Partecipate, grazie alla Consulta le Regioni ottengono il rinvio dei tagli agli stipendifici

giugno 3, 2017 at 3:40 admin

Tutto rinviato. In virtù della pronuncia della Corte Costituzionale, il Governo è stato costretto a cedere alle Regioni. I tagli sbandierati agli stipendi dei quadri dirigenti delle società Partecipate dalla pubblica amministrazione infatti, sono stati rinviati ad ottobre prossimo, mentre i tagli alle scatole vuote Partecipate dagli Enti senza alcun altro obiettivo di interesse pubblico da raggiungere se non quello di assegnare incarichi e poltrone, sono stati rinviati a settembre. Anche sulla soglia di fatturato inizialmente prevista dalla riforma Madia sotto la quale queste società devono essere liquidate, si è stati costretti ad addivenire ad un compromesso abbassandola da un milione a 500.000 euro. Una sorta di diritto sovrabbondante quello che i giudici fanno scorrere dalla Carta pur di mantenere inalterato e ben oliato il sistema della politica italiana. Stizzita la Madia replica al M5S che a sua volta alimenta la disinformazione ed il disorientamento dei cittadini... [fonte]

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Studi, consulenze, pubbliche relazioni, convegni indietro tutta, si può spendere e ritorna anche la carta negli EELL...

giugno 3, 2017 at 2:52 admin

Ricordate gli ultimi tagli di Tremonti alle spese per studi, consulenze, incarichi, sponsorizzazioni, pubblicità delle Pubbliche Amministrazioni nel disperato tentativo di evitare il default e l'arrivo della trojka col Decreto Legge 78/2010? Ebbene, macchine indietro tutta. Per i Comuni cosiddetti virtuosi e cioé quelli che hanno approvato il bilancio con quattro mesi di ritardo entro il 30 aprile 2017, non vi saranno più vincoli di spesa e roba da non credere, potranno acquistare a sbafo anche la carta per ritornare a stampare. Al diavolo la digitalizzazione e la dematerializzazione della Pa. Con i soliti emendamenti dal sapore elettorale in sede di conversione in Legge del DL50-2017, disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo, si prova a dare un taglio ai tagli di spesa. Passata la tempesta dello spread, odo gli augelli far festa...[fonte

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Prociuttifici, enoteche, magazzini, pompe di benzina, dal taglio alle Partecipate saltano 100.000 posti

agosto 14, 2016 at 10:20 admin

Prociuttifici, enoteche, pompe di benzina, magazzini, società professionali, la riforma delle Partecipate dagli Enti Locali approvata in via definitiva, rischia di far saltare 100.000 posti di lavoro secondo i calcoli del sindacato. Sono i numeri che verranno dalle alienazioni obbligatorie di società a partecipazione pubblica che operano in settori non strettamente necessari al perseguimento dei fini istituzionali degli Enti a cui fanno capo. Il Decreto attuativo della riforma detta termini e scadenze precise, gli EELL proprietari ad esempio, hanno sei mesi per chiudere od aggregare le società con bilanci in rosso da quattro anni negli ultimi cinque. Altri sei mesi per comunicare gli esuberi per quelle che restano in regola con i criteri operativi fissati dalla Legge. Tutte, indistintamente, sono obbligate alla trasparenza nell'assunzione di personale. Potranno dotarsi autonomamente di un Regolamento proprio, altrimenti per le assunzioni dovranno automaticamente riferirsi alle norme concorsuali del pubblico impiego. Dovranno chiudere anche le società che operano nel campo dei servizi professionali, del commercio all'ingrosso ed al dettaglio e tutte quelle che non raggiungono un fatturato minimo da un milione di euro. Presso il MEF è stata istituita una speciale unità operativa che vigilerà l'applicazione puntuale del piano di ristrutturazione delle Partecipate. Gli interessi economici, ma soprattutto gli interessi delle clientele elettorali coinvolte, fanno prevedere infatti una resistenza da parte di Regioni, Comuni, Provincie a dare seguito alle norme. Per la resistenza passiva cioè, per i ritardi o le omissioni sono state previste sanzioni fino a 500.000 euro, più difficile invece sarà fare fronte alla prevedibile resistenza legale promossa da Sindaci e Presidenti di Regione in opposizione alla chiusura delle loro riserve elettorali...[fonte.1] [fonte.2] [fonte.3]

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Il metodo mafioso dei dirigenti calabresi, i più efficienti d'Italia

luglio 13, 2016 at 12:08 admin

Molto più della 'ndrangheta e della politica, il ritardo di sviluppo della Regione Calabria è imputabile ai dirigenti della Pubblica Amministrazione che gestiscono la cosa pubblica con metodo mafioso. La denuncia viene dal Procuratore Nicola Gratteri, da trent'anni sotto scorta, un vero e proprio segugio della lotta alla mafia. C'è una rete di potere tecnico amministrativa inamovibile che arbitrariamente centellina autorizzazioni e pagamenti in una Regione dove ogni 100 lavoratori 65 hanno un impiego pubblico e la metà delle imprese deve la sua fortuna alle commesse pubbliche. Eppure, in una simile condizione con il Decreto 5416 del 12 maggio 2016 tutti i dirigenti regionali si sono promossi col massimo della valutazione raggiungendo il premio di risultato per un ammontare totale di un milione e mezzo di euro [fonte.1] e [fonte.2]

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Campania in testa, le PA del sud ultime in Europa dietro a Romania e Serbia

marzo 20, 2016 at 9:23 admin

Qualità dei servizi, soddisfazione degli utenti, imparzialità e corruzione, le Pubbliche Amministrazioni del sud Italia sono risultate ultime in Europa addirittura classificandosi dietro a quelle delle regioni rumene e serbe in un sondaggio condotto dalla UE e rielaborato dalla CGIA di Mestre. I calcoli della Confederazione Artigiana di Mestre non nuova a queste tipologie di indagini, restituiscono un quadro sconfortante delle Pubbliche Amministrazioni meridionali che se si uniformassero agli standard di quelle del nord Italia, incrementerebbero il PIL nazionale del 2% per un valore di 30 Mld. Ora ci aspettiamo le controdeduzioni dell'ufficio studi della Cgil e ci sentiamo di fare delle previsioni: imputerà la scarsa produttività ai mancati investimenti piuttosto che alle performaces scadenti ed approssimative di tanti, forse troppi anche se non tutti...(fonte)

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Partecipate, dal TU ristrutturazione annuale ed obbligo di dismissione con bilancio in perdita

gennaio 31, 2016 at 11:18 admin

Le novità della riforma non riguardano esclusivamente la PA propriamente intesa, ma si estendono anche al variegato mondo delle società Partecipate dallo Stato e dagli Enti locali. La nuova regolamentazione va ad incidere direttamente sulle norme costitutive, sugli assetti operativi e sui risvolti che questi determinano nella gestione del personale eventualmente in esubero. Cominciamo con ordine: il TU introduce la novità di una relazione tecnica di piano operativo annuale al 31 dicembre da trasmettere alla Corte dei Conti ed all'organismo nazionale di vigilanza, con l'obbligo qualora ricorrano i presupposti, di fusione o soppressione della società in perdita per quattro anni su cinque oppure che omette di presentare il bilancio in un triennio. La soppressione può avvenire per liquidazione della società o vendita del pacchetto azionario detenuto dalle Pubbliche Amministrazioni. Per quanto riguarda la gestione che qui più interessa i frequentatori abituali del Lavoratore, il personale delle società a partecipazione pubblica che verrà a trovarsi in esubero, andrà in un elenco classificato in profili professionali, gestito dalla FP nazionale e dal quale dovranno attingere tutte le altre società pubbliche operanti sul mercato dei servizi e degli affidamenti diretti. Queste ultime, nel caso perderanno le gare dei servizi messi a bando, vedranno il personale in esubero riassunto per Legge dalle nuove società private subentranti...(fonte)

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2016, addio posto sicuro: le Partecipate potranno fallire per Legge

gennaio 2, 2016 at 4:03 admin

L'imminente Decreto attuativo della Delega Madia, andrà a chiarire definitivamente per Legge la delicata questione delle procedure fallimentari delle società Partecipate dalla PA. Finora le cosiddette società "in house" cioè, quelle società strumentali in gran parte avviate su iniziativa politica locale più che per reale domanda di servizi, al fine di aggirare i vincoli assunzionali imposti alle PA in un rapporto osmotico con le clientele che agiscono da irresistibile catalizzatore di consensi elettorali, erano dalla giurisprudenza considerate articolazioni della stessa PA e quindi di fatto al di fuori della disciplina del codice civile. In pratica non potevano fallire come sentenziato dalle Cassazione n° 26283/2013. Un sostanziale regime quindi di irresponsabilità che ha contribuito a perpetuare sprechi e pratiche diffuse di inefficienza tipiche soprattutto di alcune aree del paese dove l'economia non regge il mercato, è assistita dalle commesse pubbliche e la domanda di lavoro dequalificato bussa all'unica porta disponibile, quella degli apparati statali. Ebbene, se il testo attuativo della Legge Delega che il Governo si appresta a pubblicare in Gazzetta resterà immutato, queste società saranno costrette per forza di cose ad efficientare le loro strutture organizzative e ritrovare i necessari equilibri di bilancio dimostrando di poter reggere il mercato senza caricare il ripiano delle perdite sulla fiscalità generale, altrimenti falliranno come qualsiasi altra spa. Sembra quasi un sogno americano quello di poter vedere sindaci e presidenti di regione italiane votati per la bontà delle scelte amministrative e politiche compiute...(fonte)

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Tagli subito alle PA, la Legge di Stabilità sarà old style: in deficit per 17 miliardi

settembre 20, 2015 at 1:57 admin

Il governo ha necessità di massimizzare subito i risparmi della Riforma Madia, la Legge di Stabilità per sostenere la crescita sarà infatti old style, finanziata in deficit per 17 miliardi. Gli altri 10 miliardi quindi dovranno venire dai tagli previsti dalla Riforma della Pubblica Amministrazione: via subito 3000 partecipate dagli EELL; soppressione degli Enti Unitili e qui il "subito" è un eufemismo se si pensa che Tremonti prima e Monti poi, si applicarono inutilmente; subito dovrebbero sparire anche i doppioni delle Autority che però sperano in un destino comune agli Enti inutili; sarà bloccato l'aumento del Fondo sanitario nazionale che doveva essere di tre miliardi nel 2016 e qui, forse si riesce. Sui malati è più facile risparmiare...diciamoci la verità, la prossima Legge Finanziaria sarà tutta in deficit grazie a Draghi che col "quantitative easing" ha azzerato gli interessi stampando euro per comprare debito italiano. Il ganassa vuole essere eletto per la prima volta a Palazzo Chigi... (fonte)

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