Regioni a Statuto Speciale ed Autorità indipendenti hanno di fatto aggirato il blocco del turn over

agosto 19, 2017 at 7:32 admin

Statali, pur in calo di oltre il 5% rispetto al 2008 pari a 178mila unità sul finire del 2015, restano comunque un esercito di oltre 3.221.967 di buste paga a carico delle finanze pubbliche, sottolinea uno studio di UNIMPRESA basato su dati della Corte dei conti e della Ragioneria generale dello Stato. Amministrazioni Centrali, Forze di Polizia, Difesa, Agenzie fiscali, Scuola, Autonomie Locali sono i settori che hanno fatto registrare un calo del numero dei dipendenti, mentre in controtendenza nello stesso periodo rispetto al quadro normativo nazionale che ha di fatto bloccato il turnover, le Regioni a Statuto Speciale hanno assunto 20.820 unità ovvero un +29%; le Autorità indipendenti +657 lavoratori ovvero +46%; i vigili del fuoco più comprensibilmente sono aumentati di 1.590 unità (+4,97%). 

 

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Partecipate, grazie alla Consulta le Regioni ottengono il rinvio dei tagli agli stipendifici

giugno 3, 2017 at 3:40 admin

Tutto rinviato. In virtù della pronuncia della Corte Costituzionale, il Governo è stato costretto a cedere alle Regioni. I tagli sbandierati agli stipendi dei quadri dirigenti delle società Partecipate dalla pubblica amministrazione infatti, sono stati rinviati ad ottobre prossimo, mentre i tagli alle scatole vuote Partecipate dagli Enti senza alcun altro obiettivo di interesse pubblico da raggiungere se non quello di assegnare incarichi e poltrone, sono stati rinviati a settembre. Anche sulla soglia di fatturato inizialmente prevista dalla riforma Madia sotto la quale queste società devono essere liquidate, si è stati costretti ad addivenire ad un compromesso abbassandola da un milione a 500.000 euro. Una sorta di diritto sovrabbondante quello che i giudici fanno scorrere dalla Carta pur di mantenere inalterato e ben oliato il sistema della politica italiana. Stizzita la Madia replica al M5S che a sua volta alimenta la disinformazione ed il disorientamento dei cittadini... [fonte]

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Regioni e Comuni barattano il Sì alla Riforma Madia con lo sblocco delle assunzioni

marzo 18, 2017 at 10:46 admin

In cambio del parere favorevole alla Riforma Madia, il Governo si appresta a sbloccare le assunzioni negli Enti Locali. Decisiva è stata la Pronuncia della Consulta che ha reso vincolante il coinvolgimento delle Regioni nell'implementazione della Riforma della Pubblica Amministrazione. Le Autonomie Locali hanno allora preteso dal Governo la fine del blocco alle assunzioni. Le procedure saranno repentine, potranno infatti attingere entro l'anno alle graduatorie dei concorsi già espletati come previsto dal Decreto Milleproroghe che ha esteso la validità delle graduatorie degli idonei. Le ultime resistenze vengono dal MEF dove Padoan vorrebbe raddoppiare le autorizzazioni alla spesa assunzionale elevando il limite dal 25 al 50% dei risparmi per cessati, ma cogliendo l'occasione propizia, i Comuni stanno esercitando forti pressioni per innalzare le autorizzazioni alla spesa di nuovo personale portandola a coprire il 75% del totale risparmi per cessati, fino all'ardire di spingere ed arrivare alla sostituzione completa nel rapporto di 1 ad 1 tra cessati e nuovi assunti...

[fonte.1] - [fonte.2]

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Contratti, strada ancora lunga, mancano 2 miliardi per arrivare alla firma già scaduti

marzo 18, 2017 at 6:58 admin

Come nella migliore tradizione, tutto congiura perché anche questa tornata contrattuale 2016-2018 giunga alla firma quando il triennio sarà già scaduto. Seguirà inevitabile il corollario di arretrati maturati che si spera comunque di percepire, sia pure in ritardo. Visto i tempi che corrono e con l'Europa che ha ripreso fiato e si è prontamente rimessa sul collo dopo lo scampato pericolo olandese, non si può certamente dare per scontato nulla, figuriamoci il pagamento di somme maturate prima della stipula. A maggior ragione per la metà degli impiegati pubblici che lavorano in sanità, Regioni ed Autonomie Locali le quali devono ancora rastrellare la bellezza di due miliardi dai loro disastrati bilanci con tagli e maggiori entrate per garantire gli incrementi contrattuali concordati...[fonte

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Riforma Madia, non tutto è perduto con la sentenza 251-16 secondo il costituzionalista Andrea Giorgis

novembre 26, 2016 at 1:14 admin

Legge n. 124-2015, legge delega di riforma delle Pubbliche Amministrazioni impugnata dalla Regione Veneto: "la Corte ha circoscritto il proprio scrutinio solo alle disposizioni di delega specificamente impugnate dalla Regione Veneto, lasciando fuori le norme attuative. Le pronunce di illegittimità costituzionale colpiscono le disposizioni impugnate solo nella parte in cui prevedono che i decreti legislativi siano adottati previo parere e non previa intesa.", scrive testualmente la Corte Costituzionale nella sintesi alla Sentenza n. 251-2016come osserva il professore Andrea Giorgis, Costituzionalista, ai microfoni di radio Radicale: si aspetti per poter leggere bene la sentenza che non è stata ancora depositata, per capire. La Consulta ha incentrato la sua Pronuncia sulla Legge Delega al Governo votata dal Parlamento, bisogna vedere se vengono "travolti" ed in quale misura i Decreti attuativi della stessa. Si può anche immaginare che la declaratoria abbia un effetto "circoscritto" ad alcuni contenuti ed alcune parti oppure che si possa rimediare perché non decada la Riforma, attraverso la stipula dell'intesa con le Regioni...[fonte Corte Costituzionale]

 

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Rinnovi, nuovo stallo sulla Brunetta, Checco Zalone non molla il salario accessorio

ottobre 23, 2016 at 10:25 admin

Rinnovo dei contratti pubblici, trattative di nuovo in stallo. L'ostacolo è rappresentato dalla riforma Brunetta del 2009, Legge scritta bene, in corretto italiano ed insolitamente chiara. Alla produttività deve essere riservata la "quota prevalente" di salario accessorio. Pochi dubbi quindi, il 50% più 1 euro del bilancio destinato alla remunerazione del salario accessorio deve essere stornato e concentrato sui premi produttività delle odiate fasce di merito invise al sindacato che una quota non trascurabile invece di dipendenti pubblici da sei anni e più aspetta di vedere applicate per raccogliere i meriti della valutazione della performance oggetto ancora sconosciuto in molti enti metropolitani dell'area centro-meridionale. L'applicazione della Brunetta azzererebbe di fatto la quota di remunerazione di altre voci accessorie fisse. Al'assemblea dell'Anci a Bari Renzi ha confermato che i principi cardine della Brunetta: produttività e meriti, non saranno smantellati, ma pur di superare i veti del sindacato e far ripartire le trattative entro giugno prossimo, saranno apportate "correzioni" nel T.U...[fonte]

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nuove assunzioni EELL, la spesa per i provinciali è fuori dal tetto al turnover, DFP n.51991-16

ottobre 23, 2016 at 8:26 admin

Regioni ed Enti Locali, la ricollocazione del personale delle ex Provincie in esubero, potrà essere computata fuori bilancio e dunque, il tetto del "turnover" fissato al 25% ai risparmi che vengono dalle cessazioni, potrà essere investito interamente in nuove assunzioni secondo il comma 424 art.1 della Legge di Stabilità 2014. A precisarlo è la nota del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 51991 del 10 ottobre 2016 che ha ripristinato le ordinarie facoltà assunzioni di Lombardia e Toscana

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Il piagnisteo dei docenti ha finito per stufare gli stessi Statali

settembre 18, 2016 at 4:03 admin

Sono stufa di sentire il piagnisteo dei docenti scrive Margherita Ferrari, dipendente regionale, dopo aver letto l'ennesima lettera di lamentele pubblicata dal settimanale SETTE. Dopo trentasei anni di servizio guadagno 1.300 mensili, lavoro 36 ore la settimana ed ho 32 giorni di ferie annuali. Lo stipendio netto di un prof è di 1.600 euro mensili, lavorano 18 ore la settimana e godono due mesi abbondanti di ferie annuali. Senza contare le vacanze di Natale e Pasqua ed i giorni di ponte in occasione delle ricorrenze! Giocano al risparmio e conservano le energie per impartire lezioni private al pomeriggio. Confondono la libertà d'insegnamento con la libertà di comportarsi come si vuole, si presentano ai colloqui con l'orologio in mano, giudicano gli alunni e si rifiutano di essere valutati, si riempiono la bocca con BCE e DSA e poi non sanno gestire una semplice timidezza. A ben riflettere, non sarebbe una cattiva idea se ciascuna categoria di lavoratori del pubblico impiego assumesse maggiore consapevolezza delle nuove realtà socio economica e ridimensionasse il ventaglio delle proprie rivendicazioni che risentono dei bei tempi andati, quando i diritti avevano la precedenza sui doveri e si trasformavano in privilegi...[fonte]

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Decretato il Ruolo Unico, accedono solo i vincitori di concorsi, gli inadempienti saranno licenziati

agosto 26, 2016 at 10:43 admin

Su proposta della Madia, il CdM ha dato il via libera preliminare al Decreto che regolamenta il Ruolo Unico della dirigenza pubblica, al quale potranno accedere solamente i vincitori di concorso e NON anche gli idonei. Il Decreto istituisce la Commissione per la dirigenza presso il DFP con il compito di valutare ex post le scelte compiute dalle Amministrazioni nell'affidamento degli incarichi oltre ad esaminare preliminarmente i candidati agli incarichi di Dirigente Generale delle Amministrazioni Centrali. Con l'accesso al Ruolo Unico ciascun dirigente potrà ricoprire ogni ruolo, la qualifica infatti è unica. Concluso il mandato che dura quattro anni prorogabile per altri due, i dirigenti dovranno partecipare ad almeno 5 interpelli all’anno. Se non riusciranno a conquistarsi un altro incarico, percepiranno il trattamento economico fondamentale per intero il primo anno e decurtato di un terzo nel secondo anno. Successivamente il Dipartimento della funzione pubblica li potrà collocare d’ufficio in posti vacanti. Il dirigente a cui è revocato l’incarico per inadempienza, trascorso un anno senza ricevere un nuovo incarico, sarà licenziato. Sembrerebbe giunta a termine quindi l'era della poltrona inamovibile, ma NON dobbiamo trascurare la norma che rimane in vigore T.U. 267/00, per la quale Sindaci e Presidenti di Regione si riservano di nominare il 30% degli incarichi dirigenziali a prescindere dai meriti e risultati conseguiti a loro esclusiva discrezione...[fonte. CdM]

 

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Prociuttifici, enoteche, magazzini, pompe di benzina, dal taglio alle Partecipate saltano 100.000 posti

agosto 14, 2016 at 10:20 admin

Prociuttifici, enoteche, pompe di benzina, magazzini, società professionali, la riforma delle Partecipate dagli Enti Locali approvata in via definitiva, rischia di far saltare 100.000 posti di lavoro secondo i calcoli del sindacato. Sono i numeri che verranno dalle alienazioni obbligatorie di società a partecipazione pubblica che operano in settori non strettamente necessari al perseguimento dei fini istituzionali degli Enti a cui fanno capo. Il Decreto attuativo della riforma detta termini e scadenze precise, gli EELL proprietari ad esempio, hanno sei mesi per chiudere od aggregare le società con bilanci in rosso da quattro anni negli ultimi cinque. Altri sei mesi per comunicare gli esuberi per quelle che restano in regola con i criteri operativi fissati dalla Legge. Tutte, indistintamente, sono obbligate alla trasparenza nell'assunzione di personale. Potranno dotarsi autonomamente di un Regolamento proprio, altrimenti per le assunzioni dovranno automaticamente riferirsi alle norme concorsuali del pubblico impiego. Dovranno chiudere anche le società che operano nel campo dei servizi professionali, del commercio all'ingrosso ed al dettaglio e tutte quelle che non raggiungono un fatturato minimo da un milione di euro. Presso il MEF è stata istituita una speciale unità operativa che vigilerà l'applicazione puntuale del piano di ristrutturazione delle Partecipate. Gli interessi economici, ma soprattutto gli interessi delle clientele elettorali coinvolte, fanno prevedere infatti una resistenza da parte di Regioni, Comuni, Provincie a dare seguito alle norme. Per la resistenza passiva cioè, per i ritardi o le omissioni sono state previste sanzioni fino a 500.000 euro, più difficile invece sarà fare fronte alla prevedibile resistenza legale promossa da Sindaci e Presidenti di Regione in opposizione alla chiusura delle loro riserve elettorali...[fonte.1] [fonte.2] [fonte.3]

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