La Riforma PA non è ancora Legge, ma i Decreti attuativi sono già nelle mani della Trojka per rassicurarla

luglio 29, 2015 at 12:17 admin

Cottarelli mentre legge i Decreti della Riforma PACon 253 SI, 93 NO e 5 astenuti, la Riforma della Pubblica Amministrazione ha superato il voto alla Camera ed è ritornata al Senato per l'approvazione definitiva. Prima ancora però che il Decreto Delegato diventi Legge, l'ex commissario alla revisione della spesa Carlo Cottarelli membro del Fondo Monetario Internazionale, si lascia sfuggire che già ad inizio Luglio il ministro Madia "ci ha mostrato i Decreti attuativi della Riforma della PA". Pensiamo che la faccenda non sia di poco conto anche se non si sono udite voci in merito. Il Governo a voler dar credito a quanto afferma Cottarelli, in buona sostanza prima ancora che il Parlamento abbia terminato l'iter di discussione ed approvato la Delega all'esecutivo per legiferare, ha già pronti i Decreti attuativi per applicare una Legge che ancora NON c'è. Vale a significare che anche se il Parlamento non ha ancora definito il quadro dei principi generali nel cui perimetro l'esecutivo è autorizzato a normare, il Governo che ancora non conosce gli esatti limiti nei quali muoversi, ha già scritto i Decreti per applicare quei principi evidentemente utilizzando "poteri speciali di veggenza". Di fatto certifica che l'Italia NON è più una Repubblica parlamentare. Niente di male, ma non può essere Renzi a determinare il cambio della forma di Stato. Cosa poi ancora più grave, le Leggi della Repubblica di cui il popolo italiano ancora non è ufficialmente a conoscenza in quanto non ancora promulgate e pubblicate in Gazzetta ufficiale, sono state invece già acquisite dalla Trojka per il tramite del FMI che ne è parte attiva ed integrante. Viene il sospetto che a dettare la Riforma della PA non sia il Parlamento italiano, ma siano istituzioni sovranazionali che rispondono a poteri di natura non politica eterodiretti da potenze straniere. Questi poteri si avvertono talmente indispensabili, da abbandonare anche le più elementari forme di discrezione e diplomazia, Cottarelli infatti non si pone alcun problema a confessare di conoscere le Leggi della Repubblica prima ancora che siano approvate. Anzi, è così sicuro della forza del ricatto economico esercitato sul paese da queste Istituzioni tecno-finanziarie che non si pone problema alcuno ed allude all'unica organizzazione che evidentemente non riescono a controllare quando auspica che il sindacato mantenga in merito alle riforme una condotta responsabile cioè, quella a loro più gradita della cieca obbedienza. Insomma, se vi muovete vi stringiamo la cravatta al collo fino a soffocarvi, sembra dire. (fonti: "Cottarelli" e "Riforma, sintesi del testo approvato alla Camera").

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Statali, poco più di 1 miliardo per i rinnovi contrattuali, han già preso gli 80 euro dice il Governo

luglio 25, 2015 at 2:04 admin

rinnovi contrattiIl Governo è al lavoro per preparare la Legge di Stabilità e fonti accreditate riferiscono che per i rinnovi dei contratti del pubblico impiego abbia appostato poco più di un miliardo, 1.2 per l'esattezza. Costretto dalla Sentenza della Corte Costituzionale a mettere fine al blocco dei contratti per i dipendenti pubblici dopo sei anni, al Tesoro sarebbero allo studio manovre per reperire risorse che allo stato non vi sono e l'orientamento è quello di mantenere al minimo gli incrementi degli stipendi statali in considerazione degli 80 euro di credito d'imposta già percepiti nonostante che la Ragioneria abbia confermato la cifra di 11 miliardi risparmiati nell'ultimo quinquennio con il protrarsi del blocco ai rinnovi dei contratti. Altri 400 milioni poi, sarebbero stanziati nella prossima finanziaria a titolo di vacanza contrattuale che andrà a coprire i risarcimenti parziali dei mancati rinnovi dalla data di emanazione della Sentenza della Corte Costituzionale fino al 31 dicembre 2015. Il prossimo contratto sarà valido per il triennio 2016-2018 ed a differenza delle precedenti tornate, riguarderà quattro comparti in totale dai 16 che erano prima dell'entrata in vigore della Riforma Brunetta D.Lgs.150/09 (fonti 1 e 2).

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Riforma PA ci siamo, il testo è definitivo, gli incarichi dirigenziali tutti a termine

luglio 18, 2015 at 4:05 admin

RiformaPA, sprint finaleLa riforma della Pubblica Amministrazione è passata alla Camera, quella che ritorna al Senato  per la terza ed ultima lettura, è oramai il testo definitivo. Accantonata e rinviata a settembre la riforma Costituzionale del Senato che trova ancora forti resistenze nella minoranza PD, Renzi ha puntato tutte le fiches sulla conclusione del percorso parlamentare della Legge Delega di Riforma della PA prima della pausa estiva. Con l'approvazione alla Camera di ieri, sembra che sia riuscito nell'intento di non frenare la sua marcia riformista obiettivo primario da sventolare in Europa per fugare i dubbi sulla credibilità italiana, di alcune delle potenze del nord-Europa. Tra le novità più rilevanti, la soppressione del Corpo di Polizia Forestale i cui agenti rientreranno nelle fila dei CC ed in quelle dei VVFF. Il nuovo ordinamento porterà modifiche molto importanti anche al ruolo dei Dirigenti pubblici che non avranno più un incarico garantito a vita, ma saranno schiodati dalla poltrona al massimo ogni sei anni. Per i Dirigenti sono previsti infatti solo incarichi quadriennali, rinnovabili per un massimo di successivi due anni poi passeranno ad altre funzioni. Per quelli che resteranno fuori ruolo, se si aggiunge una valutazione della performance negativa, saranno licenziati. E' prevedibile però che di valutazioni insufficienti se ne leggeranno poche, per non scrivere nessuna se gli organismi di valutazione continueranno a rispondere alle logiche corporative sindacali e politiche. 

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Giannini: opposizione rumorosa, ma la maggioranza silenziosa dei docenti garantirà il corretto avvio del nuovo anno scolastico

luglio 17, 2015 at 10:47 admin

MINISTRO DELL'ISTRUZIONE GIANNINI A SENO NUDOIl ministro Giannini ha voluto rassicurare studenti e genitori sul regolare inizio del nuovo anno scolastico il prossimo settembre anzi, si è detta sicura che le cose andranno meglio rispetto agli anni precedenti grazie alle opportunità offerte dalla buona scuola che troverà la sua corretta applicazione nel corpo docente perché come sempre, l'opposizione nel mondo della scuola è molto rumorosa ed organizzata, ma i professori che aderiscono alle riforme con spirito collaborativo sono quella maggioranza silenziosa che al momento opportuno viene fuori e garantisce la corretta il buon esito delle riforme. Giannini ha poi riconosciuto che gli stipendi dei docenti non sono adeguatamente valorizzati perché i nostri sono "tempi avari" ed il problema ha aggiunto, riguarda tutto il pubblico impiego che ha le retribuzioni bloccate da anni. Ai professori però, quest'anno sono state assegnate risorse aggiuntive pari a 45 euro mensili per un totale annuo di 500 euro che potranno essere spesi secondo i bisogni di ciascuno in aggiornamento e formazione obbligatori inoltre, i docenti la cui valutazione della performance risulterà positiva, si spartiranno ben 200 milioni. I genitori infine, nel prossimo anno scolastico non dovranno procurare "la carta igienica" perché il fondo acquisti ordinari è stato raddoppiato fino a raggiungere i 235 milioni.

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Legge n. 107 del 13 luglio 2015, la buona scuola

luglio 17, 2015 at 10:13 admin

logo G.U.La buona scuola, Legge n. 107 del 13 luglio 2015, testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale

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La buona scuola è Legge, entra in aula la squadra docenti del Preside

luglio 9, 2015 at 11:40 admin

logo riforma istruzioneè Legge. E' stata approvata oggi alla Camera in via definitiva. Le proteste in aula e fuori, a poco sono servite. Nemmeno gli scioperi di massa hanno sortito l'effetto sperato di fermare l'iter del ddl. Qualche preoccupazione maggiore l'ha procurata al Governo il risultato deludente alle ultime consultazioni regionali, ma comunque la nuova Riforma della Scuola ha concluso il suo percorso d'esami in Parlamento tutto sommato in maniera spedita. C'è subito da sgombrare il campo da un timore diffuso tra i docenti precari, quello di restare fuori dalle assunzioni e non vedere più il loro contratto a Tempo Determinato rinnovato dopo il superamento del limite massimo di 36 mesi di servizio: i commi 131-132 dell'unico artico di cui si compone la Legge stabiliscono che il limite dei 36 mesi si applica solo ai contratti che saranno stipulati a decorrere dal 1° settembre 2016. L'altro pomo della discordia che ha innescato feroci polemiche è stato quello del Preside "leader educativo", nel senso che promuove il POF che diventa triennale dettando gli indirizzi delle scelte di gestione, ma Il piano sarà predisposto dal collegio dei docenti, ed approvato dal Consiglio di Istituto (commi 5-7, 12-17 e 19). Il dirigente scolastico però dall' a.s. 2016-2017 metterà in campo la sua squadra docente individuando, sui posti che si liberano ogni anno, i professori con il curriculum più adatto a realizzare il progetto formativo del suo istituto. L’individuazione dei docenti da parte dei presidi avverrà all’ interno di amibiti territoriali predisposti dagli Uffici Scolastici Regionali. Comunque sarà lo Stato non il dirigente scolastico ad assumere. Solo dopo l'assunzione, gli insegnanti vengono chiamati dalle scuole sulla base dell'offerta che vogliono garantire agli studenti. Difficile contestare della "Buona Scuola" sarà sicuramente il piano straordinario di assunzioni per l’anno scolastico 2015/2016 che coprirà le cattedre vacanti e creerà il nuovo organico dell'autonomia. Il piano darà alla scuola l'8% di docenti in più, una media di 7 insegnanti aggiuntivi per ciascun istituto. Oltre 100mila docenti saranno dunque assunti quest’anno attingendo dalle Graduatorie ad esaurimento e dalle Graduatorie di merito (concorsi). Poi i concorsi torneranno ad essere banditi regolarmente ogni tre anni: il primo bando è previsto entro il prossimo 1° dicembre, saranno valorizzati i titoli dei candidati e il servizio prestato da chi ha già insegnato. Qui, una scheda riassuntiva delle modifiche apportate dalla Legge di Riforma dell'Istruzione promossa dal Governo Renzi

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Rampelli lancia l'allarme, già a settembre a molti docenti precari la buona scuola non rinnoverà i contratti

luglio 7, 2015 at 5:23 admin

foto Deputato di Fratelli D'ItaliaIl deputato Fabio Rampelli lancia l'allarme: respinti in Commissione tutti gli emendamenti, il DDL la "buona scuola" passa all'esame dell'aula pronto per essere approvato con la fiducia. Già a settembre però sulla pelle dei docenti precari della scuola cadranno i primi sciagurati effetti: non saranno rinnovati i loro contratti per il superamento del termine di 36 mesi di servizio. Disoccupati, molti professori si ritroveranno presso i centri per l'impiego. Si calcola che nei due anni a seguire, per le stesse ragioni ben 80mila docenti resteranno senza lavoro se la "buona scuola" come sembra, diventerà definitivamente Legge dello Stato.

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Dalla sentenza all'italiana della Consulta, al Contratto di Filiera nella piattaforma sindacale del Pubblico Impiego

luglio 7, 2015 at 3:45 admin

Roma. Assemblea dei delegati e delle RSU di Cgil, Cisl, Uil pubblico impiego incentrata sulle tematiche del rinnovo dei contratti fermi da sei anni, alla luce della recente Sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il protrarsi del blocco ai rinnovi dei contratti pubblici. Al centro della discussione, la piattaforma rivendicativa sindacale che intende rilanciare il ruolo del contratto collettivo per tutelare i lavoratori dalle interferenze della Legge e per garantire diritti economici e normativi generalizzati ed esigibili su tutto il territorio nazionale. E' necessario recuperare le materie sottratte ai tavoli negoziali dalle Leggi quali organizzazione del lavoro, orari, mobilità, dotazioni organiche e politiche per l'occupazione rilanciando anche la contrattazione integrativa per valorizzare i servizi e le professionalità attraverso l'individuazione degli sperperi per recuperare importanti risorse da destinare alla produttività. Dall'assemblea è emersa una strategia contrattuale nuova: il contratto di filiera, l'avvio un confronto che porti nel tempo massimo di tre tornate contrattuali, ai contratti unici per le Funzioni Centrali, i Servizi Locali, la sanità e l'assistenza eliminando il "dumping" tra lavoratori che svolgono le stesse funzioni. Riassume Nicola Turco, segretario generale di UIL-PA: la piattaforma sindacale si pone in discontinuità con il passato chiedendo alla politica una inversione di tendenza che faccia cessare il processo di rileggificazione in atto perché vogliamo riprenderci non solamente il contratto, ma l'intero strumento della contrattazione sia a livello nazionale, sia a livello territoriale per recuperare quei spazi negoziali che danno le gambe ai progetti di riforma della PA, attraverso la riappropriazione delle materie quali mobilità, organizzazione del lavoro ecc. ecc. Chiediamo alla politica di fare un passo indietro per creare le condizioni di un vero negoziato. Il contratto collettivo non deve rappresentare solamente una occasione di recupero salariale, ma deve essere un mezzo per recuperare diritti e dignità dei lavoroatori. Sulla recente Sentenza della Consulta, Nicola Turco si è espresso in termini non propriamente lusinghieri: dopo aver subito così tanti e forti pressioni esterne, la Corte Costituzionale non ha potuto fare a meno di emettere una "sentenza all'italiana" con la quale si sono chiusi i conti col passato e questo ci deve far riflettere sui "sentieri democratici" per i quali si avvia il nostro paese. Non dobbiamo abbassare la guardia, la politica si è presa spazi che non le competono e che devono tornare al movimento sindacale...

 

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Faverin: RSU, 25000 eletti pretendono di rappresentare subito i lavoratori ai tavoli della contrattazione

luglio 7, 2015 at 12:56 admin

Faverin, Cisl: mentre Renzi alle ultime consultazioni regionali ha fatto il 40% di presenze, noi abbiamo registrato l'80% di votanti che hanno eletto 25.000 colleghi nelle RSU (non saranno troppi?), che pretendono di avere un ruolo per rappresentare il lavoro pubblico in tutte le sue articolazioni Statali, Regionali, sanitarie, Comunali. La contrattazione pubblica è ferma da sei anni e Renzi non si rende conto che i lavoratori vogliono sentirsi rappresentati dopotutto, il contratto di lavoro non è uno strumento medievale, ma è un'occasione perché 500 diverse professioni pubbliche possano contribuire a cambiare una PA disorganizzata dalla politica e dagli affari, ripartendo dalle competenze e dalla professionalità di ciascuno perché i cittadini abbiano a pagare meno tasse e ad avere restituiti servizi pubblici di qualità appropriata. Non ci fermeremo un solo attimo fincheé non siederemo al tavolo della contrattazione perché quello del diritto al contratto che regola i rapporti tra lavoratore e datore di lavoro è scritto nella Costituzione. Sappiamo che Renzi è un Presidente del Consiglio giovane ed inesperto che vuole cambiare la Costituzione solamente nelle parte che gli interessano, però non è così che la pensa il paese che astenendosi alle ultime elezioni Regionali gli ha mostrato tutto il suo dissenso. Ogni giorno, in ogni posto di lavoro, un collega eletto spiegherà perché non funziona la macchina pubblica ed illustrerà la ricetta locale o centrale per rivendicare un contratto di lavoro che è ancora il mezzo più efficace per migliorare l'organizzazione di una PA lottizzata e scarsamente controllata. L'anticorruzione è solamente una falsa bandiera, se non consente alle persone di controllare a nome dei cittadini...

 

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Statali, dal Tribunale del lavoro presto ci arriveranno 60 euro di vacanza contrattuale

giugno 30, 2015 at 2:34 admin

foto dell'avv. giuslavorista Fiom, AllevaResta in attesa di leggere le motivazioni con le quali la Consulta argomenterà la recente Sentenza sull'incostituzionalità del blocco dei rinnovi contrattuali, per poi presentare un nuovo ricorso al Tribunale del Lavoro il prof. Piergiovanni Alleva avvocato giuslavorista della Fiom, ricorso che ci restituirà mediamente 60 euro mensili per mancato accredito della Vacanza Contrattuale lungo tutto il periodo di interdizione ai rinnovi dei contratti pubblici. In fondo è semplice il ragionamento del prof. Alleva: la Corte Costituzionale afferma, "ha semplicemente riconosciuto il principio emergenziale, l’esigenza straordinaria, legata alla crisi, che ha spinto il governo a sospendere la contrattazione", ma "ribadendo il valore costituzionale della contrattazione sindacale", ha anche affermato che "se è anticostituzionale bloccare la dinamica dei salari, allora lo sarebbe anche non erogare la salvaguardia per il mancato rinnovo". Di conseguenza, se il Tribunale del Lavoro accoglierà le tesi del prof. Alleva, il Governo di miliarducci in Finanziaria ne dovrà mettere almeno 5 per restituirci la maltolta vacanza contrattuale dal 2012 ad oggi...

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