il cura Italia affossa i Comuni, l’Anci leva il suo grido di dolore estremo

Con una lettera personale indirizzata a Conte e Gualtieri, il Presidente dell’associazione dei Comuni italiani lancia un accorato appello affiché si pongano in essere immediate iniziative per restituire liquità di spesa ai Comuni, ultimo presidio istituzionale prossimo alla cittadinanza. Le misure adottate con il Decreto “cura Italia” per far fronte all’epidemia di corona virus che ha aggredito la nostra Patria, non tengono in alcun conto le disponibiltà dei Comuni chiamati a garantire servizi essenziali di vitale importanza con le casse azzerate dalle mancate entrate, come nei trasporti, ad esempio. Il grido di dolore, tiene a precisare il Presidente De Caro, non è una rivendicazione corporativa, ma un ultimo allarme prima del crollo generalizzato delle nostre Amministrazioni locali. L’Anci detta anche le cordinate di intervento immediato: – liberare le quote vincolate dell’avanzo di bilancio; – abbattere gli accantonamenti del Fondo crediti di dubbia esigibilità dal quale si possono recuperare circa 5 miliardi; – sospendere le rate dei mutui accesi con Cassa Depositi e Prestiti – trasferimenti a saldo pieno dal Ministero dell’Interno a valere sulla annualità 2020, del Fondo di solidarietà comunale;

note del Blog:// che si chiami Commisisone Junker; che si chiami Governo della Repubblica Federale di Germania; che si chiami Governo Monti, o Letta, o Renzi, passata la tempesta, il Popolo Italiano porti alla sbarra i responsabili di questo disastro economico che lo ha privato dei servizi vitali necessari alla Sua sopravvivenza nel corso degli ultimi decenni e che sta pagando oltre ogni immaginazione, con la perdita di numerose vite l’impreparazione e il depauperamento dei suoi apparati di eccellenza abbattuti dal miope maglio della competizione globale

fonte Anci.1; fonte Anci.2

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