Rinnovo contratti agli Statali, a dicembre la firma, ma cercasi milioni disperatamente per non azzerare gli 80 euro

agosto 6, 2017 at 3:50 admin

Aran e parti sociali si sono riunite mercoledì, 2 agosto, per avviare le trattative dei rinnovi ai contratti pubblici di lavoro. Con una prima ricognizione si sono definiti i nodi per i quali devono essere trovate soluzioni nei prossimi incontri a partire dal 31 agosto, riservati alle Amministrazioni centrali e dalla prima settimana di settembre ai restanti tre comparti: scuola, sanità, Enti Locali. I cinque miliardi finanziati per gli incrementi contrattuali non bastano. I sindacati rivendicano per intero ai tabellari gli aumenti di 85 euro concordati con gli accordi del 30 novembre scorso. Dunque si cercano disperatamente nelle pieghe dei fondi fuori stanziamenti, le risorse necessarie a non azzerare il credito fiscale degli 80 euro eventualità che dovrebbe colpire circa trecentomila dipendenti con la pioggia di aumenti tabellari prevista dal nuovo contratto. Novità nella discussione si sono registrate anche in tema di assenze che si ipotizza di regolare per contratto. Alle Amministrazioni che faranno registrare assenze ricorrenti e sistematiche in prossimità dei fine settimana o delle festività, non sarà incrementato il fondo salario accessorio [fonte]

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Anci, guida pratica ai controlli preliminari per deliberare nuove urgenti assunzioni

agosto 6, 2017 at 1:06 admin

Assunzioni, per aiutare gli Enti Locali, soprattutto i piccoli Comuni privi di uffici con le necessarie compentenze, ad orientarsi nel labirinto di norme e vincoli posti a salvaguardia degli equilibri finanziari a seguito dell'allentamento al blocco del turnover introdotto dalla recente manovra correttiva dei conti DL 50/2017 e dalla approvazione del nuovo TU del pubblico impiego, ANCI ha pubblicato un quaderno operativo che elenca e riassume tutti i 15 accertamenti preliminari da porre in essere prima di Deliberare nuove assunzioni di personale a parziale compensazione delle cessazioni ed a copertura della esigenza imprescindibile di sostituzioni generazionali, nella segreta speranza che si possano tradurre in concreto cambiamento di cultura della pratica quotidiana negli uffici italiani. A maggior ragione, nelle realtà i cui risultati oggettivi salgono agli onori delle cronache per inefficienze, indolenze, inefficacia dell'azione amministrativa pur vantando un organico al di sopra delle proprie esigenze reali.

Di seguito, il quadro esemplificativo ai quali gli EELL possono riferirsi

 

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congedo per Santa Messa e barberia, le ragioni che fanno apprezzare i monopoli delle Partecipate

luglio 26, 2017 at 4:23 admin

Le Partecipate romane, oggetto del focus, fanno registrare tassi di assenteismo del 12,6%. Ma per farsi una idea di che cosa parliamo, è necessario tradurre in numeri queste cifre percentuali. Ogni giorno, nella sola ROMA, 3.000 dipendenti delle aziende a capitale pubblico, si assentano dal lavoro per i motivi più diversi imputabili a scelte estemporanee tradotte in presunti diritti contrattuali. Naturalmente parliamo di assenze diverse da riposi compensativi e ferie ordinarie. Alcuni contratti aziendali, prevedono finanche il "congedo per Santa Messa", in prossimità delle ricorrenze Cristiane. Vale a significare che nel periodo natalizio come in prossimità della Pasqua, il dipendente ha diritto ad assentarsi per andare ad assistere alla Santa Messa e viene retribuito come se stesse presente in servizio. Tanto per Fede, senza dover rinunciare alla doppia paga del "superfestivo". Ma non solamente di assenze muoiono le Partecipate. Alcune, come l'Atac, un esempio a caso, si sono dotate di "ufficio barberia" manco fossero a Montecitorio. Uno speciale sportello dove il dipendente sano e/o ammalato, può accomodarsi per farsi schampo, capelli e barba in house. Per la cronaca, la sola Atac ha un debito monstre da 1,2 miliardi di euro caricato sulle spalle del contribuente che aspetta ore alle fermate dell'autobus o viene trascinato sui binari della metro per disattenzione del conducente. Documentati una risma simile di eccessi e sprechi, s'intuisce facilmente l'ostinazione della politica a non voler rompere i monopoli dei servizi pubblici locali. Svuotare tutte le mangiatoie municipali ad un esercito di affamati, significherebbe perdere sacche di consenso garantito con il crollo definitivo del sistema di scambio concordato tra appoggio elettorale e rendita di posizione garantita per Legge. [FOCUS]

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Partecipate, senza tagli a premi e buonuscite, niente affidamenti diretti

luglio 26, 2017 at 1:39 admin

Nel mezzo del cammin dell'attuazione, la riforma Madia si è ritrovata nella selva oscura delle Partecipate dove ha fissato una data certa: il 31 luglio 2017, entro la quale dovranno adeguare gli Statuti societari e cancellare le "buonuscite"; i "gettoni di presenza" ai CdA; i "premi di risultati". Risultati che peraltro nessuno ha mai visto, nascosti come sono nel portafogli dei trombati dalle urne abilmente ricollocati dai partiti nei quadri dirigenti delle aziende pubbliche in compagnia dei collettori di consenso territoriale buoni a tenere in piedi l'intero sistema di scambio interessato tra capitalismo municipale e politica nazionale. Il 31 luglio dicevamo, è la data fatidica anche se, in linea teorica, le Partecipate potrebbero anche decidere di infischiarsene e portarsi in regime di prorogatio. Siccome però i danni e le sconcezze delle aziende pubbliche hanno gravato così tanto sul debito collettivo dello Stato, stavolta disattendere la norma potrebbe segnare la soluzione finale del problema Partecipate con la messa in liquidazione per mancanza di "commesse". Infatti, proseguire l'attività in prorogatio senza adeguare gli Statuti, inibisce l'iscrizione all'elenco delle aziende abilitate agli affidamenti diretti senza i quali la quasi totalità delle Partecipate non ha né mezzi, né cultura d'azienda per stare sul mercato e finirebbero in bancarotta con tutte le conseguenze del caso. Quindi, forse il 31 luglio sarà la volta buona perché almeno si ottenga di dare una sforbiciatina agli eccessi di spreco derivante da rendita di posizione...

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aumenti contrattuali, chi sfora il tetto recupera gli 80 euro una tantum netto in busta

luglio 9, 2017 at 7:28 admin

Fissati in cinque miliardi di euro i paletti degli stanziamenti per rinnovare i contratti di cui 1,4 miliardi a carico dei bilanci di Regioni ed EELL, come abbiamo già ampiamente illustrato, la Direttiva madre lascia comunque ampi margini alle trattative. La ripartizione degli incrementi stipendiali prevederà cinque o sei fasce retributive analogamente a quanto avviene per il riconoscimento del credito d'imposta: coloro i quali guadagnano meno, si vedranno riconosciuti il massimo degli aumenti (85 euro in media), in termini reali e non percentuali. Viceversa, le posizioni apicali che godono di trattamenti economici elevati, avranno minori incrementi di stipendio netto in busta. Per superare lo scoglio degli ottanta euro, l'ipotesi allo studio che riguarda circa duecentomila statali per i quali si calcola che gli aumenti di stipendio finiranno per sterilizzare il credito d'imposta a seguito dello sfondamento del tetto di reddito, fonti accreditate fanno sapere che Governo e parti sociali pensano ad un recupero una tantum direttamente in busta 

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Statali, in 200.000 restano fregati dal bonus degli 80 euro, testo della Direttiva sui rinnovi contrattuali

luglio 9, 2017 at 6:32 admin

A firma del Cons. Pia Marconi, il 6 luglio 2017 il Dipartimento della Funzione Pubblica ha trasmesso all'Aran la "direttiva madre" del ministro Madia che dà il via alle trattative per i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego. Apertura dei tavoli di trattativa già in questo luglio con le Amministrazioni centrali. Per la verità, le interpretazioni degli orientamenti espressi nella Direttiva ministeriale sono abbastanza controverse. Si oscilla tra il pessimismo del Fatto quotidiano ed la fiducia del Sole24Ore. Un solo punto appare certo: non vi saranno stanziamenti aggiuntivi. Le cifre disponibili per rinnovare i contratti pubblici sono quelle accantonate nelle finanziarie 2016-17 e 2018 per una spesa totale di circa 5 miliardi di euro. Secondo gli amici del Fatto, 200.000 Statali resteranno beffati dal bonus nel senso che la mancata previsione di ulteriori finanziamenti, sterilizzerà gli aumenti contrattuali di quanti si calcola supereranno con gli stessi, i redditi che danno diritto al credito d'imposta che rammentiamolo, Renzi riuscì a distribuire barattando l'accoglienza dei migranti con la possibilità di maggior deficit in occasione delle europee. Più fiduciosi invece si mostrano gli esperti del Sole24Ore che, allineandosi alle ipotesi del Governo, rimangono fiduciosi del metodo della cosiddetta piramide rovesciata nella ripartizione degli incrementi stipendiali. Con questa modalità, percepiranno maggiori aumenti in misura inversamente proporzionale ai redditi, coloro i quali hanno stipendi più bassi. Un metro che dovrebbe consentire di rimanere negli scaglioni del credito di imposta, la totalità degli attuali percettori [DFP-Direttiva 39110-17] [Sole24Ore] [Fatto quotidiano]

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Rinnovi dei contratti, nessuna beffa per i lavoratori, due ipotesi per mantenere il bonus da 80 euro in busta

luglio 1, 2017 at 11:51 admin

In attesa che il MEF autorizzi gli 80 euro anche a coloro che con gli aumenti dei rinnovi supereranno i 26.000 euro di reddito, Madia conta di chiudere i contratti entro ottobre legando gran parte degli incrementi ai risultati. Due le ipotesi allo studio per non far perdere gli ottanta euro ai lavoratori: la prima vorrebbe reperire ulteriori 500 milioni di euro, ma è una ipotesi poco praticabile visti i vincoli europei di bilancio. La seconda ipotesi prevederebbe invece di detrarre i 500 milioni che occorrono a mantenere il bonus in busta, direttamente dal monte di finanziamenti già previsti nella legge di stabilità 2018 per i rinnovi che con questa modalità, vedrebbero ridursi inevitabilmente la cifra complessiva destinata agli aumenti veri e propri [fonte.1] [fonte.2]

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Uil-PA, ai tavoli delle trattative, i rinnovi contrattuali non possono essere vincolati dall'indirizzo del Governo

luglio 1, 2017 at 11:20 admin

L'atto di indirizzo del Governo all'Aran non può essere un vincolo ai tavoli contrattuali per la UIL-PA. Di eguale valenza e segno opposto sono infatti le piattaforme sindacali, altrimenti non sarebbe una trattativa. UIL-PA chiarisce che sul piano economico gli 85 euro di incrementi devono intendersi di stipendio tabellare. Altra storia sarà lo stipendio di produttività che va dedica defiscalizzato come già avviene per il settore privato anche perché bisogna scongiurare che gli aumenti contrattuali sterilizzino il credito d'imposta noto come bonus degli 80 euro. Sul piano normativo invece bisogna restituire al sindacato il suo ruolo nel quadro ordinato di corrette relazioni sindacali riassegnando alla contrattazione quanto gli è stato sottratto dalle norme [fonte]

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La Fedeli a suo agio, al tavolo dei contratti ritrova i compagni del sindacato

luglio 1, 2017 at 7:27 admin

Gli apparati della Amministrazione Pubblica francese sono da sempre un esempio di eccellenza al quale anche l'Italia ha guardato con ammirazione, in passato. Lo stesso Macron, il giovane nuovo presidente della Repubblique, ha potuto bruciare le tappe della sua carriera in virtù dell'arduo percorso selettivo portato brillantemente a termine presso l'ecole nationale d'administration dove lo Stato francese seleziona le migliori intelligenze che entrano poi a far parte della pubblica amministrazione. Un percorso selettivo abbreviato, riservato a quelle individualità destinate a raggiungere i vertici apicali. I migliori giuristi, economisti, ingegneri arrivano al Governo in Francia per meriti nell'interesse esclusivo della nazione e diventano collaboratori o politici loro stessi, ma non dipendenti dalla politica e dai partiti. Nulla di tutto ciò accade in Italia dove come esempi di eccellenza, possiamo offrire una maestra d'asilo che ha fatto carriera nel sindacato, cioè quella stessa controparte che oggi si ritrova al tavolo delle trattative per rinnovare i contratti pubblici e che con grande maturità, mostra di sentirsi a suo agio tanto oggi a dare soldi per conto dello Stato, quanto ad averli chiesti ieri per conto dei lavoratori. Niente da eccepire. Splendide eccellenze quelle che prepara la scuola italiana che dagli anni '80 ha abbandonato il merito per inseguire le statistiche nei diplomifici come nelle accademie per somari cum laude. [fonte.1] [fonte.2]

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84.000 posti di lavoro cancellati nella PA italiana, solo la Grecia ha tagliato di più

luglio 1, 2017 at 6:30 admin

Nell'area OCSE, dopo la Grecia, abbiamo tagliato più posti di lavoro di ogni altro paese, per la precisione: 84.000 posti di lavoro sono spariti nella PA italiana nel quadriennio 2013-2016. In termini percentuali, le Amministrazioni Centrali hanno tagliati il 24% dei posti in pianta organica; le Amministrazioni Locali hanno cancellato il 17% dei posti. Secondo la Cgia di Mestre però, l'anticipo pensionistico dell'APE, la quattordicesima ai pensionati, l'allargamento della NO TAX AREA, hanno praticamente vanificato ogni sacrificio di risparmio ed a fronte dei 30 miliardi recuperati con la revisione della spesa, si sono registrate uscite aggiuntive per 31 miliardi [fonte.1] [fonte.2]

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