Comuni, potete assumere precari anche subito fino al 30 marzo, nota tecnica Anci chiarisce Circolare 3-17 DFP

gennaio 14, 2018 at 4:38 admin

Anche in assenza del piano triennnale dei fabbisogni, i Comuni possono stabilizzare da subito i precari. Il divieto in assenza dei fabbisogni, decorre infatti dal 30 marzo 2018 a norma dell'art. 22 del Dlgs. 75/2017. A chiarire la Circolare n. 3/2017 del DFP, una nota tecnica della ANCI. Numeri importanti quelli che riguardano i precari in servizio presso i Comuni italiani che troveranno il sospirato posto fisso. Circa 20.000 assunzioni. I più fortunati sono coloro che hanno già sostenuto una selezione e totalizzato tre anni di servio negli ultimi otto, passeranno direttamente in pianta stabile. Diversa invece la sorte toccata a quanti pur già in servizio con evidenti capacità e meriti dimostrati sul campo, dovranno sottoporsi allo roulette dei quiz perché non hanno ancora superato un concorso, come se il lavoro quotidiano ed il servizio reso continuativamente non fossero già nei fatti una prova superata brillantemente. Costituzione docet. Invece no. Tanti, non più giovani, ma nemmeno delle veccchie ciabatte da buttare, dovranno sottoporsi allo stillicidio dei quiz a risposta multipla dove la cultura va a farsi benedire ed a trionfare sarà la fortuna e la bravura dei Giudici di Bruxelles che hanno sentenziato senza tenere nel minimo conto il destino di uomini e donne che hanno raggiunto la maturità a forza di precariato. Quelli di Bruxelles saranno anche dei Giudici, ma del nostro paese e delle sue realtà socio-economiche, mostrano di non sapere nulla. 

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scuola, il Tribunale di Catania condanna il Miur per sfruttamento del lavoro precario

dicembre 2, 2017 at 2:50 admin

A seguito dei ricorsi promossi da Anief, il Tribunale del lavoro di Catania ha condannato il Miur per discriminazione e sfruttamento del lavoro precario adeguando gli stipendi di supplenti e precari storici con contratti a TD, all'effettiva anzianità di servizio e professionalità acquisita oltre alla estensione dei contratti dal termine del 30 giugno a quello del 31 agosto, circostanza che comporta la corresponsione delle mensilità estive per cifre che con gli arretrati possono arrivare anche ai 35mila euro a seconda degli anni di precariato svolti   [fonte] 

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DFP-Circolare 3/17, arriva l'eredità della Corte Europea, assunzioni di precari idonei licenziamenti per la restante massa

novembre 25, 2017 at 2:29 admin

Già dal primo gennaio 2018 le Pubbliche Amministrazioni potranno dare il via alle assunzioni definitive di precari idonei. Madia ha infatti diramato la Circolare n.3/2017 con la quale si rendono operative le norme contenute nella Riforma del Pubblico Impiego. Disposizioni che prevedono la stabilizzazione dei lavoratori con contratto a tempo determinato purché abbiano già superato un concorso. La Circolare infatti chiarisce che hanno diritto all'assunzione diretta coloro i quali hanno instaurato rapporti d'impiego a tempo determinato con accesso selettivo e totalizzato un periodo non inferiore a tre anni di servizio. Al restante della massa precaria, rimane invece lo scoglio del superamento di una selezione pubblica. Eh sì. La vita è tutta un quiz. Un diligente comportamento e la bravura eventualmente dimostrata tutti i giorni sul posto di lavoro sopperendo a deficienze organizzative e mancanze strutturali degli uffici il cui funzionamento in molti casi è garantito da personale precario particolarmente vocato, non basteranno. Per divenire campioni e conservare il posto di lavoro bisognerà risolvere i rebus ministeriali, pena il licenziamento al termine dei tre anni di servizio e l'obbligo di cambiare mestiere anche se si è dato il meglio di sé con ottimi risultati. No. Non siamo all'Eredità di Fabrizio Frizzi e nemmeno a quella di Carlo Conti. Il licenziamento eventuale di quanti non supereranno le prove è una eredità diretta della Corte d'ingiustizia europea. Parrucconi che nulla conoscono del nostro paese e delle sue condizioni politiche e sociali, ma che si arrogano il diritto di pontificare sulla nostra pelle in ragione di accordi e Trattati intergovernativi che non sono stati mai sottoposti al vaglio consultivo degli italiani. Nelle pieghe di un questionario, sarà imprigionata la vita di intere generazioni il cui serio impegno e la dedizione ragguardevole di molti non più giovani, rischiano di essere cancellati dal bip di una macchina che rileva una risposta errata più del consentito perché la Corte del super Stato di Bruxelles ha deciso che nelle fila della Pubblica Amministrazione italiana non si possano schierare soggetti per un tempo superiore a tre anni, anche se hanno dato ampia prova di sé sul campo spesso per decenni. La gran parte dei posti saranno assegnati negli EELL, circa 17.000. Altri 11.000 troveranno spazio nel SSN. Saranno stabilizzati anche i cosiddetti assegnisti della ricerca, attualmente finanziati coi fondi europei. Meglio precisare: dicasi fondi europei, una quota di ritorno dei 20 miliardi di debito pubblico che annualmente versiamo nelle casse comuni della UE. Nulla viene dal cielo, tanto meno a gratis da Bruxelles/NdBlog

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Riforma, alle forche caudine della Conferenza Unificata Madia perde le nomine ASL, il recupero salario accessorio in eccesso ed è costretta ad assumere gli LSU

aprile 8, 2017 at 6:02 admin

Costretta a passare per le forche caudine della Conferenza Unificata Stato-Regioni dalla Sentenza della Corte Costituzionale, la riforma Madia del pubblico impiego ha dovuto lasciare sul campo le nomine dei direttori generali delle ASL che ritornano di competenza delle Regioni; ha dovuto rinunciare al recupero del salario accessorio impropriamente elargito secondo la Corte dei Conti dagli Enti Locali che si vedono spalmato ora il rientro in comode rate per la durata di cinque anni; ha dovuto allargare la platea della stabilizzazione dei precari a 50.000 posti nei quali rientreranno gli LSU, lavoratori socialmente utili. Tutto, per avere il via libera dalle Regioni ai Decreti attuativi della Riforma e della Valutazione della Performance alla quale avrebbe fatto meglio a non rimettere mano. Non paga, il Ministro Marianna Madia celebra via Twitter, l'intesa con le Regioni come il miglior viatico al rinnovo dei Contratti pubblici...[fonte.1] [fonte.2] [fonte.3]

 

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La Commissione europea soccorre i vecchi Ata co.co.co. rimasti fuori da ogni concorsone

ottobre 9, 2016 at 8:04 admin

Marianne Thyssen, commissaria europea al lavoro, affari sociali, competenze e mobilità lavorativa ha comunicato con una lettera indirizzata al coordinatore Leonardo Del Giudice, di aver raccolto e registrata la denuncia del "comitato lavoratori precari Co.Co.Co. della Scuola (D.M. 66/2001), in violazione della Direttiva comunitaria n.70/1999/Ce sul lavoro a tempo determinato. La Commissaria ha assicurato che a breve la questione dei lavoratori ATA ex cassaintegrati ed in mobilità assunti presso le scuole statali con contratti atipici sarà presa in esame e riceverà una risposta. Si tratta di 890 tra segretari, istruttori ed esecutori originariamente impiegati presso gli uffici amministrativi scolastici a supporto dei colleghi di ruolo e via via nel corso degli anni sempre più integrati nell'organizzazione del lavoro fino ad essere caricati delle medesime responsabilità dei dipendenti di ruolo, mantenendo però un profilo attenuato ed affievolito dei diritti. Si tratta di lavoratori in età matura, tutti oltre i 50 anni, che hanno acquisito e sviluppato professionalità specialistiche e che hanno garantito e continuano a garantire alle scuole della Sicilia, della Calabria, della Campania, della Puglia, del Lazio, delle Marche, della Sardegna e dell'Abbruzzo, la continuità dell'azione amministrativa assumendo i medesimi carichi di lavoro dei dipendenti a tempo indeterminato, ma che la buona scuola ha mantenuto fuori dai concorsoni e da ogni procedura di stabilizzazione. Ironia della sorte, quella stessa Europa che tanto disagio ha creato con le sue Pronunce ai precari di tutta Italia obbligandoli di fatto alle peregrinazioni degli algoritmi, resta e rimane per questo nutrito gruppo di ATA maturi e fuori mercato, l'ultima speranza per assicurarsi un lavoro regolare ed una pensione congrua [fonte.1] - [fonte.2]

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L'ira delle GAE, fregate dall'emendamento Puglisi (PD)

settembre 3, 2016 at 3:18 admin

Graduatorie ad esaurimento (GAE), 45.000 docenti l'anno passato scelsero di restare in attesa del proprio turno per essere assunte nella regione di residenza e NON aderirono al piano straordinario di assunzione della Buona Scuola. Ora quelle cattedre che sarebbero toccate loro, grazie all'emendamento della responsabile PD per la scuola Francesca Puglisi passato in sede di conversione in Legge dell'ultimo Decreto scuole, saranno soffiate alle GAE ed assegnate alle neoassunte in regime di prorogatio. Viene stravolta la stessa Legge della Buona Scuola, aggravando ulteriormente la posizione dei docenti precari abilitati, molto spesso laureate e con tanti anni di esperienza trascorsi in cattedra a favore delle loro colleghe che sapevano di dover essere impiegate fuori sede già prima di affrontare il concorso. Tutti tacciano, compreso il sindacato denuncia Luigina Favale, 38 anni, abilitata al concorso del 1999 e responsabile dell'ufficio stampa dell'associazione "La scuola invisibile". [fonte]

 

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Scuola, la Cisl pensa al part-time per sbloccare il crash dei trasferimenti al nord già a fine agosto

agosto 21, 2016 at 12:08 admin

Il Miur ancora lo nega, ma è del tutto evidente che il sistema informatizzato delle assegnazioni di sede per i docenti precari assunti con la "buona scuola" è andato in "crash". Diversamente non si spiegherebbero le assegnazioni in sedi diverse di tanti professori con punteggi alti e la permanenza nella Regione di residenza di quelli con punteggi più bassi inoltre, parrebbe che anche il Ministero abbia ammesso l'omissione dai criteri di settaggio all'algoritmo della condizione di molti docenti con figli o coniuge a carico Handicappati di cui alla L. 104/92 che prevede espressamente una sede di lavoro non distante dai luoghi di soggiorno del soggetto da assistere. La via d'uscita dal pasticcio immaginata dalla Cisl è quella del part-time suggerito ai malcapitati, in fondo, percepire metà stipendio e restare nella propria città equivale a guadagnare uno stipendio intero da spendere per mantenere una seconda residenza in un'altra città. Ci sarebbe da osservare che ai fini pensionistici, metà della contribuzione andrà comunque persa e quindi il danno non risulterebbe equivalente a fine carriera. In ogni caso conferma Rosanna Colonna della Cisl-Scuola Campania, già a fine agosto conosceremo gli esiti dei tentativi di conciliazione portati al Miur per le elementari e le medie. Entro settembre invece quelli delle Superiori. Se tutto andrà male decideranno i giudici del lavoro promette. Il caos di inizio anno scolastico anche quest'anno sembra assicurato...[fonte]

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La Cassazione fissa in 21.000 euro il risarcimento che spetta agli 80.000 precari della PA con piu' di 36 mesi di servizio

aprile 2, 2016 at 12:05 admin

Non hanno l'onere della prova, gli basta dimostrare di aver lavorato per più di 36 mesi al servizio della Pubblica Amministrazione e saranno risarciti fino ad un ammontare di 21.000 euro in media. Lo ha sancito la Corte di Cassazione nella sentenza del 15 marzo 2016. Coloro che hanno ancora in corso un contratto di lavoro, valuteranno il caso comunque, la platea potenziale che sta per attaccare le casse del Governo si calcola che si possa aggirare intorno agli 80.000 lavoratori precari della pubblica amministrazione che per effetto della Sentenza della Corte di (in)Giustizia europea, si vedranno a breve negato anche un lavoro a tempo determinato con il quale molti in età già avanzata, portavano avanti la famiglia. Ennesimo vincolo di una Europa matrigna che tradisce le aspettative di riscatto di migliaia di giovani oltre che di uomini e donne maturi. Cavilli giuridici disseminati ovunque, hanno finito per stroncare le pur minime occasioni di sopravvivenza cancellando soprattutto nelle area depresse del mezzogiorno, ogni possibilità di futuro. (fonte)

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Quelli che i docenti deportati poi assunti nella regione di residenza, Anief smentisce le balle di Renzi

marzo 20, 2016 at 6:20 admin

L'Anief smentisce coi numeri le affermazioni di Renzi pronunciate in occasione della visita alla scuola di formazione del PD secondo le quali quelli stessi docenti che si opponevano alla "buona scuola" perché avrebbe innescato un vero e proprio processo di deportazione da sud a nord, poi sono stati assunti tutti nella regione di residenza. Per bocca del Presidente Pacifico, a nome dei docenti precari assunti con "l'algoritmo secretato", l'Anief sottolinea che l'80% di quelli immessi di ruolo nella fase B, sono finiti assegnati fuori regione; mentre di quelli assunti nella fase C, uno su cinque è stato spedito fuori provincia. Meglio che s'informi bene il Presidente del Consiglio prima di lanciarsi in annunci improbabili osserva Pacifico, diversamente che cosa potranno pensare del Governo quei 20.000 docenti che hanno dovuto fare i bagagli? (fonte)

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Madia, i 300 ml per rinnovare i contratti aumenteranno seguendo le dinamiche della crescita economica

dicembre 20, 2015 at 11:18 admin

Marianna Madia: la nostra è una riforma di sistema non di settore, punta a dare ai cittadini tempi e regole certe. Il motore di questa riforma saranno i lavoratori pubblici. Il processo di digitalizzazione che comunque già stiamo implementando coi dipendenti maturi ancora in servizio, sarà completato da reclutamenti mirati di giovani professionisti assunti non più in base alle vecchie piante organiche, ma con concorsi pubblici programmati sui fabbisogni reali di unità professionali che serviranno a far arrivare ai cittadini i nuovi servizi. Le Amministrazioni non proseguiranno più in ordine sparso, noi ragioniamo seguendo una visione unitaria dei fabbisogni della Repubblica, per questa ragione non vedremo più assunzioni di amministrativi nelle ASL dove invece servono medici. Le risorse disponibili quindi, saranno allocate efficacemente per reclutare secondo le necessità. I vincitori di concorsi saranno tutti assunti, mentre agli idonei questo diritto non potrà essere garantito a tutti come è giusto che sia, d'altronde. Anche i dipendenti delle Partecipate non dovranno temere il riordino e la riduzione del numero delle aziende. Saranno chiuse quelle che non perseguono un reale interesse pubblico, ma analogamente a quanto già in atto per i dipendenti delle ex Province, non perderanno il posto di lavoro. Saranno avviati a quello che possiamo definire il più grande processo di mobilità di personale nella storia della Repubblica. La Riforma consta di venti Decreti attuativi di cui, i primi dieci saranno portati in Consiglio dei Ministri prima di Natale od al massimo a gennaio 2016. 

Sul tema cogente dei rinnovi contrattuali Madia ha tenuto a sottolineare che per legge il negoziato non può partire se prima i Sindacati non troveranno l'accordo con l'ARAN per ridurre il numero dei comparti. Si è poi detta consapevole che è ingiusto un blocco perdurante dei rinnovi che però è stato causato dalla più dura crisi economica che si potesse immaginare e comunque, c'è da tener presente che nel privato ad esempio, ha prodotto ingiustizie anche più gravi come la perdita di milioni di posti di lavoro cosa che nel settore pubblico non è accaduto. I contestati 300 ml stanziati nella Legge di Stabilità per rinnovare i contratti pubblici, aumenteranno ha promesso Madia, parallelamente all'uscita dalla crisi ed in ragione dell'incremento della crescita economica...

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