Statali, sindacati delusi dalle bozze del nuovo contratto proposto dall'Aran

dicembre 10, 2017 at 12:54 admin

Ad esito dell'incontro del 5 dicembre u.s. all'Aran, la reazione delle OOSS non è stata nel complesso positiva. Per la Cgil, le proposte portate dal Governo con la bozza presentata sui nuovi istituti del rapporto di lavoro sono ancora insoddisfacenti e soprattutto, la Cgil si dice preoccupata dei ritardi dell'aran circa la produzione di proposte da avanzare sugli aspetti fondamentali e qualificanti per giungere alla firma del nuovo contratto: nuove relazioni sindacali; nuova classificazione del personale; definizione della parte economica del contratto. Ancora più critica la posizione della UIL-PA che si dice essere stata responsabile sulla parte economica, ma di non transigere sul ruolo da affidare alla contrattazione. La Uil accusa gli apparati burocratici di trattare la cosa pubblica come cosa propria emarginando il sindacato dalle scelte. Posizione che ha determinato nell'ultimo decennio, la progressiva destrutturazione della PA con risvolti regressivi sulle utenze dei cittadini. Anche la Cisl regista che il Governo ha recepito solamente in parte le proposte unitarie del sindacato sugli istituti del nuovo rapporto di lavoro e ribadisce che il nuovo contratto dovrà recepire interamente gli accordi del novembre 2016 soprattutto in tema di relazioni sindacali, revisione dell'ordinamento professionale, valorizzazione economica dell'apporto partecipativo e delle competenze espresse dalla forza lavoro [fonte.1] [fonte.2] [fonte.3]

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Tfr, firma la petizione per la restituzione a fini previdenziali della indebita trattenuta in busta paga

novembre 25, 2017 at 5:21 admin

TFR, molte amministrazioni praticano indebitamente la trattenuta del contributo del 2,5% invece di indicarlo solo figurativamente, contrariamente a quanto previsto dall'accordo del '99. L'accordo quadro recepito con il Dpcm del 20 dicembre 1999, segnava il passaggio dal TFS al TFR per i dipendenti pubblici assunti dal 2001 e allo stesso tempo la possibilità di trasformare il Tfs in Tfr per tutti quelli che si fossero iscritti alla previdenza complementare. Il Tfs è gravato dal contributo previdenziale del 2,5% a carico del lavoratore e trattenuto dall'amministrazione di appartenenza sulla retribuzione utile ai fini previdenziali, successivamente versato all'ente di previdenza. Per il Tfr l'accantonamento è solo del 6,91% sulla retribuzione utile. La beffa ha colpito soprattutto coloro i quali si sono lasciati persuadere dalla martellante propaganda ed hanno rinunciato alla buonuscita (TFS), per investirla nella previdenza complementare di comparto con la segreta speranza di recuperare qualche euro dalla seconda pensioncina e riallineare il reddito alle esigenze di una vecchiaia che si preannuncia particolarmente parca, in regime contributivo. Ebbene, questi lavoratori leggono ogni mese sulla busta paga, una indebita trattenuta che frustra ed annulla le legittime aspirazioni dei lavoratori che in regime di TFS potevano contare su provvidenze aggiuntive utili al mantenimento del proprio tenore di vita. Alla trattenuta di abbattimento del TFR, si sommano le contribuzioi pretese dai Fondi previdenziali complementari a carico sempre del lavoratore, il cui rendimento resta tutto da verificare a fine carriera. Firma anche tu la petizione promossa dalla Cgil perché vengano restituite e cancellate le inique differenze di trattamento malcelate quando non taciute del tutto ai lavoratori

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Festa della Vittoria per gli Statali, dopo otto anni aumenti in busta da 30 a 50 euro netti

novembre 5, 2017 at 6:36 admin

4 novembre, Festa della Vittoria. 1918, Armando Diaz telegrafa a Re Vittorio Emanuele III di Savoia ed gli annuncia che l'Unità d'Italia è compiuta. A nostro modo abbiamo voluto rendere omaggio agli impiegati pubblici per antonomasia: le forze armate italiane che ci rapportano sul rinnovo dei contratti con una panoramica esaustiva dei comparti Statali. I sindacati sono stati convocati all'Aran per il prossimo 8 novembre e più di tutti la Cgil assicura che le trattative partiranno col piede giusto perché i lavoratori pubblici possano ritrovare un nuovo protagonismo restituendo priorità negoziale alla contrattazione sulla Legge. Ma sono parole stantie di un sindacato incapace di ritrovare un ruolo da protagonista nella società del terzo millennio, che si tiene in piedi in ragione della rappresentanza quasi esclusiva dei lavoratori a riposo. Quelli attivi infatti sanno bene che i loro stipendi, fissati nel 2009, sono stati falcidiati dai costi reali in euro. Sanno anche, i lavoratori in servizio, che gli stanziamenti nella legge di bilancio sono quelli che sono e che gli aumenti in busta oscilleranno tra i 30 ed i 50 euro netti...  

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La Fedeli a suo agio, al tavolo dei contratti ritrova i compagni del sindacato

luglio 1, 2017 at 7:27 admin

Gli apparati della Amministrazione Pubblica francese sono da sempre un esempio di eccellenza al quale anche l'Italia ha guardato con ammirazione, in passato. Lo stesso Macron, il giovane nuovo presidente della Repubblique, ha potuto bruciare le tappe della sua carriera in virtù dell'arduo percorso selettivo portato brillantemente a termine presso l'ecole nationale d'administration dove lo Stato francese seleziona le migliori intelligenze che entrano poi a far parte della pubblica amministrazione. Un percorso selettivo abbreviato, riservato a quelle individualità destinate a raggiungere i vertici apicali. I migliori giuristi, economisti, ingegneri arrivano al Governo in Francia per meriti nell'interesse esclusivo della nazione e diventano collaboratori o politici loro stessi, ma non dipendenti dalla politica e dai partiti. Nulla di tutto ciò accade in Italia dove come esempi di eccellenza, possiamo offrire una maestra d'asilo che ha fatto carriera nel sindacato, cioè quella stessa controparte che oggi si ritrova al tavolo delle trattative per rinnovare i contratti pubblici e che con grande maturità, mostra di sentirsi a suo agio tanto oggi a dare soldi per conto dello Stato, quanto ad averli chiesti ieri per conto dei lavoratori. Niente da eccepire. Splendide eccellenze quelle che prepara la scuola italiana che dagli anni '80 ha abbandonato il merito per inseguire le statistiche nei diplomifici come nelle accademie per somari cum laude. [fonte.1] [fonte.2]

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CdM nessuna proroga, la Buona Scuola passa per evitare altre tensioni coi docenti

gennaio 14, 2017 at 4:08 admin

A tre giorni dalla scadenza, otto Decreti attuativi della Riforma della Buona Scuola su nove, ricevono il via libera dal Consiglio dei Ministri presieduto da Gentiloni. E' stato deciso di evitare la proroga dei termini di scadenza della Legge Delega richiesta dalla neo ministro Fedeli, per scongiurare altre polemiche e tensioni coi docenti ed i dirigenti scolastici. In questo modo il PD ha scelto di evitare un nuovo confronto in aula puntando a recepire le osservazioni delle categorie interessate in sede di Commissione per il varo definitivo che segue il parere obbligatorio. In aula infatti, un eventuale emendamento al milleproroghe od un disegno di Legge ad hoc, avrebbero potuto ricevere il voto contrario soprattutto al Senato dove la minoranza del PD è decisiva, mentre l'esame in sede referente della Commissione ha un percorso più agevole in quanto i numeri della maggioranza sono meno incerti...[fonte.1] [fonte.2]

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Chiamata diretta, criteri validi per tutte le scuole, tra i contenuti della Intesa Miur/sindacati

gennaio 2, 2017 at 1:34 admin

L'intesa firmata al Miur il 29 dicembre 2016, è da considerarsi corollario dell'accordo sul pubblico impiego firmato dai sindacati il 30 novembre u.s. nel quale il Governo formalmente si era impegnato a riequilibrare il potere negoziale dei contratti in materia di lavoro compresso dalla Riforma Brunetta. In sintesi l'accordo prevede che la mobilità nelle scuole di ogni ordine e grado avverrà in un'unica fase delle otto previste lo scorso anno. Sia alla mobilità provinciale, sia alla mobilità interprovinciale, potranno partecipare tutti i docenti, compreso i neo assunti esprimendo fino ad un massimo di quindici preferenze anche di ambito; cinque per le singole scuole. Alla mobilità volontaria potranno partecipare anche i docenti perdenti posto, con le medesime regole. Il 60% dei posti che resteranno vacanti dopo le procedure di mobilità provinciale, saranno assegnati con nuove immissioni in ruolo; il 30% sarà riservato ai trasferimenti fuori provincia; il restante 10% alla mobilità "professionale". L'accordo ha inoltre stabilito che i criteri per la "chiamata diretta", saranno uguali su tutto il territorio nazionale e definiti con un allegato all'accordo medesimo. Saranno poi i collegi dei docenti a deliberare i requisiti per ciascuna scuola in coerenza con il PTOF. Senza questa Delibera, nessuna scuola potrà procedere a dare incarichi e sarà compito degli USR conferire gli incarchi su posti che dovessero restare vacanti in ragione del punteggio assegnato nelle procedure di mobilità. [accordo 29 dic.2016] [contenuti]

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Scuola e PA, dalla rottamazione alla dismissione con Gentiloni il passo è stato breve

gennaio 2, 2017 at 12:38 admin

Alla riforma Madia ch'è stata smontata dalla Corte Costituzionale dichiarandola illegittima nella parte in cui prevedeva il semplice parere delle Regioni piuttosto che l'intesa preventiva nelle materie regolatorie che investono le competenze delle Autonomie Locali; si è unita la "buona scuola" che con l'accordo strappato dai sindacati al neo ministro Fedeli il 29 dicembre u.s. avvia un prevedibile, progressivo processo di dismissione delle riforme renziane. Già con le Amministrative si era avuto sentore del malcontento, poi è seguita la bocciatura definitiva con gli esiti del referendum Costituzionale. Un'azione di recupero del consenso elettorale di ogni Governo di sinistra, lo zoccolo duro che risiede nel mondo della scuola s'avvertiva urgente. Ed ecco la prima misura del Governo fotocopia per correre ai ripari al fine di evitare l'uscita di scena definitiva: l'accordo firmato con Cgil, Cisl, Uil scuola; Snals, Confsal cancella una delle misure più contestate dai docenti: il vincolo triennale di permanenza fuori sede. Dalla prossima primavera tutti potranno presentare domanda di trasferimento scegliendo tra quindici province e cinque scuole di destinazione preferita. Dal Governo del fare, al Governo del disfare

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Statali, giovedì la firma per gli 85 euro di aumenti che annullano gli 80 euro del credito d'imposta

novembre 26, 2016 at 10:34 admin

Giovedì 1 dicembre sindacati nuovamente convocati da Madia per chiudere la partita dei rinnovi contrattuali prima del referendum costituzionale. Sembra però che non mancheranno le sorprese perché al momento, restando come sono le cose, il Governo al tavolo dei rinnovi con una mano ha promesso di dare 85 euro lordi di incrementi stipendiali, e con l'altra tratterrebbe dalle buste paga il credito di imposta meglio noto come gli 80 euro di Renzi, se gli aumenti contrattuali dovessero far superare la soglia dei ventiseimila euro che dà diritto alla restituzione monetaria di una quota d'imposte sterilizzando di fatto gli aumenti in busta paga. A questo si aggiungono le parole sibilline pronunciate dal Ministro dell'economia Padoan che non sa quanto costa un litro di latte, ma in compenso ricorda ai sindacati che gli 85 euro lordi mensili di aumenti non sono per tutti, rappresentano infatti una media. Alcuni prenderanno 120 euro, altri ne intascheranno solamente 50, indovinate chi? [fonte]

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Ideona della Camusso, dimezzare la disoccupazione con mezzo milione di assunzioni nel pubblico impiego

settembre 18, 2016 at 4:52 admin

Questa poi l'avevamo già sentita. Alla segretaria Camusso è venuta una ideona: con la modica spesa di 30 miliardi, assumiamo 520.000 nuovi Statali e dimezziamo la disoccupazione. In verità la proposta non è propriamente nuova, quella di spendere a deficit per ridurre la disoccupazione fu la soluzione sperimentata negli anni '70 ed '80 nel meridione d'Italia con la creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro fittizi nel pubblico impiego di cui ancora oggi si tenta di smaltire l'ingolfamento con le nuove norme sulla mobilità ed il trasferimento dei docenti al nord. Pensiamo solamente ai guasti ed ai danni procurati all'economia dall'organico gonfiato dei trentamila forestali siciliani. Eppure la Cgil insiste nel proporre come soluzione per far ripartire la crescita e la produttività, l'assunzioni dirette a tempo indeterminato negli organici delle PA finanziate guarda caso da una patrimoniale. Quand'anche si riuscisse a recuperare questa enorme ricchezza per finanziare posti di lavoro inventati fuori mercato, una volta impiegata ed esaurita, che cosa facciamo li licenziamo o facciamo altro debito per mantenerli in servizio? Siamo fiduciosi che la storia prima o poi riesca ad insegnare qualcosa ed a far venire idee nuove anche alla Cgil...[fonte]

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Camusso al Governo, i milioni non bastano tira fuori i miliardi se vuoi parlare di contratti

agosto 13, 2016 at 7:21 admin

Per cominciare a parlare di rinnovo dei contratti pubblici, non bastano i milioni il Governo deve tirare fuori i miliardi dichiara Susanna Camusso. Non ci accontentiamo del caffé anche se siamo disponibili a non far gravare tutto sul primo anno di applicazione ed a concordare un modello premiale innovativo, ma devono essere garantite risorse sia a livello nazionale, sia a livello decentrato. Come a dire che il Governo è avvertito, non potrà trincerarsi sugli ultimi dati della de-crescita comunque inferiori alle previsioni [fonte]

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