I Comuni chiedono assunzioni subito per Decreto, ma il Mef resiste

aprile 8, 2017 at 6:50 admin

Meglio l'uovo oggi che la gallina domani sembra il ragionamento dei Comuni ad ascoltare il Presidente dell'Anci: dopo anni di sacrifici, lo sblocco del turn-over ci spetta afferma Antonio De Caro. I Comuni chiedono di innalzare al 75% il limite di spesa sui risparmi per cessazioni da reinvestire in nuove assunzioni anche solo per il 2017. Il Mef però oppone resistenza e vorrebbe autorizzare assunzioni nei limiti progressivi del 60% quest'anno, dell'80% il prossimo, fino allo sblocco totale nel 2019 [fonte]

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Regioni e Comuni barattano il Sì alla Riforma Madia con lo sblocco delle assunzioni

marzo 18, 2017 at 10:46 admin

In cambio del parere favorevole alla Riforma Madia, il Governo si appresta a sbloccare le assunzioni negli Enti Locali. Decisiva è stata la Pronuncia della Consulta che ha reso vincolante il coinvolgimento delle Regioni nell'implementazione della Riforma della Pubblica Amministrazione. Le Autonomie Locali hanno allora preteso dal Governo la fine del blocco alle assunzioni. Le procedure saranno repentine, potranno infatti attingere entro l'anno alle graduatorie dei concorsi già espletati come previsto dal Decreto Milleproroghe che ha esteso la validità delle graduatorie degli idonei. Le ultime resistenze vengono dal MEF dove Padoan vorrebbe raddoppiare le autorizzazioni alla spesa assunzionale elevando il limite dal 25 al 50% dei risparmi per cessati, ma cogliendo l'occasione propizia, i Comuni stanno esercitando forti pressioni per innalzare le autorizzazioni alla spesa di nuovo personale portandola a coprire il 75% del totale risparmi per cessati, fino all'ardire di spingere ed arrivare alla sostituzione completa nel rapporto di 1 ad 1 tra cessati e nuovi assunti...

[fonte.1] - [fonte.2]

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Def 2016, niente soldi per i rinnovi dei contratti e tagli di spesa previsti alla sola voce stipendi

aprile 15, 2016 at 12:04 admin

Sono undici i miliardi di spesa tagliati dal 2010 e riguardano la sola voce stipendi dei lavoratori. Gli obiettivi di finanza pubblica sono stati raggiunti esclusivamente con il contenimento della spesa per il personale con il blocco del turn over, il blocco delle progressioni di carriera, dei rinnovi contrattuali e coi tagli alla contrattazione decentrata. Nel complesso si è registrato un calo di 110mila unità lavorative. La spesa per acquisti di beni e servizi invece, pur sbandierata come asse portante del piano di risparmi, nello stesso periodo preso a riferimento, è rimasta sostanzialmente invariata. A reggere quindi l'impatto del riequilibrio di bilancio condotto in vista del pareggio, hanno contribuito i soli dipendenti del pubblico impiego, le altre voci di spesa sostanzialmente non sono state ridotte. Nel Def si annota che nel solo 2015, grazie alla riallocazione degli esuberi delle province, il Tesoro ha realizzato risparmi inattesi rispetto alle previsioni per 3,1 miliardi. Nel 2016, le assunzioni nella scuola faranno risalire di due miliardi le uscite, ma già nel 2017 coi vincoli al turn-over già previsti per legge, la tendenza dovrebbe ritornare al ribasso. Quanto agli stanziamenti aggiuntivi per i rinnovi, bisognerà secondo il Documento di Economia e Finanza, attendere la successiva tornata contrattuale del 2019-2021 che apposterà 600 milioni destinati agli incrementi stipendiali degli Statali tutti. (Def-2016; Def-2016 all.; breve analisi)

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2016, sanzioni ai dirigenti affezionati alla carta e sindacati all'attacco sui rinnovi contrattuali

gennaio 2, 2016 at 12:45 admin

Quello appena iniziato, sarà un anno ricco di novità per la Pubblica Amministrazione. A metà gennaio dovrebbe partire il primo blocco di Decreti attuativi della riforma Madia che hanno i punti nodali nel piano di digitalizzazione della PA e nella riorganizzazione dei servizi pubblici locali con l'apertura ai privati nel settore della gestione smaltimento rifiuti oggi, esclusiva in capo alle partecipate comunali. Quella del 2016 si preannuncia inoltre, come una lotta senza quartiere alle ultime sacche di resistenza digitale: sono previste sanzioni ai dirigenti che ostacoleranno il piano nazionale di digitalizzazione. L'ultimo Decreto attuativo della Delega Madia sarà quello dedicato alla riorganizzazione del Pubblico Impiego che vedrà la luce dopo il confronto coi sindacati sull'annoso tema dei rinnovi contrattuali bloccati da sei anni e che inevitabilmente toccherà anche le nuove regole sulla mobilità del personale. Il sindacato unitariamente ha già annunciato di partire all'attacco perché considera del tutto insufficiente la dote appostata nella Legge di Stabilità per rinnovare i contratti pubblici. La mancanza di risorse d'altronde, è stata la causa che ha sospeso la revisione della riforma Fornero e la previsione di clausole di flessibilità in uscita. Intanto il MEF ha diramato l'indicazione a tutte le Amministrazioni di tenere alta la guardia della spesa...(fonte)

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Tagli subito alle PA, la Legge di Stabilità sarà old style: in deficit per 17 miliardi

settembre 20, 2015 at 1:57 admin

Il governo ha necessità di massimizzare subito i risparmi della Riforma Madia, la Legge di Stabilità per sostenere la crescita sarà infatti old style, finanziata in deficit per 17 miliardi. Gli altri 10 miliardi quindi dovranno venire dai tagli previsti dalla Riforma della Pubblica Amministrazione: via subito 3000 partecipate dagli EELL; soppressione degli Enti Unitili e qui il "subito" è un eufemismo se si pensa che Tremonti prima e Monti poi, si applicarono inutilmente; subito dovrebbero sparire anche i doppioni delle Autority che però sperano in un destino comune agli Enti inutili; sarà bloccato l'aumento del Fondo sanitario nazionale che doveva essere di tre miliardi nel 2016 e qui, forse si riesce. Sui malati è più facile risparmiare...diciamoci la verità, la prossima Legge Finanziaria sarà tutta in deficit grazie a Draghi che col "quantitative easing" ha azzerato gli interessi stampando euro per comprare debito italiano. Il ganassa vuole essere eletto per la prima volta a Palazzo Chigi... (fonte)

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Conferme dall'Eurispes, a tracimare nella PA è il numero di dirigenti e le loro retribuzioni

giugno 4, 2015 at 3:04 admin

foto sciopero statali inglesi

Lo scorso aprile Libre, associazione di idee ha avuto il merito di riprendere il vecchio rapporto Eurispes 2014 e riproporre nella maniera che a noi risulta più congeniale, i dati inconfutabili sul pubblico impiego nella zona UE a spazzar via luoghi comuni sui quali si regge ancora dopo cinque anni e si vuole confermare nella prossima finanziaria, la necessità di mantenere il blocco dei rinnovi contrattuali fino al 2018 ed il congelamento degli stipendi che va avanti dal 2010 perché la spesa risulterebbe ancora particolarmente gravosa sul bilancio pubblico. Ebbene, numeri alla mano i dati ci dicono che se c'è ancora da tagliare nel pubblico impiego questo è il numero dei dirigenti il cui rapporto è di 1 a 10 cioè, abbiamo un dirigente ogni dieci dipendenti mentre nel complesso, il numero degli impiegati dello Stato è diminuito negli ultimi dieci anni del 4,7%. Perché il rapporto dirigenti/dipendenti è ancora così basso dopo anni di tagli e blocco del turn-over? Perché sono la cinghia di trasmissione della politica, una casta sopravvissuta al maglio della crisi senza accusar colpo, funzionale non già all'offerta di servizi al cittadini bensì alle esigenze di controllo ed implementazione delle centrali politico finanziarie si stanza a Berlino e Bruxelles.

logo istituto eurispes

Veniamo ai numeri: l'Italia ha un rapporto impiegati/popolazione di 58 a 1000, meglio di noi solo la formidabile Germania che conta 54 dipendenti statali ogni 1000 abitanti. La Francia ne ha 94, il Regno Unito 92, la Svezia veleggia a 135 statali ogni 1000 residenti. Ma non basta, mentre da noi la decrescita del numero di addetti è una costante, i citati paesi della zona euro registravano durante la crisi un rilevante incremento di buste paga a carico del contribuente. Il totale della spesa per il personale delle pubbliche amministrazioni in Italia incide per l' 11,1% sul PIL, meglio di noi la solita Germania (7,9%), l'Austria col 9,7% e l'Olanda col 10% di spesa in rapporto al PIL. In tutti gli altri Stati, la spesa per il personale pubblica mangia il 19,2% di PIL in Danimarca, il 14,4% in Svezia, 13,4% in Francia, il 12,6% in Belgio, l' 11,9% in Spagna, l' 11,5% in GB...

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