fannulloni ed ignoranti, i Dirigenti Pubblici devono imparare le scienze della comunicazione digitale

Legalità e comunicazione, anche i Dirigenti Pubblici riuniti a congresso avvertono l’esigenze dei tempi moderni e si ripropongono di smentire gli stereotipi che li dipingono come corrotti, fannulloni, ignoranti. Barbara Casagrade, segretaria dell’Unadis, elenca senza riguardi al politicamente correto, quelle che dovranno essere le direttrici di marcia della nuova dirigenza: formazione professionale adeguata con a centro la legalità largamente intesa che comprenda l’osservanza anche delle regole morali non scritte nei codici e parallelamente, l’assunzione di responsabilità nella comunicazione che dovrà restituire al pubblico degli utenti in modalità agili e con l’adozione di un lessico efficace, il complesso lavoro che si svolge nelle Pubbliche Amministrazioni al fine di rendere tangibili ed effettivi gli obiettivi per i quali si spende l’impegno di operatori e dirigenza. In quest’ottica, i dirigenti dello Stato auspicano di potersi avvalere di professionisti della comunicazione che seguano da vicino il loro lavoro. Tanti Rocco Casalini crescono impazienti, sembra di capire, con quali risultati difficile immaginare ad osservare le performance del Conte Presidente del Consiglio. Sembrano ancora lontani evidentemente i tempi in cui le Pubbliche Amministrazioni italiane potranno dotarsi di una dirigenza assimilabile al settore privato che abbia nelle sue corde i talenti per assumere autorevolezza; capacità organizzativa; cultura necessaria ad accorciare le distanze dai cittadini-contribuenti a mezzo della comunicazione per via tecnologica.

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