Boeri, cassa integrazione per gli Statali tenuti a casa a far nulla

Lo spacciano per economista, ma Boeri si vede politico a tutto tondo. Uscito di scena con l’avvento del primo Governo populista che gli sfilo’ la poltrona di Presidente dell’Inps dalla quale pontificava ad ampio spettro di migranti, economia, demografia e conversione “green”, sembrava essersi un pò appannato. Eccolo invece che alla prima occasione di venire alla ribalta, il Festival della economia di Trento, ha sparata una delle sue ovvietà magnificate dai grandi giornaloni al mattino ed

amplificate dai salotti buoni della TV la sera. E’ grave, afferma, che gli Statali siano potuti restare a casa pagati per non lavorare. Bisognerebbe pensare ad una cassa integrazione e riallineare i trattamenti ai lavoratori del settore privato. Poverino, l’ex Presidente dell’Inps, ignora che la cassa integrazione è prevista per Legge anche per gli Statali, ma non si chiama cassa bensì, collocamento in disponibilità. Esattamente come la Cig, l’impiegato Statale collocato in disponibilità per eseburi, a norma del D.Lgs 165/2001, percepisce l’80% del suo stipendio tabellare. Il trattamento economico, esattamente come per i cassaintegrati, è al netto di ogni altro compenso accessorio. Trascorsi due anni senza che sia intervenuta alcuna altra possibilità di ricollocamento obbligatorio, il destino dello Statale è segnato analogamente a quanto accade per il settore privato. Ora, innanzitutto c’è da precisare che alcuno è restato a casa pagato a far nulla, ma anzi, si è lavorato a distanza meglio e molto di più di quanto si lavori in ufficio tra mille distrazioni ed interruzioni continuate. In secondo luogo, se vogliamo osservare qualcosa di grave per davvero, questa è l’ignoranza delle Leggi e l’incapacità di quanti sono nomiati dalla poltica ai vertici delle Agenzie Statali incuranti di compromettere visibilmente la reputazione e la credibilità dell’intero sistema agli occhi dell’opinione pubblica

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