Scuola, chiuse le urne, svanisce la prima promessa: tagliate 11.470 assunzioni di precari

aprile 1, 2018 at 9:49 admin

Prima delle elezioni serviva incoraggiare l'affluenza alle urne e recuperare un pò di voti andati perduti con la buona scuola, ecco allora pronti sull'unghia 150 ml nella Legge di Stabilità per stabilizzare 15.000 precari. Chiuse le urne però, il MEF lascia cadere la prima delle promesse elettorali: taglio netto ai fondi per le assunzioni nella scuola, al bilancio Miur restano coperture per sole 3.530 stabilizzazioni di precari. L'indiscrezione sarà confermata a breve dal Miur con la "circolare sugli organici". Alla delusione di tanti precari in lista di attesa, si aggiungerà quella dei tanti professori che insegnano al nord e che speravano di rientrare a casa nel meridione [fonte] 

 

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cessa il divieto di lavorare nella PA dopo 36 mesi di servizio, precari in trepidante attesa del nuovo Governo

marzo 17, 2018 at 6:31 admin

E' stata una promessa elettorale della Lega quella di cancellare definitivamente con una Legge gli effetti della pronuncia dei parrucconi di Bruxelles che hanno posto veto di interdizione all'accesso dei precari alla Pubblica Amministrazione italiana. Dopo trentasei mesi di onorato servizio, quale che sia la bravura e le copentenze testate sul campo, si esce dalla PA col rischio concreto di rientrarvi se non dopo aver superato i fantomatici concorsi a premi indetti per quiz di incompetenza fantastica. Poco o nulla mostrano di sapere delle condizioni sociali ed economiche dei territori italiani i dirigisti di Bruxelles e poco o nulla interessa loro della sorte di duecentomila precari della PA che, molto spesso da decenni, danno da vivere alle loro famiglie guadagnando uno stipendio negli uffici della Repubblica sopperendo a disservizi ed assenze con lealtà, abnegazione e senso del dovere nello spirito proprio della Costituzione che si vorrebbe applicata. Ebbene, la Lega di Salvini ha preso un preciso impegno prima delle ultime elezioni: cancellare questo divieto di lavorare. I precari tutti restano in trepidante attesa del nuovo Governo uscito dalle urne...[fonte]

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vecchi, precari e bocciati ai concorsi, in Europa i docenti italiani restano tra i pochi non abilitati per titoli

febbraio 26, 2018 at 3:15 admin

Sono vecchi, precari ed in gran parte bocciati ai concorsi i docenti italiani, nonostante che nei lunghi anni trascorsi in classe, abbiano già dato prova della loro bravura e preparazione. E' quanto emerge dal rapporto Eurydice, la ricerca che mette a confronto i sistemi educativi dei diversi paesi europei. L'Italia è tra i pochi paesi in cui i titoli formativi ed accademici non sono abilitanti con il paradosso che un professore, pur abbondantemente testato sul campo, non supera le prove concorsuali oppure gli può capitare di essere respinto al termine del triennio formativo post concorso. La vita è tutta un quiz, potrai essere il più bravo dei maestri, ma ti bastera' una sola stecca per ricacciarti nel purgatorio dei precari non abilitati e magari il giorno dopo, ti ritrovi da correggere trenta versioni di latino anche se più alcuno lo studia...[fonte] [rapporto-Eurydice

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Comuni, potete assumere precari anche subito fino al 30 marzo, nota tecnica Anci chiarisce Circolare 3-17 DFP

gennaio 14, 2018 at 4:38 admin

Anche in assenza del piano triennnale dei fabbisogni, i Comuni possono stabilizzare da subito i precari. Il divieto in assenza dei fabbisogni, decorre infatti dal 30 marzo 2018 a norma dell'art. 22 del Dlgs. 75/2017. A chiarire la Circolare n. 3/2017 del DFP, una nota tecnica della ANCI. Numeri importanti quelli che riguardano i precari in servizio presso i Comuni italiani che troveranno il sospirato posto fisso. Circa 20.000 assunzioni. I più fortunati sono coloro che hanno già sostenuto una selezione e totalizzato tre anni di servio negli ultimi otto, passeranno direttamente in pianta stabile. Diversa invece la sorte toccata a quanti pur già in servizio con evidenti capacità e meriti dimostrati sul campo, dovranno sottoporsi allo roulette dei quiz perché non hanno ancora superato un concorso, come se il lavoro quotidiano ed il servizio reso continuativamente non fossero già nei fatti una prova superata brillantemente. Costituzione docet. Invece no. Tanti, non più giovani, ma nemmeno delle veccchie ciabatte da buttare, dovranno sottoporsi allo stillicidio dei quiz a risposta multipla dove la cultura va a farsi benedire ed a trionfare sarà la fortuna e la bravura dei Giudici di Bruxelles che hanno sentenziato senza tenere nel minimo conto il destino di uomini e donne che hanno raggiunto la maturità a forza di precariato. Quelli di Bruxelles saranno anche dei Giudici, ma del nostro paese e delle sue realtà socio-economiche, mostrano di non sapere nulla. 

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scuola, il Tribunale di Catania condanna il Miur per sfruttamento del lavoro precario

dicembre 2, 2017 at 2:50 admin

A seguito dei ricorsi promossi da Anief, il Tribunale del lavoro di Catania ha condannato il Miur per discriminazione e sfruttamento del lavoro precario adeguando gli stipendi di supplenti e precari storici con contratti a TD, all'effettiva anzianità di servizio e professionalità acquisita oltre alla estensione dei contratti dal termine del 30 giugno a quello del 31 agosto, circostanza che comporta la corresponsione delle mensilità estive per cifre che con gli arretrati possono arrivare anche ai 35mila euro a seconda degli anni di precariato svolti   [fonte] 

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DFP-Circolare 3/17, arriva l'eredità della Corte Europea, assunzioni di precari idonei licenziamenti per la restante massa

novembre 25, 2017 at 2:29 admin

Già dal primo gennaio 2018 le Pubbliche Amministrazioni potranno dare il via alle assunzioni definitive di precari idonei. Madia ha infatti diramato la Circolare n.3/2017 con la quale si rendono operative le norme contenute nella Riforma del Pubblico Impiego. Disposizioni che prevedono la stabilizzazione dei lavoratori con contratto a tempo determinato purché abbiano già superato un concorso. La Circolare infatti chiarisce che hanno diritto all'assunzione diretta coloro i quali hanno instaurato rapporti d'impiego a tempo determinato con accesso selettivo e totalizzato un periodo non inferiore a tre anni di servizio. Al restante della massa precaria, rimane invece lo scoglio del superamento di una selezione pubblica. Eh sì. La vita è tutta un quiz. Un diligente comportamento e la bravura eventualmente dimostrata tutti i giorni sul posto di lavoro sopperendo a deficienze organizzative e mancanze strutturali degli uffici il cui funzionamento in molti casi è garantito da personale precario particolarmente vocato, non basteranno. Per divenire campioni e conservare il posto di lavoro bisognerà risolvere i rebus ministeriali, pena il licenziamento al termine dei tre anni di servizio e l'obbligo di cambiare mestiere anche se si è dato il meglio di sé con ottimi risultati. No. Non siamo all'Eredità di Fabrizio Frizzi e nemmeno a quella di Carlo Conti. Il licenziamento eventuale di quanti non supereranno le prove è una eredità diretta della Corte d'ingiustizia europea. Parrucconi che nulla conoscono del nostro paese e delle sue condizioni politiche e sociali, ma che si arrogano il diritto di pontificare sulla nostra pelle in ragione di accordi e Trattati intergovernativi che non sono stati mai sottoposti al vaglio consultivo degli italiani. Nelle pieghe di un questionario, sarà imprigionata la vita di intere generazioni il cui serio impegno e la dedizione ragguardevole di molti non più giovani, rischiano di essere cancellati dal bip di una macchina che rileva una risposta errata più del consentito perché la Corte del super Stato di Bruxelles ha deciso che nelle fila della Pubblica Amministrazione italiana non si possano schierare soggetti per un tempo superiore a tre anni, anche se hanno dato ampia prova di sé sul campo spesso per decenni. La gran parte dei posti saranno assegnati negli EELL, circa 17.000. Altri 11.000 troveranno spazio nel SSN. Saranno stabilizzati anche i cosiddetti assegnisti della ricerca, attualmente finanziati coi fondi europei. Meglio precisare: dicasi fondi europei, una quota di ritorno dei 20 miliardi di debito pubblico che annualmente versiamo nelle casse comuni della UE. Nulla viene dal cielo, tanto meno a gratis da Bruxelles/NdBlog

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Riforma, alle forche caudine della Conferenza Unificata Madia perde le nomine ASL, il recupero salario accessorio in eccesso ed è costretta ad assumere gli LSU

aprile 8, 2017 at 6:02 admin

Costretta a passare per le forche caudine della Conferenza Unificata Stato-Regioni dalla Sentenza della Corte Costituzionale, la riforma Madia del pubblico impiego ha dovuto lasciare sul campo le nomine dei direttori generali delle ASL che ritornano di competenza delle Regioni; ha dovuto rinunciare al recupero del salario accessorio impropriamente elargito secondo la Corte dei Conti dagli Enti Locali che si vedono spalmato ora il rientro in comode rate per la durata di cinque anni; ha dovuto allargare la platea della stabilizzazione dei precari a 50.000 posti nei quali rientreranno gli LSU, lavoratori socialmente utili. Tutto, per avere il via libera dalle Regioni ai Decreti attuativi della Riforma e della Valutazione della Performance alla quale avrebbe fatto meglio a non rimettere mano. Non paga, il Ministro Marianna Madia celebra via Twitter, l'intesa con le Regioni come il miglior viatico al rinnovo dei Contratti pubblici...[fonte.1] [fonte.2] [fonte.3]

 

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La Commissione europea soccorre i vecchi Ata co.co.co. rimasti fuori da ogni concorsone

ottobre 9, 2016 at 8:04 admin

Marianne Thyssen, commissaria europea al lavoro, affari sociali, competenze e mobilità lavorativa ha comunicato con una lettera indirizzata al coordinatore Leonardo Del Giudice, di aver raccolto e registrata la denuncia del "comitato lavoratori precari Co.Co.Co. della Scuola (D.M. 66/2001), in violazione della Direttiva comunitaria n.70/1999/Ce sul lavoro a tempo determinato. La Commissaria ha assicurato che a breve la questione dei lavoratori ATA ex cassaintegrati ed in mobilità assunti presso le scuole statali con contratti atipici sarà presa in esame e riceverà una risposta. Si tratta di 890 tra segretari, istruttori ed esecutori originariamente impiegati presso gli uffici amministrativi scolastici a supporto dei colleghi di ruolo e via via nel corso degli anni sempre più integrati nell'organizzazione del lavoro fino ad essere caricati delle medesime responsabilità dei dipendenti di ruolo, mantenendo però un profilo attenuato ed affievolito dei diritti. Si tratta di lavoratori in età matura, tutti oltre i 50 anni, che hanno acquisito e sviluppato professionalità specialistiche e che hanno garantito e continuano a garantire alle scuole della Sicilia, della Calabria, della Campania, della Puglia, del Lazio, delle Marche, della Sardegna e dell'Abbruzzo, la continuità dell'azione amministrativa assumendo i medesimi carichi di lavoro dei dipendenti a tempo indeterminato, ma che la buona scuola ha mantenuto fuori dai concorsoni e da ogni procedura di stabilizzazione. Ironia della sorte, quella stessa Europa che tanto disagio ha creato con le sue Pronunce ai precari di tutta Italia obbligandoli di fatto alle peregrinazioni degli algoritmi, resta e rimane per questo nutrito gruppo di ATA maturi e fuori mercato, l'ultima speranza per assicurarsi un lavoro regolare ed una pensione congrua [fonte.1] - [fonte.2]

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L'ira delle GAE, fregate dall'emendamento Puglisi (PD)

settembre 3, 2016 at 3:18 admin

Graduatorie ad esaurimento (GAE), 45.000 docenti l'anno passato scelsero di restare in attesa del proprio turno per essere assunte nella regione di residenza e NON aderirono al piano straordinario di assunzione della Buona Scuola. Ora quelle cattedre che sarebbero toccate loro, grazie all'emendamento della responsabile PD per la scuola Francesca Puglisi passato in sede di conversione in Legge dell'ultimo Decreto scuole, saranno soffiate alle GAE ed assegnate alle neoassunte in regime di prorogatio. Viene stravolta la stessa Legge della Buona Scuola, aggravando ulteriormente la posizione dei docenti precari abilitati, molto spesso laureate e con tanti anni di esperienza trascorsi in cattedra a favore delle loro colleghe che sapevano di dover essere impiegate fuori sede già prima di affrontare il concorso. Tutti tacciano, compreso il sindacato denuncia Luigina Favale, 38 anni, abilitata al concorso del 1999 e responsabile dell'ufficio stampa dell'associazione "La scuola invisibile". [fonte]

 

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Scuola, la Cisl pensa al part-time per sbloccare il crash dei trasferimenti al nord già a fine agosto

agosto 21, 2016 at 12:08 admin

Il Miur ancora lo nega, ma è del tutto evidente che il sistema informatizzato delle assegnazioni di sede per i docenti precari assunti con la "buona scuola" è andato in "crash". Diversamente non si spiegherebbero le assegnazioni in sedi diverse di tanti professori con punteggi alti e la permanenza nella Regione di residenza di quelli con punteggi più bassi inoltre, parrebbe che anche il Ministero abbia ammesso l'omissione dai criteri di settaggio all'algoritmo della condizione di molti docenti con figli o coniuge a carico Handicappati di cui alla L. 104/92 che prevede espressamente una sede di lavoro non distante dai luoghi di soggiorno del soggetto da assistere. La via d'uscita dal pasticcio immaginata dalla Cisl è quella del part-time suggerito ai malcapitati, in fondo, percepire metà stipendio e restare nella propria città equivale a guadagnare uno stipendio intero da spendere per mantenere una seconda residenza in un'altra città. Ci sarebbe da osservare che ai fini pensionistici, metà della contribuzione andrà comunque persa e quindi il danno non risulterebbe equivalente a fine carriera. In ogni caso conferma Rosanna Colonna della Cisl-Scuola Campania, già a fine agosto conosceremo gli esiti dei tentativi di conciliazione portati al Miur per le elementari e le medie. Entro settembre invece quelli delle Superiori. Se tutto andrà male decideranno i giudici del lavoro promette. Il caos di inizio anno scolastico anche quest'anno sembra assicurato...[fonte]

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