Scuola, fase C, la lesione di diritto si concilia in Tribunale

settembre 4, 2016 at 11:03 admin

Il Miur riconosce che il programma di gestione dei trasferimenti soprattutto per i docenti della "fase C" è inadeguato, ma al caos da dilettanti allo sbaraglio inammissibile per una Pubblica Amministrazione non trova migliore soluzione che confermare di fatto la lesione di diritto fissato dalla stessa "buona scuola". I tecnici ministeriali per impedire la prevedibile protesta dei tanti che si sono visti assegnare la sede desiderata, hanno riordinato l'algoritmo ponendo una sola altra condizione: coprire le cattedre rimaste vacanti evitando di spostare i docenti andati in "paradiso per caso". Gli esiti della conciliazione dunque non hanno riconciliato l'animo dei docenti che si erano affidati agli apparati dello Stato rispondendo positivamente all'invito che l'anno passato li aveva fiduciosamente fatto accettare una cattedra lontani da casa con la promessa di un riavvicinamento dopo un di sacrifici. Non restano che le aule dei Tribunali agli sfigati per riconciliarsi con il più approssimativo datore di lavoro italiano, ma costa. Proporre un ricorso al Giudice è un investimento che molti non hanno possibilità di affrontare, i costi si aggirano tra i 600 ed i 700 euro conferma Giuseppe D'Aprile della Uil-scuola [fonte] - [fonte]

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Statali, dal Tribunale del lavoro presto ci arriveranno 60 euro di vacanza contrattuale

giugno 30, 2015 at 2:34 admin

foto dell'avv. giuslavorista Fiom, AllevaResta in attesa di leggere le motivazioni con le quali la Consulta argomenterà la recente Sentenza sull'incostituzionalità del blocco dei rinnovi contrattuali, per poi presentare un nuovo ricorso al Tribunale del Lavoro il prof. Piergiovanni Alleva avvocato giuslavorista della Fiom, ricorso che ci restituirà mediamente 60 euro mensili per mancato accredito della Vacanza Contrattuale lungo tutto il periodo di interdizione ai rinnovi dei contratti pubblici. In fondo è semplice il ragionamento del prof. Alleva: la Corte Costituzionale afferma, "ha semplicemente riconosciuto il principio emergenziale, l’esigenza straordinaria, legata alla crisi, che ha spinto il governo a sospendere la contrattazione", ma "ribadendo il valore costituzionale della contrattazione sindacale", ha anche affermato che "se è anticostituzionale bloccare la dinamica dei salari, allora lo sarebbe anche non erogare la salvaguardia per il mancato rinnovo". Di conseguenza, se il Tribunale del Lavoro accoglierà le tesi del prof. Alleva, il Governo di miliarducci in Finanziaria ne dovrà mettere almeno 5 per restituirci la maltolta vacanza contrattuale dal 2012 ad oggi...

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Dopo le pensioni, il prossimo 23 giugno la Consulta potrebbe sbloccare stipendi e contratti

maggio 9, 2015 at 3:21 admin

Il 23 giugno prossimo, si riunisce la Corte Costituzione con all'ordine del giorno il rinvio alla pronuncia domandato dal Tribunale di Roma su ricorso delle OOSS per i mancati rinnovi contrattuali del pubblico impiego e lo sblocco degli stipendi individuali fermi da troppo tempo. In materia la Corte Costituzione si è già espressa nel 2013 con la Sentenza 310 giudicando legittimi sia il congelamento delle dinamiche salariali, sia il blocco della contrattazione collettiva giustificati dalla crisi che ha investito le finanze pubbliche. Lasciano però ben sperare la particolare congiuntura favorevole della giurisprudenza Costituzionale che ha visto di recente la restituzione ai pensionati dei tagli all'indicizzazione del costo della vita, come formulato dal Governo Monti nel 2011, ed il carattere strutturale che vanno assumendo col trascorrere del tempo i blocchi ai rinnovi dei contratti di lavoro e degli stipendi che dovevano avere necessariamente un carattere temporaneo come invece sentenziava la Corte. Restrizioni che hanno determinato una perdita di valore delle retribuzioni nel pubblico impiego calcolata intorno ai 12 miliardi di euro che la Consulta potrebbe decidere di sanare analogamente a quanto già sentenziato per i pensionati perché le misure di austerità diventate oramai sistematiche nel tempo, finiscono per assumere un carattere punitivo che va a colpire direttamente il tenore di vita dei lavoratori in violazione del principio Costituzionale all'equa retribuzione salariale che deve bastare al sostegno ed al decoro della famiglia. Sarebbe ora che con l'aiuto della Corte Costituzionale, si affondasse il coltello nel grasso rancido della spesa parassitaria non escludendo la chiusura definitiva delle tante, troppe società partecipate dispensatrici di stipendi al mercato elettorale del voto di scambio e si restituisse il maltolto a quanti in silenzio garantiscono l'erogazione di servizi essenziali ai cittadini. E' venuto il tempo di parlarci con franchezza e senza infingimenti! (fonte)

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