bocciare e sottrarre la scuola ai Tar per salvare i giovani

E’ uno dei temi che piu’ ci stanno a cuore come bene sa chi da tempo legge queste pagine. Forse è il problema politico, sociale, culturale che prima di ogni altro va affrontato e risolto con una inversione di tendenza netta e precisa, che vada a correggere la rotta intrapresa negli ultimi trent’anni dalla scuola italiana i cui disastri civili e morali oltre che pratici, si stanno riverberando sotto i nostri occhi, increduli di quanti danni il discettare in astratto di inclusione, semplificazione, facilitazione, rimozione di prove ed esami, abbia procurato alle nuove generazioni alle quali con le migliori intenzioni, si pensava di regalare un mondo più soffice ed accogliente che invece si è rivelato la causa di mali esistenziali pressoché irreversibili per la generazione Z. Gli incresciosi episodi di cronaca che hanno visti protagonisti studenti e docenti nelle ultime settimane, sono il sintomo di una crisi più generale che investe il costume italiano e di cui la scuola unitamente alla famiglia, le due agenzie educative pilastri della crescita e della formazione dei cittadini di domani, appaiono non più in condizione di recuperare lo smalto e credibilità perdute. Il malinteso democratico che ha barattato il profitto con l’inclusione; il merito con la tolleranza; la crescita con la rimozione di ogni prova credibile di saggio dello stato di maturazione raggiunto dai nostri ragazzi nell’impegno dello studio, ha finito da un lato per comprimere e mortificare il ruolo proprio del docente che è quello di insegnare e trasferire il sapere e dall’altro, per indebolire le nuove generazioni che si sconprono, loro malgrado, inadeguate alle contingenze della vita reale; piccoli uomini e donne in gran numero frustrati dagli insuccessi perché fondamentalmente impreparati. Piegati dalle fantasticherie di un mondo artificiosamente costruito dagli adulti, genitori ed insegnanti, hanno abdicato alla missione di formatori e guida rileva la professoressa e scrittrice Paola Mastrocola ritagliando per sé stessi, rispettivamente i ruoli spurei di docente amico facilitatore e genitore refugium peccatorum, una sorta di avvocato difensore che in ultima istanza, quando non aggredisce il professore, si rivolge al Tar per curare il disinteresse sulle sorti del figlio. Anche solamente ipotizzare che la valutazione del profitto scolastico possa essere riscrutinata in un aula di giustizia alla stregua di una controversia amministrativa tra lo Stato, presunto vessatore ed il cittadino oppresso, è per davvero quanto più assurdo abbia potuto partorire la mente del regressismo egualitarista. Svalutare i titoli di studio con sentenze che vanno a certificare l’incompetenza del sistema scolastico nella somma di una valutazione di merito ricondotta ad un mero processo di codifica istruttoria, finisce per ottenere in una sorta di eterogenesi dei fini, che lo studente di buona famiglia può riscrivere la sua pagella e conseguire un titolo in assenza di titoli di merito mentre lo studente di modesta estrazione, la cui famglia non è in condizione di proporre ricorsi per mancanza di mezzi materiali, vede il suo profitto surclassato dal compagno di banco facoltoso. La riforma della Giustizia deve assumersi quale priorità anche per raddrizzare il legno storto della scuola italiana. Ridisegnare il perimestro di una Gistizia giusta, signica anche sottrarre il profitto e la valutazione del merito scolastico alla giustizia amministrava. La pagella di un giovane allievo, non è una competenza che Giudici ed avvocati possano immaginare di avocare alle loro prerogative. Una pervasività ingiustificata, questa del diritto. Il voto in condotta prima ancora che quello in matematica piuttosto che in italiano, deve riguardare il maestro, il professore, il docente e devono essere maestri, professori e docenti in casi eccezionali, a riscrutinare un anno di studi. La pagella non può essere messa alla prova sul banco delle imputazioni, non è una controversia tra lo Stato ed il Suo cittadino discente. La stima del profitto scolastico deve essere sottratta ai TAR.

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