Statali, 8 giugno sarà emanata la direttiva all'Aran per i rinnovi contrattuali

giugno 3, 2017 at 4:09 admin

Ci siamo, c'è una data precisa. 8 giugno 2017 è fissato l'incontro con le parti interessate per dare la direttiva all'Aran, agenzia negoziale della pubblica amministrazione, sui criteri guida che dovranno condurre alla firma dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego fermi oramai da otto anni. Ai lettori più attenti, precisiamo che gli 85 euro di aumenti in media saranno al netto degli ottanta euro di credito di imposta vale a significare che nel caso in cui porteranno fuori soglia, gli incrementi contrattuali non sterilizzeranno gli 80 euro di minori tasse contabilizzate in busta. Fatte salve eventuali e sempre possibili ripensamenti visti i precedenti di questi dimissionari per finta che ci ritroviamo come interlocutori di Governo...[fonte]

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Politiche alle porte, Renzi fa scrivere sotto dettatura 1,2 miliardi nel DEF per rinnovare i contratti agli Statali

aprile 8, 2017 at 7:42 admin

Da voci accreditate trapela che sia stato Renzi a far scrivere sotto dettatura la cifra di 1,2 miliardi di euro nel DEF (documento di economia e finanza), i soldi che mancavano ad assicurare agli Statali gli aumenti medi di 85 euro nei prossimi rinnovi dei contratti pubblici. Nonostante che il MEF sia in affanno per soddisfare gli appetiti della Commissione Europea con una manovra aggiuntiva da 3,4 miliardi di euro e debba ancora trovare i 19,5 miliardi utili a scongiurare l'incremento dell'IVA previsto dalle clausole di salvaguardia, le politiche alle porte del 2018 hanno fatto il miracolo di moltiplicare i pani ed i pesci del documento di programmazione economica. Intanto l'Aran ha fatto sapere che nonostante il blocco dei contratti duri da sette anni, i collaboratori della Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno visto crescere il loro stipendio di ben il 45% con una media che si aggira sui 57.240 euro l'anno. Per la verità l'Aran dice anche che si è allargato nel 2015 il divario tra stipendi medi del settore privato che si aggirano intorno ai 28.000 euro e quelli pubblici che sarebbero secondo l'Aran, di 33.763 euro. Ma chi li ha mai visti questi soldi? E soprattutto, dando per certe le cifre, in quali tasche finiscono se la busta paga di un istruttore non si schioda dai 1300 euro mensili? [fonte]

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Contratti, strada ancora lunga, mancano 2 miliardi per arrivare alla firma già scaduti

marzo 18, 2017 at 6:58 admin

Come nella migliore tradizione, tutto congiura perché anche questa tornata contrattuale 2016-2018 giunga alla firma quando il triennio sarà già scaduto. Seguirà inevitabile il corollario di arretrati maturati che si spera comunque di percepire, sia pure in ritardo. Visto i tempi che corrono e con l'Europa che ha ripreso fiato e si è prontamente rimessa sul collo dopo lo scampato pericolo olandese, non si può certamente dare per scontato nulla, figuriamoci il pagamento di somme maturate prima della stipula. A maggior ragione per la metà degli impiegati pubblici che lavorano in sanità, Regioni ed Autonomie Locali le quali devono ancora rastrellare la bellezza di due miliardi dai loro disastrati bilanci con tagli e maggiori entrate per garantire gli incrementi contrattuali concordati...[fonte

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Vince il sindacato, la performance ritorna anonima, i premi al collettivo, il contratto però slitta al 2018

febbraio 19, 2017 at 11:11 admin

Vittoria del Sindacato, controriforma della valutazione, la performance ricacciata nell'anonimato, i premi saranno assegnati al collettivo. Il Governo Gentiloni ha un problema serio, riconquistare il consenso del pubblico impiego in vista delle politiche dopo la bastonata inflitta soprattutto dal mondo della scuola in occasione del referendum costituzionale. Alla Riforma Brunetta della valutazione della performance è toccato lo stesso destino dell'italicum, controriformati prima ancora di essere applicati. La Madia ne fa addirittura un punto d'onore, conoscere i nomi ed i cognomi di coloro i quali vanno in ufficio a scaldare la sedia era "inattuabile", la performance pertanto ritorna nell'anonimato ed i meriti saranno assegnati al collettivo sulla base del raggiungimento degli obiettivi (sic!), rilevato il parere non vincolante degli utenti. Un passo indietro non c'è dubbio, per la gioia dei furboni, quelli che godono delle simpatie unanimi dei collettivi. Quelli che fanno carriera senza mai colpo ferire. In compenso però, al Governo è stato consentito nel silenzio generale, di rinviare gli stanziamenti per rinnovare i contratti fermi da sette anni alla prossima Legge di Stabilità 2018, giusto in tempo per correre alle urne...[fonte]

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Elezioni alle porte, via la riforma a febbraio un Decreto attuerà l'intesa coi sindacati

gennaio 29, 2017 at 9:49 admin

Quale miglior spinta poteva venire ai rinnovi dei CCNL degli Statali che le avvisaglie di elezioni politiche prossime alle porte? Ancora una volta è stata la Corte Costituzionale a venire incontro ai tre milioni di famiglie che traggono il loro reddito dal lavoro pubblico. Dopo aver sbloccato i Contratti, un'altra pronuncia, stavolta sulla Legge elettorale dell'italicum, ha smosso le acque dei rinnovi contrattuali prosciugando la palude nella quale si erano adagiate le forze politiche che tiravano a campare in attesa della scadenza naturale della Legislatura (2018), ed indotto il Governo Gentiloni a mettere mano al portafogli per soddisfare la "fame di democrazia" che dovrebbe uscire dalle urne elettorali. Accantonata la riforma del T.U. del pubblico impiego, il Governo si mobilita per garantirsi il consenso con un Decreto che a febbraio attuerà non già la Riforma, ma l'intesa firmata il 30 novembre 2016 con le parti sociali per abolire le fasce di merito dell'odiata Brunetta; valorizzare il salario accessorio con una paccata di milioni a pioggia; infine restituire al CCNL ogni potere regolatorio sul pubblico impiego che Brunetta aveva sottratto al "voto di scambio" riportandolo in capo alla Legge [fonte]

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Esaurita la spinta propulsiva addio riforma, si ritorna al contratto per regolamentare il rapporto di pubblico impiego

gennaio 15, 2017 at 6:30 admin

Esaurita la spinta propulsiva della rottamazione, addio alla riforma del Testo Unico del pubblico impiego. Il Governo Gentiloni infatti ha deciso di ridimensionare la grande riforma ed a febbraio si limiterà ad attuare con un Deceto Legislativo i soli punti concordati coi sindacati nell'accordo del 30 novembre 2016: superamento della Legge Brunetta circa la prevalenza del CCNL sulla norma nella regolamentazione del rapporto di pubblico impiego; cancellazione delle fasce premiali sostituiti da nuovi strumenti di valutazione della performance; rivisitazione del salario accessorio. Già questa settimana, le OOSS saranno convocate per consultazione sulle modifiche normative come da intesa raggiunta il 30 nov. u.s. Seguirà la direttiva all'Aran che darà il via alla contrattazione vera e propria [fonte]

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Gentiloni vada in soccorso degli Statali con 1,8 miliardi che ancora mancano ai rinnovi dei contratti

dicembre 11, 2016 at 11:38 admin

Il 30 novembre, cioé appena dieci giorni fa, sembrava che l'avessimo già in tasca gli 85 euro del rinnovo contrattuale. Magie dell'annuncite, dopo sette anni di attesa si preparava un "sereno Natale" per il pubblico impiego. Poi stavolta gli Statali hanno deciso di votare secondo coscienza al referendum Costituzionale forse perché a differenza delle europee, non si è fatto in tempo a contabilizzare in busta l'incentivo alla "partecipazione" ed ecco che i soldi restati sulla carta non si sono trasformati in Sì ed rinnovi dei contratti finiti di nuovo in alto mare. L'intesa firmata dai sindacati col Governo infatti, era solamente un accordo politico di massima al quale dovevano seguire le direttive della Madia per l'Aran ed il Decreto attuativo della Riforma che doveva superare la Brunetta e rimettere ai contratti il potere di ripartire il salario accessorio riconoscendo al sindacato l'antica funzione interdittiva così malaccortamente sottratta dalla furia rottamatrice della prima ora renziana. Ebbene, oggi ci ritroviamo con una scampata riforma costituzionale, ma senza Governo e dunque senza aumenti in busta. Non ci resta che sperare che Gentiloni raccolga l' SOS degli Statali in bolletta e gli venga in soccorso accogliendoli con un bel assegno da 1,8 miliardi di finanziamento che ancora mancano alla firma definitiva in calce ai rinnovi dei CCNL

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Ugl, una beffa per i lavoratori ed un errore per il Governo l'obolo stanziato per i rinnovi contrattuali

ottobre 31, 2015 at 12:45 admin
  ...di fronte alla provocazioni del governo Renzi che prova a beffare i dipendenti pubblici confermando nella Legge di Stabilità la cancellazione delle risorse per gli incrementi della produttività e finanziando i rinnovi con una cifra irrisoria senza alcun cenno di trattativa con le organizzazioni sindacali, la risposta deve essere forte ed unitaria. Noi siamo pronti, il governo non deve calpestare i diritti di quanti ogni giorno prestano la loro opera per far muovere la macchina dello Stato...(fonte)
  ...i dipendenti pubblici si sentono presi in giro dal governo, dopo sei anni di blocco contrattuale non ci sono più scuse da accampare e non si può pensare che accettino un elemosina per l'incremento dei salari. Se l'obiettivo è quello di ottenere uno Stato efficiente, questo è un gravissimo errore di valutazione...(fonte)

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Statali, rinnovi in deflazione: aumenti indicizzati ai redditi, alle funzioni ed alle categorie d'appartenenza

ottobre 25, 2015 at 3:09 admin

Eran 300, erano pochi, maledetti ed in ritardo e tali resteranno i milioni stanziati nella Legge di Stabilità, ma la torta sarà divisa tra i soli Statali. Quindi gli aumenti medi mensili in busta paga per questi ultimi, da 8 dovrebbero salire a 14 euro. I dipendenti di Regioni ed EELL rimangono invece nell'incertezza più assoluta, le risorse destinate ai rinnovi dei CCNL saranno definite in un prossimo Decreto ad hoc precisa la Madia. Le novità più significative dei prossimi rinnovi contrattuali riguarderanno tutti i comparti della pubblica amministrazione nello specifico: le modalità di ripartizione degli incrementi salariali non saranno indicizzati all'inflazione ed uguali per tutti come di consuetudine, ma saranno differenziati in ragione dei redditi percepiti, delle funzioni espletate e delle categorie economiche di appartenenza. Questo perché attraversiamo una contingenza inflazionistica prossima allo zero; i comparti di contrattazione per i quali la Madia si è detta sicura di trovare comunque un accordo coi sindacati, saranno ridotti come prescrive la Riforma Brunetta, ma non seguendo i criteri dei livelli di Governo bensì accorpando i settori secondo le specificità professionali, prevedibilmente nasceranno il comparto-scuola ed il comparto-sanità...(fonte)

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Fasce di merito, soglie di rappresentanza e riduzione dei Comparti, via tutto pur di concludere coi miseri rinnovi

ottobre 19, 2015 at 12:49 admin

Una bozza aggiornata della Legge di Stabilità fatta circolare tra gli addetti ai lavori, prevede che pur di portare a compimento i miseri rinnovi dei CCNL del pubblico impiego, il Governo è disposto ad un ulteriore rinvio della Riforma Brunetta dopo sette anni dalla sua promulgazione. In particolare verrebbero rinviate le misure più odiate dalle piccole OOSS e cioè la soglia di rappresentanza fissata dalla Legge al 5%; le fasce di merito per l'attribuzione del salario di produttività e l'obbligo di riduzione a quattro dei comparti di contrattazione nei quali sono suddivisi i settori di attività del pubblico impiego. Dalla nuova bozza si apprende che saranno meno gravi del previsto i tagli ai fondi destinati allo stipendio di risultato, si passa infatti dal 20 al 10%; che il blocco del turn-over sarà ridimensionato al 40% (era previsto che salisse all'80%), per aumentare i risparmi di spesa sul personale cessato per quiescenza; che sarà del 20% la sforbiciata ai trattamenti di salario accessorio; il tutto rammentiamo, per raggranellare i 200 ml messi sul tavolo delle trattative per i rinnovi contrattuali imposti dalla Sentenza della Corte Costituzionale (fonte).

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