Gli Statali hanno salvato l'Italia dal fallimento con 35 miliardi...

giugno 5, 2015 at 11:17 admin

silvana sciarra, giudice costituzionaleCosì come per la Sentenza che ha restituito ai pensionati i tagli all'indicizzazione del costo delle vita, anche la discussione del ricorso contro il blocco dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego vedrà relatore il Giudice Costituzionale Silvana Sciarra. La circostanza lascerebbe ben sperare se non fosse che prima dell'udienza del 23 giugno il giorno 11, si riunisce il Parlamento in seduta comune per nominare due membri della Corte il cui plenum al momento non è completo. Facile immaginare che le forze politiche troveranno una intesa su nomi il cui profilo risponda a criteri di riequilibro dell'orientamento giurisprudenziale intrapreso dalla Corte con le ultime Sentenze. Infatti, si è già avuto sentore di ciò con la memoria difensiva presentata dall'Avvocatura dello Stato sulla quale in occasione della Sentenza pensioni si erano appuntate le critiche del Governo come si è lasciato sfuggire lo stesso ex Commissario alla revisione della spesa Carlo Cottarelli nel corso della trasmissione televisiva "di martedì" intervistato da Giovanni Floris. A leggere il resoconto sembrebbe quindi che stavolta l' 

log dell'avvocatura dello statoquesta volta opportunamente sollecitata, non si sia lasciata cogliere impreparata ed abbia lanciato un allarme molto serio circa le conseguenze che provocherebbe una eventuale nuova Sentenza sfavorevole alle aspettative del Governo. Si aprirebbe secondo gli avvocati, una vera voragine nei conti dello Stato da 35 miliardi. I calcoli però sono contestati dai Sindacati unitariamente. L'aggravio strutturale a decorrere dal 2016 scrivono nella memoria gli Avvocati dello Stato, sarebbe pari a 13 miliardi l'anno. Ora, l'osservazione spontanea che ci viene da segnalare è quella che si può desumere dalle cifre computate dalla stessa Avvocatura: l'onere di salvare l'Italia dal fallimento è stato praticamente accollato in massima parte ai dipendenti pubblici se è vero che è costato 35 miliardi, perché l'operazione IMU ad esempio, vale 21 mld l'anno e quella sulle pensioni si calcolano in 300 mld i risparmi, ma sul lungo periodo. Praticamente al petto di ciascun impiegato della PA italiana dovrebbe essere appuntata la spilla di cavaliere della Repubblica: il nostro sacrificio ha salvato la Patria.I lavoratori si attendono giustizia dalla Corte dichiarano unitariamente le OO.SS. Il tempo è trascorso abbondantemente, è ora di tagliare altrove le spese per esempio, qualche miliarduccio si potrebbe risparmiare "sospendendo" l'accoglienza per due anni. Che ne dite? Giustizia vorrebbe sacrifici per tutti, anche per gli immigrati. Abbiamo già dato e la messe è stata abbondante. Sarebbero i primi 4 miliardi da utilizzare per rilanciare l'economia "buona" chiudendo il rubinetto all'economia "buonista", visto e considerato ch'è finita alla sbarra almeno per un pò..!

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Cgil, una Brunetta peggiorata la riforma neocentralista Madia della PA

giugno 5, 2015 at 12:52 admin

la cgil gufa renziAscoltata alla Camera sul ddl Madia di riforma della Pubblica Amministrazione, la Cgil ha argomentato molto negativamente le sue valutazione su quella che ha definito una riforma centralista e verticistica, nel solco della precedente riforma Brunetta che anzi se possibile peggiora perché cancella del tutto la contrattazione dal sistema regolatorio del rapporto d'impiego che torna ad essere normato dalla Legge come negli anni '50 uniformando a criteri ministeriali quella che invece è una organizzazione plurale di ambiti e territori differenti senza tener in conto alcuno la qualità e l'efficacia di servizi al cittadino escluso del tutto dal raggio di partecipazione alla valutazione di merito. Un ridisegno che non tenendo in debito conto le peculiarità delle molteplici amministrazioni coinvolte, si rende inapplicabile mentre avrebbe dovuto contenere principi cardini generali regolati in modo armonioso dalla contrattazione...(fonte) 

 

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Conferme dall'Eurispes, a tracimare nella PA è il numero di dirigenti e le loro retribuzioni

giugno 4, 2015 at 3:04 admin

foto sciopero statali inglesi

Lo scorso aprile Libre, associazione di idee ha avuto il merito di riprendere il vecchio rapporto Eurispes 2014 e riproporre nella maniera che a noi risulta più congeniale, i dati inconfutabili sul pubblico impiego nella zona UE a spazzar via luoghi comuni sui quali si regge ancora dopo cinque anni e si vuole confermare nella prossima finanziaria, la necessità di mantenere il blocco dei rinnovi contrattuali fino al 2018 ed il congelamento degli stipendi che va avanti dal 2010 perché la spesa risulterebbe ancora particolarmente gravosa sul bilancio pubblico. Ebbene, numeri alla mano i dati ci dicono che se c'è ancora da tagliare nel pubblico impiego questo è il numero dei dirigenti il cui rapporto è di 1 a 10 cioè, abbiamo un dirigente ogni dieci dipendenti mentre nel complesso, il numero degli impiegati dello Stato è diminuito negli ultimi dieci anni del 4,7%. Perché il rapporto dirigenti/dipendenti è ancora così basso dopo anni di tagli e blocco del turn-over? Perché sono la cinghia di trasmissione della politica, una casta sopravvissuta al maglio della crisi senza accusar colpo, funzionale non già all'offerta di servizi al cittadini bensì alle esigenze di controllo ed implementazione delle centrali politico finanziarie si stanza a Berlino e Bruxelles.

logo istituto eurispes

Veniamo ai numeri: l'Italia ha un rapporto impiegati/popolazione di 58 a 1000, meglio di noi solo la formidabile Germania che conta 54 dipendenti statali ogni 1000 abitanti. La Francia ne ha 94, il Regno Unito 92, la Svezia veleggia a 135 statali ogni 1000 residenti. Ma non basta, mentre da noi la decrescita del numero di addetti è una costante, i citati paesi della zona euro registravano durante la crisi un rilevante incremento di buste paga a carico del contribuente. Il totale della spesa per il personale delle pubbliche amministrazioni in Italia incide per l' 11,1% sul PIL, meglio di noi la solita Germania (7,9%), l'Austria col 9,7% e l'Olanda col 10% di spesa in rapporto al PIL. In tutti gli altri Stati, la spesa per il personale pubblica mangia il 19,2% di PIL in Danimarca, il 14,4% in Svezia, 13,4% in Francia, il 12,6% in Belgio, l' 11,9% in Spagna, l' 11,5% in GB...

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La UE ha un cookie per Garante

giugno 2, 2015 at 1:56 admin

vignetta cookieGli animatori di questo blog non sono dei professionisti come appalesa d’altronde il tenore degli interventi proposti. L’attività pubblicistica di questo blog muove esclusivamente dal desiderio di impiegare in modo intelligente il tempo libero soddisfacendo la naturale inclinazione per l’informazione retaggio di passati entusiasmi giovanili quando non si avevano a disposizione le moderne ICT e il desiderio di partecipazione al dibattito pubblico era costretto e circoscritto a consessi che mediavano fino a spegnere le voci che oggi chiameremmo “non conformi”. In tre anni il ricavato di queste pagine è stato assolutamente risibile, bastano infatti sette dita per poter contare le poche decine di euro regolarmente dichiarate. Si pensi che i soli costi annuali di registrazione del dominio e dei servizi hosting si aggirano sui cinquanta euro. Ebbene, dopo aver definito in 2,5 cm il diametro delle vongole (e non stiamo scherzando), la Commissione UE non ha trovato nient’altro di meglio da regolamentare scegliendo a caso evidentemente, di accanirsi  sumilioni di blogger con assurde prescrizioni che il Garante italiano si è affrettato a recepire frustrando l’attività dei tanti che pubblicano commenti ed opinioni, diritti garantiti dalla Costituzione italiana vigente all’art. 21 se qualcuno non lo rammentasse. Pur di segnalare a tutto il web i cookies come meritano soltanto i peggiori delinquenti che la storia criminale abbia mai conosciuto e non avendo possibilità economiche alcune per rivolgerci ad una agenzia tecnica specializzata,  sabato e domenica ci siamo visti costretti a rinunciare alla amata lettura dei giornali per tuffarci nello studio approfondito dei cookie, vermi criminali a cui basta un clic per mostrarvi video, immagini, interazioni sociali, innocua pubblicità ecc. ecc. Abbiamo speso due giorni per capirci qualcosa e provare a metterci in regola (?), ci siamo sfondate le meningi per riuscire tra cavilli, commi, sanzioni, e soprattutto soluzioni tecniche da costruire artigianalmente noi, anziani ottuagenari che abbiamo impiegato anni prima di passare dal fax alla posta elettronica con un certo successo. Pensate, con milioni di disoccupati, pensionati alla fame, Stati che sono falliti, immigrati che non si sa più dove stipare, a Bruxelles si sono arrovellarti per difendervi dall’imminente pericolo dei cookie diramando dispacci e direttive dettagliatissime. Se questa è una Unione, per una volta permetteteci di scrivere che è una Unione di coglioni! A dare per scontata la buona fede. Perché qualcuno qui, nel nostrosgabuzzo, avanza anche l’ipotesi che questa assurda operazione su larga scala non sia diretta a colpire tanto i grandi gruppi editoriali che hanno tutte le possibilità di assoldare tecnici e sviluppatori quanto a zittire quella enorme massa che utilizzando la rete pian pianino, sta formando le nuove coscienze e cominciando a far sentire le loro voci ed a reclamare cambiamenti sinceri nella società, nella politica, nell’ economia e soprattutto nella finanza…

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Il TAR annulla la Circolare DFP n.2-2014, visite ed esami preventivi non sono permessi

maggio 26, 2015 at 1:29 admin

dipendente sottoposto a visitaSu ricorso della Cgil-conoscenza, il TAR del Lazio ha emesso una importante Sentenza, la n. 5714-2015di annullamento della Circolare del Dipartimento Funzione Pubblica n. 2-2014 con la quale si introduceva un'interpretazione prescrittiva della norma rinovellata di cui al D.Lgs.165/01 circa l'imputazione a "permesso" dell'eventuale prescrizione medica per visite e/o esami a carattere di prevenzione. La materia deve essere rinviata alla disciplina contrattuale e non può essere disciplinata da una fonte normativa secondaria di carattere generale. Pertanto, le assenze per visite mediche, per terapie, per esami ritornano ad essere giustiificate come assenze per malattia secondo la normativa previgente 

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Sindacati al Governo: evitate un'altra figuraccia, riaprite la contrattazione prima della nuova sentenza di giugno

maggio 21, 2015 at 1:17 admin

logo tripliceLa Corte Costituzionale già in passato si è pronunciata sul blocco dei rinnovi contrattuali definendo la misura di carattere emergenziale, questi precedenti incoraggiano i sindacati al punto da lanciare un avvertimento al Governo: evitate un'altra figuraccia come è stata quella sulle pensioni e riaprite la contrattazione per i rinnovi del pubblico impiego fermi dal 2010. Il numero dei dipendenti pubblici è in calo costante ed anche la spesa è al di sotto della media europea, i lavoratori stanno patendo un danno notevole dai mancati rinnovi in termini di perdita di potere di acquisto ribadisce la Uil che annuncia presta la definizione di una piattaforma rivendicativa...(fonte 1) - (fonte 2)

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Una brutta scuola quella approvata, a poco è servita la massiccia mobilitazione

maggio 21, 2015 at 12:16 admin

logocgilE' una brutta scuola quella approvata alla Camera per la Cgil, Renzi ha rotto con tutti: famiglie, alunni, docenti e finanche dirigenti. Nell'incontro di lunedì prossimo il ministro Giannini dovrà chiarire quale reale volontà ha il Governo di cambiare diversamente la mobilitazione non si fermerà. Assunzioni di tutti i precari, eliminazione del limite dei 36 mesi al lavoro per i supplenti, riscrittura dei poteri dei dirigenti...(fonte)

logocislAnche per la Cisl senza modifiche sostanziali al Senato, la mobilitazione continuerà con modalità che saranno definite unitariamente. A nulla è valsa la massiccia adesione di piazza, al ddl sono state apportate solamente modifiche marginali dichiara il segretario Scrima...(fonte)

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...la buona scuola, una riforma da approvare in fretta...

maggio 16, 2015 at 11:02 admin

...per difendere la democrazia a garanzia del futuro...

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Scuola, sindacati sull'orlo di una crisi di nervi e genitori schierati coi Presidi

maggio 14, 2015 at 12:25 admin

Il sindacato ha perso il lume della ragione dice Davide Faraone, sono frustrati dal non essere riusciti a bloccare le riforme e minacciano di danneggiare i ragazzi e le loro famiglie facendo saltare gli scrutini. Abbiamo apportato modifiche alla riforma in discussione concedendo gli scatti di anzianità già in autunno, abbiamo rivisto e ridimensionato il potere dei presidi eppure non gli basta, sono loro ad essere chiusi al dialogo. Hanno usato le graduatorie come bacino per le tessere e svilito il loro ruolo diventando dei ricorrenti al TAR. I primi sondaggi sulla contestata riforma della scuola però, confortano il Governo, rivelano infatti che i genitori pur non conoscendo nel dettaglio il disegno di Legge, sono schierati al fianco dei Presidi nel senso che si dicono favorevoli alla figura del Preside-decisore. Di tutt'altro avviso anche la Cisl che pur non rinunciando a trattare al tavolo, vede nell'approccio di Renzi un limite: eviti di mostrare i muscoli, perché nessuno riforma il paese da solo dichiara Annamaria Furlan. Anche la Cisl è su posizioni critiche riguardo alla questione dei poteri esclusivi di cui sarebbero dotati i Presidi nella valutazione degli insegnanti e chiede che i docenti siano valutati da ispettori ministeriali, famiglie e finanche alunni. Ora proviamo ad immaginare un ragazzino che viene a trovarsi nella condizione di poter punire il suo maestro dopo una sfilza di impreparati. Sarà anche una cattiva riforma questa, ma è di tutta evidenza che il sindacato ha urgenza di curarsi l'affezione di sessantottinite acuta prima di poter dire la sua sulla scuola con una certa credibilità...!

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Madia: senza riforme non si firmano contratti

maggio 14, 2015 at 10:08 admin

Non ancora metabolizzata del tutto la grana della rivalutazione pensionistica, che prossimo sta per arrivare il 23 giugno un nuovo pronunciamento della Corte Costituzionale sul blocco dei rinnovi contrattuali per il pubblico impiego. Un primo diretto è già andato a segno, ora un gancio sinistro potrebbe mettere definitivamente KO i conti del Governo che però si sente sicuro su questo punto: prima approviamo le riforme per la crescita, poi possiamo riparlare di rinnovi contrattuali fa sapere per bocca della Madia che prosegue: la Corte nel 2013 ha chiarito che i rinnovi nel pubblico impiego possono essere disattesi se circoscritti temporalmente per motivi di risanamento della finanza pubblica senza contare che abbiamo già dato gli 80 euro! Non basterà quindi un primo accenno di crescita certificato dall'Istat, bisognerà che questa si irrobustisca e diventi stabile perché si possa parlare di firmare nuovi contratti di lavoro e vedere qualche incremento di salario in busta paga, par di capire. Poi Madia pone l'accento sulla riforma della PA approdata alla Camera con quelle che considera importanti novità sulla dirigenza pubblica:dirigenti non si faranno tutta la carriera in un solo ufficio, chi darà voti uguali a tutti i dipendenti sarà penalizzato. La valutazione sarà determinante per la scalata tra prima e seconda fascia. Le assunzioni avverranno solo per concorso, il numero dei dirigenti esterni negli Enti Locali sarà ridotto al minimo...(fonte)

 

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