Pensionati Statali, dal 1° luglio arriva la quattordicesima

giugno 3, 2017 at 3:18 admin

Buone notizie, per 125mila pensionati del pubblico impiego già dal 1° luglio 2017 arriva la quattordicesima. Sono 437 euro in più per coloro che non superano i 1500 euro lordi mensili di pensione. Anche questa a Boeri, presidente dell'Inps, non va giu' per due ordini di motivi: innanzitutto perché a suo dire il numero esiguo degli aventi diritto nel pubblico impiego è la semplice risultante che mediamente gli Statali godono di pensioni generose (chi)? In secondo luogo perché i limiti di reddito sono soggettivi e non familiari e questo potrebbe in teoria, "arricchire" nuclei familiari che già godono di ampie disponibilità (quali)

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Madia indignata coi sindacati contrari a concentrare gli aumenti contrattuali sui bassi redditi

maggio 21, 2016 at 11:28 admin

Sono passati dalla tutela dei ceti meno abbienti alle battaglie in difesa degli stipendioni dirigenziali, Marianna Madia è indignata coi sindacati unitariamente schierati contro l'ipotesi di aumenti mirati a sostegno dei redditi più bassi nei prossimi rinnovi contrattuali. L'orientamento d'indirizzo che il Governo impartirà all'Aran dopo il via libera del Mef alla riduzione dei comparti da 11 a 4 sembra però confermato: le poche risorse disponibili al rinnovo dei contratti nel pubblico impiego non saranno distribuite a pioggia su tutti i profili professionali, ma verranno concentrate sui redditi più bassi che hanno maggiormente patito la lunga crisi economica a maggior ragione osserva, perché il costo della vita ha fatto registrare una regressione dal segno negativo dello 0,5%. Non se ne parla proprio ha tuonato Furlan; insiste per un aumento delle risorse da ripartire Camusso della Cgil. Nella discussione è intervenuto il solito Landini show man a tutto campo dai metalmeccanici agli Statali: se così fosse, nemmeno i contratti pubblici saranno rinnovati. La nostra opinione stavolta concorda con quella del Governo, non si comprende perché stipendi dirigenziali già largamente al di sopra della media europea che rammentiamo, oscillano tra i 60.000 ed i 120.000 euro cui si aggiungono le retribuzioni per risultati quasi mai raggiunti eppur certificati su carta pari ad incrementi nell'ordine del 30% vale a significare che uno stipendio da 100.000 euro col visto di colleghi compiacenti diventa da 130.000 euro, debbano aver bisogno d'incrementarsi di qualche migliaia di euro in tempi di deflazione. Ricchezza su ricchezza che inevitabilmente sarebbe sottratta al sostegno di stipendi poveri che si aggirano sotto i 20.000 euro l'anno. Di questo si parla cari Furlan, Camusso, Landini e quanti altri marziani dovessero pronunciarsi sul tema...(fonte)

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Contratti, doccia fredda sui sindacati, i soldi bastano per aumentare i salari ai soli redditi bassi

maggio 17, 2016 at 11:45 admin

Una indiscrezione fatta filtrare da Palazzo Vidoni, confermerebbe i sospetti che non sia possibile incrementare gli stanziamenti a sostegno dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego, resterebbero quindi trecento i milioni a disposizione per rinegoziare i contratti di tre milioni di Statali. Per non polverizzare gli aumenti dei salari, il Governo avrebbe in animo di impartire all'Aran la direttiva di riservare aumenti di stipendio ai redditi più bassi che negli anni della crisi sono stati particolarmente colpiti da perdite nette in busta che vanno dai 600 euro ai 1000 euro degli insegnanti. Pronta la levata di scudi dei sindacati che in un comunicato unitario si sono detti contrari e chiedono riconoscimenti e monetizzazione per tutte le categorie di lavoratori del pubblico impiego senza eccezioni suggerendo al Governo di percorrere la via della defiscalizzazione e dei servizi alla persona per aiutare le famiglie monoreddito e le fasce di lavoratori più poveri...(fonte1; fonte2)

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Statali, rinnovi in deflazione: aumenti indicizzati ai redditi, alle funzioni ed alle categorie d'appartenenza

ottobre 25, 2015 at 3:09 admin

Eran 300, erano pochi, maledetti ed in ritardo e tali resteranno i milioni stanziati nella Legge di Stabilità, ma la torta sarà divisa tra i soli Statali. Quindi gli aumenti medi mensili in busta paga per questi ultimi, da 8 dovrebbero salire a 14 euro. I dipendenti di Regioni ed EELL rimangono invece nell'incertezza più assoluta, le risorse destinate ai rinnovi dei CCNL saranno definite in un prossimo Decreto ad hoc precisa la Madia. Le novità più significative dei prossimi rinnovi contrattuali riguarderanno tutti i comparti della pubblica amministrazione nello specifico: le modalità di ripartizione degli incrementi salariali non saranno indicizzati all'inflazione ed uguali per tutti come di consuetudine, ma saranno differenziati in ragione dei redditi percepiti, delle funzioni espletate e delle categorie economiche di appartenenza. Questo perché attraversiamo una contingenza inflazionistica prossima allo zero; i comparti di contrattazione per i quali la Madia si è detta sicura di trovare comunque un accordo coi sindacati, saranno ridotti come prescrive la Riforma Brunetta, ma non seguendo i criteri dei livelli di Governo bensì accorpando i settori secondo le specificità professionali, prevedibilmente nasceranno il comparto-scuola ed il comparto-sanità...(fonte)

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