EELL e sanità, l'Aran offre 4 euro in meno per non perdere gli 80 euro

agosto 31, 2017 at 10:55 admin

Enti Locali e Sanità, l'aumento di stipendio potrebbe essere di 81 euro e non di ottantacinque come pattuito con gli accordi di novembre 2016. A formulare l'ipotesi è stata l'Aran che raccogliendo l'invito della Madia a studiare una soluzione per evitare a circa 363mila dipendenti pubblici, in gran parte concentrati nel comparto delle Autonomie Locali, di vedere vanificati gli incrementi dei rinnovi contrattuali dal superamento della soglia di accesso all'oramai famoso credito di imposta. Servirebbero infatti stanziamenti aggiunti per un totale di 125 milioni secondo i calcoli dell'Aran, per evitare che gli incrementi stipendiali previsti dai nuovi contratti vadano ad erodere la soglia degli ottanta euro fino ad azzerarla del tutto per quanti superano i 26.000 euro di reddito annuo. Ma nella Legge di Stabilità in programma non sono previsti ulteriori risorse per rinnovare i contratti. Ciascuno dei sovrasoglia in pratica dovrebbe rinunciare a 3,7 euro, così come formulata però la proposta di mediazione non ha incontrato il favore delle OOSS, addirittura l' UNADIS, il sindacato dei dirigenti pubblici, in una nota sottolinea come "non si può rimediare accettando 81 euro di aumenti invece che gli 85" pattuiti. L'osservazione in verità lascia un pò perplessi visto che il problema non investe certamente le figure dirigenziali, ma le basse qualifiche che arrotondano lo stipendio con l'impegno straordinario quotidiano, con le turnazioni, con la partecipazione alla progettualità per obiettivi che tanto contribuisce ad efficientare gli Enti e le Aziende sanitarie [fonte]

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aumenti contrattuali, chi sfora il tetto recupera gli 80 euro una tantum netto in busta

luglio 9, 2017 at 7:28 admin

Fissati in cinque miliardi di euro i paletti degli stanziamenti per rinnovare i contratti di cui 1,4 miliardi a carico dei bilanci di Regioni ed EELL, come abbiamo già ampiamente illustrato, la Direttiva madre lascia comunque ampi margini alle trattative. La ripartizione degli incrementi stipendiali prevederà cinque o sei fasce retributive analogamente a quanto avviene per il riconoscimento del credito d'imposta: coloro i quali guadagnano meno, si vedranno riconosciuti il massimo degli aumenti (85 euro in media), in termini reali e non percentuali. Viceversa, le posizioni apicali che godono di trattamenti economici elevati, avranno minori incrementi di stipendio netto in busta. Per superare lo scoglio degli ottanta euro, l'ipotesi allo studio che riguarda circa duecentomila statali per i quali si calcola che gli aumenti di stipendio finiranno per sterilizzare il credito d'imposta a seguito dello sfondamento del tetto di reddito, fonti accreditate fanno sapere che Governo e parti sociali pensano ad un recupero una tantum direttamente in busta 

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Statali, in 200.000 restano fregati dal bonus degli 80 euro, testo della Direttiva sui rinnovi contrattuali

luglio 9, 2017 at 6:32 admin

A firma del Cons. Pia Marconi, il 6 luglio 2017 il Dipartimento della Funzione Pubblica ha trasmesso all'Aran la "direttiva madre" del ministro Madia che dà il via alle trattative per i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego. Apertura dei tavoli di trattativa già in questo luglio con le Amministrazioni centrali. Per la verità, le interpretazioni degli orientamenti espressi nella Direttiva ministeriale sono abbastanza controverse. Si oscilla tra il pessimismo del Fatto quotidiano ed la fiducia del Sole24Ore. Un solo punto appare certo: non vi saranno stanziamenti aggiuntivi. Le cifre disponibili per rinnovare i contratti pubblici sono quelle accantonate nelle finanziarie 2016-17 e 2018 per una spesa totale di circa 5 miliardi di euro. Secondo gli amici del Fatto, 200.000 Statali resteranno beffati dal bonus nel senso che la mancata previsione di ulteriori finanziamenti, sterilizzerà gli aumenti contrattuali di quanti si calcola supereranno con gli stessi, i redditi che danno diritto al credito d'imposta che rammentiamolo, Renzi riuscì a distribuire barattando l'accoglienza dei migranti con la possibilità di maggior deficit in occasione delle europee. Più fiduciosi invece si mostrano gli esperti del Sole24Ore che, allineandosi alle ipotesi del Governo, rimangono fiduciosi del metodo della cosiddetta piramide rovesciata nella ripartizione degli incrementi stipendiali. Con questa modalità, percepiranno maggiori aumenti in misura inversamente proporzionale ai redditi, coloro i quali hanno stipendi più bassi. Un metro che dovrebbe consentire di rimanere negli scaglioni del credito di imposta, la totalità degli attuali percettori [DFP-Direttiva 39110-17] [Sole24Ore] [Fatto quotidiano]

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Sindacati: Def, i compiti assegnati dall'Europa il governo li ha fatti a casa dei lavoratori

aprile 15, 2016 at 12:04 admin

Dal Documento di Economia e Finanzia, si comprende che i compiti assegnati dalla Ue, il Governo li ha fatti a casa dei lavoratori del pubblico impiego: quello che emerge dal Def sono solamente tagli per il passato, il presente ed il futuro. La tanto sbandierata flessibilità concessa dalla Commissione per aver rimesso a posto i conti, s'intuisce che è stata pagata dalle famiglie dei lavoratori col blocco dei rinnovi e coi tagli agli stipendi. Negata finanche la detassazione del salario accessorio che sarebbe stata un incentivo all'incremento della produttività. Il Governo non può accampare più alibi, dopo l'accordo sulla riduzione dei comparti bisogna che cambi verso, la mobilitazione raggiungerà tutti i territori...(fonte)

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Def 2016, niente soldi per i rinnovi dei contratti e tagli di spesa previsti alla sola voce stipendi

aprile 15, 2016 at 12:04 admin

Sono undici i miliardi di spesa tagliati dal 2010 e riguardano la sola voce stipendi dei lavoratori. Gli obiettivi di finanza pubblica sono stati raggiunti esclusivamente con il contenimento della spesa per il personale con il blocco del turn over, il blocco delle progressioni di carriera, dei rinnovi contrattuali e coi tagli alla contrattazione decentrata. Nel complesso si è registrato un calo di 110mila unità lavorative. La spesa per acquisti di beni e servizi invece, pur sbandierata come asse portante del piano di risparmi, nello stesso periodo preso a riferimento, è rimasta sostanzialmente invariata. A reggere quindi l'impatto del riequilibrio di bilancio condotto in vista del pareggio, hanno contribuito i soli dipendenti del pubblico impiego, le altre voci di spesa sostanzialmente non sono state ridotte. Nel Def si annota che nel solo 2015, grazie alla riallocazione degli esuberi delle province, il Tesoro ha realizzato risparmi inattesi rispetto alle previsioni per 3,1 miliardi. Nel 2016, le assunzioni nella scuola faranno risalire di due miliardi le uscite, ma già nel 2017 coi vincoli al turn-over già previsti per legge, la tendenza dovrebbe ritornare al ribasso. Quanto agli stanziamenti aggiuntivi per i rinnovi, bisognerà secondo il Documento di Economia e Finanza, attendere la successiva tornata contrattuale del 2019-2021 che apposterà 600 milioni destinati agli incrementi stipendiali degli Statali tutti. (Def-2016; Def-2016 all.; breve analisi)

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Legge di Stabilità, gli Statali pagano le mance di Renzi elargite a deficit

dicembre 24, 2015 at 11:59 admin

Tra un taglio di qua ed un bonus di là, la Legge di Stabilità 2016 è andata a deficit tanto che la Commissione Europea ne ha sospeso fino a marzo la valutazione. A pagare le mance di Renzi ancora una volta è stato chiamato il pubblico impiego con una nuova stretta al turnover ulteriormente ridotto al 25% della spesa per cessazioni dell'anno precedente nel corso del 2016 e fino al 2018 compreso, con la sola eccezione del 2016 per gli Enti che assumeranno il personale sovrannumerario delle ex Province: potranno impiegare il 100% della spesa per cessazioni 2015. Stop anche alle assunzioni di dirigenti, non si potranno riempire le piante organiche come determinate dalla spending rewie di Monti fino all'entrata in vigore dei Decreti attuativi della Riforma Madia. Le briciole dei risparmi così ottenuti, andranno a compensare in parte i 300 milioni stanziati per i rinnovi contrattuali grazie alla Sentenza della Corte Costituzionale. Stanziamenti veramente esigui se si pensa che a questi trecento milioni vanno sottratti 74 milioni destinati alle Forze di Polizia e 7 milioni riservati ai rinnovi per il personale non contrattualizzato. Restano quindi a disposizione per rinnovare i contratti ai restanti 2,8 milioni di dipendenti pubblici circa, solamente 219 milioni di euro. Il blocco dei contratti però non è terminato perché se la Sentenza della Consulta ha costretto il Governo almeno formalmente a rinnovare i Contratti Nazionali, la Legge di Stabilità 2016 ha confermato il blocco dei rinnovi dei Contratti Decentrati. Un buon auspicio per la crescita, non c'è che dire...(fonte)

 

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Imbarazzanti le giustificazioni di Madia sui rinnovi, con la stessa Legge il Governo distribuisce mance elettorali

dicembre 21, 2015 at 12:16 admin

A firmare i rinnovi dei contratti siamo pronti anche a Natale rispondono con una nota unitaria i sindacati all'intervista di Madia per Repubblica TV che potete leggere di seguito. Le giustificazioni del ministro Madia sull'esiguità dello stanziamento di 300 milioni di euro nella Legge di Stabilità, sono imbarazzanti visto che il Governo con la stessa Legge distribuisce mance per catturare consenso elettorale. Più che venti Decreti, prosegue la nota, servono investimenti sulle risorse umane, i saperi e le professionalità al fine di rinnovare la PA, di norme infatti ne abbiamo già a iosa. Per cambiare il rapporto Stato-cittadini e far crescere il paese, occorre un piano straordinario di lavoro pubblico, ci sono troppi dirigenti e pochi giovani, troppe risorse sprecate e poche da investire nella valorizzazione dei lavoratori...(fonte)

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Legge di Stabilità, 3500 emendamenti ed un punto fermo: 300 milioni per i rinnovi dei contratti

novembre 8, 2015 at 11:39 admin

Erano 300 i milioni stanziati per il rinnovo dei contratti pubblici e 300 resteranno a bilancio nella Legge di Stabilità anche dopo la pioggia di emendamenti piovuti al Senato. Un contentino pare che si potrebbe strappare sul turn-over con il ritorno alle misure previste dalla Riforma Madia e cioè l'allargamento dell'autorizzazione di spesa per le assunzioni dal 25% dei risparmi per cessazioni al 60% nel comparto delle Amministrazioni Statali e l'80% nel settore EELL, ma la proposta trova la fiera opposizione del ministro Padoan che si attendeva 50 ml di risparmi per il 2016 dalle restrizioni al turn-over e 150 per il 2017. Pare certo comunque, una mediazione. Se si troveranno le coperture il ricambio sarà autorizzato al 40% della spesa risparmiata con le cessazioni (fonte)

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Sindacati unitari, senza modifiche alla Legge Stabilità sugli aumenti salariali, sarà sciopero del pubblico impiego

ottobre 31, 2015 at 2:47 admin

Attesa, non è tardata ad arrivare la risposta delle organizzazioni sindacali del pubblico impiego. Cgil, Cisl Uil  si ritrovano nell'opposizione alle misure della Legge di Stabilità 2016 avvertendo il Governo che se non apporterà modifiche sostanziali agli stanziamenti per i rinnovi dei contratti di lavoro pubblico in misura tale da permettere incrementi salariali adeguati, sarà sciopero in tutti i settori del pubblico impiego compreso il comparto scuola. Quelle del Governo sono scelte unilaterali che vanno in direzione contraria agli obiettivi che si prefiggono di raggiungere. Non riconoscere i diritti dei lavoratori e non finanziare le amministrazioni pubbliche e l’innovazione, la ricerca e la formazione infatti, se si aggiungono le riforme della scuola e la pubblica amministrazione e si prosegue nella scelta di assegnare potere ai dirigenti nominati dalla politica; se si sottraggono competenze alla contrattazione sia nazionale che di secondo livello, dando potere unilaterale alle amministrazioni anche sulle modalità di distribuzione delle risorse contrattuali, sicuramente non si favorisce la crescita e non si qualifica la competitività del Paese...(fonte)

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Uil-FPL, Governo vuol barattare la lotta alla povertà con il rinnovo dei contratti pubblici

settembre 13, 2015 at 7:37 admin

Chiama a raccolta le altre forze sindacali per intraprendere iniziative forti a contrastare il tentativo del Governo di barattare la lotta alla povertà con gli incrementi salariali che verranno dai rinnovi dei contratti pubblici. Si assiste ad un vergognoso balletto di ridicole cifre che si vorrebbero stanziare in alternativa alla lotta del disagio sociale che non accettiamo da un Governo che nulla sottrae alla casta ed agli sprechi dei carrozzoni della politica dichiara Torluccio. Si può anche essere d'accordo, ma riguardo alle caste sarebbe un bene per il futuro dell'intero movimento sindacale dare una sforbiciatina a stipendi e pensioni dei dirigenti sindacali così, tanto per poter vantare un esempio di giustizia sociale. Dove sono i bilanci delle OOSS e delle loro agenzie affiliate? Dove sono i redditi e i patrimoni dei loro dirigenti? La retorica operaista non funziona più come un tempo, un pò si coerenza tra il dire ed il fare la pretendono anche i lavoratori dello Stato dalle loro rappresentanze. Non vorremmo che il segretario UilFpl si fosse dato la zappa sui piedi...(fonte)

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