..in passerella l’autonomia speciale della Sicilia

L’autonomia più elegante? Non c’è il minimo dubbio, sarà quella siciliana. Un vero figurone sfilerà presto in passarella. Al fardello di sette miliadi di debito infatti, Regione Sicilia ha sommato ben 1.1 milioni di euro per mandare in passerella il suo esercito di 997 commessi ed autisti vestiti di tutto punto con divise fregiate dalla trinacria. Nemmeno il Papa ha un codazzo di simile fattura. Tanto per dire, semmai ve ne fosse ancora bisogno, che cosa significa l’autonomia accordata alle Regioni del sud dove la sola economia che tira è quella della spesa clientelare, quella storica, la stessa che utilizzava la vecchia DC per organizzare il consenso che poi investiva per amministrare il nord produttivo e sviluppato. Quella siciliana è una autonomia particolarmente speciale. Nella quale lo Stato praticamente non mette becco. Funge solamente da banco di ultima istanza. In buona sostanza, come dicono da quelle parti, quella siciliana è una economia di spesa allegra. Serve a mantenere la pace sociale minacciata dalle cosche ed a fine anno, quando i soldi non bastano, il governo palermitano chiama Roma che pronta, ripiana i debiti contratti. Sarà mica questa caratteristica a rendere speciale l’autonomia della Sicilia? Perché non si capisce altrimenti come sia possibile il perdurare di un governo locale che dal 1945 ad oggi pretende di autodeterminarsi senza portare alcun risultato e miglioramento nelle condizioni generali dei suoi cittadini. Non c’è un solo settore della Amministrazione regionale che possa vantare eccellenze ed economie lontanamente paragobili non azzardiamo a quelle delle Province autonome di Trento e Bolzano, ma almeno a quelle delle Regioni a Statuto ordinario della Lombardia e del Veneto che si vedono sequestrate il loro PIL dallo Stato centrale al quale pure ritornano paccate di miliardi in tasse e nonostante ciò, restituiscono servizi di eccellenza ai cittadini degni delle migliori prassi europee. Per davvero non si riesce a comprendere la spocchia del governo siciliano dove possa poggiare le sue indifendibili rivendicazioni. Pensate che il Presidente della regione Sicilia, gode per Statuto fatto proprio dalla Costituzione Repubblicana, del rango di Ministro. Per capirci, il presidente Musumeci quando ha bisogno bussa a quattrini, quelli guadagnati col lavoro in altre Regioni dello Stivale e se il Governo centrale non si sbriga a sganciare, può entrare e sedersi direttamente al tavolo di Palazzo Chigi senza bussare nemmeno la porta e chiedere il permesso di entrare. Una poltrona del Governo della Repubblica è di diritto a lui riservata nel Consiglio dei Ministri. Avete mai sentito dibattere le forze politiche sulla opportunità di avviare una riforma Costituzionale che cancelli questa scellerata autonomia siciliana? Il Governo spagnolo per molto meno ha commissariato l’autonomia catalana, tanto per fare un esempio. Lotta alla mafia. Di quale lotta parliamo?

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