Rinnovi dei contratti, nessuna beffa per i lavoratori, due ipotesi per mantenere il bonus da 80 euro in busta

luglio 1, 2017 at 11:51 admin

In attesa che il MEF autorizzi gli 80 euro anche a coloro che con gli aumenti dei rinnovi supereranno i 26.000 euro di reddito, Madia conta di chiudere i contratti entro ottobre legando gran parte degli incrementi ai risultati. Due le ipotesi allo studio per non far perdere gli ottanta euro ai lavoratori: la prima vorrebbe reperire ulteriori 500 milioni di euro, ma è una ipotesi poco praticabile visti i vincoli europei di bilancio. La seconda ipotesi prevederebbe invece di detrarre i 500 milioni che occorrono a mantenere il bonus in busta, direttamente dal monte di finanziamenti già previsti nella legge di stabilità 2018 per i rinnovi che con questa modalità, vedrebbero ridursi inevitabilmente la cifra complessiva destinata agli aumenti veri e propri [fonte.1] [fonte.2]

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Occhio Statali! I grillini pensano di finanziare il reddito di cittadinanza con i nostri 80 euro

maggio 20, 2017 at 11:55 admin

Tra le misure previste a copertura dal DDL grillino per finanziare il reddito universale di cittadinanza, oltre ai tagli alle detrazioni fiscali ed all'aumento delle imposte sulle attività di ricerca di gas e petrolio sognando un mondo che marci a rinnovabili e faccia salire alle stelle la bolletta della luce e del gas da riscaldamento, i grillini stanno pensando di recuperare 10 miliardi tagliando gli ottanta euro in busta paga che furono investiti per sostenere i redditi più bassi e rilanciare i consumi. A confermalo, le dichiarazioni rilasciate da Laura Castelli, membro della Commissione Bilancio che non esclude una opportuna valutazione della proposta perché la misura del Governo Renzi di certo non è stata adottata per combattere la povertà, sostiene la giovane deputata torinese esperta di economia aziendale [fonte.1] [fonte.2]

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Spedito l'atto di indirizzo all'Aran, piramide rovesciata per gli aumenti di stipendio

aprile 30, 2017 at 9:44 admin

Al convegno Uil di palazzo Lombardia, Emanuele Fiano responsabile PD per le riforme, ha confermato e reso ufficiale l'indiscrezione secondo la quale entro maggio il Governo spedirà all'Aran l'atto di indirizzo che segna l'avvio della contrattazione per i rinnovi del pubblico impiego. Tra le novità, la piramide rovesciata degli incrementi contrattuali, vale a significare che quanto più basso sarà il reddito da lavoro percepito, tanto più alto e prossimo alla media degli 85 euro mensili sarà l'aumento di stipendio che verrà dai rinnovi inoltre, si prevedono ritocchi alle assenze per malattia che in caso di visite specialistiche potranno essere fruite ad ore e non trascurabile, la modifiche ai permessi di cui alla Legge 104/92 che andranno programmati con l'Amministrazione [fonte.1] [fonte-convegno]

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contratti, buona parte degli 85 euro sarà in benefit

marzo 5, 2017 at 11:24 admin

Quasi gli sfugge della bocca ad Angelo Rughetti, ma degli 85 euro di aumenti promessi con l'accordo del 30 novembre ultimo scorso, sarà sotto forma di benefit trasporti, palestra, cultura. Il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione conferma che gli aumenti salariali sono due: il primo sono gli 80 euro del credito d'imposta concesso dal Governo Renzi e ch'è diventato strutturale, il secondo saranno gli 85 euro di "welfare aziendale", cioé una serie di agevolazioni extra busta. Pare di capire che la faccenda stia arrovellando i sindacati ben consapevoli che ai "ticket" i lavoratori preferiscono gli euro in saccoccia...[fonte]

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Madia riannuncia, la partita dei rinnovi si chiuderà giusto in tempo per le politiche 2018

marzo 5, 2017 at 10:45 admin

Ad influenzarla saranno stati i mille giorni trascorsi al Governo con Matteo Renzi, Madia però non sembra essere ancora guarita perfettamente dall'annuncite nonostante l'avvento di Gentiloni. Ecco che riannuncia per l'ennesima volta che il Governo è pronto, è giunto finalmente il momento di rinnovare i contratti del pubblico impiego. La metà dei soldi rammenta, l'abbiamo già stanziata e la metà che manca agli 85 euro di aumenti promessi con l'accordo del 30 novembre, sarà appostata nella Legge di Stabilità 2018, cioé fra un anno, giusto in tempo per l'arrivederci alle urne elettorali di fine legislatura. Il Governo spera che il bonus porti a termine il lavoro come fu con le europee. Mai 85 euro furono così sudati dagli Statali...[fonte]

 

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Gentiloni vada in soccorso degli Statali con 1,8 miliardi che ancora mancano ai rinnovi dei contratti

dicembre 11, 2016 at 11:38 admin

Il 30 novembre, cioé appena dieci giorni fa, sembrava che l'avessimo già in tasca gli 85 euro del rinnovo contrattuale. Magie dell'annuncite, dopo sette anni di attesa si preparava un "sereno Natale" per il pubblico impiego. Poi stavolta gli Statali hanno deciso di votare secondo coscienza al referendum Costituzionale forse perché a differenza delle europee, non si è fatto in tempo a contabilizzare in busta l'incentivo alla "partecipazione" ed ecco che i soldi restati sulla carta non si sono trasformati in Sì ed rinnovi dei contratti finiti di nuovo in alto mare. L'intesa firmata dai sindacati col Governo infatti, era solamente un accordo politico di massima al quale dovevano seguire le direttive della Madia per l'Aran ed il Decreto attuativo della Riforma che doveva superare la Brunetta e rimettere ai contratti il potere di ripartire il salario accessorio riconoscendo al sindacato l'antica funzione interdittiva così malaccortamente sottratta dalla furia rottamatrice della prima ora renziana. Ebbene, oggi ci ritroviamo con una scampata riforma costituzionale, ma senza Governo e dunque senza aumenti in busta. Non ci resta che sperare che Gentiloni raccolga l' SOS degli Statali in bolletta e gli venga in soccorso accogliendoli con un bel assegno da 1,8 miliardi di finanziamento che ancora mancano alla firma definitiva in calce ai rinnovi dei CCNL

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Finalmente nel 2017 gli Statali avranno in tasca i soldi del contratto

settembre 18, 2016 at 11:15 admin

Per il pubblico impiego il 2017 sarà l'anno buono: avremo in tasca i soldi del nuovo contratto di lavoro, a confermarlo  le parole della Giannini, ministro dell'istruzione, nel video del post qui di seguito. Entro il 2017 puntualizza la Giannini. Se infatti i pensionati vedranno il bonus della quattordicesima in occasione del referendum costituzionale, gli Statali potranno contare di avere in tasca i soldi dei rinnovi giusto prima delle prossime consultazioni politiche...

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Pronta la direttiva Madia per l'Aran, 30 euro di aumenti per soli ottocentomila Statali

giugno 8, 2016 at 1:51 admin

Pochi, benedetti e subito, parte a luglio il tavolo negoziale dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego. Saranno di 30 euro gli aumenti di stipendio destinati ai soli redditi bassi. Sta per essere  infatti licenziata la Direttiva Madia all'Aran con l'indicazione di concentrare le poche risorse disponibili (300 ml), solamente sui redditi medio-bassi. Il Governo però lascerà alle parti decidere la soglia massima di reddito che darà diritto a ricevere gli aumenti riservandosi l'emanazione di una successiva direttiva integrativa nel caso che la trattativa ristagni. Si calcola che la platea degli aventi diritto agli incrementi stipendiali si aggiri intorno alle 800mila unità dei tre milioni complessivi di lavoratori alle dipendenze delle P.A. La direttiva conterrà anche indicazioni circa il salario accessorio che vedrà applicate le fasce di merito della Riforma Brunetta con la determinazione di un 25% di lavoratori che sicuramente resterà fuori da ogni ripartizione di risorse premiali. Siccome però questo meccanismo risulta eccessivamente penalizzante per le mansioni di basso profilo, il Governo ha previsto di correggerlo con il T.U. che potrebbe essere approvato già a luglio. La Uil è sul piede di guerra: sciopero generale annunciato per settembre. Più prudente invece la Cgil che per bocca della Camusso chiede di attendere gli sviluppi della situazione prima di esprimere una valutazione definitiva...[fonte]

 

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Madia indignata coi sindacati contrari a concentrare gli aumenti contrattuali sui bassi redditi

maggio 21, 2016 at 11:28 admin

Sono passati dalla tutela dei ceti meno abbienti alle battaglie in difesa degli stipendioni dirigenziali, Marianna Madia è indignata coi sindacati unitariamente schierati contro l'ipotesi di aumenti mirati a sostegno dei redditi più bassi nei prossimi rinnovi contrattuali. L'orientamento d'indirizzo che il Governo impartirà all'Aran dopo il via libera del Mef alla riduzione dei comparti da 11 a 4 sembra però confermato: le poche risorse disponibili al rinnovo dei contratti nel pubblico impiego non saranno distribuite a pioggia su tutti i profili professionali, ma verranno concentrate sui redditi più bassi che hanno maggiormente patito la lunga crisi economica a maggior ragione osserva, perché il costo della vita ha fatto registrare una regressione dal segno negativo dello 0,5%. Non se ne parla proprio ha tuonato Furlan; insiste per un aumento delle risorse da ripartire Camusso della Cgil. Nella discussione è intervenuto il solito Landini show man a tutto campo dai metalmeccanici agli Statali: se così fosse, nemmeno i contratti pubblici saranno rinnovati. La nostra opinione stavolta concorda con quella del Governo, non si comprende perché stipendi dirigenziali già largamente al di sopra della media europea che rammentiamo, oscillano tra i 60.000 ed i 120.000 euro cui si aggiungono le retribuzioni per risultati quasi mai raggiunti eppur certificati su carta pari ad incrementi nell'ordine del 30% vale a significare che uno stipendio da 100.000 euro col visto di colleghi compiacenti diventa da 130.000 euro, debbano aver bisogno d'incrementarsi di qualche migliaia di euro in tempi di deflazione. Ricchezza su ricchezza che inevitabilmente sarebbe sottratta al sostegno di stipendi poveri che si aggirano sotto i 20.000 euro l'anno. Di questo si parla cari Furlan, Camusso, Landini e quanti altri marziani dovessero pronunciarsi sul tema...(fonte)

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Dai rinnovi dei contratti verranno 3,5 euro netti in busta, doppio bonus esentasse per le forze di polizia

gennaio 6, 2016 at 1:10 admin

Meno che briciole saranno gli incrementi salariali che verranno dai rinnovi contrattuali secondo i calcoli del Sole24Ore. Esattamente 3,5 euro l'aumento netto in busta. Cento euro lordi pro capite infatti ha stanziato la Legge di Stabilità 2016, da cui vanno sottratti 33 euro per contributi ed Irap. La differenza suddivisa per tredici mensilità restituisce circa 5 euro mensili, da cui vanno ulteriormente sottratti i contributi e le ritenute erariali a carico del dipendente e pari all'incirca al 30% cioé, 1,5 euro. Il netto in busta che si concretizza è per l'appunto 3,5 euro in più rispetto a quanto già di stipendio. Meglio sicuramente meglio è andata alle Forze dell'Ordine che vedono stanziate nella Legge di Stabilità risorse pari a 510 milioni complessivi mentre lo stanziamento per i rinnovi del pubblico impiego civile ammonta a 300 milioni totali. Riceveranno un altro bonus esentasse di 80 euro che si sommerà al precedente valido per tutti i dipendenti pubblici. Ma si sa, quando lo scontento sociale si fa critico, i governi pensano bene di praticare un trattamento di favore a militari e forze di sicurezza...(fonte)

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