fatta la Legge, trovato l’inganno per assumere anche gli idonei ai concorsi

E’ un costume tutto italiano quello che vede un nuovo Governo apportare modifiche a Leggi giuste e collaudate al solo fine di darsi l’etichetta di rinnovatore. E’ quanto accaduto con la Legge n. 145/2018 che ha interdetto agli idonei non utilmente classificati nelle graduatorie concorsuali la possibilità di essere assunto con lo scorrimento progressivo nel corso degli anni per i posti che si liberavano. Fatta la Legge, trovato l’inganno ed a giusta ragione, anche per dare una speranza a chi giovane e forte magari non lo è più. Sono tanti infatti gli sventurati che a forza di impiegare la loro meglio gioventù a studiare per sostenere prove selettive nel frattempo, pur avendo certificate le loro competenze ed abilità professionali conseguendo una idoneità, sono diventati uomini e donne mature che hanno esaurito la naturale spinta propulsiva di un giovane nel pieno delle sue forze psicofisiche. Per ovviare a questa ennisima sciocchezza nuovista di quanti nel loro vissuto non hanno mai sperimentato lo sforzo di superare un concorso e consumato le energie necessarie alla preparazione, molti Enti hanno messo in campo una strategia per incentivare la partecipazione ai concorsi e consentire anche agli idonei di aspirare ad una sistemazione dignitosa nella Pubblica Amministrazione al servizio dei cittadini spesso supermotivati proprio dalle lunghe attese della disoccupazione. Sono allo studio prassi concorsuali pluriennali con assunzioni scadenzate annualmente in maniera tale da consentire ai “bravi e meritevoli”, anche quando non sono delle cime, la possibilità di essere assunti in anni successivi premiando lo sforzo di una buona preparazione sufficiente a farne degli impiegati modello. Via libera dunque agli “Einstein” nella PA, ma spazio anche all’uomo qualunque purché idoneo.

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