Statali, Governo e Sindacati fanno propaganda live con le cifre, dai nuovi contratti Anief calcola la miseria di 31,5 euro

ottobre 22, 2017 at 12:26 admin

Spulcia le cifre reali Marcello Pacifico presidente Anief e s'avvede che quella del Governo sostenuto dall'opera interessata dei Sindacati tradizionali firmatari degli accordi del 30 novembre 2016, altro non è che propaganda live in vista delle consultazioni politiche. Le cifre ufficiali sono gonfiate, in realtà ai lavoratori della scuola dai rinnovi arriveranno la miseria di 31,5 euro in busta paga, comprensivi della indennità di vacanza contrattuale. Ecco perché si affannano a sottolineare che gli aumenti seguiranno il principio della piramide rovesciata: la gran maggioranza dei lavoratori riceverà aumenti di stipendio semplicemente ridicoli in ragione dell'aumento del costo della vita negli ultimi dieci anni di blocco dei salari. [fonte]  

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Legge di Stabilità, 95 ml di euro in più riservati ai Presidi, nulla resta per i prof fuori del nuovo contratto

ottobre 8, 2017 at 10:00 admin

I trecento milioni per salvare il credito di imposta degli ottanta euro non si sa ancora bene dove prenderli, in compenso però nella prossima Legge di Stabilità (la finanziaria), ci saranno 95 milioni per aumentare i magri stipendi da 2.800 euro netti ai Presidi. Una urgenza per il Governo, alla quale sta alacremente lavorando la Fedeli. 13.571 euro in più che si sommeranno agli 85 euro di aumenti già nei programmi dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego. La piramide capovolta della Madia, sarà dunque riportata nella sua originaria posizione eretta in via esclusiva per i Dirigenti scolastici. I professori invece dovranno farsi bastare gli 85 euro di incrementi concordati con gli accordi di novembre 2016. Gli aumenti di stipendio aggiuntivi infatti, varranno solamente per i settemila Presidi, equiparati ai Dirigenti delle PA nelle funzioni svolte, ma con magri stipendi da funzionari. Un trattamento economico inadeguato, a loro dire, in ragione delle numerose responsabilità che si assumono quotidianamente, non ultime le reggenze sparse sui territori spesso vasti dei circoli didattici. Sono infatti 1.700 le scuole prive di guida la cui reggenza viene assunta da Presidi che già hanno un incarico di ruolo presso un altro Istituto. [fonte.1] - [fonte.2]

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DM 640-17, Guerlin Butungu avrebbe potuto fare il bidello se non avesse fatto il biricchino questa estate

ottobre 7, 2017 at 12:26 admin

Non c'è paese al mondo disponibile a far penetrare le sue istituzioni più rappresentative lungo corsie preferenziali che non abbiano verificato un grado minimo di acquisizione e maturazione dei modelli culturali della civiltà di riferimento. E' questa la ragione per la quale da sempre sono previsti, tra i requisiti di accesso al pubblico impiego, la cittadinanza e la buona condotta. Se poi consideriamo che tra le istituzioni di un paese, la scuola è certamente la più delicata perché custodisce e trasmette alle nuove generazioni i caratteri e gli strumenti di riconoscimento comuni ad uno stesso gruppo umano, potremo allora comprendere a quale indice di vulnerabilità possono esporre le nuove regolamentazioni di accesso all'impiego in III fascia del personale ATA, quelle decise dall'Italia con il Decreto Miur 640 del 30/08/17. Si obietterà, ma è l'Europa che ce lo chiede e l'Italia recepisce senza batter ciglio quando la Germania, giusto per citare un paese a caso tra quelli che ci danno direttive, disapplica l'ordinamento comunitario nell'eventualità che questo sia in antitesi alla Costituzione e procuri un danno economico alla Repubblica guidata dalla Merkel. Il giovane congolese Guerlin Butungu protagonista insieme ai suoi amici marocchini dell'ultima estate romagnola ad esempio, con in tasca il suo bel permesso di soggiorno umanitario, a norma del Decreto Fedeli, se non avesse fatto il biricchino in riviera una notte di mezza estate, avrebbe potuto presentare la sua bella istanza on line assistito da un CAF umanitario e ritrovarsi capolista bidello della provincia di Rimini con buona pace dei diritti umani acquisiti dai colleghi italiani precari da una vita e con famiglia a carico. Tra bimbi e giovani maestrine del nostro sud, ne avrebbe trovati di buoni motivi per integrarsi. Pensiamo bene prima di affidare a chicchessia il futuro della nostra povera Italia, dal cuore troppo fragile e malandato (nd/Blog) 

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Scuola, imperversa la buonite. Ius soli e promozioni i vaccini obbligatori

agosto 31, 2017 at 2:16 admin

Quello delle promozioni facili è un tema che ben conoscono i lettori che frequentano queste pagine con regolarità. Siamo tra i primi ad aver segnalato le incongruenze di una scuola, quella italiana, che pretende di affidare alla "maturità" dei più piccoli e degli adolescenti, il compito di formarsi ed educarsi in autogestione senza alcun momento di verifica valutativa del profitto. E così, mentre anche gli Stati Uniti d'America dopo averne sperimentato i guasti, accantonano il metodo della didattica promozionale, la buona scuola di Renzi da quest'anno introduce per Decreto il divieto assoluto di respingere i somari alle elementari e l'obbligo di promuovere tutti alle scuole medie inferiori con la sola eccezione dei casi in cui l'intero collegio dei docenti, manifesti il proprio unanime diniego al superamento dell'anno scolastico. I Decreti così formulati, sono funzionali infatti a garantire la cittadinanza italiana agli ottocentomila alunni stranieri che altrimenti rischierebbero nonostante l'approvazione dello ius soli, di non superare alcun ciclo scolastico per le comprensibili difficoltà cui vanno incontro coloro che devono imparare ad esprimersi correttamente in una seconda lingua in maniera fluente. In linea teorica, il via libera alle selezioni verrebbe con la frequenza delle scuole medie superiori se non fosse che anche qui, le bocciature si contano sulle dita della mano di fatto vietate dagli obblighi di dover parificare le statistiche europee in tema di istruzione giovanile. Ecco perché molte università lanciano programmi di alfabetizzazione linguistica che in altre epoche erano una esclusiva riservata agli studenti stranieri cioè, quei soggetti che sceglievano di prepararsi alle professioni in Italia, ma non erano residenti stabili. Quanti anni e quante risorse bisognerà investire nei prossimi decenni per riparare i danni ed i guasti procurati dalla buonite che infesta questi tempi di confusione e disordine generalizzato, è un calcolo che affidiamo ai posteri esperti che avranno scelto nel frattempo, di studiare presso i più selettivi collegi di istruzione privata...[fonte]

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La Fedeli a suo agio, al tavolo dei contratti ritrova i compagni del sindacato

luglio 1, 2017 at 7:27 admin

Gli apparati della Amministrazione Pubblica francese sono da sempre un esempio di eccellenza al quale anche l'Italia ha guardato con ammirazione, in passato. Lo stesso Macron, il giovane nuovo presidente della Repubblique, ha potuto bruciare le tappe della sua carriera in virtù dell'arduo percorso selettivo portato brillantemente a termine presso l'ecole nationale d'administration dove lo Stato francese seleziona le migliori intelligenze che entrano poi a far parte della pubblica amministrazione. Un percorso selettivo abbreviato, riservato a quelle individualità destinate a raggiungere i vertici apicali. I migliori giuristi, economisti, ingegneri arrivano al Governo in Francia per meriti nell'interesse esclusivo della nazione e diventano collaboratori o politici loro stessi, ma non dipendenti dalla politica e dai partiti. Nulla di tutto ciò accade in Italia dove come esempi di eccellenza, possiamo offrire una maestra d'asilo che ha fatto carriera nel sindacato, cioè quella stessa controparte che oggi si ritrova al tavolo delle trattative per rinnovare i contratti pubblici e che con grande maturità, mostra di sentirsi a suo agio tanto oggi a dare soldi per conto dello Stato, quanto ad averli chiesti ieri per conto dei lavoratori. Niente da eccepire. Splendide eccellenze quelle che prepara la scuola italiana che dagli anni '80 ha abbandonato il merito per inseguire le statistiche nei diplomifici come nelle accademie per somari cum laude. [fonte.1] [fonte.2]

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Promossi più in fretta, dal 2018 diploma in quattro anni

maggio 20, 2017 at 4:33 admin

Saranno in 100 le classi che dal 1° settembre 2018 sperimenteranno i corsi di studi quadriennali per conseguire il diploma di maturità. Non è stato facile superare le forti resistenze del sindacato, decisive sono state le garanzie offerte circa l'invarianza del numero di docenti che il Miur assicura di mantenere in organico nonostante il taglio di un anno ai corsi liceali. Un percorso di studi ridotto che è prassi ordinaria in molti paesi della Ue tra cui Francia, Belgio, Austria, Olanda e Regno Unito formalmente ancora nell'Unione. L'idea è quella di provare a favorire l'entrata nel mondo del lavoro anticipando di un anno il raggiungimento del titolo di accesso universitario. Nulla cambierà sotto il profilo didattico, i programmi di studio non subiranno tagli, saranno solamente rimodulati. Il Consiglio superiore della pubblica istruzione ha approvato il progetto in via sperimentale, ma in realtà per l'ordinamento italiano il ciclo quadriennale non è una novità. La riforma Gentile del 1923 infatti, che fondamentalmente è restata in vigore nei suoi principi base fino a tutti gli anni '80 del secolo scorso, prevedeva il conseguimento del titolo di maestro elementare già al quarto anno di studi, superato il quale si apriva l'accesso accademico al magistero. Certo, quella era una scuola che preparava seriamente gli allievi. Una scuola che selezionava, che sapeva bocciare. Una scuola che non assecondava le famiglie e non illudeva i giovani anzi, li preparava alla vita e li aiutava a scegliere. Agli allievi era suggerito il proseguimento degli studi nelle discipline congeniali ai talenti di ciascuno, già alla fine del primo ciclo delle medie. In quella scuola metro unico di giudizio era il profitto, la politica e la sperimentazione sociale restavano fuori dai Consigli di fine anno. Quella scuola seppe fare dell'Italia la quinta potenza industriale globale, oggi siamo dietro a Corea, India e Brasile. Quella scuola sfornò fiori di intellettuali, uomini di cultura e scienziati. Poi dagli anni duemila è arrivata la scuola che rincorre le statistiche. La scuola che vuole riallinearsi ai numeri e non alla qualità dell'Europa. La scuola dove fioccano i promossi e dove i somari si laureano e credendosi classe dirigente mandano in rovina le banche, le imprese, l'economia e lo Stato. A riprova basta sfogliare le cronache della "seconda Repubblica" [fonte]

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i dati della RGS ci dicono che gli assenteisti si annidano al MEF e gli stacanovisti nella Scuola

marzo 19, 2017 at 10:36 admin

Contrariamente a quanto si possa pensare, nella Pubblica Amministrazione i fannulloni si annidano nei Ministeri. Segnatamente tra coloro che istituzionalmente sono deputati al controllo e monitoraggio dei conti e del corretto andamento. Da una analisi giornalistica su dati di rilevamento prodotti dalla stessa Ragioneria Generale dello Stato, si è potuto evincere che i maggiori tassi di assenteismo non si registrano tra i lavoratori delle Autonomie Locali come potrebbero indurre a credere erroneamente le cronache quotidiane, quanto piuttosto tra i lavoratori più propriamente Statali e cioé, tra i dipendenti delle Amministrazioni Centrali che si assentano mediamente un giorno a settimana pari al 20,5% del totale di giorni lavorativi. A voler entrare nel dettaglio, i numeri rivelano poi una realtà per certi versi ancora più sconfortante, sono infatti i dipendenti del MEF, quelli che dovrebbero tenere a bada i conti della spesa, a far registrare picchi di assenza pari al 32% sul totale di giorni lavorativi. Scuola e dipendenti dello Sviluppo Economico, sono tra i più puntuali e ligi al dovere, fanno infatti registrare tassi di assenza nettamente inferiori alla media in percentuali prossime agli indici fisiologici del lavoro privato, intorno al 17%...[fonte]

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Settembre 2017, docenti in fuga per la pensione

marzo 5, 2017 at 11:51 admin

Il prossimo settembre ci sarà una fuga in massa dalla scuola, 20.215 docenti hanno deciso di prendere il primo treno utile a scappare verso la pensione. Il 50% in più rispetto al primo anno di entrata in vigore della Legge Fornero. E nel 2018 saranno ancora più numerosi, 30.000 restano infatti in agguato pronti a fare il salto verso l'agognata pensione. Numeri mai registrati prima, segnale significativo del disagio profondo vissuto dalla categoria professionale dei professori, mortificati al punto di aver fatto svanire in loro ogni spirito di attaccamento al servizio [fonte]

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CdM nessuna proroga, la Buona Scuola passa per evitare altre tensioni coi docenti

gennaio 14, 2017 at 4:08 admin

A tre giorni dalla scadenza, otto Decreti attuativi della Riforma della Buona Scuola su nove, ricevono il via libera dal Consiglio dei Ministri presieduto da Gentiloni. E' stato deciso di evitare la proroga dei termini di scadenza della Legge Delega richiesta dalla neo ministro Fedeli, per scongiurare altre polemiche e tensioni coi docenti ed i dirigenti scolastici. In questo modo il PD ha scelto di evitare un nuovo confronto in aula puntando a recepire le osservazioni delle categorie interessate in sede di Commissione per il varo definitivo che segue il parere obbligatorio. In aula infatti, un eventuale emendamento al milleproroghe od un disegno di Legge ad hoc, avrebbero potuto ricevere il voto contrario soprattutto al Senato dove la minoranza del PD è decisiva, mentre l'esame in sede referente della Commissione ha un percorso più agevole in quanto i numeri della maggioranza sono meno incerti...[fonte.1] [fonte.2]

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Chiamata diretta, criteri validi per tutte le scuole, tra i contenuti della Intesa Miur/sindacati

gennaio 2, 2017 at 1:34 admin

L'intesa firmata al Miur il 29 dicembre 2016, è da considerarsi corollario dell'accordo sul pubblico impiego firmato dai sindacati il 30 novembre u.s. nel quale il Governo formalmente si era impegnato a riequilibrare il potere negoziale dei contratti in materia di lavoro compresso dalla Riforma Brunetta. In sintesi l'accordo prevede che la mobilità nelle scuole di ogni ordine e grado avverrà in un'unica fase delle otto previste lo scorso anno. Sia alla mobilità provinciale, sia alla mobilità interprovinciale, potranno partecipare tutti i docenti, compreso i neo assunti esprimendo fino ad un massimo di quindici preferenze anche di ambito; cinque per le singole scuole. Alla mobilità volontaria potranno partecipare anche i docenti perdenti posto, con le medesime regole. Il 60% dei posti che resteranno vacanti dopo le procedure di mobilità provinciale, saranno assegnati con nuove immissioni in ruolo; il 30% sarà riservato ai trasferimenti fuori provincia; il restante 10% alla mobilità "professionale". L'accordo ha inoltre stabilito che i criteri per la "chiamata diretta", saranno uguali su tutto il territorio nazionale e definiti con un allegato all'accordo medesimo. Saranno poi i collegi dei docenti a deliberare i requisiti per ciascuna scuola in coerenza con il PTOF. Senza questa Delibera, nessuna scuola potrà procedere a dare incarichi e sarà compito degli USR conferire gli incarchi su posti che dovessero restare vacanti in ragione del punteggio assegnato nelle procedure di mobilità. [accordo 29 dic.2016] [contenuti]

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