contratti, mancano 500 ml, per i docenti si pensa di monetizzare la card

Il salario dei prof italiani è povero rispetto agli stipendi percepiti dai docenti tedeschi, inglesi e francesi. Pertanto tutti i governi che si sono succeduti hanno promesso aumenti da cento euro col prossimo rinnovo dei contratti 2019-2021 per dare un primo segnale di intendimenti mirati a colmare il divario. La legge di stabilità in discussione, al fine di rinnovare i contratti pubblici, prevede uno stanziamento complessivo di 3,2 miliardi. Di questi, 1,7 mld sarebbero destinati agli ottocentomila professori italiani di ogni ordine e grado. Mantenere la parola data e riconoscere 100 euro di aumenti in busta paga significa che il Miur deve reperire risorse aggiuntive per 500 ml. La Gilda ha quindi suggerito di monetizzare la “card” docenti destinata agli acquisti di materiale ed all’aggiornamento professionale. I tecnici ministeriali non avrebbero escluso una simile copertura che nasce dalle stime statistiche per le quali si è avuto modo di accertare che la “card” è utilizzata dai docenti nella misura trascurabile del 6% nella formazione professionale, mentre in massima parte la dotazione annuale è spesa per acquistare strumenti informatici. Monetizzare la “card”, almeno in parte, significherebbe aumentare il peso reale delle buste paga sia a fini retributivi, sia a fini pensionistici, sia a fine di accantonamenti TFR/tfs

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