Partecipate, senza tagli a premi e buonuscite, niente affidamenti diretti

luglio 26, 2017 at 1:39 admin

Nel mezzo del cammin dell'attuazione, la riforma Madia si è ritrovata nella selva oscura delle Partecipate dove ha fissato una data certa: il 31 luglio 2017, entro la quale dovranno adeguare gli Statuti societari e cancellare le "buonuscite"; i "gettoni di presenza" ai CdA; i "premi di risultati". Risultati che peraltro nessuno ha mai visto, nascosti come sono nel portafogli dei trombati dalle urne abilmente ricollocati dai partiti nei quadri dirigenti delle aziende pubbliche in compagnia dei collettori di consenso territoriale buoni a tenere in piedi l'intero sistema di scambio interessato tra capitalismo municipale e politica nazionale. Il 31 luglio dicevamo, è la data fatidica anche se, in linea teorica, le Partecipate potrebbero anche decidere di infischiarsene e portarsi in regime di prorogatio. Siccome però i danni e le sconcezze delle aziende pubbliche hanno gravato così tanto sul debito collettivo dello Stato, stavolta disattendere la norma potrebbe segnare la soluzione finale del problema Partecipate con la messa in liquidazione per mancanza di "commesse". Infatti, proseguire l'attività in prorogatio senza adeguare gli Statuti, inibisce l'iscrizione all'elenco delle aziende abilitate agli affidamenti diretti senza i quali la quasi totalità delle Partecipate non ha né mezzi, né cultura d'azienda per stare sul mercato e finirebbero in bancarotta con tutte le conseguenze del caso. Quindi, forse il 31 luglio sarà la volta buona perché almeno si ottenga di dare una sforbiciatina agli eccessi di spreco derivante da rendita di posizione...

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Performance, le linee guida della Madia cercano di scongiurare che nei contratti rispuntino i premi a pioggia

giugno 20, 2017 at 1:52 admin

La Brunetta nel 2009 aveva istituito gli OIV, gli organismi indipendenti della valutazione che di indipendente hanno avuto solamente il titolo nella Legge. In concreto la faccenda si è risolta come sempre all'italiana mettendo i controllori alle dipendenze dei controllati e la valutazione di conseguenza è risultata sempre a pieni voti in tutte le amministrazioni. Naturalmente non si tratta unicamente di una questione semantica, i procedimenti si sono chiusi ogni anno con premi di risultati intascati su carta senza alcuna verifica della caduta concreta in termini di efficienza ed efficacia dei servizi resi ai cittadini. Per i pochi che ancora non sapessero a quanto ammonta il premio di risultato, precisiamo che fu la stessa Brunetta ad elevarlo dal 25% al 30% della retribuzione percepita. Vale a significare che una testa di legno con contratto da dirigente di 100mila euro, grazie agli OIV compiacenti ha continuato a portare a casa 30.000 euro in più di soli premi senza rispondere del suo operato in concreto. Bene. Dalle linee guida emanate dalla FP a seguito del Decreto attuativo della Riforma Madia, si cerca di porre rimedio introducendo innanzitutto una sorta di incompatibilità dei componenti OIV; si tenta poi di coinvolgere gli stessi cittadini nel processo di valutazione dei servizi offerti ed infine, sono state introdotte nuove regole con le quali si spera di scongiurare il pericolo che la stessa contrattazione aggiri le norme e ripristini surrettiziamente premi a pioggia che fanno degli Statali "todos caballeros", come da tradizione [fonte]; [linee guida]

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Capi Gabinetto e DG, cara ci costa la fedeltà alla politica negli EELL

agosto 21, 2016 at 11:03 admin

Sono 15 i mld che l'Italia spende ogni anno in stipendi ai dipendenti degli Enti Locali: Regioni, Comuni, Provincie e Città Metropolitane. Di questi quindici miliardi, 1/3 se ne va per saldare super premi a Direttori Generali, Capi di Gabinetto e Dirigenti apicali. E le differenze non si apprezzano tra Nord e Sud d'Italia, basta infatti percorrere anche soli pochi chilometri tra una città ed un'altra per procacciarsi un contratto più redditizio ed incassare decine di migliaia di euro di maggiorazioni stipendiali in ragione di un lavoro che contempla comunque il medesimo grado di responsabilità. Non di rado si registrano casi per i quali piccoli Comuni riconoscono ai propri Direttori gli stessi stipendi che percepiscono i pari grado delle grandi città. I requisiti di accesso a queste fortunate professioni molto spesso non rispondono alle competenze ed al merito quanto piuttosto alla capacità dei soggetti incaricati di mantenersi fedele al potente di turno nel corso del mandato per conto del quale promuovono e curano le carriere politiche in forza delle decisioni di loro pertinenza...[fonte]

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800 milioni l'anno svaniscono in premi di risultati auto liquidati dagli stessi dirigenti

luglio 19, 2016 at 11:40 admin

Premi per 800 milioni di euro ogni anno finiscono nelle tasche dei 48.000 dirigenti pubblici italiani i cui risultati mai alcuno riesce in concreto né a quantificare, né a qualificare. Sono trascorsi 23 anni dal Dlgs. 29/1993 primo tentativo di "privatizzazione del rapporto di pubblico impiego"numerose riforme della Pubblica Amministrazione hanno visto la luce, ma nonostante una produzione legislativa copiosa invano abbia cercato di introdurre organismi di valutazione della performance e criteri di merito per evitare la distribuzione indiscriminata di premi, questi continuano ad essere assegnati secondo criteri astratti ed evanescenti e di più, molto spesso i regolamenti sono scritti dagli stessi percettori delle ingenti somme premiali, assumono gli adempimenti di routine come metro di valutazione ad esempio, un dirigente dei Beni culturali non è premiato per la sua bravura nel recupero e valorizzazione di un bene archeologico, ma per il numero di riunioni inconcludenti alle quali partecipa ogni anno. Analogamente un dirigente del lavoro non è premiato per il numero di nuovi contratti che riesce a favorire, ma per il numero di relazione e studi che pubblica o come al MEF dove i dirigenti sono premiati se riescono a trasmettere le Delibere entro cinque giorni. Ora il Governo ha fatto l'ennesimo annuncio e promesso di rendere indipendenti gli Organismi di Valutazione inventati da Brunetta che saranno formati da esperti iscritti in un Albo Nazione dal quale le Amministrazioni potranno scegliere liberamente. Vale a significare che i controllati continueranno a scegliersi i controllori magari promettendo un rinnovo del contratto se non saranno troppo strapazzati. Da Palazzo Vidoni spiegano anche che la pacchia dei premi a pioggia uguali per tutti è finita, saranno stabiliti infatti per Decreto i criteri di assegnazione e si chiameranno "obiettivi della Repubblica", punteranno a soddisfare i bisogni dei cittadini piuttosto che i sistemi organizzativi degli apparati. Quelli che ci seguono con maggiore assiduità, sanno che siamo stati gli unici nel fitto panorama dei Blog di settore dedicati, a mettere l'accento sullo spreco ingente di risorse che la politica per accattivarsi la burocrazia compiacente ha elargito con generosità nel corso degli anni dalle vacche grasse. Miliardi che si sarebbero potuti impiegare ed investire in maniera da ottenere un ritorno in termini concreti di produttività dei dipendenti e benessere dei cittadini. A confermarlo sono anche le conclusioni di un importante studio di Banca d'Italia curato da Roberta Occhilupo e Lucia Rizzica. [stampa]

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Il metodo mafioso dei dirigenti calabresi, i più efficienti d'Italia

luglio 13, 2016 at 12:08 admin

Molto più della 'ndrangheta e della politica, il ritardo di sviluppo della Regione Calabria è imputabile ai dirigenti della Pubblica Amministrazione che gestiscono la cosa pubblica con metodo mafioso. La denuncia viene dal Procuratore Nicola Gratteri, da trent'anni sotto scorta, un vero e proprio segugio della lotta alla mafia. C'è una rete di potere tecnico amministrativa inamovibile che arbitrariamente centellina autorizzazioni e pagamenti in una Regione dove ogni 100 lavoratori 65 hanno un impiego pubblico e la metà delle imprese deve la sua fortuna alle commesse pubbliche. Eppure, in una simile condizione con il Decreto 5416 del 12 maggio 2016 tutti i dirigenti regionali si sono promossi col massimo della valutazione raggiungendo il premio di risultato per un ammontare totale di un milione e mezzo di euro [fonte.1] e [fonte.2]

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Decurtazioni, mancato rinnovo e revoca dall'incarico, a luglio il Ruolo Unico della Dirigenza Pubblica

giugno 28, 2016 at 4:52 admin

Ruolo unico delle dirigenza, a Luglio il Decreto attuativo della riforma Madia in materia. Alla Funzione Pubblica si accelera sulla bozza che dovrebbe essere di 23 articoli e che al momento ha ancora tanti spazi bianchi. Il timore per Barbara Casagrande segretario generale dell'Unadis, il sindacato dei Dirigenti Statali, è che si possa perdere l'incarico per un arbitrio. Il ruolo unico dei dirigenti si sviluppa su tre livelli: Stato, Regioni ed EELL da cui verranno scelti per incarchi quadriennali rinnovabili una sola volta. Fin qui, nessun problema. Le novità più significative riguarderanno i dirigenti che non riusciranno ad aver un incarico. Dovranno partecipare ad almeno dieci selezioni in tre mesi e si vedranno tagliare lo stipendio tabellare del 10% per ogni anno in cui resteranno in disponibilità fino ad un massimo di sei anni, trascorsi i quali, se permane la vacanza di incarico potranno essere licenziati od optare per la "retrocessione" a funzionario. Significative modifiche riguarderanno anche i dirigenti in attività: in caso di valutazione negativa, se non raggiungeranno gli obiettivi si vedranno lo stipendio di risultato tagliato fino ad un massimo dell'80% inoltre, sarà loro interdetto il rinnovo dell'incarico e nei casi più gravi, potranno anche essere revocati.

[fonte-UNADIS]

[ruolo unico]

[fuori ruolo unico]

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Dirigenti, sulla rispondenza tra stipendi e risultati conseguiti, alcuno fa domande ai Sindaci uscenti

maggio 18, 2016 at 1:10 admin

I Sindaci passano, ma dirigenti e funzionari restano. Una delle domande più imbarazzanti che nessuno formula ai Sindaci uscenti, sarebbe quella sulla qualità degli apparati burocratici a disposizione delle Amministrazioni che stanno per rinnovarsi. In particolare andrebbe chiesto ai Sindaci uscenti se c'è rispondenza tra la valutazione della performance, le gratifiche economiche percepite dai dirigenti ed i risultati oggettivi conseguiti da tanto lavoro in termini di soddisfazione dei cittadini...(fonte)

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