un po' più del previsto, sono 580 gli euro arretrati dei contratti che arrivano con lo stipendio di gennaio

dicembre 2, 2017 at 4:03 admin

Un pò più del previsto. sono infatti 580 gli euro di arretrati che arriveranno con lo stipendio di gennaio. Per la precisione saranno 8,9 euro per le tredici mensilità 2016 ai quali si sommeranno 35,7 euro per l'anno 2017. In ogni caso molto meno di quanto si sarebbe percepito se i rapporti di lavoro avessero seguito una corretta dinamica contrattuale e comunque, assai meno dei risarcimenti eventuali di quanti decidessero di ricorrere in Tribunale. Gli arretrati infatti andrebbero calcolati a partire dal 2010 anno del blocco per Legge dei rinnovi [fonte]

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scuola, il Tribunale di Catania condanna il Miur per sfruttamento del lavoro precario

dicembre 2, 2017 at 2:50 admin

A seguito dei ricorsi promossi da Anief, il Tribunale del lavoro di Catania ha condannato il Miur per discriminazione e sfruttamento del lavoro precario adeguando gli stipendi di supplenti e precari storici con contratti a TD, all'effettiva anzianità di servizio e professionalità acquisita oltre alla estensione dei contratti dal termine del 30 giugno a quello del 31 agosto, circostanza che comporta la corresponsione delle mensilità estive per cifre che con gli arretrati possono arrivare anche ai 35mila euro a seconda degli anni di precariato svolti   [fonte] 

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Esce senza timbrare, al pari della falsa attestazione il Giudice del lavoro di Imperia conferma il licenziamento

agosto 19, 2017 at 11:23 admin

Licenziamento confermato. Il Giudice del Lavoro di Imperia ha confermato il licenziamento disciplinare senza preavviso a norma dell'art. 55-quater del Dlgs.165/01 ad una dei 32 licenziati del Comune di Sanremo perché ha ritenuto che, al pari della falsa attestazione in servizio, anche timbrare regolarmente ed allontanarsi durante la giornata senza registrare l'uscita concretizza un comportamento fraudolento tale da incrinare irrimediabilmente il rapporto fiduciario con datore di lavoro che giustifica il licenziamento. [Ordinanza del 10 agosto 2017, GdL di Imperia]

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84.000 posti di lavoro cancellati nella PA italiana, solo la Grecia ha tagliato di più

luglio 1, 2017 at 6:30 admin

Nell'area OCSE, dopo la Grecia, abbiamo tagliato più posti di lavoro di ogni altro paese, per la precisione: 84.000 posti di lavoro sono spariti nella PA italiana nel quadriennio 2013-2016. In termini percentuali, le Amministrazioni Centrali hanno tagliati il 24% dei posti in pianta organica; le Amministrazioni Locali hanno cancellato il 17% dei posti. Secondo la Cgia di Mestre però, l'anticipo pensionistico dell'APE, la quattordicesima ai pensionati, l'allargamento della NO TAX AREA, hanno praticamente vanificato ogni sacrificio di risparmio ed a fronte dei 30 miliardi recuperati con la revisione della spesa, si sono registrate uscite aggiuntive per 31 miliardi [fonte.1] [fonte.2]

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Promossi più in fretta, dal 2018 diploma in quattro anni

maggio 20, 2017 at 4:33 admin

Saranno in 100 le classi che dal 1° settembre 2018 sperimenteranno i corsi di studi quadriennali per conseguire il diploma di maturità. Non è stato facile superare le forti resistenze del sindacato, decisive sono state le garanzie offerte circa l'invarianza del numero di docenti che il Miur assicura di mantenere in organico nonostante il taglio di un anno ai corsi liceali. Un percorso di studi ridotto che è prassi ordinaria in molti paesi della Ue tra cui Francia, Belgio, Austria, Olanda e Regno Unito formalmente ancora nell'Unione. L'idea è quella di provare a favorire l'entrata nel mondo del lavoro anticipando di un anno il raggiungimento del titolo di accesso universitario. Nulla cambierà sotto il profilo didattico, i programmi di studio non subiranno tagli, saranno solamente rimodulati. Il Consiglio superiore della pubblica istruzione ha approvato il progetto in via sperimentale, ma in realtà per l'ordinamento italiano il ciclo quadriennale non è una novità. La riforma Gentile del 1923 infatti, che fondamentalmente è restata in vigore nei suoi principi base fino a tutti gli anni '80 del secolo scorso, prevedeva il conseguimento del titolo di maestro elementare già al quarto anno di studi, superato il quale si apriva l'accesso accademico al magistero. Certo, quella era una scuola che preparava seriamente gli allievi. Una scuola che selezionava, che sapeva bocciare. Una scuola che non assecondava le famiglie e non illudeva i giovani anzi, li preparava alla vita e li aiutava a scegliere. Agli allievi era suggerito il proseguimento degli studi nelle discipline congeniali ai talenti di ciascuno, già alla fine del primo ciclo delle medie. In quella scuola metro unico di giudizio era il profitto, la politica e la sperimentazione sociale restavano fuori dai Consigli di fine anno. Quella scuola seppe fare dell'Italia la quinta potenza industriale globale, oggi siamo dietro a Corea, India e Brasile. Quella scuola sfornò fiori di intellettuali, uomini di cultura e scienziati. Poi dagli anni duemila è arrivata la scuola che rincorre le statistiche. La scuola che vuole riallinearsi ai numeri e non alla qualità dell'Europa. La scuola dove fioccano i promossi e dove i somari si laureano e credendosi classe dirigente mandano in rovina le banche, le imprese, l'economia e lo Stato. A riprova basta sfogliare le cronache della "seconda Repubblica" [fonte]

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Cisal, festa dei lavoratori, Cavallaro fuori dai denti sulla Costituzione e la sovranità pignorata dalla UE

aprile 30, 2017 at 10:37 admin

Anche per questo 2017, siamo giunti al 1° maggio, festa dei lavoratori. Nel fiume di parole che puntuale scorrerà nelle piazze, sulle pagine dei giornali e tra i "links" dei notiziari digitali, abbiamo deciso di proporvi l'analisi di Francesco Cavallaro, segretario generale del sindacato autonomo Cisal, che se non propriamente originale nelle argomentazioni storiche-economiche, ha il merito però di ricondurre il tema del lavoro fuori dalla banalizzante circostanza celebrativa e puntare con decisione alla ragioni ed ai motivi che lo hanno svalutato e reso fattore economico-sociale di grado inferiore nel vissuto concreto della realtà Repubblicana contemporanea. Non nuovo il dibattito sull'interpretazione autentica del dettato Costituzionale in merito al lavoro posto a fondamenta della nostra Repubblica, tra chi lo ritiene un diritto disatteso dall'ordinamento legislativo nel corso degli ultimi settanta anni e coloro i quali pensano che il lavoro come fondamenta della Repubblica sia stato evocato alla stregua di un espediente retorico in quanto di fronte alla Legge la stessa Costituzione pone tutti i cittadini sul medesimo piano, siano essi lavoratori, siano essi produttori, siano essi soggetti che traggono reddito dalla rendita speculativa. Quelle che ci sembrano più interessanti, sono le conclusioni a cui perviene il segretario Cavallaro quando imputa il disastro economico del nostro paese e all'inerzia del legislatore e alla "giurisprudenza costituzionale che tenta costantemente di screditare ogni argomentazione fondata sul principio lavorista" e non ultima, alla UE che ha pignorato quote significative di sovranità, con le quali ha ridimensionato il valore del lavoro e di fatto impedito l'emancipazione che ne verrebbe dalla partecipazione agli utili. Vale veramente la pena leggere questa breve e pregnante nota del segretario del sindacato autonomo CISAL

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Licenziamenti, Statali nella botte di ferro del nuovo Testo Unico

febbraio 9, 2017 at 12:45 admin

Governo e Sindacati sono al lavoro. Non c'è globalizzazione che tenga, gli Statali finiranno nella botte di ferro del nuovo Testo Unico del pubblico impiego che sgombrerà il campo da ogni dubbio interpretativo con norme dettagliate specificamente studiate per mettere al riparo dalle crisi cicliche che si abbattono sul mondo del lavoro. Il pubblico impiego sarà la casa del Gesù, chi entra, non usce più. A quanti avranno la fortuna di impiegarsi nel settore pubblico, sarà garantito il posto di lavoro fino alla pensione per Legge. L'art. 18 del vecchio Statuto dei Lavoratori del 1970, sarà ripristinato in tutte le sue parti come se le modifiche del job act NON fossero intervenute [fonte

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Esaurita la spinta propulsiva addio riforma, si ritorna al contratto per regolamentare il rapporto di pubblico impiego

gennaio 15, 2017 at 6:30 admin

Esaurita la spinta propulsiva della rottamazione, addio alla riforma del Testo Unico del pubblico impiego. Il Governo Gentiloni infatti ha deciso di ridimensionare la grande riforma ed a febbraio si limiterà ad attuare con un Deceto Legislativo i soli punti concordati coi sindacati nell'accordo del 30 novembre 2016: superamento della Legge Brunetta circa la prevalenza del CCNL sulla norma nella regolamentazione del rapporto di pubblico impiego; cancellazione delle fasce premiali sostituiti da nuovi strumenti di valutazione della performance; rivisitazione del salario accessorio. Già questa settimana, le OOSS saranno convocate per consultazione sulle modifiche normative come da intesa raggiunta il 30 nov. u.s. Seguirà la direttiva all'Aran che darà il via alla contrattazione vera e propria [fonte]

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Timbra il badge e scappa, da Biella a Scafati nemmeno la telecamera riesce a licenziare

ottobre 1, 2016 at 11:38 admin

Timbra il badge e scappa, da Biella a Scafati dopo la Madia nulla è cambiato. C'avevano raccontato di un licenziamento in tronco riservato ai furbetti colti in flagranza, ma evidentemente in Italia nemmeno le telecamere bastano a fare "Giustizia". Chissà, forse i Giudici potrebbero arrendersi ed applicare la Legge solamente di fronte ad una improbabile confessione giurata. C'è poco da sperarci però, tutto lascia pensare che troverebbero comunque il modo di giustificare il reintegro magari motivato da crisi depressive ed ansie claustrofobiche. E' già accaduto in un passato certo non remoto. Sta di fatto che la Riforma Madia propagandata come l'infallibile deterrente all'assenteismo truffaldino, continua a denunciare lungaggini dei procedimenti e garantismi oltre ogni ragionevole dubbio: ai furbi una sospensiva può bastare, siamo gente democratica che sa accogliere e giammai espellere. Vota Antonio, vota Antonio La Trippa al Comune. Diversamente non si spiegherebbe il perseverare di tanti episodi truffaldini negli uffici della Pubblica Amministrazione che più italiana non si può, di origine controllata dal produttivo settentrione dove il lavoro si dice eletto a religione civile, all'indolente meridione che dell'inganno mena vanto manco fosse un fattore di superiore intelligenza. Fratelli d'Italia, l'Italia s'addormenti che meglio di Scipio c'è solo il riposo retribuito...nd/Blog

 

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Ideona della Camusso, dimezzare la disoccupazione con mezzo milione di assunzioni nel pubblico impiego

settembre 18, 2016 at 4:52 admin

Questa poi l'avevamo già sentita. Alla segretaria Camusso è venuta una ideona: con la modica spesa di 30 miliardi, assumiamo 520.000 nuovi Statali e dimezziamo la disoccupazione. In verità la proposta non è propriamente nuova, quella di spendere a deficit per ridurre la disoccupazione fu la soluzione sperimentata negli anni '70 ed '80 nel meridione d'Italia con la creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro fittizi nel pubblico impiego di cui ancora oggi si tenta di smaltire l'ingolfamento con le nuove norme sulla mobilità ed il trasferimento dei docenti al nord. Pensiamo solamente ai guasti ed ai danni procurati all'economia dall'organico gonfiato dei trentamila forestali siciliani. Eppure la Cgil insiste nel proporre come soluzione per far ripartire la crescita e la produttività, l'assunzioni dirette a tempo indeterminato negli organici delle PA finanziate guarda caso da una patrimoniale. Quand'anche si riuscisse a recuperare questa enorme ricchezza per finanziare posti di lavoro inventati fuori mercato, una volta impiegata ed esaurita, che cosa facciamo li licenziamo o facciamo altro debito per mantenerli in servizio? Siamo fiduciosi che la storia prima o poi riesca ad insegnare qualcosa ed a far venire idee nuove anche alla Cgil...[fonte]

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