regioni, Comuni, Enti): la firma dell’ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 2022-2024 sia per il personale non dirigenziale (stipendi medi di circa 140 euro lordi/mese) sia, soprattutto, per i Dirigenti degli Enti Locali (incrementi medi di 444 euro lordi/mese). Nel frattempo, l’ARAN ha fissato la partenza delle trattative per il triennio 2025-2027, con un’attesa di aumenti medi di circa 158 euro per le Funzioni Centrali.

i numeri che non ti dicono

Proviamo a fare un riassunto numerico di cosa è successo davvero ai lavoratori del pubblico impiego nel triennio 2022-2024:

  • Inflazione cumulata: 16%
  • Aumento medio contrattuale: 5,7-6,8%
  • Perdita reale di potere d’acquisto: 10%
  • Per un infermiere con stipendio di 30mila euro lordi: perdita di circa 250 euro mensili di potere d’acquisto reale
  • Per un funzionario con stipendio di 35mila euro: perdita di circa 290 euro mensili
  • Per un insegnante con stipendio di 28mila euro: perdita di circa 230 euro mensili

Sono cifre che squadernano un’amara realtà: i dipendenti pubblici italiani nel triennio 2022-2024 sono diventati i più poveri tra i lavoratori. Punto.

Quel gran figo di Zangrillo

“cifre record mai viste nella storia della Repubblica”, s’impettisce Zangrillo. Infatti non si erano mai visti aumenti che coprono un terzo dell’inflazione spacciati come conquista, prima che avesse corso la storia dell’UE; prima che il lavoro fosse svalutato dai contratti firmati Deutsche Mark sotto le mentite spoglie dell’euro

ritorniamo a fare i conti nel portafogli

Ancora una volta, la politica contrattuale, per quanto condizionata dai vincoli europei che solamente la Cgil sembra ignorare, dimostra di non avere alcuna intenzione di premiare il vero merito e la produttività, ma solo di perpetuare una gerarchia retributiva insostenibile. Se è vero che l’inflazione erode tutti gli stipendi, è altrettanto vero che l’incremento di 444 euro per i dirigenti – spesso accompagnato da arretrati consistenti (fino a 9.100 euro) – rappresenta una sproporzione oltraggiosa rispetto ai 140 euro concessi agli impiegati e agli operatori che reggono fisicamente il peso del servizio pubblico

Appuntamento a Canosssa, con il Governo…

L’investimento non è sulle competenze operative necessarie a far funzionare una “PA in versione beta,” ma sull’apice amministrativo, rafforzando l’idea di una nomenclatura che distribuisce i benefici senza una seria verifica di risultato effettivo. Se non fosse che il vertice della piramide è di gran lunga meno numeroso della platea larga che sta in basso a dimenarsi tra bollette, ticket, prenotazioni lunghe ed attese pronti soccorso

(Visited 5 times, 1 visits today)

Lascia un commento