Corte dei Conti sentenza 175-17, Delegazione Trattante, cedere ai sindacati costa caro ai componenti di parte pubblica

settembre 19, 2017 at 4:27 admin

Delegazioni trattanti, cedere alle pressioni sindacali e deliberare in sede di contrattazione decentrata incentivi ed aumenti di stipendio in violazione delle norme e dei vincoli di finanza pubblica, può costare caro d'ora in avanti alla componente di parte pubblica. A stabilirlo la Sentenza d'appello della Corte dei Conti n. 175 del 17/05/2017 che ha condannato i rappresentanti di parte pubblica ed in particolare ha confermato la condanna del dirigente del personale di una ASL che aveva omesso nella sua istruttoria, di segnalare le violazioni di Legge nella previsione di progressioni orizzontali concesse a pioggia senza alcuna procedura di valutazione selettiva. La Corte ha respinto infatti la tesi difensiva che voleva chiamare in correo anche la parte sindacale della Delegazione trattante, perché quest'ultima, nell'esercizio delle sue funzioni risulta essere una controparte che negozia per conto dei lavoratori, ma non dipende dalla Amministrazione pubblica. Ha quindi il diritto di chiedere; mentre la parte pubblica che tratta in nome e per conto della PA ha il dovere di esercitare le sue prerogative nel rispetto pieno delle Leggi dello Stato

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Uil-PA, ai tavoli delle trattative, i rinnovi contrattuali non possono essere vincolati dall'indirizzo del Governo

luglio 1, 2017 at 11:20 admin

L'atto di indirizzo del Governo all'Aran non può essere un vincolo ai tavoli contrattuali per la UIL-PA. Di eguale valenza e segno opposto sono infatti le piattaforme sindacali, altrimenti non sarebbe una trattativa. UIL-PA chiarisce che sul piano economico gli 85 euro di incrementi devono intendersi di stipendio tabellare. Altra storia sarà lo stipendio di produttività che va dedica defiscalizzato come già avviene per il settore privato anche perché bisogna scongiurare che gli aumenti contrattuali sterilizzino il credito d'imposta noto come bonus degli 80 euro. Sul piano normativo invece bisogna restituire al sindacato il suo ruolo nel quadro ordinato di corrette relazioni sindacali riassegnando alla contrattazione quanto gli è stato sottratto dalle norme [fonte]

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Dalla sentenza all'italiana della Consulta, al Contratto di Filiera nella piattaforma sindacale del Pubblico Impiego

luglio 7, 2015 at 3:45 admin

Roma. Assemblea dei delegati e delle RSU di Cgil, Cisl, Uil pubblico impiego incentrata sulle tematiche del rinnovo dei contratti fermi da sei anni, alla luce della recente Sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il protrarsi del blocco ai rinnovi dei contratti pubblici. Al centro della discussione, la piattaforma rivendicativa sindacale che intende rilanciare il ruolo del contratto collettivo per tutelare i lavoratori dalle interferenze della Legge e per garantire diritti economici e normativi generalizzati ed esigibili su tutto il territorio nazionale. E' necessario recuperare le materie sottratte ai tavoli negoziali dalle Leggi quali organizzazione del lavoro, orari, mobilità, dotazioni organiche e politiche per l'occupazione rilanciando anche la contrattazione integrativa per valorizzare i servizi e le professionalità attraverso l'individuazione degli sperperi per recuperare importanti risorse da destinare alla produttività. Dall'assemblea è emersa una strategia contrattuale nuova: il contratto di filiera, l'avvio un confronto che porti nel tempo massimo di tre tornate contrattuali, ai contratti unici per le Funzioni Centrali, i Servizi Locali, la sanità e l'assistenza eliminando il "dumping" tra lavoratori che svolgono le stesse funzioni. Riassume Nicola Turco, segretario generale di UIL-PA: la piattaforma sindacale si pone in discontinuità con il passato chiedendo alla politica una inversione di tendenza che faccia cessare il processo di rileggificazione in atto perché vogliamo riprenderci non solamente il contratto, ma l'intero strumento della contrattazione sia a livello nazionale, sia a livello territoriale per recuperare quei spazi negoziali che danno le gambe ai progetti di riforma della PA, attraverso la riappropriazione delle materie quali mobilità, organizzazione del lavoro ecc. ecc. Chiediamo alla politica di fare un passo indietro per creare le condizioni di un vero negoziato. Il contratto collettivo non deve rappresentare solamente una occasione di recupero salariale, ma deve essere un mezzo per recuperare diritti e dignità dei lavoroatori. Sulla recente Sentenza della Consulta, Nicola Turco si è espresso in termini non propriamente lusinghieri: dopo aver subito così tanti e forti pressioni esterne, la Corte Costituzionale non ha potuto fare a meno di emettere una "sentenza all'italiana" con la quale si sono chiusi i conti col passato e questo ci deve far riflettere sui "sentieri democratici" per i quali si avvia il nostro paese. Non dobbiamo abbassare la guardia, la politica si è presa spazi che non le competono e che devono tornare al movimento sindacale...

 

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Landini è per il sindacato unico, la triplice è roba vecchia

giugno 24, 2015 at 11:55 admin

LANDINI VUOLE IL SINDACATO UNICOA marciare separati Cgil, Cisl e Uil hanno finito per non colpire più, ha scritto Susanna Camusso in una lettera ai segretari di Cisl e Uil con l'invito al sindacato perchè ritrovi l'unità perduta "soprattutto per le differenti posizione mantenute rispetto alla politica"; Annamaria Furlan segretaria della Cisl, aveva risposto dicendosi disponibile a riaprire il cantiere dell'unità sindacale perchè non c'è dubbio che le azioni unitarie sono più efficaci di quelle promosse dalle singole sigle anche se, tiene a sottolineare, le "divisioni non hanno mai avute un carattere politico, ma hanno riguardato esclusivamente il merito sindacale" e precisava: "gli scioperi generali proclamati da Cgil e Uil, la mancata intesa sul modello contrattuale del 2009, il differente giudizio sul job act dove ad esempio, nessuno riuscirà mai a convincerci che le agevolazioni fiscali sulle assunzioni a tempo inderterminato siano una cosa sbagliata, ecco queste sono le questioni che ci hanno diviso, la politica non c'entra nulla". Oggi, è arrivato Landini segretario della Fiom che è parte della Cgil, a superare tutti nel dibattito in corso sulla crisi del sindacato affermando senza indugio che riproporre la triplice sul modello degli anni '70 è un maniera vecchia di affrontare il problema. Cgil, Cisl e Uil dovrebbero sciogliersi e fondersi in un nuovo soggetto sindacale fondato dal basso su nuove basi democratiche dove i lavoratori possano eleggere i loro dirigenti diversamente da quanto accade oggi che sono cooptati ed abbiamo la possibilità di esprimersi col voto su ogni accordo firmato che li riguarda...le parole di Landini ci lasciano intuire come le iniziali simpatie tra il presidente del Consiglio rottamatore ed il leader della Fiom in fondo, avessero motivi e ragioni più profonde e ci inducono a pensare che forse la recente uscita di Renzi sulla necessità del sindacato unico, non fosse proprio una boutade (fonte.1 - fonte.2 - fonte.3)

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