Le Province vivono, gli italiani le hanno salvate, ma non le eleggono più

maggio 20, 2017 at 8:26 admin

Le Province vivono, gli italiani le hanno salvate il 4 dicembre scorso, ma il Governo le affama. Le strade crollano, le scuole sono inagibili, ma la Legge Delrio gli ha dimezzato la dotazione organica e praticamente azzerato i trasferimenti. Con un emendamento alla manovrina, i compagni lanciano il contrordine: duecento milioni per il 2017 e mezzo miliardo per il 2018. Bisogna che lavorino. A rimpinguare il portafogli delle Province saranno chiamati come sempre gli italiani. A scegliere come spendere i loro soldi però, penseranno i ras di quartiere che reggono le Giunte Comunali. Vale a dire quei Consiglieri con pacchetti di voti indispensabili all'approvazione dei bilanci nei Comuni, non più eletti, ma che ora possono accampare pretese e poltrone in Provincia [fonte]

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Chiamata diretta, criteri validi per tutte le scuole, tra i contenuti della Intesa Miur/sindacati

gennaio 2, 2017 at 1:34 admin

L'intesa firmata al Miur il 29 dicembre 2016, è da considerarsi corollario dell'accordo sul pubblico impiego firmato dai sindacati il 30 novembre u.s. nel quale il Governo formalmente si era impegnato a riequilibrare il potere negoziale dei contratti in materia di lavoro compresso dalla Riforma Brunetta. In sintesi l'accordo prevede che la mobilità nelle scuole di ogni ordine e grado avverrà in un'unica fase delle otto previste lo scorso anno. Sia alla mobilità provinciale, sia alla mobilità interprovinciale, potranno partecipare tutti i docenti, compreso i neo assunti esprimendo fino ad un massimo di quindici preferenze anche di ambito; cinque per le singole scuole. Alla mobilità volontaria potranno partecipare anche i docenti perdenti posto, con le medesime regole. Il 60% dei posti che resteranno vacanti dopo le procedure di mobilità provinciale, saranno assegnati con nuove immissioni in ruolo; il 30% sarà riservato ai trasferimenti fuori provincia; il restante 10% alla mobilità "professionale". L'accordo ha inoltre stabilito che i criteri per la "chiamata diretta", saranno uguali su tutto il territorio nazionale e definiti con un allegato all'accordo medesimo. Saranno poi i collegi dei docenti a deliberare i requisiti per ciascuna scuola in coerenza con il PTOF. Senza questa Delibera, nessuna scuola potrà procedere a dare incarichi e sarà compito degli USR conferire gli incarchi su posti che dovessero restare vacanti in ragione del punteggio assegnato nelle procedure di mobilità. [accordo 29 dic.2016] [contenuti]

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Le supplenze sono il prezzo pagato da Renzi per vincere il referendum costituzionale

ottobre 1, 2016 at 10:20 admin

Probabilmente abbiamo sbagliato, ma abbiamo preferito cercare soluzioni ai tanti professori del meridione che si sarebbero dovuti spostare da casa. Risponde così il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, agli ascoltatori di Radio RTL 102,5 che in diretta gli chiedevano conto delle troppe supplenze a riempire le cattedre vuote al nord quando invece la Buona Scuola solennemente prometteva di eliminarle. Abbiamo compiuto un gesto di buona volontà non disinteressato però, pensiamo noi. E' del tutto evidente che nell'ottica referendaria del 4 dicembre prossimo, recuperare un pò di voti nel mondo della scuola era una esigenza prevalente rispetto a quella di mandare a regime la riforma. E' stato un pò come ricredersi sulla bontà di una riforma che invece prometteva di risolvere i problemi della scuola in modo definitivo. Ma i voti son voti ed a dicembre si aggiungeranno a quelli comprati coi bonus pensionati, esodati, agricoltori, impiegati, imprese. Non tutte le ciambelle riescono col buco e questa della Buona Scuola potevamo gestirla meglio, sarei stato più contento conclude il ganassa, insolitamente autocritico [dalla viva voce]

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trasferimenti e decimazioni al concorsone, in video la Giannini rintuzza le critiche

settembre 18, 2016 at 9:25 admin

207.000 trasferimenti, la decimazione dei candidati al concorsone lumaca, la novità assoluta della chiamata diretta, la supplentite che si pensava di aver guarito e che invece ancora affligge la scuola, il ministro Stafania Giannini ospite di Repubblica-TV ha provato a rintuzzare le proteste dei docenti italiani rispondendo alle critiche pervenute alla redazione via posta elettronica. Proviamo a riassumere le risposte che potete ascoltare integralmente dalla viva voce della Giannini. Sull'inizio in sottorganico del nuovo anno scolastisco nonostante l'espletamento del concorso, la Giannini ha escluso responsabilità disciplinari imputabili ai dirigenti ministeriali assicurando che con la prossima Legge di Stabilità si porrà rimedio all'organico di fatto con la previsione di 180.000 nuovi docenti in cattedra nell'arco di tre anni ed ha sottolineato come si sia provveduto già a smaltire tre/quarti delle graduatorie ad esaurimento; sulle decimazioni al concorsone dei docenti comunque già abilitati, la Giannini ha precisato di non aver mai qualificato "ignoranti" i docenti respinti, ma ha ribadito che il principio di valutazione selettiva non può essere messo in discussione. Le prove mirano a saggiare l'adeguata preparazione e la bontà del metodo di insegnamento, non certamente ad accreditare le abilità di battitura rapida delle risposte come le accuse mosse dagli esclusi vorrebbero far credere; sulle condizioni poste all'algoritmo nella vicenda dei trasferimenti, la Giannini ha assicurato che presto le variabili saranno rese note precisando che il programma informatico si limita semplicemente a tradurre in linguaggio macchina il contratto in vigore ed ha ribadito come i trasferimenti siano un sacrificio ineludibile per quanti vogliono insegnare perché abbiamo al nord la maggiore concentrazione di cattedre vacanti pari al 65% del totale ed al sud, l'80% degli aspiranti docenti...

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Scuola, fase C, la lesione di diritto si concilia in Tribunale

settembre 4, 2016 at 11:03 admin

Il Miur riconosce che il programma di gestione dei trasferimenti soprattutto per i docenti della "fase C" è inadeguato, ma al caos da dilettanti allo sbaraglio inammissibile per una Pubblica Amministrazione non trova migliore soluzione che confermare di fatto la lesione di diritto fissato dalla stessa "buona scuola". I tecnici ministeriali per impedire la prevedibile protesta dei tanti che si sono visti assegnare la sede desiderata, hanno riordinato l'algoritmo ponendo una sola altra condizione: coprire le cattedre rimaste vacanti evitando di spostare i docenti andati in "paradiso per caso". Gli esiti della conciliazione dunque non hanno riconciliato l'animo dei docenti che si erano affidati agli apparati dello Stato rispondendo positivamente all'invito che l'anno passato li aveva fiduciosamente fatto accettare una cattedra lontani da casa con la promessa di un riavvicinamento dopo un di sacrifici. Non restano che le aule dei Tribunali agli sfigati per riconciliarsi con il più approssimativo datore di lavoro italiano, ma costa. Proporre un ricorso al Giudice è un investimento che molti non hanno possibilità di affrontare, i costi si aggirano tra i 600 ed i 700 euro conferma Giuseppe D'Aprile della Uil-scuola [fonte] - [fonte]

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L'ira delle GAE, fregate dall'emendamento Puglisi (PD)

settembre 3, 2016 at 3:18 admin

Graduatorie ad esaurimento (GAE), 45.000 docenti l'anno passato scelsero di restare in attesa del proprio turno per essere assunte nella regione di residenza e NON aderirono al piano straordinario di assunzione della Buona Scuola. Ora quelle cattedre che sarebbero toccate loro, grazie all'emendamento della responsabile PD per la scuola Francesca Puglisi passato in sede di conversione in Legge dell'ultimo Decreto scuole, saranno soffiate alle GAE ed assegnate alle neoassunte in regime di prorogatio. Viene stravolta la stessa Legge della Buona Scuola, aggravando ulteriormente la posizione dei docenti precari abilitati, molto spesso laureate e con tanti anni di esperienza trascorsi in cattedra a favore delle loro colleghe che sapevano di dover essere impiegate fuori sede già prima di affrontare il concorso. Tutti tacciano, compreso il sindacato denuncia Luigina Favale, 38 anni, abilitata al concorso del 1999 e responsabile dell'ufficio stampa dell'associazione "La scuola invisibile". [fonte]

 

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Prof bocciati e ricorsi ai trasferimenti, è caos cattedre al Miur che convoca i sindacati

agosto 29, 2016 at 3:21 admin

E' caos scuola come ogni inizio d'anno scolastico e forse di più per questo 2016-2017 dove i 5.000 ricorsi ai trasferimenti si sono sommati alle numerose bocciature dei candidati al concorsone lasciando vacanti 90.000 cattedre che ironia della sorte saranno occupate dagli stessi supplenti respinti alle prove scritte del concorso. Il Miur ha convocato i sindacati. A ben riflettere però, la confusione è determinata dalla Sentenza di una Corte che esercita la sua giurisdizione sul nostro paese in virtù di Trattati internazionale sottoscritti dai Governi e mai ratificati democraticamente dalla volontà del "popolo sovrano". Se la Corte Europea non avesse infatti fatto saltare il patto silente tra precari e Stato fissando limiti temporali stringenti ed ultimativi, mostrando di non conoscere od almeno non curarsi della nostra realtà socio-economica, la scuola italiana non sarebbe caduta in questo disordine collettivo che infelicita i docenti, le famiglie e gli alunni stessi lasciati allo sbando nell'incertezza di avere un percorso didattico continuativo e certo. [fonte]

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Scuola, la Cisl pensa al part-time per sbloccare il crash dei trasferimenti al nord già a fine agosto

agosto 21, 2016 at 12:08 admin

Il Miur ancora lo nega, ma è del tutto evidente che il sistema informatizzato delle assegnazioni di sede per i docenti precari assunti con la "buona scuola" è andato in "crash". Diversamente non si spiegherebbero le assegnazioni in sedi diverse di tanti professori con punteggi alti e la permanenza nella Regione di residenza di quelli con punteggi più bassi inoltre, parrebbe che anche il Ministero abbia ammesso l'omissione dai criteri di settaggio all'algoritmo della condizione di molti docenti con figli o coniuge a carico Handicappati di cui alla L. 104/92 che prevede espressamente una sede di lavoro non distante dai luoghi di soggiorno del soggetto da assistere. La via d'uscita dal pasticcio immaginata dalla Cisl è quella del part-time suggerito ai malcapitati, in fondo, percepire metà stipendio e restare nella propria città equivale a guadagnare uno stipendio intero da spendere per mantenere una seconda residenza in un'altra città. Ci sarebbe da osservare che ai fini pensionistici, metà della contribuzione andrà comunque persa e quindi il danno non risulterebbe equivalente a fine carriera. In ogni caso conferma Rosanna Colonna della Cisl-Scuola Campania, già a fine agosto conosceremo gli esiti dei tentativi di conciliazione portati al Miur per le elementari e le medie. Entro settembre invece quelli delle Superiori. Se tutto andrà male decideranno i giudici del lavoro promette. Il caos di inizio anno scolastico anche quest'anno sembra assicurato...[fonte]

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Quelli che i docenti deportati poi assunti nella regione di residenza, Anief smentisce le balle di Renzi

marzo 20, 2016 at 6:20 admin

L'Anief smentisce coi numeri le affermazioni di Renzi pronunciate in occasione della visita alla scuola di formazione del PD secondo le quali quelli stessi docenti che si opponevano alla "buona scuola" perché avrebbe innescato un vero e proprio processo di deportazione da sud a nord, poi sono stati assunti tutti nella regione di residenza. Per bocca del Presidente Pacifico, a nome dei docenti precari assunti con "l'algoritmo secretato", l'Anief sottolinea che l'80% di quelli immessi di ruolo nella fase B, sono finiti assegnati fuori regione; mentre di quelli assunti nella fase C, uno su cinque è stato spedito fuori provincia. Meglio che s'informi bene il Presidente del Consiglio prima di lanciarsi in annunci improbabili osserva Pacifico, diversamente che cosa potranno pensare del Governo quei 20.000 docenti che hanno dovuto fare i bagagli? (fonte)

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Giannini, in quattro mesi si è chiuso col precariato, ma non è stata un'infornata

novembre 16, 2015 at 1:11 admin

La riforma della scuola è andata in porto, 90.000 assunzioni in solo quattro mesi dalla pubblicazione della Buona Scuola in Gazzetta. Non è stata però la solita infornata di precari tiene a precisare il ministro, di fondo c'è una visione nuova della scuola che garantisce la continuità didattica. Ora si riparte col concorso che sarà bandito già a dicembre per 63.700 posti già finanziati con tre miliardi. I rifiuti alla proposta di assunzione sono stati un numero esiguo ed anche le proteste per i trasferimenti riguardano una percentuale trascurabile, 10% del totale e comunque, sottolinea la Giannini, prima i docenti del sud si trasferivano al nord per supplenze, oggi avranno una cattedrea...(fonte)

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