cessa il divieto di lavorare nella PA dopo 36 mesi di servizio, precari in trepidante attesa del nuovo Governo

marzo 17, 2018 at 6:31 admin

E' stata una promessa elettorale della Lega quella di cancellare definitivamente con una Legge gli effetti della pronuncia dei parrucconi di Bruxelles che hanno posto veto di interdizione all'accesso dei precari alla Pubblica Amministrazione italiana. Dopo trentasei mesi di onorato servizio, quale che sia la bravura e le copentenze testate sul campo, si esce dalla PA col rischio concreto di rientrarvi se non dopo aver superato i fantomatici concorsi a premi indetti per quiz di incompetenza fantastica. Poco o nulla mostrano di sapere delle condizioni sociali ed economiche dei territori italiani i dirigisti di Bruxelles e poco o nulla interessa loro della sorte di duecentomila precari della PA che, molto spesso da decenni, danno da vivere alle loro famiglie guadagnando uno stipendio negli uffici della Repubblica sopperendo a disservizi ed assenze con lealtà, abnegazione e senso del dovere nello spirito proprio della Costituzione che si vorrebbe applicata. Ebbene, la Lega di Salvini ha preso un preciso impegno prima delle ultime elezioni: cancellare questo divieto di lavorare. I precari tutti restano in trepidante attesa del nuovo Governo uscito dalle urne...[fonte]

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Riforma PA, vade retro del Consiglio al Stato al burosauro

aprile 25, 2016 at 3:21 admin

Le riforme sono dettate dalla politica e scritte dai burocrati ministeriali. Se una riforma statuisce il principio della trasparenza totale, può accadere che nella scrittura delle regole applicative il burosauro si senta offeso, privato delle sue prerogative, può accedere che avverta la sua stessa ragion d'essere compromessa ed allora nella formulazione di commi e codicilli, con un lessico d'eccezione ed un frasario ermetico prova a rimettere le cose a posto in modo che tutto cambi, perché nulla cambi e resti come prima. E' quello che è accaduto alla Riforma Madia, i cui Decreti attuativi in tema di semplificazione e trasparenza sono stati bocciati dal Consiglio di Stato perché la manina anonima di qualche alto funzionario ministeriale, aveva reintrodotto il silenzio-rifiuto negli accessi agli atti per giunta, senza nemmeno la previsione della motivazione scritta. Di conseguenza, quella che in principio doveva essere una norma di semplificazione e trasparenza, si sarebbe risolta nuovamente in un nulla di fatto complicato ed oneroso. Come vanno le cose in questo paese, a meno che non sia stata la stessa politica a dare il contrordine al burosauro dopo aver annunciato all'opinione pubblica la bufola del cambiamento...(fonte)

 

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La Cassazione fissa in 21.000 euro il risarcimento che spetta agli 80.000 precari della PA con piu' di 36 mesi di servizio

aprile 2, 2016 at 12:05 admin

Non hanno l'onere della prova, gli basta dimostrare di aver lavorato per più di 36 mesi al servizio della Pubblica Amministrazione e saranno risarciti fino ad un ammontare di 21.000 euro in media. Lo ha sancito la Corte di Cassazione nella sentenza del 15 marzo 2016. Coloro che hanno ancora in corso un contratto di lavoro, valuteranno il caso comunque, la platea potenziale che sta per attaccare le casse del Governo si calcola che si possa aggirare intorno agli 80.000 lavoratori precari della pubblica amministrazione che per effetto della Sentenza della Corte di (in)Giustizia europea, si vedranno a breve negato anche un lavoro a tempo determinato con il quale molti in età già avanzata, portavano avanti la famiglia. Ennesimo vincolo di una Europa matrigna che tradisce le aspettative di riscatto di migliaia di giovani oltre che di uomini e donne maturi. Cavilli giuridici disseminati ovunque, hanno finito per stroncare le pur minime occasioni di sopravvivenza cancellando soprattutto nelle area depresse del mezzogiorno, ogni possibilità di futuro. (fonte)

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