La Fedeli a suo agio, al tavolo dei contratti ritrova i compagni del sindacato

luglio 1, 2017 at 7:27 admin

Gli apparati della Amministrazione Pubblica francese sono da sempre un esempio di eccellenza al quale anche l'Italia ha guardato con ammirazione, in passato. Lo stesso Macron, il giovane nuovo presidente della Repubblique, ha potuto bruciare le tappe della sua carriera in virtù dell'arduo percorso selettivo portato brillantemente a termine presso l'ecole nationale d'administration dove lo Stato francese seleziona le migliori intelligenze che entrano poi a far parte della pubblica amministrazione. Un percorso selettivo abbreviato, riservato a quelle individualità destinate a raggiungere i vertici apicali. I migliori giuristi, economisti, ingegneri arrivano al Governo in Francia per meriti nell'interesse esclusivo della nazione e diventano collaboratori o politici loro stessi, ma non dipendenti dalla politica e dai partiti. Nulla di tutto ciò accade in Italia dove come esempi di eccellenza, possiamo offrire una maestra d'asilo che ha fatto carriera nel sindacato, cioè quella stessa controparte che oggi si ritrova al tavolo delle trattative per rinnovare i contratti pubblici e che con grande maturità, mostra di sentirsi a suo agio tanto oggi a dare soldi per conto dello Stato, quanto ad averli chiesti ieri per conto dei lavoratori. Niente da eccepire. Splendide eccellenze quelle che prepara la scuola italiana che dagli anni '80 ha abbandonato il merito per inseguire le statistiche nei diplomifici come nelle accademie per somari cum laude. [fonte.1] [fonte.2]

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Natale, l'ultimo regalino dell'Europa: centomila prof a spasso con le cattedre che restano vacanti

novembre 27, 2016 at 12:24 admin

La buona scuola è fatta male, è un dato accertato. Siamo giunti a Natale e la domanda non può coprire l'offerta di cattedre vuote. Abbiamo 100.000 professori a spasso e tante, tantissime scuole non possono assumere i professori di ruolo perché il concorsone va per le lunghe e non possono rinnovare i contratti ai precari abilitati perché hanno superato i trentasei mesi di servizio; sono costrette allora a rivolgersi alle supplenze brevi assumendo personale disponibile, ma non qualificato. La fretta ha sicuramente giocato un ruolo in questa ennesima grana che piomba sul mondo della scuola, ma la fretta è stata indotta ancora una volta dall'Europa che con le sue astratte sentenze di principio che non tengono in alcun conto le realtà sociali in molti casi drammatiche dei suoi paesi membri, hanno fatto inceppare un meccanismo collaudato che riusciva a far fronte alle esigenze annuali con il precariato esperto formatosi sul campo. E' solo l'ultimo dei regalini non graditi che l'Europa quest'anno ha insistito di portare riservandone di speciali in particolare ai tanti bimbi disabili rimasti senza aiuti...[fonte]

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Francesca Saudino, una cima vincitrice di concorso che la Buona Scuola mantiene disoccupata

ottobre 1, 2016 at 11:31 admin

43 anni, avvocato col pallino dell'insegnamento. Francesca Saudino, ha trascorso l'estate a preparare il concorsone e si è classificata prima in Campania, vincitrice di cattedra in diritto ed economia. Quella che in altri tempi si sarebbe detta una vera cima, particolarmente vocata all'insegnamento. A fregarla però ancora una volta l'ennesima riforma che a parole doveva premiare i meriti, ma che in questo caso nei fatti si è rivelata una "pessima scuola" perché ha consentito che la cattedra le venisse soffiata dai colleghi professori immessi in ruolo senza concorso e dai colleghi rientrati in Campania dal nord con la mobilità. Costituzione alla mano, anche per Francesca non c'è altra alternativa che ricorrere per vie legali. I diritti dei "bravi e meritevoli", devono avere la precedenza sui "diritti politici" ed allora qualcuno immesso in ruolo per via amministrativa o trasferito per mobilità, deve cederle il posto. I giovani non vanno ingannati dallo Stato, a maggior ragione quando giovani non sono più a forza di studiare...[fonte]

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Le supplenze sono il prezzo pagato da Renzi per vincere il referendum costituzionale

ottobre 1, 2016 at 10:20 admin

Probabilmente abbiamo sbagliato, ma abbiamo preferito cercare soluzioni ai tanti professori del meridione che si sarebbero dovuti spostare da casa. Risponde così il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, agli ascoltatori di Radio RTL 102,5 che in diretta gli chiedevano conto delle troppe supplenze a riempire le cattedre vuote al nord quando invece la Buona Scuola solennemente prometteva di eliminarle. Abbiamo compiuto un gesto di buona volontà non disinteressato però, pensiamo noi. E' del tutto evidente che nell'ottica referendaria del 4 dicembre prossimo, recuperare un pò di voti nel mondo della scuola era una esigenza prevalente rispetto a quella di mandare a regime la riforma. E' stato un pò come ricredersi sulla bontà di una riforma che invece prometteva di risolvere i problemi della scuola in modo definitivo. Ma i voti son voti ed a dicembre si aggiungeranno a quelli comprati coi bonus pensionati, esodati, agricoltori, impiegati, imprese. Non tutte le ciambelle riescono col buco e questa della Buona Scuola potevamo gestirla meglio, sarei stato più contento conclude il ganassa, insolitamente autocritico [dalla viva voce]

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trasferimenti e decimazioni al concorsone, in video la Giannini rintuzza le critiche

settembre 18, 2016 at 9:25 admin

207.000 trasferimenti, la decimazione dei candidati al concorsone lumaca, la novità assoluta della chiamata diretta, la supplentite che si pensava di aver guarito e che invece ancora affligge la scuola, il ministro Stafania Giannini ospite di Repubblica-TV ha provato a rintuzzare le proteste dei docenti italiani rispondendo alle critiche pervenute alla redazione via posta elettronica. Proviamo a riassumere le risposte che potete ascoltare integralmente dalla viva voce della Giannini. Sull'inizio in sottorganico del nuovo anno scolastisco nonostante l'espletamento del concorso, la Giannini ha escluso responsabilità disciplinari imputabili ai dirigenti ministeriali assicurando che con la prossima Legge di Stabilità si porrà rimedio all'organico di fatto con la previsione di 180.000 nuovi docenti in cattedra nell'arco di tre anni ed ha sottolineato come si sia provveduto già a smaltire tre/quarti delle graduatorie ad esaurimento; sulle decimazioni al concorsone dei docenti comunque già abilitati, la Giannini ha precisato di non aver mai qualificato "ignoranti" i docenti respinti, ma ha ribadito che il principio di valutazione selettiva non può essere messo in discussione. Le prove mirano a saggiare l'adeguata preparazione e la bontà del metodo di insegnamento, non certamente ad accreditare le abilità di battitura rapida delle risposte come le accuse mosse dagli esclusi vorrebbero far credere; sulle condizioni poste all'algoritmo nella vicenda dei trasferimenti, la Giannini ha assicurato che presto le variabili saranno rese note precisando che il programma informatico si limita semplicemente a tradurre in linguaggio macchina il contratto in vigore ed ha ribadito come i trasferimenti siano un sacrificio ineludibile per quanti vogliono insegnare perché abbiamo al nord la maggiore concentrazione di cattedre vacanti pari al 65% del totale ed al sud, l'80% degli aspiranti docenti...

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Scuola, fase C, la lesione di diritto si concilia in Tribunale

settembre 4, 2016 at 11:03 admin

Il Miur riconosce che il programma di gestione dei trasferimenti soprattutto per i docenti della "fase C" è inadeguato, ma al caos da dilettanti allo sbaraglio inammissibile per una Pubblica Amministrazione non trova migliore soluzione che confermare di fatto la lesione di diritto fissato dalla stessa "buona scuola". I tecnici ministeriali per impedire la prevedibile protesta dei tanti che si sono visti assegnare la sede desiderata, hanno riordinato l'algoritmo ponendo una sola altra condizione: coprire le cattedre rimaste vacanti evitando di spostare i docenti andati in "paradiso per caso". Gli esiti della conciliazione dunque non hanno riconciliato l'animo dei docenti che si erano affidati agli apparati dello Stato rispondendo positivamente all'invito che l'anno passato li aveva fiduciosamente fatto accettare una cattedra lontani da casa con la promessa di un riavvicinamento dopo un di sacrifici. Non restano che le aule dei Tribunali agli sfigati per riconciliarsi con il più approssimativo datore di lavoro italiano, ma costa. Proporre un ricorso al Giudice è un investimento che molti non hanno possibilità di affrontare, i costi si aggirano tra i 600 ed i 700 euro conferma Giuseppe D'Aprile della Uil-scuola [fonte] - [fonte]

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L'ira delle GAE, fregate dall'emendamento Puglisi (PD)

settembre 3, 2016 at 3:18 admin

Graduatorie ad esaurimento (GAE), 45.000 docenti l'anno passato scelsero di restare in attesa del proprio turno per essere assunte nella regione di residenza e NON aderirono al piano straordinario di assunzione della Buona Scuola. Ora quelle cattedre che sarebbero toccate loro, grazie all'emendamento della responsabile PD per la scuola Francesca Puglisi passato in sede di conversione in Legge dell'ultimo Decreto scuole, saranno soffiate alle GAE ed assegnate alle neoassunte in regime di prorogatio. Viene stravolta la stessa Legge della Buona Scuola, aggravando ulteriormente la posizione dei docenti precari abilitati, molto spesso laureate e con tanti anni di esperienza trascorsi in cattedra a favore delle loro colleghe che sapevano di dover essere impiegate fuori sede già prima di affrontare il concorso. Tutti tacciano, compreso il sindacato denuncia Luigina Favale, 38 anni, abilitata al concorso del 1999 e responsabile dell'ufficio stampa dell'associazione "La scuola invisibile". [fonte]

 

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Concorsone, già bocciati 39.412 prof della easy school e siamo solo agli scritti...

agosto 24, 2016 at 1:07 admin

Abbiamo voluto semplificare i percorsi di formazione, abbiamo ritenuto che la scuola dovesse includere tutti e non discriminare alcuno in ragione del profitto. Bene. I primi esiti del concorsone per assumere 63.712 docenti di ogni ordine e grado dalle scuole per l'infanzia alle scuole superiori, ci stanno restituendo il prodotto finale di quella scuola che un malinteso senso democratico ha voluta privare dei necessari momenti di verifica selettiva e di prove serie di maturazione. I più avveduti, quelli che molto spesso sono additati dai soloni delle moderne pedagogie come conservatori e reazioni l'avevano anticipato: la "easy school", la scuola che rinuncia ad insegnare e punta alle competenze parcellizzate per risalire gli indici statistici internazionali di conseguimento dei titoli di studio, inevitabilmente si scontrerà con la dura realtà ed a pagare saranno quelli a cui abbiamo lasciato credere di essere delle cime per non averli adeguatamente preparati al duro lavoro del vivere. 39.412 di quelli che si credevano moderni professori dell'avanguardia egualitaria, sono stati respinti già alla prova scritta del Concorsone indetto dal Miur. Tra i rilievi delle Commissioni esaminatrici: la scarsa chiarezza espositiva; la non pertinenza dei termini; le carenze di elaborazione logica dei testi. Gli errori di ortografia, gli strafalcioni che hanno colto di sorpresa le Commissioni esaminatrici tanto da indurle ad accertare la nazionalità di molti candidati che mostrano di non possedere la lingua italiana ed invece, sono italianissimi da generazioni e stirpi. Le risposte ai quesiti denunciano una ignoranza inammissibile per soggetti che rivendicano comunque tra i requisiti di accesso, titoli accademici e specialistici in molti casi. Errori di geografia, di ortografia, ignoranza delle lingue e dei più elementari elementi di conoscenze professionali. Decenni trascorsi a battersi per una scuola di eguali che non facesse distinzione tra bravi e somari, bene. Ora l'abbiamo. Nella scuola italiana non si apprezzano più differenze, l'ignoranza non è più una esclusiva degli alunni. [fonte]

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Scuola, la Cisl pensa al part-time per sbloccare il crash dei trasferimenti al nord già a fine agosto

agosto 21, 2016 at 12:08 admin

Il Miur ancora lo nega, ma è del tutto evidente che il sistema informatizzato delle assegnazioni di sede per i docenti precari assunti con la "buona scuola" è andato in "crash". Diversamente non si spiegherebbero le assegnazioni in sedi diverse di tanti professori con punteggi alti e la permanenza nella Regione di residenza di quelli con punteggi più bassi inoltre, parrebbe che anche il Ministero abbia ammesso l'omissione dai criteri di settaggio all'algoritmo della condizione di molti docenti con figli o coniuge a carico Handicappati di cui alla L. 104/92 che prevede espressamente una sede di lavoro non distante dai luoghi di soggiorno del soggetto da assistere. La via d'uscita dal pasticcio immaginata dalla Cisl è quella del part-time suggerito ai malcapitati, in fondo, percepire metà stipendio e restare nella propria città equivale a guadagnare uno stipendio intero da spendere per mantenere una seconda residenza in un'altra città. Ci sarebbe da osservare che ai fini pensionistici, metà della contribuzione andrà comunque persa e quindi il danno non risulterebbe equivalente a fine carriera. In ogni caso conferma Rosanna Colonna della Cisl-Scuola Campania, già a fine agosto conosceremo gli esiti dei tentativi di conciliazione portati al Miur per le elementari e le medie. Entro settembre invece quelli delle Superiori. Se tutto andrà male decideranno i giudici del lavoro promette. Il caos di inizio anno scolastico anche quest'anno sembra assicurato...[fonte]

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Bonus merito, quei soldi servono dice Francesca. La scuola è condivisione non competizione ribatte Romana...

luglio 10, 2016 at 10:51 admin

Quei soldi servono, abbiamo il contratto fermo da anni ed un magro stipendio osserva Francesca Noto, insegnante all'istituto comprensivo Antonio Gramsci di Roma-Laurentino; e poi chi lavora di più deve poter esigere un guadagno ulteriore, lo dice Rosana Rizzo, 55 anni, docente di italiano e storia, che pure ha firmato contro la buona scuola. Come si potrà leggere, il dibattito è aperto nel corpo docente della scuola italiana, le posizioni non sono univoche e molto spesso l'idealismo pedagogico cede il passo ai bisogni concreti quando non alla determinazione di vedere realizzate le legittime aspirazioni di ciascuno. Si è spinta invece ad opporsi con tutte le sue forze perché non fosse costituito il comitato di valutazione Marina Di Bartolomeo, professoressa di italiano e storia all'istituto Balducci di Pontassione, per poi doversi arrendere. Promette però di dare in beneficenza il suo compenso semmai dovesse essere scelta tra le premiate. Meno ideologica e più convintamente sicura di argomentare è la posizione di Romana Veronesi, docente di italiano, che vede nella scuola il luogo della condivisione e della libertà non certamente della competizione che a suo dire, appiattirebbe la didattica per soddisfare i criteri di merito...[fonte]

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