Le Province vivono, gli italiani le hanno salvate, ma non le eleggono più

maggio 20, 2017 at 8:26 admin

Le Province vivono, gli italiani le hanno salvate il 4 dicembre scorso, ma il Governo le affama. Le strade crollano, le scuole sono inagibili, ma la Legge Delrio gli ha dimezzato la dotazione organica e praticamente azzerato i trasferimenti. Con un emendamento alla manovrina, i compagni lanciano il contrordine: duecento milioni per il 2017 e mezzo miliardo per il 2018. Bisogna che lavorino. A rimpinguare il portafogli delle Province saranno chiamati come sempre gli italiani. A scegliere come spendere i loro soldi però, penseranno i ras di quartiere che reggono le Giunte Comunali. Vale a dire quei Consiglieri con pacchetti di voti indispensabili all'approvazione dei bilanci nei Comuni, non più eletti, ma che ora possono accampare pretese e poltrone in Provincia [fonte]

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Sindacati, definiti i comparti si trovino le risorse, via agli scioperi territoriali per il rinnovo dei contratti subito

aprile 7, 2016 at 11:33 admin

Si inizia dalla Lombardia, poi gli scioperi proseguiranno in tutte le Regioni perché una volta ridotti i comparti negoziali il Governo trovi le risorse e rinnovi subito i contratti. Si esca dalla logica dei tagli e dei blocchi per investire nei servizi pubblici mettendo al centro i bisogni delle persone. Si rinnovino i contratti per liberare le energie migliori del paese valorizzando le competenze dei lavoratori e disegnando nuovi modelli organizzativi...(fonte)

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Cgil, ridotti i comparti noi da sempre contrari alla Brunetta, puntiamo a recuperare peso organizzativo per via contrattuale

aprile 7, 2016 at 10:27 admin

Raggiunto l'accordo sulla riduzione dei comparti di contrattazione, la Cgil sottolinea come sia importante per chi da sempre si è battuto contro la Riforma Brunetta che ha introdotto la riduzione da 11 a quattro comparti negoziali nel pubblico impiego e soprattutto il ridimensionamento del ruolo sindacale nella organizzazione lavorativa, puntare con tenacia al recupero per via contrattuale del peso perduto nella definizione organizzativa dei servizi da rendere al cittadino

(fonte.1) - (fonte.2)

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Allarme della Corte dei Conti, per la Cisl sono i contratti gli strumenti per rivedere i meccanismi di spesa perversi

febbraio 21, 2016 at 11:57 admin

Per la Cisl, l'allarme lanciato dal Presidente Squittieri della Corte dei Conti sui tagli indiscriminati alla spesa pubblica che rischiano di compromettere i livelli e la qualità dei servizi pubblici, non va sottovalutato. Tagli praticati senza obiettivi strategici mentre di riordino della macchina pubblica condiviso con le parti sociali attraverso lo strumento essenziale dei contratti, consentirebbe di affrontare i temi spinosi come quelli dei meccanismi perversi della spesa pubblica per rendere realmente efficaci i servizi (fonte cisl); (fonte Corte dei Conti)

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La uil grida al complotto ordito dalla politica ai danni del sindacato

ottobre 4, 2015 at 12:00 admin

Svolta a sinistra e prova ad uscire dall'angolo il segretario Uil-PA Nicola Turco a nome di tutto il movimento sindacale. Al Decreto che ha assimilato i beni culturali ai servizi pubblici essenziali, rocambolescamente Turco associa il tentativo di intimidazione portato a danno della libertà d'informazione da parte di autorevoli esponenti della Commissione di vigilanza RAI leggendovi un unico disegno concordato tra le forze politiche di maggioranza ed opposizione, finalizzato all'arretramento dello Stato ed all'indebolimento generalizzato dei servizi pubblici convinto, che per difendere la democrazia si possano allegramente disattendere e mortificare i diritti dei cittadini utenti in settori economici strategici come quello della cultura e dei trasporti pubblici locali che poi finiscono per segnare l'indice attrattivo di efficienza di un paese all'estero. Un concetto di democrazia retaggio del conflitto sociale post sessantottino quello espresso da Turco, che identifica gli interessi generali delle "masse" con gli interessi garantiti di piccole corporazioni di categoria schierate in un conflitto che ha come oppositore il fragilissimo interesse generale rappresentato dallo Stato. Certo, un bel passo avanti nel processo di modernizzazione del sindacato, che proprio non riesce a sintonizzarsi sulle basse frequenze che hanno superato l'intermediazione classica per puntare direttamente al miglior risultato possibile per tutti e grida al complotto avvertendo come inevitabile la perdita oramai prossima delle proprie rendite di posizione: finirà che anche i sindacalisti dovranno lavorare e vivere di stipendio! (fonte)

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