Scuola, la Cisl pensa al part-time per sbloccare il crash dei trasferimenti al nord già a fine agosto

agosto 21, 2016 at 12:08 admin

Il Miur ancora lo nega, ma è del tutto evidente che il sistema informatizzato delle assegnazioni di sede per i docenti precari assunti con la "buona scuola" è andato in "crash". Diversamente non si spiegherebbero le assegnazioni in sedi diverse di tanti professori con punteggi alti e la permanenza nella Regione di residenza di quelli con punteggi più bassi inoltre, parrebbe che anche il Ministero abbia ammesso l'omissione dai criteri di settaggio all'algoritmo della condizione di molti docenti con figli o coniuge a carico Handicappati di cui alla L. 104/92 che prevede espressamente una sede di lavoro non distante dai luoghi di soggiorno del soggetto da assistere. La via d'uscita dal pasticcio immaginata dalla Cisl è quella del part-time suggerito ai malcapitati, in fondo, percepire metà stipendio e restare nella propria città equivale a guadagnare uno stipendio intero da spendere per mantenere una seconda residenza in un'altra città. Ci sarebbe da osservare che ai fini pensionistici, metà della contribuzione andrà comunque persa e quindi il danno non risulterebbe equivalente a fine carriera. In ogni caso conferma Rosanna Colonna della Cisl-Scuola Campania, già a fine agosto conosceremo gli esiti dei tentativi di conciliazione portati al Miur per le elementari e le medie. Entro settembre invece quelli delle Superiori. Se tutto andrà male decideranno i giudici del lavoro promette. Il caos di inizio anno scolastico anche quest'anno sembra assicurato...[fonte]

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Giovane, bella e secchiona Serena Sorrentino delfina della Camusso, rottama Dettori alla segreteria Cgil-FP

giugno 9, 2016 at 3:36 admin

Giovane, bella e secchiona, ma non è fiorentina. E' napoletana doc Serena Sorrentino la delfina della Camusso cooptata alla segretaria della Cgil-Fp in sostituzione della più stagionata Dettori. Per "ringiovanire la dirigenza" fanno sapere dal sindacato ed in effetti l'aggettivo giovane ricorre più volte nelle brevi note biografiche diffuse dalla Confederazione generale del Lavoro. Prova anche questa il sindacato pur di mettersi al passo coi tempi, d'altronde la rottamazione al femminile ha già fatto tendenza al Governo e s'approssima a farla nelle Amministrazioni locali. La giovane biografia racconta anche di una Sorrentino sindacalista precoce che alla tenera età di 13 anni mise piede in Cgil per rappresentare un problema della sua scuola. Preparatissima, si sa che ha compiuto studi umanistici e di quanto "il lavoro, insieme al suo complesso portato di diritti, è stato il centro del suo impegno". Nulla si è invece riusciti a leggere circa la sua professione per cui al momento siamo portati a pensare che il sindacato sia stato il lavoro totalizzante della sua vita, ma aspettiamo lumi in proposito e vi preghiamo di non fare battute nel frattempo. Comunque promette bene, il rinnovo del contratto sarà la sua stella polare ha dichiarato nella proposta programmatica [biografia] - [programma] - [dicono di lei]

 

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Se alla Cgil 100.342 aborti sembran pochi, allora noi andiamo a salvarli sui barconi

aprile 25, 2016 at 10:40 admin

Gli ultimi dati disponibili diffusi dall'Istat sono riferiti al 2013: in un anno si sono registrati in Italia 100.342 aborti volontari. Ma alla Cgil sembravan pochi al punto da presentare nello stesso anno un reclamo collettivo al Comitato Europeo dei Diritti Sociali presso il Consiglio d'Europa, con il quale denunciava la violazione dei diritti delle donne che verrebbe sistematicamente perpetrata dall'eccessivo numero di medici obiettori di coscienza cioè, di quei medici che ritengono in coscienza che la loro missione è quella di preservare la vita umana, non quella di procurare la morte. Bisogna precisare che tanti medici obiettori di coscienza non sono motivati dalla Fede religiosa, quanto piuttosto da ragioni etiche che muovono dall'assunto scientifico che l'embrione non sia un ammasso di cellule od una sorta di appendice dell'utero, quanto più comprensibilmente una vita già cominciata a cui la stessa Corte Costituzionale in occasione della pronuncia sulla procreazione medicalmente assistita, riconosce valenza e dignità "soggettiva" meritevole di tutela e ne prescrive la "crioconservazione" opponendo formale divieto alla distruzione di embrioni soprannumerari. Conosciamo però d'altro canto, lo spirito democratico delle Istituzioni Europee ed il rigore di quelle italiane in difesa dei diritti in questo magnificamente sostenute dalle nostre organizzazioni sindacali, per cui il Consiglio dei diritti inventati d'Europa, si è pronunciato intimando all'Italia di porre fine alle discriminazioni in atto e di favorire la morte degli embrioni in utero evidentemente da bilanciare col salvataggio degli embrioni cresciuti e già pasciuti in viaggio sui gommoni verso l'Italia, terra afflitta dalla denatalità. Fenomeno grave che tocca da vicino il mondo del lavoro se è vero quanto affermano gli esperti in tema di dinamiche previdenziali, in un futuro prossimo non avremo più giovani che lavorano per pagare la pensione a noi vecchi. Quindi concludono, l'immigrazione è una ricchezza da attrarre, mentre gli embrioni sono un peso da espellere e perdonateci questo sconcertante quanto paradossale parallelismo che a noi procura grande disagio, alla Cgil non è dato ancora sapere. Aspettiamo chiarimenti...

 

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Sindacati unitari, altro che mancia, vogliamo 150 euro di aumenti salariali o sarà sciopero generale

ottobre 31, 2015 at 3:11 admin

Dopo 6 anni di paralisi totale, vogliamo un rinnovo dignitoso dei contratti pubblici che per noi significa un minimo di 150 euro d'incrementi salariali in media con produttività e riconoscimento professionale, altro che mancia ci vuole per rimettere in moto servizi alle famiglie ed alle imprese. E se il Governo non intendesse il messaggio, allora siamo pronti allo sciopero generale avvertono Cgil, Cisl e Uil. Per sei lunghi anni si è continuato a sottrarre risorse ai lavoratori ed agli investimenti spacciando la pratica come razionalizzazione della spesa. Non si tratta solo di garantire ai lavoratori pubblici retribuzioni adeguate, ma di tenere insieme la valorizzazione delle professionalità e il diritto dei cittadini a un’amministrazione pubblica sostenibile negli assetti, trasparente nell'uso delle risorse ed efficace nel dare risposte alle comunità...(fonte)

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Dalla sentenza all'italiana della Consulta, al Contratto di Filiera nella piattaforma sindacale del Pubblico Impiego

luglio 7, 2015 at 3:45 admin

Roma. Assemblea dei delegati e delle RSU di Cgil, Cisl, Uil pubblico impiego incentrata sulle tematiche del rinnovo dei contratti fermi da sei anni, alla luce della recente Sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il protrarsi del blocco ai rinnovi dei contratti pubblici. Al centro della discussione, la piattaforma rivendicativa sindacale che intende rilanciare il ruolo del contratto collettivo per tutelare i lavoratori dalle interferenze della Legge e per garantire diritti economici e normativi generalizzati ed esigibili su tutto il territorio nazionale. E' necessario recuperare le materie sottratte ai tavoli negoziali dalle Leggi quali organizzazione del lavoro, orari, mobilità, dotazioni organiche e politiche per l'occupazione rilanciando anche la contrattazione integrativa per valorizzare i servizi e le professionalità attraverso l'individuazione degli sperperi per recuperare importanti risorse da destinare alla produttività. Dall'assemblea è emersa una strategia contrattuale nuova: il contratto di filiera, l'avvio un confronto che porti nel tempo massimo di tre tornate contrattuali, ai contratti unici per le Funzioni Centrali, i Servizi Locali, la sanità e l'assistenza eliminando il "dumping" tra lavoratori che svolgono le stesse funzioni. Riassume Nicola Turco, segretario generale di UIL-PA: la piattaforma sindacale si pone in discontinuità con il passato chiedendo alla politica una inversione di tendenza che faccia cessare il processo di rileggificazione in atto perché vogliamo riprenderci non solamente il contratto, ma l'intero strumento della contrattazione sia a livello nazionale, sia a livello territoriale per recuperare quei spazi negoziali che danno le gambe ai progetti di riforma della PA, attraverso la riappropriazione delle materie quali mobilità, organizzazione del lavoro ecc. ecc. Chiediamo alla politica di fare un passo indietro per creare le condizioni di un vero negoziato. Il contratto collettivo non deve rappresentare solamente una occasione di recupero salariale, ma deve essere un mezzo per recuperare diritti e dignità dei lavoroatori. Sulla recente Sentenza della Consulta, Nicola Turco si è espresso in termini non propriamente lusinghieri: dopo aver subito così tanti e forti pressioni esterne, la Corte Costituzionale non ha potuto fare a meno di emettere una "sentenza all'italiana" con la quale si sono chiusi i conti col passato e questo ci deve far riflettere sui "sentieri democratici" per i quali si avvia il nostro paese. Non dobbiamo abbassare la guardia, la politica si è presa spazi che non le competono e che devono tornare al movimento sindacale...

 

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