Madia indignata coi sindacati contrari a concentrare gli aumenti contrattuali sui bassi redditi

maggio 21, 2016 at 11:28 admin

Sono passati dalla tutela dei ceti meno abbienti alle battaglie in difesa degli stipendioni dirigenziali, Marianna Madia è indignata coi sindacati unitariamente schierati contro l'ipotesi di aumenti mirati a sostegno dei redditi più bassi nei prossimi rinnovi contrattuali. L'orientamento d'indirizzo che il Governo impartirà all'Aran dopo il via libera del Mef alla riduzione dei comparti da 11 a 4 sembra però confermato: le poche risorse disponibili al rinnovo dei contratti nel pubblico impiego non saranno distribuite a pioggia su tutti i profili professionali, ma verranno concentrate sui redditi più bassi che hanno maggiormente patito la lunga crisi economica a maggior ragione osserva, perché il costo della vita ha fatto registrare una regressione dal segno negativo dello 0,5%. Non se ne parla proprio ha tuonato Furlan; insiste per un aumento delle risorse da ripartire Camusso della Cgil. Nella discussione è intervenuto il solito Landini show man a tutto campo dai metalmeccanici agli Statali: se così fosse, nemmeno i contratti pubblici saranno rinnovati. La nostra opinione stavolta concorda con quella del Governo, non si comprende perché stipendi dirigenziali già largamente al di sopra della media europea che rammentiamo, oscillano tra i 60.000 ed i 120.000 euro cui si aggiungono le retribuzioni per risultati quasi mai raggiunti eppur certificati su carta pari ad incrementi nell'ordine del 30% vale a significare che uno stipendio da 100.000 euro col visto di colleghi compiacenti diventa da 130.000 euro, debbano aver bisogno d'incrementarsi di qualche migliaia di euro in tempi di deflazione. Ricchezza su ricchezza che inevitabilmente sarebbe sottratta al sostegno di stipendi poveri che si aggirano sotto i 20.000 euro l'anno. Di questo si parla cari Furlan, Camusso, Landini e quanti altri marziani dovessero pronunciarsi sul tema...(fonte)

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Landini è per il sindacato unico, la triplice è roba vecchia

giugno 24, 2015 at 11:55 admin

LANDINI VUOLE IL SINDACATO UNICOA marciare separati Cgil, Cisl e Uil hanno finito per non colpire più, ha scritto Susanna Camusso in una lettera ai segretari di Cisl e Uil con l'invito al sindacato perchè ritrovi l'unità perduta "soprattutto per le differenti posizione mantenute rispetto alla politica"; Annamaria Furlan segretaria della Cisl, aveva risposto dicendosi disponibile a riaprire il cantiere dell'unità sindacale perchè non c'è dubbio che le azioni unitarie sono più efficaci di quelle promosse dalle singole sigle anche se, tiene a sottolineare, le "divisioni non hanno mai avute un carattere politico, ma hanno riguardato esclusivamente il merito sindacale" e precisava: "gli scioperi generali proclamati da Cgil e Uil, la mancata intesa sul modello contrattuale del 2009, il differente giudizio sul job act dove ad esempio, nessuno riuscirà mai a convincerci che le agevolazioni fiscali sulle assunzioni a tempo inderterminato siano una cosa sbagliata, ecco queste sono le questioni che ci hanno diviso, la politica non c'entra nulla". Oggi, è arrivato Landini segretario della Fiom che è parte della Cgil, a superare tutti nel dibattito in corso sulla crisi del sindacato affermando senza indugio che riproporre la triplice sul modello degli anni '70 è un maniera vecchia di affrontare il problema. Cgil, Cisl e Uil dovrebbero sciogliersi e fondersi in un nuovo soggetto sindacale fondato dal basso su nuove basi democratiche dove i lavoratori possano eleggere i loro dirigenti diversamente da quanto accade oggi che sono cooptati ed abbiamo la possibilità di esprimersi col voto su ogni accordo firmato che li riguarda...le parole di Landini ci lasciano intuire come le iniziali simpatie tra il presidente del Consiglio rottamatore ed il leader della Fiom in fondo, avessero motivi e ragioni più profonde e ci inducono a pensare che forse la recente uscita di Renzi sulla necessità del sindacato unico, non fosse proprio una boutade (fonte.1 - fonte.2 - fonte.3)

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La scuola ha fame e Landini digiuna con lei

giugno 16, 2015 at 12:32 admin

Bologna, Landini al presidio contro la buona scuolaChe cosa ci fa il segretario dei metalmeccanici al presidio di protesta sotto l'ufficio scolastico regionale di Bologna contro ddl Renzi di riforma della scuola? "La scuola non è una battaglia di settore, ma generale", si giustifica. Io non ho potuto studiare perché la mia famiglia non aveva i mezzi economici continua, sicuro di non essere smentito. A quei tempi però non solamente la scuola, ma l'università era gratis ed aperta a tutti e qui forse la simpatia per il segretario Fiom si trasforma in comprensione perché anche chi scrive non ha mai studiato e trova mille scusanti pur di farsi apprezzare per "intelligenza" da amici e colleghi. "Organizziamoci", continua Landini, la "costruzione di un pensiero libero, critico ed autonomo è la condizione per una vera democrazia". Caro Maurizio, il feeling è sicuro, quello non se ne va, lo buttiamo fuori in ogni riga su queste pagine dove se lo desideri, ospiteremmo volentieri un tuo blog. Per esempio, potresti spiegare a noi che non abbiamo studiato perché cedere una quota delle proprie tasse alle scuole, aumenterebbe le diseguaglianze. In fondo, la "buona scuola" non vieta al figlio volenteroso dell'operaio di prendere la propria cartella e trasferirsi nella scuola dei "ricchi" che funziona bene e dalla quale si esce con un'ottima preparazione. Non abbiamo letto alcun articolo o comma che stabilisce il divieto di iscriversi ad una buona scuola. A meno che tu non voglia eliminare le diseguaglianze tra scuole, rendendole pessime tutte allo stesso modo. Pensa, conosciamo operai che la mattina percorrono chilometri per accompagnare i propri figli in scuole dove la concentrazione del disagio che si vive nelle periferie non c'è e i ragazzi possono applicarsi meglio allo studio esprimendo tutto intero il loro potenziale senza dover aspettare i ritardi dei compagni che già da piccoli aspirano a diventare leader sindacali pur di non perdere tempo a studiare. Comunque, lo sciopero degli scrutini è riuscito all'80% e quindi pare che la buona scuola s'avvia mestamente ad essere sconfitta...(fonte)

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