circolare n.3/2020, agile nell’ordinario a settembre, il lavoro della PA

Con buona pace degli sciagurati economisti nostrani propugnatori del libero mercato quando gli affari vanno a gonfie vele e poi subito riconvertiti sulla via dello Stato quando lo stesso mercato muta le condizioni della domanda alla quale non sanno rispondere evidentemente come volevasi dimostrare, per la semplice ragione che del mercato non hanno capito nulla e nel mercato non credono, il lavoro agile, il lavoro impiegatizio a distanza sarà modalità ordinaria di espletamento della prestazione anche a settembre p.v. sia pure nella misura massima del 50%. Tutte le Pubbliche Amministrazioni non potranno però più esentare dal servizio alcun dipendente compreso i soggetti a rischio perché in condizione di fragilità o particolamente esposti a rischio contagi. Signori carissimi, nostalgici dei cuscinetti per timbri e cartellini marcatempo, si può convenire che questo sia un Governo di scappati di casa, ma ammesso che ci fosse un merito generazionale, questo è il solo riconoscibile senza indugi alla Dadone. La rivoluzione informatica è appena cominciata imposta da un virus che ha terrorizzati i burosauri. Come le precedenti, la rivoluzione informatica, ha indotto cambiamenti strutturali repentini del metodo di produzione nel senso che i benefici per efficienza, efficacia ed economicità dei nuovi mezzi di produzione sono inconfutabili ed incontrovertibili. Irrinunciabili. Sono quelli di cui necessitava la Pubblica Amministrazione italiana. Non è pensabile alcuna azione frenante dei vecchi poteri consolidati come quelli dei sindaci delle grandi città che lamentano la caduta verticale degli affari dopo aver pianificato modelli fallimentari di sviluppo delle città di cui reggono le sorti, speriamo ancora per poco. Si ritorni piuttosto alla manifattura; si riprenda a promuovere l’artigianato nei centri storici piuttosto che inflazionarli di pizze, caffé e posti letto in soffitte ammuffite. Il progresso tecnilogico è inarrestabile. Ce lo insegna la storia della economia. Non è pensabile che un popolo di magnifici artigiani; instancabili operai e versatili impiegati, si possano tenere a lungo bloccati per servire ai tavoli ed aprire ombrelloni tre mesi all’anno.

Ministro PA, Circolare n.3/2020; fonte stampa

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