smart working, nuova frattura nel governo Draghi

Nuova frattura nel governo per lo smart working tra l’ostinato Brunetta ed il sottosegretario Costa. Dopo la faglia aperta dal M5S sul bonus 110% poi superata non senza irritazione da Draghi, si apre un nuovo scontro sul ripristino dello smart working emergenziale chiesto dal tenace sindacato di categoria smart workers union con una lettera che suona come di diffida, indirizzata al Presidente del Consiglio ed ai Ministri compententi. Lo stesso sottosegretario Costa, sottolinea, intervistato da Simone Spetia per radio Sole24, quanto l’impennata dei contagi e le recenti misure restrittive decretate dal Governo Draghi la sera dell’antivigilia di Natale, non possano escludere un ripensamento circa il rientro massivo in presenza del pubblico impiego, con frettolosa soverchierìa imposto da un ministro, Brunetta, un tempo riformista di rango ed oggi, poco altro che un nostalgico restauratore del regime cartaceo degli atti amministrivi destinato comunque a ricredersi ed essere marginalizzato dall’azione di governo se i contagi si dovessero moltiplicare prevedibilmente a ritmi esponenziali nel prossimo gennaio. Ammesso che fosse stato possibile un rispetto fiscale delle distanze e delle precauzioni tra le mura dei pubblici uffici, e’ del tutto evidente che alla promiscuita’ delle sedi di lavoro si sono sommate le occasioni di contagi sui mezzi di trasporto da mattina a sera presi d’assalto dai lavoratori pendolari. Un duplice livello di responsabilita’, quella del ministro Brunetta, che investe il Governo nella sua colleggialita’. Una prima responsabilita’ di ordine politico, vede l’interruzione del processo di modernizzazione innovativa delle pubbliche amministrazioni innescato dalla scintilla pandemica operata dal ministro Brunetta con il DM di novembre; ed un secondo livello, di classe dirigente propriamente detta del paese, nostalgicamente legata agli assiomi economici del ‘900, che frena e ritarda con ogni mezzo ed espediente a disposizione, l’allineamento degli apparati pubblici alla moderna societa’ della informazione che opera con agile istantanea esecuzione in un economia planetaria. Un sistema economico capace di abbattere le distanze ed i costi, in una parola, di semplificare ed ottimizzare cio’ che prima era lungo, faticoso, macchinoso quando non addirittura famelico e sprecone. Basti pensare alle transazioni economiche, oggi con due clic possiamo trasferire il corrispettivo per aquisti di milioni di euro tra continenti, quando prima impiegavamo mesi se non anni, in lunghissime procedure attraverso gli gessati canali diplomatici. Ribadiamo la nostra opinione, sulla ripresa dei contagi e sulla frenata alla transizione digitale, le decisioni ostinatamente rivendicate dal ministro Brunetta hanno svolto un ruolo non secondario ed andrebbero censurate con una pronuncia giudiziaria almeno di carattere amministrativo.

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