Boiardi di Stato, il nuovo stipendio sarà calcolato sul fatturato

ottobre 23, 2016 at 9:02 admin

400 milioni, è la spesa annuale che grava sull'erario per sfamare i 26.500 dirigenti delle società Partecipate dallo Stato e dagli Enti pubblici. In verità i numeri dello stipendificio di questo speciale settore degli apparati pubblici sarebbero di gran lunga superiori: 37.000, ma molti boiardi di Stato hanno la fortuna di ricoprire più incarichi per cui il numero di buste-paga emesse complessivamente a fine mese risulta nettamente superiore al numero dei percettori. Una economia parassitaria che fatte salve alcune realtà produttive essenziali capaci di generare utili, soprattutto negli enti territoriali ha il solo scopo di sottrarre quote significative al mercato per finanziare le clientele della politica locale. Se alla crisi per assurdo si potesse assegnare un merito, questo andrebbe sicuramente ai tentativi di riordino per molti versi velleitari, indotti dalle necessità di bilancio. Ebbene, nell'ambito della riforma delle Partecipate delegata ad agosto 2016, sta per essere emanata una sforbiciata agli stipendi dei cosiddetti "manager" pubblici con una diversificazione dei tetti stipendiali in ragione del fatturato prodotto dalle cosiddette imprese a capitale pubblico, del numero di dipendente amministrati e della massa d'investimenti impiegata. Le fasce quindi dovrebbero incrementarsi a cinque dalla tre originarie e l'ultima, quella nella quale sono comprese le aziende minori, dovrebbe subire un taglio più sostanzioso del tetto stipendiale diminuendo dagli attuali 120.000 euro a poco più di 95.000. Sono in molti quelli che sperano che non sia solo una burla referendaria...[fonte]

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nuove assunzioni EELL, la spesa per i provinciali è fuori dal tetto al turnover, DFP n.51991-16

ottobre 23, 2016 at 8:26 admin

Regioni ed Enti Locali, la ricollocazione del personale delle ex Provincie in esubero, potrà essere computata fuori bilancio e dunque, il tetto del "turnover" fissato al 25% ai risparmi che vengono dalle cessazioni, potrà essere investito interamente in nuove assunzioni secondo il comma 424 art.1 della Legge di Stabilità 2014. A precisarlo è la nota del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 51991 del 10 ottobre 2016 che ha ripristinato le ordinarie facoltà assunzioni di Lombardia e Toscana

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Statali, la miseria dei rinnovi mette a rischio gli 80 euro, tutto congiura per il NO

ottobre 9, 2016 at 10:04 admin

La Commissione,  il deficit, i sindacati, la Brunetta, tutto sembra congiurare per il NO al referendum del 4 dicembre prossimo. Gli Statali sono diventati un incubo per Renzi. Moscovici, il "cane" europeo a guardia della Legge di Stabilità si è rimangiato il via libera al deficit allegro in prospettiva antipopulista e Renzi è finito nuovamente nei guai. Tra le mance in programma per vincere il referendum Costituzionale c'era l'incremento del deficit fino al 2,4% del PIL che avrebbe consentito un congruo aumento dei salari in busta paga. La marcia indietro di Moscovici però che ha riposizionato il paletto del deficit al 2,1%, ha rimesso in gioco l'alienazione del consenso nelle urne del pubblico impiego. Il Governo infatti è stato costretto a prevedere uno stanziamento aggiuntivo di risorse per rinnovare i contratti pubblici che non supera i 600 milioni nella prossima Legge di Stabilità. Sommati ai 300 ml stanziati l'anno passato, fanno circa 900 milioni di euro a coprire i rinnovi fino al 2018 compreso. Tradotto: meno della previsione ottimistica di 20 euro netti in busta che oltretutto metterebbero a rischio la percezione del credito d'imposta di 80 euro che contribuì al successo alle ultime consultazioni europee. Allo stato delle cose, nessuna delle organizzazioni sindacali sembra disposta a firmare i rinnovi contrattuali anzi, il sindacato pone un'ulteriore condizione: il superamento della riforma Brunetta che impone di valutare la performance ed azzerare i premi a pioggia. Le ultime notizie danno la Madia disposta non ad abrogare la norma, ma a sospenderla in vista del referendum evidentemente il Governo prova a non alienarsi definitivamente il voto degli Statali...[fonte.1] - [fonte.2]

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La Commissione europea soccorre i vecchi Ata co.co.co. rimasti fuori da ogni concorsone

ottobre 9, 2016 at 8:04 admin

Marianne Thyssen, commissaria europea al lavoro, affari sociali, competenze e mobilità lavorativa ha comunicato con una lettera indirizzata al coordinatore Leonardo Del Giudice, di aver raccolto e registrata la denuncia del "comitato lavoratori precari Co.Co.Co. della Scuola (D.M. 66/2001), in violazione della Direttiva comunitaria n.70/1999/Ce sul lavoro a tempo determinato. La Commissaria ha assicurato che a breve la questione dei lavoratori ATA ex cassaintegrati ed in mobilità assunti presso le scuole statali con contratti atipici sarà presa in esame e riceverà una risposta. Si tratta di 890 tra segretari, istruttori ed esecutori originariamente impiegati presso gli uffici amministrativi scolastici a supporto dei colleghi di ruolo e via via nel corso degli anni sempre più integrati nell'organizzazione del lavoro fino ad essere caricati delle medesime responsabilità dei dipendenti di ruolo, mantenendo però un profilo attenuato ed affievolito dei diritti. Si tratta di lavoratori in età matura, tutti oltre i 50 anni, che hanno acquisito e sviluppato professionalità specialistiche e che hanno garantito e continuano a garantire alle scuole della Sicilia, della Calabria, della Campania, della Puglia, del Lazio, delle Marche, della Sardegna e dell'Abbruzzo, la continuità dell'azione amministrativa assumendo i medesimi carichi di lavoro dei dipendenti a tempo indeterminato, ma che la buona scuola ha mantenuto fuori dai concorsoni e da ogni procedura di stabilizzazione. Ironia della sorte, quella stessa Europa che tanto disagio ha creato con le sue Pronunce ai precari di tutta Italia obbligandoli di fatto alle peregrinazioni degli algoritmi, resta e rimane per questo nutrito gruppo di ATA maturi e fuori mercato, l'ultima speranza per assicurarsi un lavoro regolare ed una pensione congrua [fonte.1] - [fonte.2]

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Francesca Saudino, una cima vincitrice di concorso che la Buona Scuola mantiene disoccupata

ottobre 1, 2016 at 11:31 admin

43 anni, avvocato col pallino dell'insegnamento. Francesca Saudino, ha trascorso l'estate a preparare il concorsone e si è classificata prima in Campania, vincitrice di cattedra in diritto ed economia. Quella che in altri tempi si sarebbe detta una vera cima, particolarmente vocata all'insegnamento. A fregarla però ancora una volta l'ennesima riforma che a parole doveva premiare i meriti, ma che in questo caso nei fatti si è rivelata una "pessima scuola" perché ha consentito che la cattedra le venisse soffiata dai colleghi professori immessi in ruolo senza concorso e dai colleghi rientrati in Campania dal nord con la mobilità. Costituzione alla mano, anche per Francesca non c'è altra alternativa che ricorrere per vie legali. I diritti dei "bravi e meritevoli", devono avere la precedenza sui "diritti politici" ed allora qualcuno immesso in ruolo per via amministrativa o trasferito per mobilità, deve cederle il posto. I giovani non vanno ingannati dallo Stato, a maggior ragione quando giovani non sono più a forza di studiare...[fonte]

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Le supplenze sono il prezzo pagato da Renzi per vincere il referendum costituzionale

ottobre 1, 2016 at 10:20 admin

Probabilmente abbiamo sbagliato, ma abbiamo preferito cercare soluzioni ai tanti professori del meridione che si sarebbero dovuti spostare da casa. Risponde così il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, agli ascoltatori di Radio RTL 102,5 che in diretta gli chiedevano conto delle troppe supplenze a riempire le cattedre vuote al nord quando invece la Buona Scuola solennemente prometteva di eliminarle. Abbiamo compiuto un gesto di buona volontà non disinteressato però, pensiamo noi. E' del tutto evidente che nell'ottica referendaria del 4 dicembre prossimo, recuperare un pò di voti nel mondo della scuola era una esigenza prevalente rispetto a quella di mandare a regime la riforma. E' stato un pò come ricredersi sulla bontà di una riforma che invece prometteva di risolvere i problemi della scuola in modo definitivo. Ma i voti son voti ed a dicembre si aggiungeranno a quelli comprati coi bonus pensionati, esodati, agricoltori, impiegati, imprese. Non tutte le ciambelle riescono col buco e questa della Buona Scuola potevamo gestirla meglio, sarei stato più contento conclude il ganassa, insolitamente autocritico [dalla viva voce]

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Timbra il badge e scappa, da Biella a Scafati nemmeno la telecamera riesce a licenziare

ottobre 1, 2016 at 11:38 admin

Timbra il badge e scappa, da Biella a Scafati dopo la Madia nulla è cambiato. C'avevano raccontato di un licenziamento in tronco riservato ai furbetti colti in flagranza, ma evidentemente in Italia nemmeno le telecamere bastano a fare "Giustizia". Chissà, forse i Giudici potrebbero arrendersi ed applicare la Legge solamente di fronte ad una improbabile confessione giurata. C'è poco da sperarci però, tutto lascia pensare che troverebbero comunque il modo di giustificare il reintegro magari motivato da crisi depressive ed ansie claustrofobiche. E' già accaduto in un passato certo non remoto. Sta di fatto che la Riforma Madia propagandata come l'infallibile deterrente all'assenteismo truffaldino, continua a denunciare lungaggini dei procedimenti e garantismi oltre ogni ragionevole dubbio: ai furbi una sospensiva può bastare, siamo gente democratica che sa accogliere e giammai espellere. Vota Antonio, vota Antonio La Trippa al Comune. Diversamente non si spiegherebbe il perseverare di tanti episodi truffaldini negli uffici della Pubblica Amministrazione che più italiana non si può, di origine controllata dal produttivo settentrione dove il lavoro si dice eletto a religione civile, all'indolente meridione che dell'inganno mena vanto manco fosse un fattore di superiore intelligenza. Fratelli d'Italia, l'Italia s'addormenti che meglio di Scipio c'è solo il riposo retribuito...nd/Blog

 

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EELL, dal patto di stabilità all'equilibrio di bilancio, la mobilità grava sui limiti assunzionali

settembre 18, 2016 at 6:46 admin

La Legge n. 160/2016 ha sbloccato la mobilità dei dipendenti degli Enti Locali nelle Regioni in cui almeno il 90% del personale soprannumerario delle Provincie è stato ricollocato. Il passaggio però dal Patto di Stabilità al criterio del bilancio in equilibrio ha determinato anche la rivisitazione della teoria secondo la quale le procedure di mobilità erano da considerarsi neutre ai fini dell'incidenza sul limite di spesa assunzionale pari al 25% dei cessati. Una serie di norme concomitanti e non coordinate, inducono hanno indotto la Corte dei Conti a rivedere i propri indirizzi interpretativi e considerare il passaggio di un dipendente tra enti dello stesso comparto come una modalità di reclutamento diversa che non è a somma zero perché la stipula del contratto di lavoro nel nuovo Ente di destinazione, incide comunque sul bilancio di quest'ultimo...[fonte]

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Ideona della Camusso, dimezzare la disoccupazione con mezzo milione di assunzioni nel pubblico impiego

settembre 18, 2016 at 4:52 admin

Questa poi l'avevamo già sentita. Alla segretaria Camusso è venuta una ideona: con la modica spesa di 30 miliardi, assumiamo 520.000 nuovi Statali e dimezziamo la disoccupazione. In verità la proposta non è propriamente nuova, quella di spendere a deficit per ridurre la disoccupazione fu la soluzione sperimentata negli anni '70 ed '80 nel meridione d'Italia con la creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro fittizi nel pubblico impiego di cui ancora oggi si tenta di smaltire l'ingolfamento con le nuove norme sulla mobilità ed il trasferimento dei docenti al nord. Pensiamo solamente ai guasti ed ai danni procurati all'economia dall'organico gonfiato dei trentamila forestali siciliani. Eppure la Cgil insiste nel proporre come soluzione per far ripartire la crescita e la produttività, l'assunzioni dirette a tempo indeterminato negli organici delle PA finanziate guarda caso da una patrimoniale. Quand'anche si riuscisse a recuperare questa enorme ricchezza per finanziare posti di lavoro inventati fuori mercato, una volta impiegata ed esaurita, che cosa facciamo li licenziamo o facciamo altro debito per mantenerli in servizio? Siamo fiduciosi che la storia prima o poi riesca ad insegnare qualcosa ed a far venire idee nuove anche alla Cgil...[fonte]

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Il piagnisteo dei docenti ha finito per stufare gli stessi Statali

settembre 18, 2016 at 4:03 admin

Sono stufa di sentire il piagnisteo dei docenti scrive Margherita Ferrari, dipendente regionale, dopo aver letto l'ennesima lettera di lamentele pubblicata dal settimanale SETTE. Dopo trentasei anni di servizio guadagno 1.300 mensili, lavoro 36 ore la settimana ed ho 32 giorni di ferie annuali. Lo stipendio netto di un prof è di 1.600 euro mensili, lavorano 18 ore la settimana e godono due mesi abbondanti di ferie annuali. Senza contare le vacanze di Natale e Pasqua ed i giorni di ponte in occasione delle ricorrenze! Giocano al risparmio e conservano le energie per impartire lezioni private al pomeriggio. Confondono la libertà d'insegnamento con la libertà di comportarsi come si vuole, si presentano ai colloqui con l'orologio in mano, giudicano gli alunni e si rifiutano di essere valutati, si riempiono la bocca con BCE e DSA e poi non sanno gestire una semplice timidezza. A ben riflettere, non sarebbe una cattiva idea se ciascuna categoria di lavoratori del pubblico impiego assumesse maggiore consapevolezza delle nuove realtà socio economica e ridimensionasse il ventaglio delle proprie rivendicazioni che risentono dei bei tempi andati, quando i diritti avevano la precedenza sui doveri e si trasformavano in privilegi...[fonte]

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