Partecipate, grazie alla Consulta le Regioni ottengono il rinvio dei tagli agli stipendifici

giugno 3, 2017 at 3:40 admin

Tutto rinviato. In virtù della pronuncia della Corte Costituzionale, il Governo è stato costretto a cedere alle Regioni. I tagli sbandierati agli stipendi dei quadri dirigenti delle società Partecipate dalla pubblica amministrazione infatti, sono stati rinviati ad ottobre prossimo, mentre i tagli alle scatole vuote Partecipate dagli Enti senza alcun altro obiettivo di interesse pubblico da raggiungere se non quello di assegnare incarichi e poltrone, sono stati rinviati a settembre. Anche sulla soglia di fatturato inizialmente prevista dalla riforma Madia sotto la quale queste società devono essere liquidate, si è stati costretti ad addivenire ad un compromesso abbassandola da un milione a 500.000 euro. Una sorta di diritto sovrabbondante quello che i giudici fanno scorrere dalla Carta pur di mantenere inalterato e ben oliato il sistema della politica italiana. Stizzita la Madia replica al M5S che a sua volta alimenta la disinformazione ed il disorientamento dei cittadini... [fonte]

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Boiardi di Stato, il nuovo stipendio sarà calcolato sul fatturato

ottobre 23, 2016 at 9:02 admin

400 milioni, è la spesa annuale che grava sull'erario per sfamare i 26.500 dirigenti delle società Partecipate dallo Stato e dagli Enti pubblici. In verità i numeri dello stipendificio di questo speciale settore degli apparati pubblici sarebbero di gran lunga superiori: 37.000, ma molti boiardi di Stato hanno la fortuna di ricoprire più incarichi per cui il numero di buste-paga emesse complessivamente a fine mese risulta nettamente superiore al numero dei percettori. Una economia parassitaria che fatte salve alcune realtà produttive essenziali capaci di generare utili, soprattutto negli enti territoriali ha il solo scopo di sottrarre quote significative al mercato per finanziare le clientele della politica locale. Se alla crisi per assurdo si potesse assegnare un merito, questo andrebbe sicuramente ai tentativi di riordino per molti versi velleitari, indotti dalle necessità di bilancio. Ebbene, nell'ambito della riforma delle Partecipate delegata ad agosto 2016, sta per essere emanata una sforbiciata agli stipendi dei cosiddetti "manager" pubblici con una diversificazione dei tetti stipendiali in ragione del fatturato prodotto dalle cosiddette imprese a capitale pubblico, del numero di dipendente amministrati e della massa d'investimenti impiegata. Le fasce quindi dovrebbero incrementarsi a cinque dalla tre originarie e l'ultima, quella nella quale sono comprese le aziende minori, dovrebbe subire un taglio più sostanzioso del tetto stipendiale diminuendo dagli attuali 120.000 euro a poco più di 95.000. Sono in molti quelli che sperano che non sia solo una burla referendaria...[fonte]

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Prociuttifici, enoteche, magazzini, pompe di benzina, dal taglio alle Partecipate saltano 100.000 posti

agosto 14, 2016 at 10:20 admin

Prociuttifici, enoteche, pompe di benzina, magazzini, società professionali, la riforma delle Partecipate dagli Enti Locali approvata in via definitiva, rischia di far saltare 100.000 posti di lavoro secondo i calcoli del sindacato. Sono i numeri che verranno dalle alienazioni obbligatorie di società a partecipazione pubblica che operano in settori non strettamente necessari al perseguimento dei fini istituzionali degli Enti a cui fanno capo. Il Decreto attuativo della riforma detta termini e scadenze precise, gli EELL proprietari ad esempio, hanno sei mesi per chiudere od aggregare le società con bilanci in rosso da quattro anni negli ultimi cinque. Altri sei mesi per comunicare gli esuberi per quelle che restano in regola con i criteri operativi fissati dalla Legge. Tutte, indistintamente, sono obbligate alla trasparenza nell'assunzione di personale. Potranno dotarsi autonomamente di un Regolamento proprio, altrimenti per le assunzioni dovranno automaticamente riferirsi alle norme concorsuali del pubblico impiego. Dovranno chiudere anche le società che operano nel campo dei servizi professionali, del commercio all'ingrosso ed al dettaglio e tutte quelle che non raggiungono un fatturato minimo da un milione di euro. Presso il MEF è stata istituita una speciale unità operativa che vigilerà l'applicazione puntuale del piano di ristrutturazione delle Partecipate. Gli interessi economici, ma soprattutto gli interessi delle clientele elettorali coinvolte, fanno prevedere infatti una resistenza da parte di Regioni, Comuni, Provincie a dare seguito alle norme. Per la resistenza passiva cioè, per i ritardi o le omissioni sono state previste sanzioni fino a 500.000 euro, più difficile invece sarà fare fronte alla prevedibile resistenza legale promossa da Sindaci e Presidenti di Regione in opposizione alla chiusura delle loro riserve elettorali...[fonte.1] [fonte.2] [fonte.3]

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