Statali, in 200.000 restano fregati dal bonus degli 80 euro, testo della Direttiva sui rinnovi contrattuali

luglio 9, 2017 at 6:32 admin

A firma del Cons. Pia Marconi, il 6 luglio 2017 il Dipartimento della Funzione Pubblica ha trasmesso all'Aran la "direttiva madre" del ministro Madia che dà il via alle trattative per i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego. Apertura dei tavoli di trattativa già in questo luglio con le Amministrazioni centrali. Per la verità, le interpretazioni degli orientamenti espressi nella Direttiva ministeriale sono abbastanza controverse. Si oscilla tra il pessimismo del Fatto quotidiano ed la fiducia del Sole24Ore. Un solo punto appare certo: non vi saranno stanziamenti aggiuntivi. Le cifre disponibili per rinnovare i contratti pubblici sono quelle accantonate nelle finanziarie 2016-17 e 2018 per una spesa totale di circa 5 miliardi di euro. Secondo gli amici del Fatto, 200.000 Statali resteranno beffati dal bonus nel senso che la mancata previsione di ulteriori finanziamenti, sterilizzerà gli aumenti contrattuali di quanti si calcola supereranno con gli stessi, i redditi che danno diritto al credito d'imposta che rammentiamolo, Renzi riuscì a distribuire barattando l'accoglienza dei migranti con la possibilità di maggior deficit in occasione delle europee. Più fiduciosi invece si mostrano gli esperti del Sole24Ore che, allineandosi alle ipotesi del Governo, rimangono fiduciosi del metodo della cosiddetta piramide rovesciata nella ripartizione degli incrementi stipendiali. Con questa modalità, percepiranno maggiori aumenti in misura inversamente proporzionale ai redditi, coloro i quali hanno stipendi più bassi. Un metro che dovrebbe consentire di rimanere negli scaglioni del credito di imposta, la totalità degli attuali percettori [DFP-Direttiva 39110-17] [Sole24Ore] [Fatto quotidiano]

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La Fedeli a suo agio, al tavolo dei contratti ritrova i compagni del sindacato

luglio 1, 2017 at 7:27 admin

Gli apparati della Amministrazione Pubblica francese sono da sempre un esempio di eccellenza al quale anche l'Italia ha guardato con ammirazione, in passato. Lo stesso Macron, il giovane nuovo presidente della Repubblique, ha potuto bruciare le tappe della sua carriera in virtù dell'arduo percorso selettivo portato brillantemente a termine presso l'ecole nationale d'administration dove lo Stato francese seleziona le migliori intelligenze che entrano poi a far parte della pubblica amministrazione. Un percorso selettivo abbreviato, riservato a quelle individualità destinate a raggiungere i vertici apicali. I migliori giuristi, economisti, ingegneri arrivano al Governo in Francia per meriti nell'interesse esclusivo della nazione e diventano collaboratori o politici loro stessi, ma non dipendenti dalla politica e dai partiti. Nulla di tutto ciò accade in Italia dove come esempi di eccellenza, possiamo offrire una maestra d'asilo che ha fatto carriera nel sindacato, cioè quella stessa controparte che oggi si ritrova al tavolo delle trattative per rinnovare i contratti pubblici e che con grande maturità, mostra di sentirsi a suo agio tanto oggi a dare soldi per conto dello Stato, quanto ad averli chiesti ieri per conto dei lavoratori. Niente da eccepire. Splendide eccellenze quelle che prepara la scuola italiana che dagli anni '80 ha abbandonato il merito per inseguire le statistiche nei diplomifici come nelle accademie per somari cum laude. [fonte.1] [fonte.2]

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Per scongiurare la scissione, duecentomila fritture di pesce offerte dalle PA meridionali...

febbraio 19, 2017 at 11:58 admin

E' il piano proposto a Gentiloni con tanto di studi "certificati": duecentomila assunzioni nelle pubbliche amministrazioni del meridione d'Italia. Come nella migliore tradizione democristiana, il rimedio più efficace per riconquistare l'elettorato, ricompattare il partito e scongiurare i pericoli di scissione, niente di meglio che una bella infornata di nullafacenti nelle pubbliche amministrazioni meridionali alla faccia del debito pubblico salito al 134% del PIL, dei vincoli europei e degli investimenti produttivi che pure si diceva di voler attrarre per rilanciare lo sviluppo del mezzogiorno. La politica vuole cogliere l'occasione naturale dello sblocco del turn-over per una bella abbuffata a base di fritture di pesce fresco pescato tra i lavoratori in nero del Golfo tale da neutralizzare ogni minaccia di scissione nei prossimi trent'anni. Il conto beninteso, lo paga pantalone. Orde di spazzini in tenuta da spiaggia, barellieri stesi a prendere il sole, forestali piromani, impiegate in giro per lo "shopping" sono profili professionali già più volte saliti agli onori della cronaca, ma quello della defenestrazione definitiva di una classe dirigente incolore ed insapore che vive di promesse e piaceri, è un pericolo imminente. In fondo il rimedio meglio collaudato dalla politica è quello dello stipendiuccio sicuro senza altro a pretendere che il voto in cabina elettorale...[fonte] 

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Riforma Madia, dove eravamo rimasti?

febbraio 19, 2017 at 8:59 admin

Esattamente al punto di partenza. Con l'approvazione in via "preliminare" dei due Decreti correttivi dopo la bocciatura della Corte Costituzionale, il Consiglio dei Ministri ha rimesso la Riforma Madia della Pubblica Amministrazione nella casella di partenza. La nuova approvazione preliminare del CdM infatti, altro non è che la prima stazione della lunga via Crucis che la Riforma dovrà compiere prima di diventare Legge dello Stato. I Decreti attuativi della Delega sono stati rimessi in coda in attesa di ricevere il via libera definitivo dal Consiglio di Stato, dalle Commissioni Parlamentari competenti per materia ed infine dovranno superare lo scoglio più arduo della Conferenza Unificata delle Regioni dove secondo il Dettato Costituzionale puntualizzato dalla Sentenza della Consulta n. 251/16, bisognerà trovare una intesa cioé, Governo e Parlamento in materia non possono legiferare senza passare le forche caudine delle Autonomie Locali. Federalismo docet: quando sono tanti i galli chiamati a cantare, finisce che il giorno non vede mai la luce recitava un antico adagio popolare. Per arrivare al traguardo e raggiungere un risultato purché sia, il Governo si è fatto "furbo" ed ha cominciato a cedere alle richieste che vengono dai Presidenti delle Regioni cui premono la tutela degli interessi "particulari". Ed ecco che si è iniziato a smussare gli angoli soprattutto in tema di società Partecipate: con Decreto motivato del Presidente, ciascuna Regione potrà autonomamente decidere di mantenere in piedi il baraccone della Partecipata che maggiormente garantisce la quiete sociale nelle urne elettorali in buona sostanza, inoltre, il Governo ha ceduto anche sugli Amministratori Unici: basterà una Delibera assembleare per rifondare i Consigli di Amministrazione. Evviva il Governo Gentiloni che prosegue la stagione delle riforme renziane...[fonte]

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Elezioni alle porte, via la riforma a febbraio un Decreto attuerà l'intesa coi sindacati

gennaio 29, 2017 at 9:49 admin

Quale miglior spinta poteva venire ai rinnovi dei CCNL degli Statali che le avvisaglie di elezioni politiche prossime alle porte? Ancora una volta è stata la Corte Costituzionale a venire incontro ai tre milioni di famiglie che traggono il loro reddito dal lavoro pubblico. Dopo aver sbloccato i Contratti, un'altra pronuncia, stavolta sulla Legge elettorale dell'italicum, ha smosso le acque dei rinnovi contrattuali prosciugando la palude nella quale si erano adagiate le forze politiche che tiravano a campare in attesa della scadenza naturale della Legislatura (2018), ed indotto il Governo Gentiloni a mettere mano al portafogli per soddisfare la "fame di democrazia" che dovrebbe uscire dalle urne elettorali. Accantonata la riforma del T.U. del pubblico impiego, il Governo si mobilita per garantirsi il consenso con un Decreto che a febbraio attuerà non già la Riforma, ma l'intesa firmata il 30 novembre 2016 con le parti sociali per abolire le fasce di merito dell'odiata Brunetta; valorizzare il salario accessorio con una paccata di milioni a pioggia; infine restituire al CCNL ogni potere regolatorio sul pubblico impiego che Brunetta aveva sottratto al "voto di scambio" riportandolo in capo alla Legge [fonte]

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La peggio PA è quella italiana, secondo una indagine condotta dalla UE

gennaio 2, 2017 at 2:56 admin

Le inefficienze dalla pubblica amministrazione italiana hanno un impatto devastante sull'economia, a pronunciare queste parole fu il Presidente della Corte dei Conti Raffaele Squietieri nel 2013. Nulla è cambiato da allora. Anzi, tutto è peggiorato. L'inefficienza ci costa ben due punti di PIL pari a 30 miliardi di mancata crescita all'anno. Secondo un'indagine UE sulla qualità delle Pubbliche Amministrazioni, peggio dell'Italia vanno solamente Grecia, Turchia e Croazia. Su base regionale, la ricerca evidenzia come il solo meridione d'Italia occupa le ultime trenta posizioni, peggio fanno solamente le regioni turche e bulgare [fonte]

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Scuola e PA, dalla rottamazione alla dismissione con Gentiloni il passo è stato breve

gennaio 2, 2017 at 12:38 admin

Alla riforma Madia ch'è stata smontata dalla Corte Costituzionale dichiarandola illegittima nella parte in cui prevedeva il semplice parere delle Regioni piuttosto che l'intesa preventiva nelle materie regolatorie che investono le competenze delle Autonomie Locali; si è unita la "buona scuola" che con l'accordo strappato dai sindacati al neo ministro Fedeli il 29 dicembre u.s. avvia un prevedibile, progressivo processo di dismissione delle riforme renziane. Già con le Amministrative si era avuto sentore del malcontento, poi è seguita la bocciatura definitiva con gli esiti del referendum Costituzionale. Un'azione di recupero del consenso elettorale di ogni Governo di sinistra, lo zoccolo duro che risiede nel mondo della scuola s'avvertiva urgente. Ed ecco la prima misura del Governo fotocopia per correre ai ripari al fine di evitare l'uscita di scena definitiva: l'accordo firmato con Cgil, Cisl, Uil scuola; Snals, Confsal cancella una delle misure più contestate dai docenti: il vincolo triennale di permanenza fuori sede. Dalla prossima primavera tutti potranno presentare domanda di trasferimento scegliendo tra quindici province e cinque scuole di destinazione preferita. Dal Governo del fare, al Governo del disfare

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Timbra il badge e scappa, da Biella a Scafati nemmeno la telecamera riesce a licenziare

ottobre 1, 2016 at 11:38 admin

Timbra il badge e scappa, da Biella a Scafati dopo la Madia nulla è cambiato. C'avevano raccontato di un licenziamento in tronco riservato ai furbetti colti in flagranza, ma evidentemente in Italia nemmeno le telecamere bastano a fare "Giustizia". Chissà, forse i Giudici potrebbero arrendersi ed applicare la Legge solamente di fronte ad una improbabile confessione giurata. C'è poco da sperarci però, tutto lascia pensare che troverebbero comunque il modo di giustificare il reintegro magari motivato da crisi depressive ed ansie claustrofobiche. E' già accaduto in un passato certo non remoto. Sta di fatto che la Riforma Madia propagandata come l'infallibile deterrente all'assenteismo truffaldino, continua a denunciare lungaggini dei procedimenti e garantismi oltre ogni ragionevole dubbio: ai furbi una sospensiva può bastare, siamo gente democratica che sa accogliere e giammai espellere. Vota Antonio, vota Antonio La Trippa al Comune. Diversamente non si spiegherebbe il perseverare di tanti episodi truffaldini negli uffici della Pubblica Amministrazione che più italiana non si può, di origine controllata dal produttivo settentrione dove il lavoro si dice eletto a religione civile, all'indolente meridione che dell'inganno mena vanto manco fosse un fattore di superiore intelligenza. Fratelli d'Italia, l'Italia s'addormenti che meglio di Scipio c'è solo il riposo retribuito...nd/Blog

 

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EELL, dal patto di stabilità all'equilibrio di bilancio, la mobilità grava sui limiti assunzionali

settembre 18, 2016 at 6:46 admin

La Legge n. 160/2016 ha sbloccato la mobilità dei dipendenti degli Enti Locali nelle Regioni in cui almeno il 90% del personale soprannumerario delle Provincie è stato ricollocato. Il passaggio però dal Patto di Stabilità al criterio del bilancio in equilibrio ha determinato anche la rivisitazione della teoria secondo la quale le procedure di mobilità erano da considerarsi neutre ai fini dell'incidenza sul limite di spesa assunzionale pari al 25% dei cessati. Una serie di norme concomitanti e non coordinate, inducono hanno indotto la Corte dei Conti a rivedere i propri indirizzi interpretativi e considerare il passaggio di un dipendente tra enti dello stesso comparto come una modalità di reclutamento diversa che non è a somma zero perché la stipula del contratto di lavoro nel nuovo Ente di destinazione, incide comunque sul bilancio di quest'ultimo...[fonte]

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Il 25 agosto il Ruolo Unico sarà Legge, i mandarini ministeriali se ne faranno una ragione

agosto 13, 2016 at 6:40 admin

Il Governo appare determinato, il prossimo 25 agosto il CdM approverà il Decreto attuativo della Delega di Riforma della PA sul riordino della dirigenza pubblica che in alcun modo può rischiare di decadere perché al suo compimento sono vincolate la flessibilità dei conti 2016 concordata con la Commissione Europea ed i Fondi strutturali. La sola incertezza riguarda l'introduzione delle norme transitorie in particolare la salvaguardia richiesta dai Dirigenti Generali in carica, ma i mandarini ministeriali che mal digeriscono il Ruolo Unico e segnatamente la previsione dell'incarico a termine, dovranno per forza di cose venire ad una mediazione anche perché, l'approvazione definitiva di questo pezzo di riforma è propedeutica al rinnovo dei contratti pubblici ed al nuovo T.U. del pubblico impiego che sarà promulgato ad inizio del 2017 [fonte.1] [fonte.2]

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