congedo per Santa Messa e barberia, le ragioni che fanno apprezzare i monopoli delle Partecipate

luglio 26, 2017 at 4:23 admin

Le Partecipate romane, oggetto del focus, fanno registrare tassi di assenteismo del 12,6%. Ma per farsi una idea di che cosa parliamo, è necessario tradurre in numeri queste cifre percentuali. Ogni giorno, nella sola ROMA, 3.000 dipendenti delle aziende a capitale pubblico, si assentano dal lavoro per i motivi più diversi imputabili a scelte estemporanee tradotte in presunti diritti contrattuali. Naturalmente parliamo di assenze diverse da riposi compensativi e ferie ordinarie. Alcuni contratti aziendali, prevedono finanche il "congedo per Santa Messa", in prossimità delle ricorrenze Cristiane. Vale a significare che nel periodo natalizio come in prossimità della Pasqua, il dipendente ha diritto ad assentarsi per andare ad assistere alla Santa Messa e viene retribuito come se stesse presente in servizio. Tanto per Fede, senza dover rinunciare alla doppia paga del "superfestivo". Ma non solamente di assenze muoiono le Partecipate. Alcune, come l'Atac, un esempio a caso, si sono dotate di "ufficio barberia" manco fossero a Montecitorio. Uno speciale sportello dove il dipendente sano e/o ammalato, può accomodarsi per farsi schampo, capelli e barba in house. Per la cronaca, la sola Atac ha un debito monstre da 1,2 miliardi di euro caricato sulle spalle del contribuente che aspetta ore alle fermate dell'autobus o viene trascinato sui binari della metro per disattenzione del conducente. Documentati una risma simile di eccessi e sprechi, s'intuisce facilmente l'ostinazione della politica a non voler rompere i monopoli dei servizi pubblici locali. Svuotare tutte le mangiatoie municipali ad un esercito di affamati, significherebbe perdere sacche di consenso garantito con il crollo definitivo del sistema di scambio concordato tra appoggio elettorale e rendita di posizione garantita per Legge. [FOCUS]

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Spedito l'atto di indirizzo all'Aran, piramide rovesciata per gli aumenti di stipendio

aprile 30, 2017 at 9:44 admin

Al convegno Uil di palazzo Lombardia, Emanuele Fiano responsabile PD per le riforme, ha confermato e reso ufficiale l'indiscrezione secondo la quale entro maggio il Governo spedirà all'Aran l'atto di indirizzo che segna l'avvio della contrattazione per i rinnovi del pubblico impiego. Tra le novità, la piramide rovesciata degli incrementi contrattuali, vale a significare che quanto più basso sarà il reddito da lavoro percepito, tanto più alto e prossimo alla media degli 85 euro mensili sarà l'aumento di stipendio che verrà dai rinnovi inoltre, si prevedono ritocchi alle assenze per malattia che in caso di visite specialistiche potranno essere fruite ad ore e non trascurabile, la modifiche ai permessi di cui alla Legge 104/92 che andranno programmati con l'Amministrazione [fonte.1] [fonte-convegno]

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i dati della RGS ci dicono che gli assenteisti si annidano al MEF e gli stacanovisti nella Scuola

marzo 19, 2017 at 10:36 admin

Contrariamente a quanto si possa pensare, nella Pubblica Amministrazione i fannulloni si annidano nei Ministeri. Segnatamente tra coloro che istituzionalmente sono deputati al controllo e monitoraggio dei conti e del corretto andamento. Da una analisi giornalistica su dati di rilevamento prodotti dalla stessa Ragioneria Generale dello Stato, si è potuto evincere che i maggiori tassi di assenteismo non si registrano tra i lavoratori delle Autonomie Locali come potrebbero indurre a credere erroneamente le cronache quotidiane, quanto piuttosto tra i lavoratori più propriamente Statali e cioé, tra i dipendenti delle Amministrazioni Centrali che si assentano mediamente un giorno a settimana pari al 20,5% del totale di giorni lavorativi. A voler entrare nel dettaglio, i numeri rivelano poi una realtà per certi versi ancora più sconfortante, sono infatti i dipendenti del MEF, quelli che dovrebbero tenere a bada i conti della spesa, a far registrare picchi di assenza pari al 32% sul totale di giorni lavorativi. Scuola e dipendenti dello Sviluppo Economico, sono tra i più puntuali e ligi al dovere, fanno infatti registrare tassi di assenza nettamente inferiori alla media in percentuali prossime agli indici fisiologici del lavoro privato, intorno al 17%...[fonte]

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Tagli ai permessi sindacali, 36 milioni di risparmi e nessun morto nel 2015 anzi, la metà si son salvati

febbraio 14, 2016 at 11:07 admin

Ricordate la gran buriana sollevata all'annuncio che sarebbero state dimezzate le ore di permessi ed i distacchi sindacali? Chi aveva parlato di attacco alle libertà democratiche, chi si era spinto fino all'attentato alla Costituzione, qualcuno poi aveva addirittura rifatto i conti e numeri alla mano aveva dimostrato che le cifre erano sovrastimate quelle messe a bilancio per dieci milioni di risparmi. Ebbene, si stima invece che solamente nei primi quattro mesi di applicazione della norma i risparmi siano stati di dodici milioni di euro e siccome la matematica non è una opinione, si calcola che nel 2015 il consuntivo certificherà ben 36 milioni di risparmi dai tagli ai permessi sindacali senza che nessuno sia morto anzi, le deroghe previste hanno salvato circa la metà dei "sindacalisti" dalla ghigliottina. A dimostrazione che come tutti possiamo verificare sui posti di lavoro, di grasso che cola ce n'era ed ancora ce ne sta. Una buona idea l'ha avuta Dettori nel proporre che i risparmi siano impiegati nel potenziamento dei servizi al cittadino. Peccato, a pensarci prima il sindacato si sarebbe risparmiato un attacco alle prerogative "Costituzionali"...(fonte)

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Il TAR annulla la Circolare DFP n.2-2014, visite ed esami preventivi non sono permessi

maggio 26, 2015 at 1:29 admin

dipendente sottoposto a visitaSu ricorso della Cgil-conoscenza, il TAR del Lazio ha emesso una importante Sentenza, la n. 5714-2015di annullamento della Circolare del Dipartimento Funzione Pubblica n. 2-2014 con la quale si introduceva un'interpretazione prescrittiva della norma rinovellata di cui al D.Lgs.165/01 circa l'imputazione a "permesso" dell'eventuale prescrizione medica per visite e/o esami a carattere di prevenzione. La materia deve essere rinviata alla disciplina contrattuale e non può essere disciplinata da una fonte normativa secondaria di carattere generale. Pertanto, le assenze per visite mediche, per terapie, per esami ritornano ad essere giustiificate come assenze per malattia secondo la normativa previgente 

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