Legge di Stabilità, 95 ml di euro in più riservati ai Presidi, nulla resta per i prof fuori del nuovo contratto

ottobre 8, 2017 at 10:00 admin

I trecento milioni per salvare il credito di imposta degli ottanta euro non si sa ancora bene dove prenderli, in compenso però nella prossima Legge di Stabilità (la finanziaria), ci saranno 95 milioni per aumentare i magri stipendi da 2.800 euro netti ai Presidi. Una urgenza per il Governo, alla quale sta alacremente lavorando la Fedeli. 13.571 euro in più che si sommeranno agli 85 euro di aumenti già nei programmi dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego. La piramide capovolta della Madia, sarà dunque riportata nella sua originaria posizione eretta in via esclusiva per i Dirigenti scolastici. I professori invece dovranno farsi bastare gli 85 euro di incrementi concordati con gli accordi di novembre 2016. Gli aumenti di stipendio aggiuntivi infatti, varranno solamente per i settemila Presidi, equiparati ai Dirigenti delle PA nelle funzioni svolte, ma con magri stipendi da funzionari. Un trattamento economico inadeguato, a loro dire, in ragione delle numerose responsabilità che si assumono quotidianamente, non ultime le reggenze sparse sui territori spesso vasti dei circoli didattici. Sono infatti 1.700 le scuole prive di guida la cui reggenza viene assunta da Presidi che già hanno un incarico di ruolo presso un altro Istituto. [fonte.1] - [fonte.2]

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Settembre 2017, docenti in fuga per la pensione

marzo 5, 2017 at 11:51 admin

Il prossimo settembre ci sarà una fuga in massa dalla scuola, 20.215 docenti hanno deciso di prendere il primo treno utile a scappare verso la pensione. Il 50% in più rispetto al primo anno di entrata in vigore della Legge Fornero. E nel 2018 saranno ancora più numerosi, 30.000 restano infatti in agguato pronti a fare il salto verso l'agognata pensione. Numeri mai registrati prima, segnale significativo del disagio profondo vissuto dalla categoria professionale dei professori, mortificati al punto di aver fatto svanire in loro ogni spirito di attaccamento al servizio [fonte]

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Natale, l'ultimo regalino dell'Europa: centomila prof a spasso con le cattedre che restano vacanti

novembre 27, 2016 at 12:24 admin

La buona scuola è fatta male, è un dato accertato. Siamo giunti a Natale e la domanda non può coprire l'offerta di cattedre vuote. Abbiamo 100.000 professori a spasso e tante, tantissime scuole non possono assumere i professori di ruolo perché il concorsone va per le lunghe e non possono rinnovare i contratti ai precari abilitati perché hanno superato i trentasei mesi di servizio; sono costrette allora a rivolgersi alle supplenze brevi assumendo personale disponibile, ma non qualificato. La fretta ha sicuramente giocato un ruolo in questa ennesima grana che piomba sul mondo della scuola, ma la fretta è stata indotta ancora una volta dall'Europa che con le sue astratte sentenze di principio che non tengono in alcun conto le realtà sociali in molti casi drammatiche dei suoi paesi membri, hanno fatto inceppare un meccanismo collaudato che riusciva a far fronte alle esigenze annuali con il precariato esperto formatosi sul campo. E' solo l'ultimo dei regalini non graditi che l'Europa quest'anno ha insistito di portare riservandone di speciali in particolare ai tanti bimbi disabili rimasti senza aiuti...[fonte]

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Il piagnisteo dei docenti ha finito per stufare gli stessi Statali

settembre 18, 2016 at 4:03 admin

Sono stufa di sentire il piagnisteo dei docenti scrive Margherita Ferrari, dipendente regionale, dopo aver letto l'ennesima lettera di lamentele pubblicata dal settimanale SETTE. Dopo trentasei anni di servizio guadagno 1.300 mensili, lavoro 36 ore la settimana ed ho 32 giorni di ferie annuali. Lo stipendio netto di un prof è di 1.600 euro mensili, lavorano 18 ore la settimana e godono due mesi abbondanti di ferie annuali. Senza contare le vacanze di Natale e Pasqua ed i giorni di ponte in occasione delle ricorrenze! Giocano al risparmio e conservano le energie per impartire lezioni private al pomeriggio. Confondono la libertà d'insegnamento con la libertà di comportarsi come si vuole, si presentano ai colloqui con l'orologio in mano, giudicano gli alunni e si rifiutano di essere valutati, si riempiono la bocca con BCE e DSA e poi non sanno gestire una semplice timidezza. A ben riflettere, non sarebbe una cattiva idea se ciascuna categoria di lavoratori del pubblico impiego assumesse maggiore consapevolezza delle nuove realtà socio economica e ridimensionasse il ventaglio delle proprie rivendicazioni che risentono dei bei tempi andati, quando i diritti avevano la precedenza sui doveri e si trasformavano in privilegi...[fonte]

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trasferimenti e decimazioni al concorsone, in video la Giannini rintuzza le critiche

settembre 18, 2016 at 9:25 admin

207.000 trasferimenti, la decimazione dei candidati al concorsone lumaca, la novità assoluta della chiamata diretta, la supplentite che si pensava di aver guarito e che invece ancora affligge la scuola, il ministro Stafania Giannini ospite di Repubblica-TV ha provato a rintuzzare le proteste dei docenti italiani rispondendo alle critiche pervenute alla redazione via posta elettronica. Proviamo a riassumere le risposte che potete ascoltare integralmente dalla viva voce della Giannini. Sull'inizio in sottorganico del nuovo anno scolastisco nonostante l'espletamento del concorso, la Giannini ha escluso responsabilità disciplinari imputabili ai dirigenti ministeriali assicurando che con la prossima Legge di Stabilità si porrà rimedio all'organico di fatto con la previsione di 180.000 nuovi docenti in cattedra nell'arco di tre anni ed ha sottolineato come si sia provveduto già a smaltire tre/quarti delle graduatorie ad esaurimento; sulle decimazioni al concorsone dei docenti comunque già abilitati, la Giannini ha precisato di non aver mai qualificato "ignoranti" i docenti respinti, ma ha ribadito che il principio di valutazione selettiva non può essere messo in discussione. Le prove mirano a saggiare l'adeguata preparazione e la bontà del metodo di insegnamento, non certamente ad accreditare le abilità di battitura rapida delle risposte come le accuse mosse dagli esclusi vorrebbero far credere; sulle condizioni poste all'algoritmo nella vicenda dei trasferimenti, la Giannini ha assicurato che presto le variabili saranno rese note precisando che il programma informatico si limita semplicemente a tradurre in linguaggio macchina il contratto in vigore ed ha ribadito come i trasferimenti siano un sacrificio ineludibile per quanti vogliono insegnare perché abbiamo al nord la maggiore concentrazione di cattedre vacanti pari al 65% del totale ed al sud, l'80% degli aspiranti docenti...

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Prof bocciati e ricorsi ai trasferimenti, è caos cattedre al Miur che convoca i sindacati

agosto 29, 2016 at 3:21 admin

E' caos scuola come ogni inizio d'anno scolastico e forse di più per questo 2016-2017 dove i 5.000 ricorsi ai trasferimenti si sono sommati alle numerose bocciature dei candidati al concorsone lasciando vacanti 90.000 cattedre che ironia della sorte saranno occupate dagli stessi supplenti respinti alle prove scritte del concorso. Il Miur ha convocato i sindacati. A ben riflettere però, la confusione è determinata dalla Sentenza di una Corte che esercita la sua giurisdizione sul nostro paese in virtù di Trattati internazionale sottoscritti dai Governi e mai ratificati democraticamente dalla volontà del "popolo sovrano". Se la Corte Europea non avesse infatti fatto saltare il patto silente tra precari e Stato fissando limiti temporali stringenti ed ultimativi, mostrando di non conoscere od almeno non curarsi della nostra realtà socio-economica, la scuola italiana non sarebbe caduta in questo disordine collettivo che infelicita i docenti, le famiglie e gli alunni stessi lasciati allo sbando nell'incertezza di avere un percorso didattico continuativo e certo. [fonte]

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Concorsone, già bocciati 39.412 prof della easy school e siamo solo agli scritti...

agosto 24, 2016 at 1:07 admin

Abbiamo voluto semplificare i percorsi di formazione, abbiamo ritenuto che la scuola dovesse includere tutti e non discriminare alcuno in ragione del profitto. Bene. I primi esiti del concorsone per assumere 63.712 docenti di ogni ordine e grado dalle scuole per l'infanzia alle scuole superiori, ci stanno restituendo il prodotto finale di quella scuola che un malinteso senso democratico ha voluta privare dei necessari momenti di verifica selettiva e di prove serie di maturazione. I più avveduti, quelli che molto spesso sono additati dai soloni delle moderne pedagogie come conservatori e reazioni l'avevano anticipato: la "easy school", la scuola che rinuncia ad insegnare e punta alle competenze parcellizzate per risalire gli indici statistici internazionali di conseguimento dei titoli di studio, inevitabilmente si scontrerà con la dura realtà ed a pagare saranno quelli a cui abbiamo lasciato credere di essere delle cime per non averli adeguatamente preparati al duro lavoro del vivere. 39.412 di quelli che si credevano moderni professori dell'avanguardia egualitaria, sono stati respinti già alla prova scritta del Concorsone indetto dal Miur. Tra i rilievi delle Commissioni esaminatrici: la scarsa chiarezza espositiva; la non pertinenza dei termini; le carenze di elaborazione logica dei testi. Gli errori di ortografia, gli strafalcioni che hanno colto di sorpresa le Commissioni esaminatrici tanto da indurle ad accertare la nazionalità di molti candidati che mostrano di non possedere la lingua italiana ed invece, sono italianissimi da generazioni e stirpi. Le risposte ai quesiti denunciano una ignoranza inammissibile per soggetti che rivendicano comunque tra i requisiti di accesso, titoli accademici e specialistici in molti casi. Errori di geografia, di ortografia, ignoranza delle lingue e dei più elementari elementi di conoscenze professionali. Decenni trascorsi a battersi per una scuola di eguali che non facesse distinzione tra bravi e somari, bene. Ora l'abbiamo. Nella scuola italiana non si apprezzano più differenze, l'ignoranza non è più una esclusiva degli alunni. [fonte]

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Bonus merito, quei soldi servono dice Francesca. La scuola è condivisione non competizione ribatte Romana...

luglio 10, 2016 at 10:51 admin

Quei soldi servono, abbiamo il contratto fermo da anni ed un magro stipendio osserva Francesca Noto, insegnante all'istituto comprensivo Antonio Gramsci di Roma-Laurentino; e poi chi lavora di più deve poter esigere un guadagno ulteriore, lo dice Rosana Rizzo, 55 anni, docente di italiano e storia, che pure ha firmato contro la buona scuola. Come si potrà leggere, il dibattito è aperto nel corpo docente della scuola italiana, le posizioni non sono univoche e molto spesso l'idealismo pedagogico cede il passo ai bisogni concreti quando non alla determinazione di vedere realizzate le legittime aspirazioni di ciascuno. Si è spinta invece ad opporsi con tutte le sue forze perché non fosse costituito il comitato di valutazione Marina Di Bartolomeo, professoressa di italiano e storia all'istituto Balducci di Pontassione, per poi doversi arrendere. Promette però di dare in beneficenza il suo compenso semmai dovesse essere scelta tra le premiate. Meno ideologica e più convintamente sicura di argomentare è la posizione di Romana Veronesi, docente di italiano, che vede nella scuola il luogo della condivisione e della libertà non certamente della competizione che a suo dire, appiattirebbe la didattica per soddisfare i criteri di merito...[fonte]

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Bonus merito per tutti o per nessuno, da Bologna la rossa a Napoli si leva il grido di dolore dei prof.

luglio 10, 2016 at 9:54 admin

E' partito da Borgo Panigale e più precisamente dall'Istituto Comprensivo 14, il gran rifiuto dei "migliori prof." ad incassare il "bonus merito" della "buona scuola": siamo contrari alla valutazione perché ingenera una sterile competizione tra insegnanti e determina una gerarchia impropria, la scuola non è un'azienda. L'eco si è così riverberato un pò in tutta Italia: a Milano le scuole del centro lo hanno rifiutato in blocco; a Firenze è stato diviso con l'ala dura che si è opposta alla Riforma; a Roma più semplicemente è stato disprezzato alla stregua di una "elemosina"; a Torino è stato utilizzato per rafforzare i laboratori; a Napoli gli studenti hanno fatto mancare la loro rappresentanza nel comitato di valutazione. A Palermo per la verità, forse in virtu' dell'autonomia  speciale di Regione Sicilia, è bastata un'autocertificazione per incassare il "meritato bonus"...[fonte]

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I docenti afflitti dal male oscuro dell'uguaglianza, vanno valutati sulla sola reputazione

giugno 2, 2016 at 2:08 admin

Continua la nostra inchiesta sul mondo della scuola alla ricerca del suo assetto cogliendo l'occasione offerta da Attilio Oliva, educatore con l'ennesimo giudizio tranciante in tema di valutazione e meritocrazia: la scuola italiana costa 50 miliardi l'anno ed impiega un milione di persone. Un investimento notevole per il quale alcuno si preoccupa di valutare i risultati. Anzi, assistiamo ad uno scandaloso ostracismo da parte sindacale ad ogni occasione di misurazione dei risultati di apprendimento e della didattica. Apprezzabile il tentativo della buona-scuola di assegnare dei premi sulla base di criteri condivisi purché non si finisca per sentenziare che sono tutti bravi azzerando ogni possibile innesco di emulazione positiva. Se c'è un errore da imputare al Governo è stato quello di non aver dato dei criteri precisi di valutazione. La reputazione deve essere il criterio oggettivo in ragione del quale un docente va premiato. Analogamente a quanto accade con la selezione dei Nobel ad esempio, dove è l'intera comunità scientifica chiamata a selezionare con giudizi soggettivi i migliori. L'egualitarismo invece ancora condiziona la scuola impegnata alla ricerca di fantomatici criteri oggettivi come le ore trascorse tra le mura della scuola, il numero di compiti corretti, le mostre visitate che non rendono merito al lavoro svolto da bravi insegnanti capaci di trasferire il gusto per il sapere agli allievi...[fonte]

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