Scuola, chiuse le urne, svanisce la prima promessa: tagliate 11.470 assunzioni di precari

aprile 1, 2018 at 9:49 admin

Prima delle elezioni serviva incoraggiare l'affluenza alle urne e recuperare un pò di voti andati perduti con la buona scuola, ecco allora pronti sull'unghia 150 ml nella Legge di Stabilità per stabilizzare 15.000 precari. Chiuse le urne però, il MEF lascia cadere la prima delle promesse elettorali: taglio netto ai fondi per le assunzioni nella scuola, al bilancio Miur restano coperture per sole 3.530 stabilizzazioni di precari. L'indiscrezione sarà confermata a breve dal Miur con la "circolare sugli organici". Alla delusione di tanti precari in lista di attesa, si aggiungerà quella dei tanti professori che insegnano al nord e che speravano di rientrare a casa nel meridione [fonte] 

 

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Comuni, potete assumere precari anche subito fino al 30 marzo, nota tecnica Anci chiarisce Circolare 3-17 DFP

gennaio 14, 2018 at 4:38 admin

Anche in assenza del piano triennnale dei fabbisogni, i Comuni possono stabilizzare da subito i precari. Il divieto in assenza dei fabbisogni, decorre infatti dal 30 marzo 2018 a norma dell'art. 22 del Dlgs. 75/2017. A chiarire la Circolare n. 3/2017 del DFP, una nota tecnica della ANCI. Numeri importanti quelli che riguardano i precari in servizio presso i Comuni italiani che troveranno il sospirato posto fisso. Circa 20.000 assunzioni. I più fortunati sono coloro che hanno già sostenuto una selezione e totalizzato tre anni di servio negli ultimi otto, passeranno direttamente in pianta stabile. Diversa invece la sorte toccata a quanti pur già in servizio con evidenti capacità e meriti dimostrati sul campo, dovranno sottoporsi allo roulette dei quiz perché non hanno ancora superato un concorso, come se il lavoro quotidiano ed il servizio reso continuativamente non fossero già nei fatti una prova superata brillantemente. Costituzione docet. Invece no. Tanti, non più giovani, ma nemmeno delle veccchie ciabatte da buttare, dovranno sottoporsi allo stillicidio dei quiz a risposta multipla dove la cultura va a farsi benedire ed a trionfare sarà la fortuna e la bravura dei Giudici di Bruxelles che hanno sentenziato senza tenere nel minimo conto il destino di uomini e donne che hanno raggiunto la maturità a forza di precariato. Quelli di Bruxelles saranno anche dei Giudici, ma del nostro paese e delle sue realtà socio-economiche, mostrano di non sapere nulla. 

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DFP-Circolare 3/17, arriva l'eredità della Corte Europea, assunzioni di precari idonei licenziamenti per la restante massa

novembre 25, 2017 at 2:29 admin

Già dal primo gennaio 2018 le Pubbliche Amministrazioni potranno dare il via alle assunzioni definitive di precari idonei. Madia ha infatti diramato la Circolare n.3/2017 con la quale si rendono operative le norme contenute nella Riforma del Pubblico Impiego. Disposizioni che prevedono la stabilizzazione dei lavoratori con contratto a tempo determinato purché abbiano già superato un concorso. La Circolare infatti chiarisce che hanno diritto all'assunzione diretta coloro i quali hanno instaurato rapporti d'impiego a tempo determinato con accesso selettivo e totalizzato un periodo non inferiore a tre anni di servizio. Al restante della massa precaria, rimane invece lo scoglio del superamento di una selezione pubblica. Eh sì. La vita è tutta un quiz. Un diligente comportamento e la bravura eventualmente dimostrata tutti i giorni sul posto di lavoro sopperendo a deficienze organizzative e mancanze strutturali degli uffici il cui funzionamento in molti casi è garantito da personale precario particolarmente vocato, non basteranno. Per divenire campioni e conservare il posto di lavoro bisognerà risolvere i rebus ministeriali, pena il licenziamento al termine dei tre anni di servizio e l'obbligo di cambiare mestiere anche se si è dato il meglio di sé con ottimi risultati. No. Non siamo all'Eredità di Fabrizio Frizzi e nemmeno a quella di Carlo Conti. Il licenziamento eventuale di quanti non supereranno le prove è una eredità diretta della Corte d'ingiustizia europea. Parrucconi che nulla conoscono del nostro paese e delle sue condizioni politiche e sociali, ma che si arrogano il diritto di pontificare sulla nostra pelle in ragione di accordi e Trattati intergovernativi che non sono stati mai sottoposti al vaglio consultivo degli italiani. Nelle pieghe di un questionario, sarà imprigionata la vita di intere generazioni il cui serio impegno e la dedizione ragguardevole di molti non più giovani, rischiano di essere cancellati dal bip di una macchina che rileva una risposta errata più del consentito perché la Corte del super Stato di Bruxelles ha deciso che nelle fila della Pubblica Amministrazione italiana non si possano schierare soggetti per un tempo superiore a tre anni, anche se hanno dato ampia prova di sé sul campo spesso per decenni. La gran parte dei posti saranno assegnati negli EELL, circa 17.000. Altri 11.000 troveranno spazio nel SSN. Saranno stabilizzati anche i cosiddetti assegnisti della ricerca, attualmente finanziati coi fondi europei. Meglio precisare: dicasi fondi europei, una quota di ritorno dei 20 miliardi di debito pubblico che annualmente versiamo nelle casse comuni della UE. Nulla viene dal cielo, tanto meno a gratis da Bruxelles/NdBlog

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Legge di stabilità, tra assunzioni e bonus alle forze dell'ordine rimangono 20 euro lordi per i contratti

novembre 7, 2016 at 7:26 admin

Nella Legge di Stabilità il fondo costituito per la PA formalmente ammonta ad 1,92 mld nei quali sono compresi i 300 milioni accantonati dalla finanziaria 2016. A conti fatti però, sottratte risorse per assumere nella scuola, sottratti i 510 milioni per confermare il bonus alle forze dell'ordine, sottratte le risorse che andranno a finanziare le nuove assunzioni, per i rinnovi dei contratti restano meno di 700 milioni di euro cioé, 20 euro lordi di incremento mensile in busta paga...[fonte Sole24Ore]

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La Commissione europea soccorre i vecchi Ata co.co.co. rimasti fuori da ogni concorsone

ottobre 9, 2016 at 8:04 admin

Marianne Thyssen, commissaria europea al lavoro, affari sociali, competenze e mobilità lavorativa ha comunicato con una lettera indirizzata al coordinatore Leonardo Del Giudice, di aver raccolto e registrata la denuncia del "comitato lavoratori precari Co.Co.Co. della Scuola (D.M. 66/2001), in violazione della Direttiva comunitaria n.70/1999/Ce sul lavoro a tempo determinato. La Commissaria ha assicurato che a breve la questione dei lavoratori ATA ex cassaintegrati ed in mobilità assunti presso le scuole statali con contratti atipici sarà presa in esame e riceverà una risposta. Si tratta di 890 tra segretari, istruttori ed esecutori originariamente impiegati presso gli uffici amministrativi scolastici a supporto dei colleghi di ruolo e via via nel corso degli anni sempre più integrati nell'organizzazione del lavoro fino ad essere caricati delle medesime responsabilità dei dipendenti di ruolo, mantenendo però un profilo attenuato ed affievolito dei diritti. Si tratta di lavoratori in età matura, tutti oltre i 50 anni, che hanno acquisito e sviluppato professionalità specialistiche e che hanno garantito e continuano a garantire alle scuole della Sicilia, della Calabria, della Campania, della Puglia, del Lazio, delle Marche, della Sardegna e dell'Abbruzzo, la continuità dell'azione amministrativa assumendo i medesimi carichi di lavoro dei dipendenti a tempo indeterminato, ma che la buona scuola ha mantenuto fuori dai concorsoni e da ogni procedura di stabilizzazione. Ironia della sorte, quella stessa Europa che tanto disagio ha creato con le sue Pronunce ai precari di tutta Italia obbligandoli di fatto alle peregrinazioni degli algoritmi, resta e rimane per questo nutrito gruppo di ATA maturi e fuori mercato, l'ultima speranza per assicurarsi un lavoro regolare ed una pensione congrua [fonte.1] - [fonte.2]

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Scuola, la Cisl pensa al part-time per sbloccare il crash dei trasferimenti al nord già a fine agosto

agosto 21, 2016 at 12:08 admin

Il Miur ancora lo nega, ma è del tutto evidente che il sistema informatizzato delle assegnazioni di sede per i docenti precari assunti con la "buona scuola" è andato in "crash". Diversamente non si spiegherebbero le assegnazioni in sedi diverse di tanti professori con punteggi alti e la permanenza nella Regione di residenza di quelli con punteggi più bassi inoltre, parrebbe che anche il Ministero abbia ammesso l'omissione dai criteri di settaggio all'algoritmo della condizione di molti docenti con figli o coniuge a carico Handicappati di cui alla L. 104/92 che prevede espressamente una sede di lavoro non distante dai luoghi di soggiorno del soggetto da assistere. La via d'uscita dal pasticcio immaginata dalla Cisl è quella del part-time suggerito ai malcapitati, in fondo, percepire metà stipendio e restare nella propria città equivale a guadagnare uno stipendio intero da spendere per mantenere una seconda residenza in un'altra città. Ci sarebbe da osservare che ai fini pensionistici, metà della contribuzione andrà comunque persa e quindi il danno non risulterebbe equivalente a fine carriera. In ogni caso conferma Rosanna Colonna della Cisl-Scuola Campania, già a fine agosto conosceremo gli esiti dei tentativi di conciliazione portati al Miur per le elementari e le medie. Entro settembre invece quelli delle Superiori. Se tutto andrà male decideranno i giudici del lavoro promette. Il caos di inizio anno scolastico anche quest'anno sembra assicurato...[fonte]

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Scuola, sud e vecchi precari bamboccioni

agosto 4, 2015 at 1:27 admin

immigrati coi barconi, emigrati poltroniUn piano straordinario di assunzioni come quello avviato con la "buona scuola", non si ripeterà facilmente nella Pubblica Amministrazione italiana. Basta un clic e c'è la certezza di avere una cattedra di ruolo. Eppure in tantissimi sono quelli che non inoltreranno l'istanza di stabilizzazione perché pretendono di avere la cattedra sotto casa. Sbagliano di grosso spiega la Giannini, difficile trovare argomenti per non essere d'accordo stavolta. La mobilità è inevitabile finché ci saranno tante cattedre al nord e troppi docenti al sud. Li chiama docenti la Giannini. Si fa fatica anche solo ad immaginarli pedagoghi, per la verità. Che cosa avranno da insegnare ai bimbi e come pretendono di preparare i ragazzi ad affrontare le vicissitudini della vita, se di fronte ad una opportunità agognata per anni, rinunciano per restare al calduccio tra gli agi e le comodità della vita di sempre? Possiamo solamente pensare che di bisogno pur tanto reclamato a gran voce in centinaia di manifestazioni, non ce ne sia in realtà. L'italia evidentemente è diventata un paese ambito dagli immigrati che a frotte arrivano coi barconi a costo della vita e disposti ad immensi sacrifici, ma i suoi giovani nati vecchi e diseducati dai genitori, non ne vogliono sapere di muoversi anche solo qualche centinaia di Km per raggiungere un'altra città dove si parla la stessa lingua, si mangia la pasta asciutta a mezzogiorno e si va a Messa la domenica. Una generazione di bamboccioni figli di una borghesia straviziata che non ha mai conosciuto il lavoro, che ha voluto tenersi lontana dalla fatica illudendosi di godersi la vita. Giovani nati vecchi che si riempiono la bocca con parole come globalizzazione e se la menano sui social news, ma che alla prova dei fatti non si rendono disponibili nemmeno a salire su di un treno per andare a vivere qualche tempo fuori casa ed adempiere un dovere, aprirsi alle esperienze e conoscere i coetanei di un'altra regione. Una generazione di meridionali nata vecchia che mostra di non aver compreso il suo tempo e di essere stata allevata in un mondo dei sogni. Precari dalla pancia piena, sappiate che chi vi ha preceduto ha imparato a resistere al freddo per diventare maestri con qualcosa da insegnare.

 

 

R. Leo:

Quelli che conosco e che si trovano in seria difficoltà da queste nuove norme di assunzione sono gente con decine di anni di servizio in giro per la provincia o sfruttati in scuole private, con concorsi e corsi di aggiornamento specializzazioni più che quarantenni che sono stati messi di fronte all'alternativa o di dover abbandonare la famiglia, magari con figli ancora piccoli, o di dover rinunciare al lavoro. A mio parere non possono essere queste le norme che possono fare la "buona scuola". Per i giovani invece credo che sia formativo un po' di esperienze "in giro".

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