La Fedeli a suo agio, al tavolo dei contratti ritrova i compagni del sindacato

luglio 1, 2017 at 7:27 admin

Gli apparati della Amministrazione Pubblica francese sono da sempre un esempio di eccellenza al quale anche l'Italia ha guardato con ammirazione, in passato. Lo stesso Macron, il giovane nuovo presidente della Repubblique, ha potuto bruciare le tappe della sua carriera in virtù dell'arduo percorso selettivo portato brillantemente a termine presso l'ecole nationale d'administration dove lo Stato francese seleziona le migliori intelligenze che entrano poi a far parte della pubblica amministrazione. Un percorso selettivo abbreviato, riservato a quelle individualità destinate a raggiungere i vertici apicali. I migliori giuristi, economisti, ingegneri arrivano al Governo in Francia per meriti nell'interesse esclusivo della nazione e diventano collaboratori o politici loro stessi, ma non dipendenti dalla politica e dai partiti. Nulla di tutto ciò accade in Italia dove come esempi di eccellenza, possiamo offrire una maestra d'asilo che ha fatto carriera nel sindacato, cioè quella stessa controparte che oggi si ritrova al tavolo delle trattative per rinnovare i contratti pubblici e che con grande maturità, mostra di sentirsi a suo agio tanto oggi a dare soldi per conto dello Stato, quanto ad averli chiesti ieri per conto dei lavoratori. Niente da eccepire. Splendide eccellenze quelle che prepara la scuola italiana che dagli anni '80 ha abbandonato il merito per inseguire le statistiche nei diplomifici come nelle accademie per somari cum laude. [fonte.1] [fonte.2]

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Per scongiurare la scissione, duecentomila fritture di pesce offerte dalle PA meridionali...

febbraio 19, 2017 at 11:58 admin

E' il piano proposto a Gentiloni con tanto di studi "certificati": duecentomila assunzioni nelle pubbliche amministrazioni del meridione d'Italia. Come nella migliore tradizione democristiana, il rimedio più efficace per riconquistare l'elettorato, ricompattare il partito e scongiurare i pericoli di scissione, niente di meglio che una bella infornata di nullafacenti nelle pubbliche amministrazioni meridionali alla faccia del debito pubblico salito al 134% del PIL, dei vincoli europei e degli investimenti produttivi che pure si diceva di voler attrarre per rilanciare lo sviluppo del mezzogiorno. La politica vuole cogliere l'occasione naturale dello sblocco del turn-over per una bella abbuffata a base di fritture di pesce fresco pescato tra i lavoratori in nero del Golfo tale da neutralizzare ogni minaccia di scissione nei prossimi trent'anni. Il conto beninteso, lo paga pantalone. Orde di spazzini in tenuta da spiaggia, barellieri stesi a prendere il sole, forestali piromani, impiegate in giro per lo "shopping" sono profili professionali già più volte saliti agli onori della cronaca, ma quello della defenestrazione definitiva di una classe dirigente incolore ed insapore che vive di promesse e piaceri, è un pericolo imminente. In fondo il rimedio meglio collaudato dalla politica è quello dello stipendiuccio sicuro senza altro a pretendere che il voto in cabina elettorale...[fonte] 

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Riforma Madia, dove eravamo rimasti?

febbraio 19, 2017 at 8:59 admin

Esattamente al punto di partenza. Con l'approvazione in via "preliminare" dei due Decreti correttivi dopo la bocciatura della Corte Costituzionale, il Consiglio dei Ministri ha rimesso la Riforma Madia della Pubblica Amministrazione nella casella di partenza. La nuova approvazione preliminare del CdM infatti, altro non è che la prima stazione della lunga via Crucis che la Riforma dovrà compiere prima di diventare Legge dello Stato. I Decreti attuativi della Delega sono stati rimessi in coda in attesa di ricevere il via libera definitivo dal Consiglio di Stato, dalle Commissioni Parlamentari competenti per materia ed infine dovranno superare lo scoglio più arduo della Conferenza Unificata delle Regioni dove secondo il Dettato Costituzionale puntualizzato dalla Sentenza della Consulta n. 251/16, bisognerà trovare una intesa cioé, Governo e Parlamento in materia non possono legiferare senza passare le forche caudine delle Autonomie Locali. Federalismo docet: quando sono tanti i galli chiamati a cantare, finisce che il giorno non vede mai la luce recitava un antico adagio popolare. Per arrivare al traguardo e raggiungere un risultato purché sia, il Governo si è fatto "furbo" ed ha cominciato a cedere alle richieste che vengono dai Presidenti delle Regioni cui premono la tutela degli interessi "particulari". Ed ecco che si è iniziato a smussare gli angoli soprattutto in tema di società Partecipate: con Decreto motivato del Presidente, ciascuna Regione potrà autonomamente decidere di mantenere in piedi il baraccone della Partecipata che maggiormente garantisce la quiete sociale nelle urne elettorali in buona sostanza, inoltre, il Governo ha ceduto anche sugli Amministratori Unici: basterà una Delibera assembleare per rifondare i Consigli di Amministrazione. Evviva il Governo Gentiloni che prosegue la stagione delle riforme renziane...[fonte]

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Elezioni alle porte, via la riforma a febbraio un Decreto attuerà l'intesa coi sindacati

gennaio 29, 2017 at 9:49 admin

Quale miglior spinta poteva venire ai rinnovi dei CCNL degli Statali che le avvisaglie di elezioni politiche prossime alle porte? Ancora una volta è stata la Corte Costituzionale a venire incontro ai tre milioni di famiglie che traggono il loro reddito dal lavoro pubblico. Dopo aver sbloccato i Contratti, un'altra pronuncia, stavolta sulla Legge elettorale dell'italicum, ha smosso le acque dei rinnovi contrattuali prosciugando la palude nella quale si erano adagiate le forze politiche che tiravano a campare in attesa della scadenza naturale della Legislatura (2018), ed indotto il Governo Gentiloni a mettere mano al portafogli per soddisfare la "fame di democrazia" che dovrebbe uscire dalle urne elettorali. Accantonata la riforma del T.U. del pubblico impiego, il Governo si mobilita per garantirsi il consenso con un Decreto che a febbraio attuerà non già la Riforma, ma l'intesa firmata il 30 novembre 2016 con le parti sociali per abolire le fasce di merito dell'odiata Brunetta; valorizzare il salario accessorio con una paccata di milioni a pioggia; infine restituire al CCNL ogni potere regolatorio sul pubblico impiego che Brunetta aveva sottratto al "voto di scambio" riportandolo in capo alla Legge [fonte]

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La peggio PA è quella italiana, secondo una indagine condotta dalla UE

gennaio 2, 2017 at 2:56 admin

Le inefficienze dalla pubblica amministrazione italiana hanno un impatto devastante sull'economia, a pronunciare queste parole fu il Presidente della Corte dei Conti Raffaele Squietieri nel 2013. Nulla è cambiato da allora. Anzi, tutto è peggiorato. L'inefficienza ci costa ben due punti di PIL pari a 30 miliardi di mancata crescita all'anno. Secondo un'indagine UE sulla qualità delle Pubbliche Amministrazioni, peggio dell'Italia vanno solamente Grecia, Turchia e Croazia. Su base regionale, la ricerca evidenzia come il solo meridione d'Italia occupa le ultime trenta posizioni, peggio fanno solamente le regioni turche e bulgare [fonte]

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Scuola e PA, dalla rottamazione alla dismissione con Gentiloni il passo è stato breve

gennaio 2, 2017 at 12:38 admin

Alla riforma Madia ch'è stata smontata dalla Corte Costituzionale dichiarandola illegittima nella parte in cui prevedeva il semplice parere delle Regioni piuttosto che l'intesa preventiva nelle materie regolatorie che investono le competenze delle Autonomie Locali; si è unita la "buona scuola" che con l'accordo strappato dai sindacati al neo ministro Fedeli il 29 dicembre u.s. avvia un prevedibile, progressivo processo di dismissione delle riforme renziane. Già con le Amministrative si era avuto sentore del malcontento, poi è seguita la bocciatura definitiva con gli esiti del referendum Costituzionale. Un'azione di recupero del consenso elettorale di ogni Governo di sinistra, lo zoccolo duro che risiede nel mondo della scuola s'avvertiva urgente. Ed ecco la prima misura del Governo fotocopia per correre ai ripari al fine di evitare l'uscita di scena definitiva: l'accordo firmato con Cgil, Cisl, Uil scuola; Snals, Confsal cancella una delle misure più contestate dai docenti: il vincolo triennale di permanenza fuori sede. Dalla prossima primavera tutti potranno presentare domanda di trasferimento scegliendo tra quindici province e cinque scuole di destinazione preferita. Dal Governo del fare, al Governo del disfare

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Timbra il badge e scappa, da Biella a Scafati nemmeno la telecamera riesce a licenziare

ottobre 1, 2016 at 11:38 admin

Timbra il badge e scappa, da Biella a Scafati dopo la Madia nulla è cambiato. C'avevano raccontato di un licenziamento in tronco riservato ai furbetti colti in flagranza, ma evidentemente in Italia nemmeno le telecamere bastano a fare "Giustizia". Chissà, forse i Giudici potrebbero arrendersi ed applicare la Legge solamente di fronte ad una improbabile confessione giurata. C'è poco da sperarci però, tutto lascia pensare che troverebbero comunque il modo di giustificare il reintegro magari motivato da crisi depressive ed ansie claustrofobiche. E' già accaduto in un passato certo non remoto. Sta di fatto che la Riforma Madia propagandata come l'infallibile deterrente all'assenteismo truffaldino, continua a denunciare lungaggini dei procedimenti e garantismi oltre ogni ragionevole dubbio: ai furbi una sospensiva può bastare, siamo gente democratica che sa accogliere e giammai espellere. Vota Antonio, vota Antonio La Trippa al Comune. Diversamente non si spiegherebbe il perseverare di tanti episodi truffaldini negli uffici della Pubblica Amministrazione che più italiana non si può, di origine controllata dal produttivo settentrione dove il lavoro si dice eletto a religione civile, all'indolente meridione che dell'inganno mena vanto manco fosse un fattore di superiore intelligenza. Fratelli d'Italia, l'Italia s'addormenti che meglio di Scipio c'è solo il riposo retribuito...nd/Blog

 

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Omissione d'atti e risarcimento del danno all'immagine calcolato sull'eco mediatico, le pene accessorie al nuovo licenziamento

gennaio 30, 2016 at 7:53 admin

Abbiamo una notizia: i Decreti attuativi della Riforma Madia andranno in Gazzetta Ufficiale dopo Pasqua non prima di essere passati all'esame del Consiglio di Stato, della Conferenza delle Regioni e delle Commissioni Parlamentari per il necessario parere non vincolante. Senza dubbio però le anticipazioni che più hanno fatto rumore sugli organi di stampa e solleticato gli appetiti dell'opinione pubblica sono state le nuove procedure semplificate dei licenziamenti disciplinari. A colpire non è solamente la fulminea sospensione automatica dal servizio e dallo stipendio entro le 48 ore successive qualora il dipendete venga colto in flagranza d'illecito a falsificare la propria presenza sul posto di lavoro, ma anche l'obbligo che rimane in capo al Dirigente del settore di trasmissione contestuale al Servizio Disciplina ed alla Corte dei Conti che dovrà in via equitativa quantificare il danno all'immagine della PA in ragione dell'eco mediatico riverberato dalla vicenda, entro tre mesi dalla conclusione del procedimento che comunque dovrà avere termine in trenta giorni. Punto qualificante del provvedimento, è l'intimazione per Legge al Dirigente di adempiere i propri doveri di vigilanza pena il licenziamento a sua volta e l'imputazione penale di "omissione d'atti d'ufficio". Praticamente una mina posta sul terreno del quieto vivere dove pascolano da sempre furbi controllori e pigri controllati (fonte)

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48 ore per un licenziamento 6 anni per un contratto, come spacciare una circolare per Decreto

gennaio 22, 2016 at 12:51 admin

Abbiamo atteso più di ventiquattro ore, ma come nella migliore tradizione del Governo Renzi, dei primi 11 Decreti attuativi della Riforma Madia della Pubblica Amministrazione c'è solamente il manifesto di propaganda, del testo ancora non si trova traccia. Una sintesi la possiamo rilevare da qualche giornale sempre molto attento alla Pubblica Amministrazione, quella che vi proponiamo pensiamo che si possa rivelare la più completa e fedele al testo che sarà pubblicato prima o poi in G.U. Oggi evidentemente, interessava distogliere al più presto l'attenzione dell'opinione pubblica dal pasticcio delle Banche e darle in pasto un piatto sempre molto appetito: il licenziamento del fannullone colto in flagranza con la novità della rimozione del dirigente inerte, nel caso resti impunito. Finalmente. Almeno questo, era ora. Una soddisfazione poter leggere da qualche parte che se vuoi guadagnare cinquemila euro al mese ed intascarne trentamila ogni anno di premio, non devi dormire sonni tranquilli, ma adempiere fino in fondo i doveri per i quali ti paghiamo. Almeno sulla carta, poi conteremo quanti dirigenti saranno rimossi e licenziati perché amano il quieto vivere. Non cambierà nulla con questo Decreto, abbiamo già visto Leggi approvate per applicare precedenti norme disattese, è la prima valutazione della Cisl al "licenziamento fast". Per cambiare in profondità la PA  e dare una svolta alla organizzazione degli uffici, bisogna chiamare i lavoratori a partecipare con la negoziazione, in particolar modo con la contrattazione decentrata che favorisce l'implementazione di nuovi modelli, osserva ancora la Cisl. Tanto rumore per nulla aggiunge la Cgil. La nuova regolamentazione di dettaglio poteva tranquillamente essere recepita dalle Pubbliche Amministrazioni con una Circolare vincolante, si è voluto utilizzare lo strumento legislativo unicamente a fini di propaganda mediatica. Preoccupa invece la Cgil, il riordino delle Partecipate mutuato dalla pessima esperienza dell'abolizione delle Provincie che potrebbe mettere a rischio oltre centomila posti di lavoro...

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Una riforma ambiziosa e strategica quella della PA, il rischio è che il sistema non risponda

agosto 15, 2015 at 9:48 admin

foto del prof. GiustinianiQuella della Pubblica Amministrazione è una riforma ambiziosa e complessa, la sola che si pone una visione strategica, punta infatti a modificare il rapporto tra lo Stato ed i cittadini in direzione di una società inclusiva ed efficiente. Nessun'altra riforma è apparsa così innovativa secondo il professore di storia economica Emanuele Felice dell'Università autonoma di Barcellona. La nuova riforma della PA poggia su tre cardini: il primo, va a risolvere i problemi della inamovibilità dei dirigenti che d'ora in avanti verranno valutati e nel caso, potranno essere rimossi. E' finito il tempo della casta burocratica ostile ai cambiamenti; il secondo dei nodi risolti dalla riforma Madia, è quello della riduzione dei tempi della PA attraverso la nuova disciplina del "silenzio/assenso" e lo snellimento delle procedure delle conferenze dei servizi; il terzo punto sul quale poggia la riforma, è quello della trasparenza, il diritto di tutti i cittadini di accedere facilmente attraverso il web ai documenti della pubblica amministrazione. La riforma della PA dunque, è un tassello cruciale per il prof. Felice, sul quale è bene accendere i fari dell'informazione in fase di implementazione perché, come è opinione comune anche di Claudio Velardi esperto di comunicazione, il sistema "non risponde", resiste al cambiamento...

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