Performance, le linee guida della Madia cercano di scongiurare che nei contratti rispuntino i premi a pioggia

giugno 20, 2017 at 1:52 admin

La Brunetta nel 2009 aveva istituito gli OIV, gli organismi indipendenti della valutazione che di indipendente hanno avuto solamente il titolo nella Legge. In concreto la faccenda si è risolta come sempre all'italiana mettendo i controllori alle dipendenze dei controllati e la valutazione di conseguenza è risultata sempre a pieni voti in tutte le amministrazioni. Naturalmente non si tratta unicamente di una questione semantica, i procedimenti si sono chiusi ogni anno con premi di risultati intascati su carta senza alcuna verifica della caduta concreta in termini di efficienza ed efficacia dei servizi resi ai cittadini. Per i pochi che ancora non sapessero a quanto ammonta il premio di risultato, precisiamo che fu la stessa Brunetta ad elevarlo dal 25% al 30% della retribuzione percepita. Vale a significare che una testa di legno con contratto da dirigente di 100mila euro, grazie agli OIV compiacenti ha continuato a portare a casa 30.000 euro in più di soli premi senza rispondere del suo operato in concreto. Bene. Dalle linee guida emanate dalla FP a seguito del Decreto attuativo della Riforma Madia, si cerca di porre rimedio introducendo innanzitutto una sorta di incompatibilità dei componenti OIV; si tenta poi di coinvolgere gli stessi cittadini nel processo di valutazione dei servizi offerti ed infine, sono state introdotte nuove regole con le quali si spera di scongiurare il pericolo che la stessa contrattazione aggiri le norme e ripristini surrettiziamente premi a pioggia che fanno degli Statali "todos caballeros", come da tradizione [fonte]; [linee guida]

Posted in: General | norme

Tags: , , , , , , , , ,

CdM, definitivamente modificati TU e la Brunetta, per il momento graziati i furbetti del cartellino

maggio 20, 2017 at 10:50 admin

Via libera definitivo del CdM ai Decreti attuativi della Delega Legislativa che apportano modifiche al TU del Pubblico Impiego (Dlgs 165/01), ed alla Riforma Brunetta della PA (D.Lgs 150/09). Resta per i dipendenti pubblici la tutela dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori del 1970, per la quale in caso di licenziamento per ingiusta causa è previsto il reintegro sul posto di lavoro ed un indennizzo non superiore a 24 ratei stipendiali. Le modifiche più significative riguardano il progressivo superamento della “dotazione organica” sostituita dal “Piano triennale dei fabbisogni”; nuove norme che accelerano e rendono concreta l'azione disciplinare; la definizione delle materie escluse dalla contrattazione integrativa; l’attribuzione all’INPS delle competenze in materia di accertamenti sulle assenze per malattia. Il secondo Decreto invece apporta modifiche al sistema di valutazione della performance di particolare rilievo l'eliminazione delle fasce di merito, la valutazione della performance sarà riferita all’amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative e ai singoli dipendenti o gruppi. Sono stati inoltre  introdotti nuovi meccanismi di distribuzione delle risorse destinate a remunerare la performance. Il contratto collettivo nazionale stabilirà la quota delle risorse destinate alla performance organizzativa e quella individuale e i criteri idonei a garantire che alla significativa differenziazione dei giudizi corrisponda un’effettiva diversificazione dei trattamenti economici correlati. Per il momento sono stati graziati i furbetti del cartellino, sui licenziamenti infatti degli assenteisti che timbrano e si allontanano dal posto di lavoro, sono state rinviate ad un prossimo Decreto le cui norme sono ancora all'esame del Parlamento [Fonta FP]; [fonte-stampa.1][fonte-stampa.2]

 

 

Posted in: General | norme

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Vince il sindacato, la performance ritorna anonima, i premi al collettivo, il contratto però slitta al 2018

febbraio 19, 2017 at 11:11 admin

Vittoria del Sindacato, controriforma della valutazione, la performance ricacciata nell'anonimato, i premi saranno assegnati al collettivo. Il Governo Gentiloni ha un problema serio, riconquistare il consenso del pubblico impiego in vista delle politiche dopo la bastonata inflitta soprattutto dal mondo della scuola in occasione del referendum costituzionale. Alla Riforma Brunetta della valutazione della performance è toccato lo stesso destino dell'italicum, controriformati prima ancora di essere applicati. La Madia ne fa addirittura un punto d'onore, conoscere i nomi ed i cognomi di coloro i quali vanno in ufficio a scaldare la sedia era "inattuabile", la performance pertanto ritorna nell'anonimato ed i meriti saranno assegnati al collettivo sulla base del raggiungimento degli obiettivi (sic!), rilevato il parere non vincolante degli utenti. Un passo indietro non c'è dubbio, per la gioia dei furboni, quelli che godono delle simpatie unanimi dei collettivi. Quelli che fanno carriera senza mai colpo ferire. In compenso però, al Governo è stato consentito nel silenzio generale, di rinviare gli stanziamenti per rinnovare i contratti fermi da sette anni alla prossima Legge di Stabilità 2018, giusto in tempo per correre alle urne...[fonte]

Posted in: attualità | General

Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Decretato il Ruolo Unico, accedono solo i vincitori di concorsi, gli inadempienti saranno licenziati

agosto 26, 2016 at 10:43 admin

Su proposta della Madia, il CdM ha dato il via libera preliminare al Decreto che regolamenta il Ruolo Unico della dirigenza pubblica, al quale potranno accedere solamente i vincitori di concorso e NON anche gli idonei. Il Decreto istituisce la Commissione per la dirigenza presso il DFP con il compito di valutare ex post le scelte compiute dalle Amministrazioni nell'affidamento degli incarichi oltre ad esaminare preliminarmente i candidati agli incarichi di Dirigente Generale delle Amministrazioni Centrali. Con l'accesso al Ruolo Unico ciascun dirigente potrà ricoprire ogni ruolo, la qualifica infatti è unica. Concluso il mandato che dura quattro anni prorogabile per altri due, i dirigenti dovranno partecipare ad almeno 5 interpelli all’anno. Se non riusciranno a conquistarsi un altro incarico, percepiranno il trattamento economico fondamentale per intero il primo anno e decurtato di un terzo nel secondo anno. Successivamente il Dipartimento della funzione pubblica li potrà collocare d’ufficio in posti vacanti. Il dirigente a cui è revocato l’incarico per inadempienza, trascorso un anno senza ricevere un nuovo incarico, sarà licenziato. Sembrerebbe giunta a termine quindi l'era della poltrona inamovibile, ma NON dobbiamo trascurare la norma che rimane in vigore T.U. 267/00, per la quale Sindaci e Presidenti di Regione si riservano di nominare il 30% degli incarichi dirigenziali a prescindere dai meriti e risultati conseguiti a loro esclusiva discrezione...[fonte. CdM]

 

Posted in: norme

Tags: , , , , , , , , , , , , ,

800 milioni l'anno svaniscono in premi di risultati auto liquidati dagli stessi dirigenti

luglio 19, 2016 at 11:40 admin

Premi per 800 milioni di euro ogni anno finiscono nelle tasche dei 48.000 dirigenti pubblici italiani i cui risultati mai alcuno riesce in concreto né a quantificare, né a qualificare. Sono trascorsi 23 anni dal Dlgs. 29/1993 primo tentativo di "privatizzazione del rapporto di pubblico impiego"numerose riforme della Pubblica Amministrazione hanno visto la luce, ma nonostante una produzione legislativa copiosa invano abbia cercato di introdurre organismi di valutazione della performance e criteri di merito per evitare la distribuzione indiscriminata di premi, questi continuano ad essere assegnati secondo criteri astratti ed evanescenti e di più, molto spesso i regolamenti sono scritti dagli stessi percettori delle ingenti somme premiali, assumono gli adempimenti di routine come metro di valutazione ad esempio, un dirigente dei Beni culturali non è premiato per la sua bravura nel recupero e valorizzazione di un bene archeologico, ma per il numero di riunioni inconcludenti alle quali partecipa ogni anno. Analogamente un dirigente del lavoro non è premiato per il numero di nuovi contratti che riesce a favorire, ma per il numero di relazione e studi che pubblica o come al MEF dove i dirigenti sono premiati se riescono a trasmettere le Delibere entro cinque giorni. Ora il Governo ha fatto l'ennesimo annuncio e promesso di rendere indipendenti gli Organismi di Valutazione inventati da Brunetta che saranno formati da esperti iscritti in un Albo Nazione dal quale le Amministrazioni potranno scegliere liberamente. Vale a significare che i controllati continueranno a scegliersi i controllori magari promettendo un rinnovo del contratto se non saranno troppo strapazzati. Da Palazzo Vidoni spiegano anche che la pacchia dei premi a pioggia uguali per tutti è finita, saranno stabiliti infatti per Decreto i criteri di assegnazione e si chiameranno "obiettivi della Repubblica", punteranno a soddisfare i bisogni dei cittadini piuttosto che i sistemi organizzativi degli apparati. Quelli che ci seguono con maggiore assiduità, sanno che siamo stati gli unici nel fitto panorama dei Blog di settore dedicati, a mettere l'accento sullo spreco ingente di risorse che la politica per accattivarsi la burocrazia compiacente ha elargito con generosità nel corso degli anni dalle vacche grasse. Miliardi che si sarebbero potuti impiegare ed investire in maniera da ottenere un ritorno in termini concreti di produttività dei dipendenti e benessere dei cittadini. A confermarlo sono anche le conclusioni di un importante studio di Banca d'Italia curato da Roberta Occhilupo e Lucia Rizzica. [stampa]

Posted in: attualità | General

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Bonus merito per tutti o per nessuno, da Bologna la rossa a Napoli si leva il grido di dolore dei prof.

luglio 10, 2016 at 9:54 admin

E' partito da Borgo Panigale e più precisamente dall'Istituto Comprensivo 14, il gran rifiuto dei "migliori prof." ad incassare il "bonus merito" della "buona scuola": siamo contrari alla valutazione perché ingenera una sterile competizione tra insegnanti e determina una gerarchia impropria, la scuola non è un'azienda. L'eco si è così riverberato un pò in tutta Italia: a Milano le scuole del centro lo hanno rifiutato in blocco; a Firenze è stato diviso con l'ala dura che si è opposta alla Riforma; a Roma più semplicemente è stato disprezzato alla stregua di una "elemosina"; a Torino è stato utilizzato per rafforzare i laboratori; a Napoli gli studenti hanno fatto mancare la loro rappresentanza nel comitato di valutazione. A Palermo per la verità, forse in virtu' dell'autonomia  speciale di Regione Sicilia, è bastata un'autocertificazione per incassare il "meritato bonus"...[fonte]

Posted in: scuola

Tags: , , , , , , , , ,

I docenti afflitti dal male oscuro dell'uguaglianza, vanno valutati sulla sola reputazione

giugno 2, 2016 at 2:08 admin

Continua la nostra inchiesta sul mondo della scuola alla ricerca del suo assetto cogliendo l'occasione offerta da Attilio Oliva, educatore con l'ennesimo giudizio tranciante in tema di valutazione e meritocrazia: la scuola italiana costa 50 miliardi l'anno ed impiega un milione di persone. Un investimento notevole per il quale alcuno si preoccupa di valutare i risultati. Anzi, assistiamo ad uno scandaloso ostracismo da parte sindacale ad ogni occasione di misurazione dei risultati di apprendimento e della didattica. Apprezzabile il tentativo della buona-scuola di assegnare dei premi sulla base di criteri condivisi purché non si finisca per sentenziare che sono tutti bravi azzerando ogni possibile innesco di emulazione positiva. Se c'è un errore da imputare al Governo è stato quello di non aver dato dei criteri precisi di valutazione. La reputazione deve essere il criterio oggettivo in ragione del quale un docente va premiato. Analogamente a quanto accade con la selezione dei Nobel ad esempio, dove è l'intera comunità scientifica chiamata a selezionare con giudizi soggettivi i migliori. L'egualitarismo invece ancora condiziona la scuola impegnata alla ricerca di fantomatici criteri oggettivi come le ore trascorse tra le mura della scuola, il numero di compiti corretti, le mostre visitate che non rendono merito al lavoro svolto da bravi insegnanti capaci di trasferire il gusto per il sapere agli allievi...[fonte]

Posted in: scuola

Tags: , , , , , , , , , , ,

Superiamo la Brunetta, l'orologio di UIL-PA fermo al 1995

febbraio 6, 2016 at 11:43 admin

Nostalgia, nostalgia canaglia cantavano Albano e Romina, ma per UIL-PA concertazione e privatizzazione del rapporto di pubblico impiego sono la "jihad" del lavoro per la quale battersi oggi e sempre. Fiera di aver raccolto le firme per una Legge di iniziativa popolare ammessa alla discussione alle calende greche destino che accomuna d'altronde tutte le proposte di legge popolari, la Uil-PA anticipa che nelle prossime trattative di negoziazione dei rinnovi contrattuali, chiederà al Governo un impegno formale perché sia superata l'odiata Brunetta che nel frattempo però, è già stata "superata" in peggio dall'ultima "Madia". Addirittura c'ha speso un seminario Uil-PA per affermare che della Brunetta (D.Lgs.150/09, sic!), non le vanno giù la valutazione individuale e le fasce di merito; le trattenute per assenteismo influenzale e la produttività individuale. Chiede infatti il ritorno alla produttività collettiva e più in generale il ripristino delle prerogative sindacali della contrattazione appunto sottratte dalla Legge alla negoziazione, dopo gli eccessi e gli abusi dei veti interditivi. Quasi un revival come se la crisi economica, il fallimento di Lehman brother, la crisi dell'euro e quella del debito europea non fossero mai accadute e nulla avessero insegnato. Tutto come se stessimo in pieno boom economico dei favolosi anni '80 e potessimo svalutare la lira per presentarci competitivi sul mercato e finanziare la spesa pubblica a debito perché è ancora sotto controllo intorno al 60% del PIL e non al 134% con una montagna da spalare di 2.200 Mld di euro. Ci assale il dubbio che a marginalizzare il sindacato non sia stata la rottamazione renziana, quanto piuttosto la depressione dei vertici di una parte importante dell'intero movimento sindacale, che non riesce a sintonizzarsi sui tempi nuovi e le mutate condizioni economiche globali attardata a disegnare schemi ed attuare dinamiche oramai prive degli elementi di riferimento economico-sociali-politici. Anche loro forse troppo giovani per andare in pensione, troppo vecchi per ricercare nuove idee e strade alternative che ridiano un ruolo al sindacato oltre le tavole dei palcoscenici TV...(fonte)

Posted in: attualità

Tags: , , , , , , , , , , ,

Prima mi votate la Riforma poi vi rinnovo i contratti, dopo i docenti Renzi frega gli impiegati

giugno 26, 2015 at 1:23 admin

Renzi fotte gli StataliEntro l'estate l'approvazione definitiva anche della Riforma Madia per la Pubblica Amministrazione e solo successivamente, saranno determinate le poste di bilancio nella Legge di Stabilità per rinnovare i contratti del pubblico impiego come sancito dalla Corte Costituzionale. Do ut des, lo schema così come ha funzionato per la scuola, sarà replicato per l'intero settore pubblico. Renzi non si è lasciato intimorire dalle ultime Pronunce della Consulta, e nemmeno si è mostrato cedevole alle pressioni dei sindacati che pretendono l'immediata convocazione al tavolo negoziale per rinnovare i contratti pubblici. Approvare la riforma in cantiere significa essenzialmente nei prossimi contratti, che gli incrementi retributivi saranno associati alla produttiva ed in misura crescente alla valutazione della performance piuttosto che alle voci fisse della busta paga uguali per tutti. Inoltre, proverà a recuperare il terreno elettorale perduto sulla questione immigrati, con l'introduzione di misure che metteranno il lavoro pubblico sullo stesso piano disciplinare del lavoro privato: il licenziamento dei fannulloni rende molto in termini di consenso elettorale. Brunetta docet...

Posted in: attualità

Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Scuola, sindacati sull'orlo di una crisi di nervi e genitori schierati coi Presidi

maggio 14, 2015 at 12:25 admin

Il sindacato ha perso il lume della ragione dice Davide Faraone, sono frustrati dal non essere riusciti a bloccare le riforme e minacciano di danneggiare i ragazzi e le loro famiglie facendo saltare gli scrutini. Abbiamo apportato modifiche alla riforma in discussione concedendo gli scatti di anzianità già in autunno, abbiamo rivisto e ridimensionato il potere dei presidi eppure non gli basta, sono loro ad essere chiusi al dialogo. Hanno usato le graduatorie come bacino per le tessere e svilito il loro ruolo diventando dei ricorrenti al TAR. I primi sondaggi sulla contestata riforma della scuola però, confortano il Governo, rivelano infatti che i genitori pur non conoscendo nel dettaglio il disegno di Legge, sono schierati al fianco dei Presidi nel senso che si dicono favorevoli alla figura del Preside-decisore. Di tutt'altro avviso anche la Cisl che pur non rinunciando a trattare al tavolo, vede nell'approccio di Renzi un limite: eviti di mostrare i muscoli, perché nessuno riforma il paese da solo dichiara Annamaria Furlan. Anche la Cisl è su posizioni critiche riguardo alla questione dei poteri esclusivi di cui sarebbero dotati i Presidi nella valutazione degli insegnanti e chiede che i docenti siano valutati da ispettori ministeriali, famiglie e finanche alunni. Ora proviamo ad immaginare un ragazzino che viene a trovarsi nella condizione di poter punire il suo maestro dopo una sfilza di impreparati. Sarà anche una cattiva riforma questa, ma è di tutta evidenza che il sindacato ha urgenza di curarsi l'affezione di sessantottinite acuta prima di poter dire la sua sulla scuola con una certa credibilità...!

Posted in: scuola

Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,