Festa della Vittoria per gli Statali, dopo otto anni aumenti in busta da 30 a 50 euro netti

novembre 5, 2017 at 6:36 admin

4 novembre, Festa della Vittoria. 1918, Armando Diaz telegrafa a Re Vittorio Emanuele III di Savoia ed gli annuncia che l'Unità d'Italia è compiuta. A nostro modo abbiamo voluto rendere omaggio agli impiegati pubblici per antonomasia: le forze armate italiane che ci rapportano sul rinnovo dei contratti con una panoramica esaustiva dei comparti Statali. I sindacati sono stati convocati all'Aran per il prossimo 8 novembre e più di tutti la Cgil assicura che le trattative partiranno col piede giusto perché i lavoratori pubblici possano ritrovare un nuovo protagonismo restituendo priorità negoziale alla contrattazione sulla Legge. Ma sono parole stantie di un sindacato incapace di ritrovare un ruolo da protagonista nella società del terzo millennio, che si tiene in piedi in ragione della rappresentanza quasi esclusiva dei lavoratori a riposo. Quelli attivi infatti sanno bene che i loro stipendi, fissati nel 2009, sono stati falcidiati dai costi reali in euro. Sanno anche, i lavoratori in servizio, che gli stanziamenti nella legge di bilancio sono quelli che sono e che gli aumenti in busta oscilleranno tra i 30 ed i 50 euro netti...  

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Statali, Governo e Sindacati fanno propaganda live con le cifre, dai nuovi contratti Anief calcola la miseria di 31,5 euro

ottobre 22, 2017 at 12:26 admin

Spulcia le cifre reali Marcello Pacifico presidente Anief e s'avvede che quella del Governo sostenuto dall'opera interessata dei Sindacati tradizionali firmatari degli accordi del 30 novembre 2016, altro non è che propaganda live in vista delle consultazioni politiche. Le cifre ufficiali sono gonfiate, in realtà ai lavoratori della scuola dai rinnovi arriveranno la miseria di 31,5 euro in busta paga, comprensivi della indennità di vacanza contrattuale. Ecco perché si affannano a sottolineare che gli aumenti seguiranno il principio della piramide rovesciata: la gran maggioranza dei lavoratori riceverà aumenti di stipendio semplicemente ridicoli in ragione dell'aumento del costo della vita negli ultimi dieci anni di blocco dei salari. [fonte]  

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Statali, rinnovi dei contratti, il 28 agosto riprendono le trattative all'aran

agosto 19, 2017 at 6:50 admin

L'Aran ha reso noto il calendario delle trattative per rinnovare i Contratti di pubblico impiego. Prima convocazione delle Confederazioni sindacali per il 28 agosto su alcune tematiche di carattere trasversale dei rinnovi contrattuali e, a seguire, dei tavoli di comparto. Il 31 agosto sarà convocato il tavolo delle Funzioni centrali, sul tema degli istituti del rapporto di lavoro (malattie, permessi, coordinamento delle norme in materia disciplinare). Nella prima settimana di settembre saranno convocati i tavoli di Sanità, Istruzione e Ricerca e Funzioni locali [fonte]

 

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CCNQ 2017, distacchi frazionati a giorni e permessi sindacali cumulabili

agosto 19, 2017 at 6:40 admin

Permessi e distacchi sindacali, firmata l'ipotesi del nuovo Contratto Nazionale Quadro. Le nuove regole però, potranno essere applicate solamente dopo che Governo e Corte dei Conti avranno dato il via libera. Permessi e distacchi sindacali, che già erano stati dimezzati dalla Riforma Madia nel 2014 come misura di riduzione della spesa con risparmi calcolati in 12 milioni di euro, subiscono nuove modifiche alle modalità di fruizione per aiutare quei lavoratori che per esigenze professionali, si pensi ai medici, usufruiscono poco dei distacchi e molto di più dei permessi sindacali ad ore. Il CCNQ, che era stato rinnovato l'ultima volta nel 1998, è stato riscritto sulla base dei nuovi comparti contrattuali ridotti da 11 a quattro dalla Legge Brunetta, precede che il 75% dei distacchi potrà essere frazionato nell'arco massimo di tre mesi, in permessi giornalieri. Al contrario i permessi potranno essere cumulati fino a raggiungere una intera giornata di assenza.

[ipotesi-CCNQ-permessi, distacchi sindacali]

 

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contratti, buona parte degli 85 euro sarà in benefit

marzo 5, 2017 at 11:24 admin

Quasi gli sfugge della bocca ad Angelo Rughetti, ma degli 85 euro di aumenti promessi con l'accordo del 30 novembre ultimo scorso, sarà sotto forma di benefit trasporti, palestra, cultura. Il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione conferma che gli aumenti salariali sono due: il primo sono gli 80 euro del credito d'imposta concesso dal Governo Renzi e ch'è diventato strutturale, il secondo saranno gli 85 euro di "welfare aziendale", cioé una serie di agevolazioni extra busta. Pare di capire che la faccenda stia arrovellando i sindacati ben consapevoli che ai "ticket" i lavoratori preferiscono gli euro in saccoccia...[fonte]

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Esaurita la spinta propulsiva addio riforma, si ritorna al contratto per regolamentare il rapporto di pubblico impiego

gennaio 15, 2017 at 6:30 admin

Esaurita la spinta propulsiva della rottamazione, addio alla riforma del Testo Unico del pubblico impiego. Il Governo Gentiloni infatti ha deciso di ridimensionare la grande riforma ed a febbraio si limiterà ad attuare con un Deceto Legislativo i soli punti concordati coi sindacati nell'accordo del 30 novembre 2016: superamento della Legge Brunetta circa la prevalenza del CCNL sulla norma nella regolamentazione del rapporto di pubblico impiego; cancellazione delle fasce premiali sostituiti da nuovi strumenti di valutazione della performance; rivisitazione del salario accessorio. Già questa settimana, le OOSS saranno convocate per consultazione sulle modifiche normative come da intesa raggiunta il 30 nov. u.s. Seguirà la direttiva all'Aran che darà il via alla contrattazione vera e propria [fonte]

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Chiamata diretta, criteri validi per tutte le scuole, tra i contenuti della Intesa Miur/sindacati

gennaio 2, 2017 at 1:34 admin

L'intesa firmata al Miur il 29 dicembre 2016, è da considerarsi corollario dell'accordo sul pubblico impiego firmato dai sindacati il 30 novembre u.s. nel quale il Governo formalmente si era impegnato a riequilibrare il potere negoziale dei contratti in materia di lavoro compresso dalla Riforma Brunetta. In sintesi l'accordo prevede che la mobilità nelle scuole di ogni ordine e grado avverrà in un'unica fase delle otto previste lo scorso anno. Sia alla mobilità provinciale, sia alla mobilità interprovinciale, potranno partecipare tutti i docenti, compreso i neo assunti esprimendo fino ad un massimo di quindici preferenze anche di ambito; cinque per le singole scuole. Alla mobilità volontaria potranno partecipare anche i docenti perdenti posto, con le medesime regole. Il 60% dei posti che resteranno vacanti dopo le procedure di mobilità provinciale, saranno assegnati con nuove immissioni in ruolo; il 30% sarà riservato ai trasferimenti fuori provincia; il restante 10% alla mobilità "professionale". L'accordo ha inoltre stabilito che i criteri per la "chiamata diretta", saranno uguali su tutto il territorio nazionale e definiti con un allegato all'accordo medesimo. Saranno poi i collegi dei docenti a deliberare i requisiti per ciascuna scuola in coerenza con il PTOF. Senza questa Delibera, nessuna scuola potrà procedere a dare incarichi e sarà compito degli USR conferire gli incarchi su posti che dovessero restare vacanti in ragione del punteggio assegnato nelle procedure di mobilità. [accordo 29 dic.2016] [contenuti]

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Scuola e PA, dalla rottamazione alla dismissione con Gentiloni il passo è stato breve

gennaio 2, 2017 at 12:38 admin

Alla riforma Madia ch'è stata smontata dalla Corte Costituzionale dichiarandola illegittima nella parte in cui prevedeva il semplice parere delle Regioni piuttosto che l'intesa preventiva nelle materie regolatorie che investono le competenze delle Autonomie Locali; si è unita la "buona scuola" che con l'accordo strappato dai sindacati al neo ministro Fedeli il 29 dicembre u.s. avvia un prevedibile, progressivo processo di dismissione delle riforme renziane. Già con le Amministrative si era avuto sentore del malcontento, poi è seguita la bocciatura definitiva con gli esiti del referendum Costituzionale. Un'azione di recupero del consenso elettorale di ogni Governo di sinistra, lo zoccolo duro che risiede nel mondo della scuola s'avvertiva urgente. Ed ecco la prima misura del Governo fotocopia per correre ai ripari al fine di evitare l'uscita di scena definitiva: l'accordo firmato con Cgil, Cisl, Uil scuola; Snals, Confsal cancella una delle misure più contestate dai docenti: il vincolo triennale di permanenza fuori sede. Dalla prossima primavera tutti potranno presentare domanda di trasferimento scegliendo tra quindici province e cinque scuole di destinazione preferita. Dal Governo del fare, al Governo del disfare

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Gentiloni vada in soccorso degli Statali con 1,8 miliardi che ancora mancano ai rinnovi dei contratti

dicembre 11, 2016 at 11:38 admin

Il 30 novembre, cioé appena dieci giorni fa, sembrava che l'avessimo già in tasca gli 85 euro del rinnovo contrattuale. Magie dell'annuncite, dopo sette anni di attesa si preparava un "sereno Natale" per il pubblico impiego. Poi stavolta gli Statali hanno deciso di votare secondo coscienza al referendum Costituzionale forse perché a differenza delle europee, non si è fatto in tempo a contabilizzare in busta l'incentivo alla "partecipazione" ed ecco che i soldi restati sulla carta non si sono trasformati in Sì ed rinnovi dei contratti finiti di nuovo in alto mare. L'intesa firmata dai sindacati col Governo infatti, era solamente un accordo politico di massima al quale dovevano seguire le direttive della Madia per l'Aran ed il Decreto attuativo della Riforma che doveva superare la Brunetta e rimettere ai contratti il potere di ripartire il salario accessorio riconoscendo al sindacato l'antica funzione interdittiva così malaccortamente sottratta dalla furia rottamatrice della prima ora renziana. Ebbene, oggi ci ritroviamo con una scampata riforma costituzionale, ma senza Governo e dunque senza aumenti in busta. Non ci resta che sperare che Gentiloni raccolga l' SOS degli Statali in bolletta e gli venga in soccorso accogliendoli con un bel assegno da 1,8 miliardi di finanziamento che ancora mancano alla firma definitiva in calce ai rinnovi dei CCNL

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Un accordo come Dio comanda quello tra Governo e Sindacati, sui rinnovi dei contratti agli Statali

dicembre 3, 2016 at 9:26 admin

Un accordo "come Dio comanda" per vincere il referendum quello siglato il 30 novembre tra il Governo e le Organizzazioni sindacali Unitarie di Cgil, Cisl, Uil sulle linee guida che orienteranno i rinnovi contrattuali di tutti i comparti del pubblico impiego. Riequilibrio delle fonti di diritto nel rapporto di pubblico impiego dalla Legge a tutto vantaggio della negoziazione e di fatto un superamento della riforma Brunetta nelle parti più contestate dal sindacato in tema di valutazione della performance, monetizzazione dell'apporto individuale, premialità condizionata alla produttività piuttosto che alla presenza, ricorso all'atto unilaterale in caso di stallo delle trattative che sarà invece vincolato esclusivamente ai casi di pregiudizio economico che ne potrebbe derivare alla Amministrazione 

 

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