l'elemento perequativo, una marchetta elettorale pensata per i contratti degli Statali e pagata per il solo 2018

febbraio 10, 2018 at 5:00 admin

Per salvare il credito di imposta (gli 80 euro di Renzi), dagli aumenti di salario sottoscritti dalle parti con i rinnovi dei contratti, si sono inventati un "elemento perequativo", vale a significare che la differenza tra l'aumento generalizzato di 85 euro promesso per contratto e l'incremento di stipendio reale reso possibile fino al raggiungimento del limite massimo di accesso al credito di imposta, viene coperta da un espediente contabile: gli aumenti contrattuali varranno dal 1 aprile piuttosto che dal 1° gennaio 2018 come di regola. Una modalità che permetterà a tutti i lavoratori del pubblico impiego di ricevere gli stessi incrementi salariali. Superata però la scadenza elettorale per il rinnovo delle Camere, giunti al 1 gennaio 2019, una buona fetta di stipendi del pubblico impiego, i più bassi per capirci, rischiano di essere decurtati se il nuovo Governo che uscirà dalle urne, si spera, non troverà denaro fresco a copertura dell'elemento sperequativo...

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Scuola, gli aumenti del nuovo contratto finanziati anche dallo storno dei fondi destinati al merito dalla buonascuola

febbraio 10, 2018 at 3:17 admin

Nessun aumento dei carichi e degli orari di lavoro, nessun arretramento per quanto riguarda le tutele e i diritti, commenti positivi quelli di Cgil, Cisl e Uil alla firma del nuovo CCNL 2016-2018 del settore istruzione e ricerca. Aumenti di stipendio che vanno da 84 a 111 euro mensili finanziati anche coi fondi destinati al merito dalla buona scuola ed allargati alla piu' vasta platea delle qualifiche iniziali grazie alla previsione di un apposito elemento perequativo, di cui approfondiremo a parte i dettagli ed i termini di validità. Visite, esami diagnostici e ferie solidali sono alcuni degli istituti contrattuali aggiornati dal nuovo contratto. Ai dipendenti con figli minori in gravi condizioni di salute ad esempio, sarà consentito di poter utilizzare le ferie cedute dai colleghi di lavoro. Saranno pagati in media circa 450 euro a titolo di arretrati per le annualità 2016 e 2017. Si è ritenuto inoltre di valorizzare la continuità didattica prevedendo la permanenza triennale dei soli docenti soddisfatti della sede di lavoro, tutti gli altri insegnanti potranno invece continuare a trasferirsi di anno in anno agognando la sede più ambita. Il nuovo CCNL con le tabelle stipendiali aggiornate [fonte.1] - [fonte.2] - [fonte.3] - [fonte.4]

 

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Statali, a dare la mano decisiva per chiudere il contratto è stata la fine della Legislatura

dicembre 25, 2017 at 11:12 admin

Il contratto degli Statali è stato chiuso grazie al contributo fattivo della legislatura che volge a termine. La classe politica ha fatto ogni sforzo per non alienarsi il favore di tre milioni di lavoratori impiegati a vario titolo nelle pubbliche amministrazioni e che a marzo saranno chiamati alle urne. A conti fatti il risparmio rispetto all'ultimo rinnovo dei contratti che risale a circa dieci anni fa, è stato di 900 milioni. Il nuovo contratto infatti è stato finanziato con 2,8 miliardi. Meno di quanto aveva stanziato il governo Prodi nel lontano 2008: 3,7 miliardi. Allora come oggi, stando alle statistiche, mediamente il dipendente pubblico godrebbe di uno stipendio orario pari al doppio di quello di un lavoratore del settore privato. Ma la statistica non è propriamente quella che si dice una scienza esatta. Alla prova dei fatti, un docente italiano guadagna molto meno di un insegnante tedesco o francese, tanto per citare un esempio. Se poi 1280 euro di un esecutore vi sembrano uno stipendio doppio rispetto a quello di un operaio regolarmente assunto da una azienda privata, allora converremo con gli statistici: stiamo meglio e guadagniamo di più!? Di questa ultima epopea contrattuale, rimangono da segnalare i "progressi" in tema di semplificazione amministrativa, riduzione regolatoria e chiarezza applicativa della disciplina contrattuale: il nuovo contratto consta di 96 articoli e 126 pagine!!! [fonte]

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Nuovo contratto, 85 euro di aumenti garantiti solo nel 2018 e per dieci mesi

dicembre 25, 2017 at 10:12 admin

firmato il nuovo contratto per le funzioni centrali che farà da modello tipo per gli atri comparti del pubblico impiego, si scopre che gli 85 euro lordi di aumenti salariali saranno garantiti, ma solamente per il 2018 e per dieci mesi grazie all'ennesimo bonus riservato alle fasce deboli dei lavoratori compreso tra 21,1 e 25,8 euro di compensazione. Giusto in tempo per andare a votare felici e contenti. Come anticipato, gli aumenti arriveranno in busta quindi a marzo ed oscilleranno tra un minimo di 63 euro ed un massimo di 117 euro. A lordo s'intende. Vi risparmiamo le dichiarazioni di rito delle OOSS che potrete comunque leggere nel post qui di seguito, vi segnaliamo però quanto dichiarato da Gasparrini, presidente dell'Aran che ha dato atto ai sindacati di aver mantenuto un grande senso di responsabilità. Che cosa abbia voluto significare, lo lasciamo alla vostra libera interpretazione. Ora il nuovo contratto passa all'esame della Corte dei Conti per la bollinatura e dopo 15 giorni ritornerà al MEF. Infine entrerà in vigore...[fonte]

 

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Statali, firmato il contratto, a febbraio arretrati in busta, gli aumenti invece arriveranno a marzo

dicembre 23, 2017 at 4:15 admin

Statali, le funzioni centrali hanno firmato il primo dei rinnovi contrattuali. Gli arretrati, circa 545 euro, arriveranno in busta con lo stipendio di febbraio, gli aumenti da 85 euro lordi in media, andranno arriveranno a regime nel mese di marzo. I sindacati ritiene il nuovo contratto firmato all'alba del 23 dicembre e valido per il triennio 2016-2018, già superato. Pensano infatti al prossimo rinnovo in tempi stretti in maniera tale da favorire l'incidenza dei suoi effetti sugli incrementi salariali. Per questa ragione i sindacati hanno tanto insistito ed infine ottenuto che gli aumenti da 85 euro medi mensili andassero a consolidare il trattamento fondamentale. Ingenuamente però, i sindacati fanno i conti senza l'oste. Quale che sia la maggioranza di Governo che uscirà dalle urne, la trojka metterà l'Italia sotto tutela dopo averci fatto votare. Verosimilmente quindi, andrà di lusso riuscire a mantenere quanto ottenuto senza ulteriori tagli al pubblico impiego. Grecia docet. Passeranno molti anni prima di vedere la stipula di un nuovo e migliorativo contratto del pubblico impiego. A meno che Roma non impari la lezione dai paesi dell'est e mandi un segnale forte e deciso all'asse Berlino-Bruxelles: NO grazie, sappiamo fare da soli, abbiamo già fatto pratica con la gestione dei migranti, sarà una passeggiata per noi risolvere i problemi economici! Cgil e Uil-PA concordano sul punto che il rinnovo appena ottenuto del contratto, ha superato i vincoli della riforma Brunetta restituendo alla negoziazione le materie sottratte dalla Legge (D.Lgs.150/09), e cancellato le odiate fasce di merito, quelle disapplicate in barba alla norma perché obbligavano i datori di lavoro a mettere nero su bianco la valutazione individuale della prestazione di ciascuno per ricevere il dovuto corrispettivo premiale. Meglio essere liberi di fare come si conviene ed uguali tra lavoratori e parassiti. La Cisl invece sottolinea che il nuovo contratto firmato in questo scorcio di legislatura, pone le basi per una riforma dell'ordinamento professionale da realizzarsi col prossimo rinnovo, per valorizzare le professionalità nel frattempo acquisite dai lavoratori durante il protrarsi della lunga crisi economica [fonte.1][fonte.2][fonte.3][fonte.4]; [fonte.5]

 

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per la gioia dei ministeriali poveri, mercoledì 20 dicembre arriva Babbo Natale

dicembre 17, 2017 at 9:37 admin

Atteso da dieci anni, mercoledì 20 dicembre finalmente arriva Babbo Natale per i poveri ministeriali che troveranno sotto l'albero 85 euro lordi di aumenti salariali, giusto in tempo per correre felici ai seggi elettorali. In verità, gli aumenti che sono pari al 3,48% degli stipendi, non arriverebbero nemmeno agli 80 euro, ma nella sua infinita bontà elettorale, il Governo Gentiloni ha chiesto a funzionari e dirigenti di venire incontro ai poveri impiegati ministeriali che hanno retribuzioni così basse da non raggiungere, nel rapporto percentuale la cifra concordata. Le differenze saranno quindi compensate con trasferimenti di quote parti incrementali degli stipendi più ricchi. Sarà una notte santa dunque, quella che attende sindacati ed Aran. Si sa però che il tutto si concluderà per il meglio: il sindacato si riapproprierà delle sue antiche prerogative interdittive della gestione e degli orari ed in tema di performance, todos caballeros...[fonte]

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Statali, sindacati delusi dalle bozze del nuovo contratto proposto dall'Aran

dicembre 10, 2017 at 12:54 admin

Ad esito dell'incontro del 5 dicembre u.s. all'Aran, la reazione delle OOSS non è stata nel complesso positiva. Per la Cgil, le proposte portate dal Governo con la bozza presentata sui nuovi istituti del rapporto di lavoro sono ancora insoddisfacenti e soprattutto, la Cgil si dice preoccupata dei ritardi dell'aran circa la produzione di proposte da avanzare sugli aspetti fondamentali e qualificanti per giungere alla firma del nuovo contratto: nuove relazioni sindacali; nuova classificazione del personale; definizione della parte economica del contratto. Ancora più critica la posizione della UIL-PA che si dice essere stata responsabile sulla parte economica, ma di non transigere sul ruolo da affidare alla contrattazione. La Uil accusa gli apparati burocratici di trattare la cosa pubblica come cosa propria emarginando il sindacato dalle scelte. Posizione che ha determinato nell'ultimo decennio, la progressiva destrutturazione della PA con risvolti regressivi sulle utenze dei cittadini. Anche la Cisl regista che il Governo ha recepito solamente in parte le proposte unitarie del sindacato sugli istituti del nuovo rapporto di lavoro e ribadisce che il nuovo contratto dovrà recepire interamente gli accordi del novembre 2016 soprattutto in tema di relazioni sindacali, revisione dell'ordinamento professionale, valorizzazione economica dell'apporto partecipativo e delle competenze espresse dalla forza lavoro [fonte.1] [fonte.2] [fonte.3]

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CCNQ 2017, distacchi frazionati a giorni e permessi sindacali cumulabili

agosto 19, 2017 at 6:40 admin

Permessi e distacchi sindacali, firmata l'ipotesi del nuovo Contratto Nazionale Quadro. Le nuove regole però, potranno essere applicate solamente dopo che Governo e Corte dei Conti avranno dato il via libera. Permessi e distacchi sindacali, che già erano stati dimezzati dalla Riforma Madia nel 2014 come misura di riduzione della spesa con risparmi calcolati in 12 milioni di euro, subiscono nuove modifiche alle modalità di fruizione per aiutare quei lavoratori che per esigenze professionali, si pensi ai medici, usufruiscono poco dei distacchi e molto di più dei permessi sindacali ad ore. Il CCNQ, che era stato rinnovato l'ultima volta nel 1998, è stato riscritto sulla base dei nuovi comparti contrattuali ridotti da 11 a quattro dalla Legge Brunetta, precede che il 75% dei distacchi potrà essere frazionato nell'arco massimo di tre mesi, in permessi giornalieri. Al contrario i permessi potranno essere cumulati fino a raggiungere una intera giornata di assenza.

[ipotesi-CCNQ-permessi, distacchi sindacali]

 

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Statali, 8 giugno sarà emanata la direttiva all'Aran per i rinnovi contrattuali

giugno 3, 2017 at 4:09 admin

Ci siamo, c'è una data precisa. 8 giugno 2017 è fissato l'incontro con le parti interessate per dare la direttiva all'Aran, agenzia negoziale della pubblica amministrazione, sui criteri guida che dovranno condurre alla firma dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego fermi oramai da otto anni. Ai lettori più attenti, precisiamo che gli 85 euro di aumenti in media saranno al netto degli ottanta euro di credito di imposta vale a significare che nel caso in cui porteranno fuori soglia, gli incrementi contrattuali non sterilizzeranno gli 80 euro di minori tasse contabilizzate in busta. Fatte salve eventuali e sempre possibili ripensamenti visti i precedenti di questi dimissionari per finta che ci ritroviamo come interlocutori di Governo...[fonte]

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Bonus merito, quei soldi servono dice Francesca. La scuola è condivisione non competizione ribatte Romana...

luglio 10, 2016 at 10:51 admin

Quei soldi servono, abbiamo il contratto fermo da anni ed un magro stipendio osserva Francesca Noto, insegnante all'istituto comprensivo Antonio Gramsci di Roma-Laurentino; e poi chi lavora di più deve poter esigere un guadagno ulteriore, lo dice Rosana Rizzo, 55 anni, docente di italiano e storia, che pure ha firmato contro la buona scuola. Come si potrà leggere, il dibattito è aperto nel corpo docente della scuola italiana, le posizioni non sono univoche e molto spesso l'idealismo pedagogico cede il passo ai bisogni concreti quando non alla determinazione di vedere realizzate le legittime aspirazioni di ciascuno. Si è spinta invece ad opporsi con tutte le sue forze perché non fosse costituito il comitato di valutazione Marina Di Bartolomeo, professoressa di italiano e storia all'istituto Balducci di Pontassione, per poi doversi arrendere. Promette però di dare in beneficenza il suo compenso semmai dovesse essere scelta tra le premiate. Meno ideologica e più convintamente sicura di argomentare è la posizione di Romana Veronesi, docente di italiano, che vede nella scuola il luogo della condivisione e della libertà non certamente della competizione che a suo dire, appiattirebbe la didattica per soddisfare i criteri di merito...[fonte]

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